utilità della psicoterapia

Che cosa ci induce a soffrire piu' di quanto potremmo? Fragile autostima, depressione, insopprimibili sensi di colpa, disamore di sé, sfiducia nel proprio valore e nelle proprie capacità, frustrazione, rabbia, impotenza, senso di inadeguatezza, senso di vuoto; dipendenza e dedizione a legami funesti, dominio e sottomissione. Spesso questi disturbi si manifestano attraverso sintomi e malattie fisiche di stress quali: insonnia, cefalea, ansia, disturbi gastro-intestinali, respiratori, tensione muscolari, disfunzioni sessuali… Altre volte possono complicarci notevolmente l’esistenza, inquinando le varie sfere di vita. Tutto è più complicato, faticoso o doloroso: il lavoro, le relazioni d’amore e d’amicizia, la sessualità.

Moderatore: Dr.ssa Cristina Spadoni

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weely76
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utilità della psicoterapia

Messaggio da weely76 » 14 giugno 2006, 13:19

inserisco questo quesito perchè mi è stato consigliato da diversi utenti di questo forum di fare riferimento ad un terapeuta. Dirò che sono molto perplesso in merito...è una esperienza che non avrei mai pensato di dover vivere e starmene a raccontare i fatti miei ad un completo estraneo mi lascia molto dubbioso...
Vorrei dunque sapere se c'è qualcuno tra i presenti che se ne è avvantaggiato sul serio ed in maniera proficua nella vita reale! Se qualcuno ha letto ciò che ho già scritto in fari forum qui dentro saprà che la mia è una situazione che necessita di risposte molto concrete...non me ne vogliano gli illustri professionisti che cortesemente rispondono in questa sede e che con molta cortesia e disponibilità danno il loro disinteressato contributo ed anzi prendano questa mia come spunto per spiegare a me (ma a tanti credo) quale può essere l'utilità pratica di una terapia....a cosa mi può giovare parlare della mia infanzia ..di un vissuto che già conosco....ad una persona a cui per altro - non certo per cattiva volontà ovviamente ma perchè è una perfetta estranea - può interessare fino ad un certo punto della mia intimità individuale che mi ascolta perchè è pagata e magari guardando l'orologio perchè qualcuno attende dietro la porta (e mi intristisce pensare di dover pagare per essere ascoltato da qualcuno!)? Cosa concretamente cambia nella vita di tutti i giorni? E' vero può essere uno sfogo certamente salutare...ma poi??? Il problema resta nella sua integrità io credo...insomma cosa ci si deve aspettare da una terapia? Cosa è giusto aspettarsi o esigere (almeno professionalmente visto che non è mai un rapporto personale) da un terapeuta? Senza contare che si tratta di una terapia di cui si vede l'inizio ma non la fine con un senso di indeterminatezza che lascia perlessi in quanto ci si ritrova senza punti di riferimento...se ho male al ginocchio un ortopedico mi dà un tutore, mi dice "guarirà in 30 giorni"....mi rilascia una prognosi insomma...ma in questo caso? Cosa succede? E, non ultimo problema, magari per chi come molti giovani non ha lavoro o ne ha uno precario, il costo: la media è di 50 euro a seduta che moltiplicati per 4 fanno circa 250 euro (IVA inclusa) al mese (che ci possono anche stare, ben inteso!).....considerando però che si tratta di una terapia praticamente "sine die"....come fare una previsione anche dal punto di vista degli impegni economici? Purtroppo non tutti hanno dei pozzi profondi cui attingere...
Ringrazio fin d'ora quanti mi vorranno rispondere soprattutto qualche psicoterapeuta magari. Grazie mille.

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ilaria
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Messaggio da ilaria » 14 giugno 2006, 14:25

Ciao! Non sono un'esperta ma ti dico la mia lo stesso 8)
Vorrei dunque sapere se c'è qualcuno tra i presenti che se ne è avvantaggiato sul serio ed in maniera proficua nella vita reale!
Presente :lol:
Dunque: io ero disoccupata che più disoccupata non si poteva e assolutamente "priva di mezzi" e di esperienza per potermi muovere con disinvoltura in giro a "promuovere me stessa" per trovare un lavoro.Sapevo che, in quelle condizioni, non avrei potuto fare molta strada e mi sono rivolta alla asl e ho iniziato un percorso con uno psicoterapeuta. E al termine di quel percorso ho trovato "concretamente" un lavoro col quale ora campo.Ma se quel particolare obiettivo l'ho raggiunto, tuttavia il mio percorso personale ancora deve ultimarsi.

A cosa mi può giovare parlare della mia infanzia ..di un vissuto che già conosco....ad una persona a cui per altro - non certo per cattiva volontà ovviamente ma perchè è una perfetta estranea - può interessare fino ad un certo punto della mia intimità individuale che mi ascolta perchè è pagata e magari guardando l'orologio perchè qualcuno attende dietro la porta (e mi intristisce pensare di dover pagare per essere ascoltato da qualcuno!)?

Bisognerebbe che tu riconoscessi che questa è la "tua" rappresentazione della psicoterapia,è l'idea che ti sei costruito tu e che forse occorre sospendere il giudizio, maturato su convinzioni personali per trovare uno spazio mentale alla vera conoscenza.
Lo psicoterapeuta è un professionista e lo si paga come si pagano tutti i professionisti che ci prestano un servizio. Il fatto di "pagare" per una prestazione non dovrebbe essere un problema più di tanto per chi paga,altrimenti dovrebbere esserlo sempre sia che si paghi il macellaio, sia che si paghi l'infermiere, sia che si paghi il commercialista.
Personalmente io preferisco le persone che , per loro motivazioni personali, per sensibilità, pre scelta di vita e di valori, decidono di occuparsi degli altri, di lavorare nelle relazioni d'aiuto, e non perchè io le consideri più "buone" delle altre, ma perchè si tratta di persone(quando non sono dei ciarlatani, che di questi è pieno il mondo) che stanno addosso ai problemi,propri ed altrui, e non se li tirano dietro alle spalle.

La psiche,inoltre, funziona in un certo modo, ha delle sue dinamiche, che possono essere conosciute.E lo psicoterapeuta le conosce, così come il cardiologo conosce come funziona il cuore. Quindi parlar di sè e della propria infanzia a uno psicoterapeuta, professionista della psiche e del suo funzionamento, non è la stessa cosa di parlare ad un estraneo dei fatti propri.Non si tratta di sfogarsi o di trovare consolazione, si tratta di cominciare a conoscersi grazie a qualcuno che come un faro illumina di noi lati, parti, aspetti inediti, che ci sono sfuggiti, o che abbiamo considerato secondo logiche e modi d'interpretarci diversi, magari condizinati da giudizi altrui, o da convinzioni correnti, ma non troppo aderenti alle vere ragioni nostre e più intime.
Cosa concretamente cambia nella vita di tutti i giorni? E' vero può essere uno sfogo certamente salutare...ma poi??? Il problema resta nella sua integrità io credo...insomma cosa ci si deve aspettare da una terapia? Cosa è giusto aspettarsi o esigere (almeno professionalmente visto che non è mai un rapporto personale) da un terapeuta?

Il problema non è un oggetto in quanto tale.Quel che per qualcuno è un problema per un altro non lo è.Ci sono persone che hanno paura di parlare in pubblico, altre che nella stessa identica situazione non temono un bel nulla. E' importante allora capire come mai un dato oggetto "per me" è un problema.Che significato dò io a una situazione che "io" vivo come difficile e problematica.Si tratta di considerare le cose da prospettive diverse e illuminarle con una luce diversa e scoprire che possiamo vederci diversamente.

Una psicoanalista con al quale feci un colloquio "di conoscenza" alla domanda "Quali aspettative di cambiamento posso avere da una psicoterapia?" Mi ha risposto che io non sarei cambiata, io sono quella che sono, ma l'energia che è ora bloccata in qualche problema , in qualche conflitto, in qualche nodo, si sarebbe liberata.Come un fiume il cui corso è ostruito da un masso che infine viene rimosso e riprende a scorrere fluentemente io, alla fine della terapia, avrei recuperato energie nuove finora intrappolate


considerando però che si tratta di una terapia praticamente "sine die"....come fare una previsione anche dal punto di vista degli impegni economici?

Anche il cibo che compri per mangiare è una spesa "sine die",eppure lo senti indispensabile e non ti preoccupi che è una spesa che farai per tutta la vita. La terapia è altrettanto indispensabile e la sua durata dipende anche dalla motivazione del paziente, dal suo desiderio di farsi carico del proprio lavoro su di sè, di avere chiaro in mente che il paziente non è un "pacco" che va a depositarsi passivamente sulla poltrona dell'analista,che non ha bacchette magiche, ma che è parte attiva e attivamente può darsi da fare per cavarsi dai suoi pantani.
Nella psicoterapia è importante crederci, aver fiducia e, come fai tu, cercarsi di togliere tutti i dubbi, chiedendo e informazioni,magari parlando "dal vivo" con un professinista dei tuoi dubbi e delle tue perplessità .Ed è importante "scegliere lo psicoterapeta giusto per se", che uno non vale l'altre, secondo me, e questo è l'aspetto più critico della faccenda.


e comunque, in bocca al lupo!!!
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hermi
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ciao

Messaggio da hermi » 14 giugno 2006, 19:59

weely! :)
Beh guarda, per quanto riguarda la mia opinione personale...vado dallo psicoterapeuta da 10 anni e ne ho trovato molti benefici.
Credo che se non fosse stato per lui, forse a quest'ora sarei in situazioni ancora piu' gravi...(Lui ormai per me è come un padre)
E'' grazie ai miei colloqui che ho trovato la forza di andare avanti e di elaborare tnati problemi.
Io credo che lo psicologo sia in grado di farti capire e di farti riflettere su cose che magari un semplice amico non sa fare.
Sa trovare le parole giuste e le sedute aiutano a diventare anche piu' profondi e a conoscere meglio se stessi...
Io in questi ultimi tempi ho fatto davvero passi da gigante...Mi sono liberata di molte paure, di molte ansie e mi sento cresciuta...ma tutto questo da quando ho deciso di intraprendere le sedute dal dottore in modo costante....prima non ci credevo e mentre stavo per migliorare......lasciavo ....abbandonavo...forse per paura del cambiamento ...........preferivo rifugiarmi nelle mie cattive abitudini...ma poi crescendo si ci rende conto che le abitudini cattive prima o poi ci ammazzano....Lo psicologo (sempre secondo me) ti aiuta a discutere ininterrottamente dei problemi che ti fanno stare male, te li fa elaborare e ti da un aiuto valido per superarli.

Quindi per quello che posso dirti io , credo molto nella psico terapia ....

un abbraccio :D

Dr.ssa Cristina Spadoni
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Messaggio da Dr.ssa Cristina Spadoni » 15 giugno 2006, 20:56

Grazie Ilaria, ha reso bene l'idea. L'esigenza, la motivazione sta nella persona stessa, nella sua sofferenza. Nessuno costringe ad andare in terapia, non funzionerebbe, ma se rifiutiamo l'unico mezzo che la realtà ci offre per risolvere i nostri problemi (che sia rivolgersi all'ortopedico, che sia andare da un terapeuta) dobbiamo accettare di conviverci ed esserne affranti. Il primo passo credo è riconoscere che il problema E' DENTRO DI NOI, anche se i risultati sono di tipo relazionale.
Grazie anche ad hermi e a weely che ha sollevato questo importante discorso.
P.S. L'ortopedico a me disse una cosa simile, da allora mi sono dovuta operare sei volte al ginocchio e fare anni di fisioterapia tutti i giorni... :wink: Forse come il chirurgo, considerando in più la complessità della mente, può vedere solo quando è dentro quanto c'è da operare e solo dopo come ogni paziente, con le proprie caratteristiche, risponde.
A presto,
Dr.ssa Cristina Spadoni

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tere63
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Messaggio da tere63 » 16 giugno 2006, 11:25

Ciao Ilaria, hai dato una bellissima risposta :D .
Concordo in pieno, dopo aver provato la psicoterapia in diversi momenti della mia vita. E' vero', non sei tu che cambi, l'immagine del faro rende bene l'idea, sei sempre la stessa ma vedi le cose sotto un altra luce

ciao
tere
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ilaria
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Messaggio da ilaria » 16 giugno 2006, 18:00

tere63 ha scritto:Ciao Ilaria, hai dato una bellissima risposta :D .
Concordo in pieno, dopo aver provato la psicoterapia in diversi momenti della mia vita. E' vero', non sei tu che cambi, l'immagine del faro rende bene l'idea, sei sempre la stessa ma vedi le cose sotto un altra luce

ciao
tere
Grazie tere63
a volte mi chiedo se quello che scrivo non sia intriso anche di un "come vorrei che fosse" per me una terapia..io ho fatto un pezzo del percorso, e ora sono in stallo perchè sono alla ricerca di un nuovo terapeuta ...ma ho idea che una vera terapia,una terapia che funziona davvero debba essere di quel tipo lì.
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