Disturbi gastro-intestinali e psiche

Che cosa ci induce a soffrire piu' di quanto potremmo? Fragile autostima, depressione, insopprimibili sensi di colpa, disamore di sé, sfiducia nel proprio valore e nelle proprie capacità, frustrazione, rabbia, impotenza, senso di inadeguatezza, senso di vuoto; dipendenza e dedizione a legami funesti, dominio e sottomissione. Spesso questi disturbi si manifestano attraverso sintomi e malattie fisiche di stress quali: insonnia, cefalea, ansia, disturbi gastro-intestinali, respiratori, tensione muscolari, disfunzioni sessuali… Altre volte possono complicarci notevolmente l’esistenza, inquinando le varie sfere di vita. Tutto è più complicato, faticoso o doloroso: il lavoro, le relazioni d’amore e d’amicizia, la sessualità.

Moderatore: Dr.ssa Cristina Spadoni

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ilaria
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Disturbi gastro-intestinali e psiche

Messaggio da ilaria » 3 giugno 2006, 18:57

Leggendo la descrizione noto che argomento del forum coìsono anche i legami tra disturbi psichici e fisici, quindi credo di non andare ot se le chiedo qualcosa a proposito dei disturbi gastrointestinali che pure sono nominati.
Frequento un forum che scherzosamente si intitola "crazy colon cafè" e dove ho trovato amici per buttare a ridere i guai che derivano da questo disturbo.Ma tra una battuta e l'altra parlando abbiamo notato che un tratto di personalità ci accomuna: i problemi di relazione con gli altri.Tutti in fuga da qualcosa-dal branco, dalla noia delle solite cene, dalle telefonate fiume in cui si ascolta e non si viene ascoltati, dalle amicizie di comodo, basate sul bisogno del momento, dalle parole parole cui si preferisce il costruire e il fare- ci ritroviamo accomunati da una condizione di beata solitudo in cui sentiamo di essere veramente noi stessi.In alcuni casi la domanda è se son venuti primi i disturbi o prima gli evitamenti. Ma in tutti i casi,vuoi per il limite sociale che il crazycolon comporta vuoi per il limite sociale autoimposto, il disturbo funzionale si correla alla medesima difficoltà di relazione.Ora a parte che tutto ha sempre relazione con tutto e che ogni caso è un caso a sè...c'è una qualche "evidenza scientifica" - chiamiamola così- che potrebbe supportare questa ipotesi di correlazione, stante in ogni caso il fatto che non è qui possibile una diagnosi e che ogni affermazione è teorica e tutta da verificare rispetto agli specifici casi?

Mi sento di imboccare la strada di una sinomatologia psicosomatica oggi con più disponibilità di ieri perchè ho fatto un mucchio di analisi cliniche che escludono le cause organiche.
Immagine uh?
"la situazione è grave, ma non seria"- groucho marx-

Dr.ssa Cristina Spadoni
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Messaggio da Dr.ssa Cristina Spadoni » 6 giugno 2006, 18:40

Cara Ilaria, quello che posso dirle è che sarebbe interessante approfondire quello che voi del “colon cafè” avete notato attraverso una ricerca scientifica, statisticamente valida. Se essa esista già nella vasta gamma di ricerche in campo psicologico questo non saprei dirglielo. Cero è che i disturbi gastro-intestinali hanno, come lei già ipotizza, un significato psicologico. All’interno poi dei diversi disturbi sia gastrici sia intestinali, ognuno potrebbe avere diversi significati ognuno specifico alla persona portatrice. I disturbi di questo tipo fanno capo spesso alle dinamiche legate al “trattenere” o al contrario “non trattenere”, spesso associate alla sfera dell’aggressività. “Ascoltare e non essere ascoltati” per es. implica sentire di dare senza ricevere, implica subire, implica ingoiare rabbia e trattenerla. E’ troppo generico cos’, capisco, ma occorrerebbe approfondire il caso singolo attraverso la psicoterapia, che permetterebbe di tradurre il significato personale del sintomo e di far sì che la persona permettendosi di avvertire taluni sentimenti repressi ricominci poi ad utilizzare il canale verbale per esprimere qualcosa che, nel sintomo somatico trova disponibile solo quello corporeo.

Di cuore,
Dr.ssa Cristina Spadoni

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