Cosa sono?

Che cosa ci induce a soffrire piu' di quanto potremmo? Fragile autostima, depressione, insopprimibili sensi di colpa, disamore di sé, sfiducia nel proprio valore e nelle proprie capacità, frustrazione, rabbia, impotenza, senso di inadeguatezza, senso di vuoto; dipendenza e dedizione a legami funesti, dominio e sottomissione. Spesso questi disturbi si manifestano attraverso sintomi e malattie fisiche di stress quali: insonnia, cefalea, ansia, disturbi gastro-intestinali, respiratori, tensione muscolari, disfunzioni sessuali… Altre volte possono complicarci notevolmente l’esistenza, inquinando le varie sfere di vita. Tutto è più complicato, faticoso o doloroso: il lavoro, le relazioni d’amore e d’amicizia, la sessualità.

Moderatore: Dr.ssa Cristina Spadoni

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j.
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Cosa sono?

Messaggio da j. » 15 giugno 2006, 12:27

Ciao. Sono una ragazza di 23 anni. Scrivo da Firenze.
Ho deciso di scrivere. Senza interrompermi.
Ho iniziato da un po’ una terapia, non è la prima volta ma la dottoressa attuale mi piace. E’ già tanto. Ha un volto dolce. Materno. Sono poche volte che vado.
Non so bene da dove cominciare. Divento volgare quando scrivo perché sono sporca nello scrivere. Scrivo parolacce ma non le dico. Sono disconnessa in questo periodo più di altre volte. Irrimediabilmente.
Ho spesso mal di testa e vomito. Quando sono nervosa. Mi passa l’appetito o meglio ho fame ma non voglio mangiare. Ho la nausea. Vivo sola da quando avevo 18 anni. Sono stata allontanata da casa perché sono omosessuale, ma sono scappata una volta e me ne sarei andata appena maggiorenne. Mia madre è una povera martire della società. Mia madre è un immatura. Ha tentalo il suicidio quando ero bambina. Era depressa forse lo è ancora. Ma il rapporto con lei si è “sanato” ha accettato quello che sono. Mio padre è un sacco di °*§ò. Non lo vedo da 10 e passa anni. Spero che presto decida di attaccarsi al gas (mi piace dirlo). Che si faccia fuori. Da solo. Solo come un cane. Mio padre è un maiale. Mio padre è un violento. Picchiava mia madre e mia sorella. Senza motivo. Con me era diverso. Era uno schifo. Mi viene da vomitare se ne parlo e vomito lo faccio. Mi viene freddo e vomito. NON voglio che nessuno mi dica che il poverino avrà avuto un infanzia difficile. Quando me lo dicono vado fuori di testa. Anche mentre lo schifo scrivo.
Sono sempre malaticcia. Sin da bambina. Somatizzo. Credo. Tutto.
Ho una relazione che sto distruggendo, non è la prima. Ho paura di farle del male. Mentale intendo. Ma la amo. La trascino in un vortice lo sento. E’ diventata tutto per me. Quando litighiamo e mi lascia sola vado fuori di testa ho paura. Soffro l’abbandono e non voglio non lo concepisco. Sono sospettosa. Ho idealizzato a livelli impossibili lei. Ho preso da poco coscienza di questo, da quando l’ho vista stare davvero male per me. Mi sono trasferita a Firenze. Per lei credo. Ho lasciato il lavoro in modo impulsivo. Come tutto del resto. Non mi sono ancora trovata degli amici. Sono sei mesi che vivo qui. Nessuno mi va bene. Qualcuno si. Ci sono persone che ammiro altre che odio. Da subito. E’ come una sonda che mi porto dietro.
La mia vita sessuale sembra normale. Con la mia compagna si, sono felice. Ma non è vero. Vorrei avere cose sempre più forti. Ma non voglio tradire non potrei mai, così la masturbazione è un ripiego regolare anormale.
Sono così.
E’ un ciclo. Sempre uguale. Ora sto male ancora. Arrivo ad un livello di dolore insopportabile. Inizio a bruciarmi. Mi piace farlo. Poi mi piango addosso. Sono stronza. Sono pazza? Ditemi qualcosa.
Basta così, penserete che sono ubriaca che le ho tutte io ma sono una ragazza sensibile. Non voglio teorie voglio risposte. Chiare, voglio sapere se ho una fobia una malattia.

j.

Davide49
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Messaggio da Davide49 » 21 giugno 2006, 0:45

Ok, questa è la parte traumatica e dolorosa della tua vita.

Adesso ci dici le cose belle di te?

Davide49
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Messaggio da Davide49 » 21 giugno 2006, 1:04

quello che voglio dire, è che la nostra memoria non deve diventare la pattumiera della nostra vita.

ciao

Davide49
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Messaggio da Davide49 » 21 giugno 2006, 7:00

Anche i ricordi delle nostre esperienze più dolorose possono diventare stumenti per capire se stessi e andare avanti in un modo più sereno (certo ci sono anche esperienze che ci tolgono più che darci).
Ma credo che in certi momenti ci sia bisogno di valorizzare di più le cose buone che abbiamo vissuto, insomma la parte più bella del nostro essere.
ciao

VERA20
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Messaggio da VERA20 » 21 giugno 2006, 12:20

ciao j alcune frasi del tuo racconto mi hanno colpito perchè sembrava la descrizione di me stessa mi sono ritrovata vicina a te in alcune cose che ora ti dico:
Ho una relazione che sto distruggendo, non è la prima. Ho paura di farle del male. Mentale intendo. Ma la amo. La trascino in un vortice lo sento. E’ diventata tutto per me. Quando litighiamo e mi lascia sola vado fuori di testa ho paura. Soffro l’abbandono e non voglio non lo concepisco. Sono sospettosa. Ho idealizzato a livelli impossibili lei.
e poi:
E’ un ciclo. Sempre uguale. Ora sto male ancora. Arrivo ad un livello di dolore insopportabile.Nessuno mi va bene. Qualcuno si. Ci sono persone che ammiro altre che odio. Da subito. E’ come una sonda che mi porto dietro.
sai sentendole da una altra persona queste cose mi è venuto da riflettere: sai benissimo che per queste cose risposte concrete non ce ne sono ma evito le teorie: penso che la cosa che ci rende infelice sia questa forse mi sbaglio:
certamente sei una persona molto sensibile, e scusa ma voglio parlare al plurale perchè penso che abbiamo un punto in comune: siamo molto insicure troppo insicure non riusciamo ad amare noi stesse come amiamo gli altri... e allo stesso tempo egoiste perchè questo amore che ci manca da noi stesse, che è il piu importante per stare bene ed essere felici lo PRETENDIAMO dagli altri a qualsiasi costo ma nessuno puo dare a noi stesse quello che dobbiamo in realtà darci da sole (l'amore che puo provare una persona per noi è una cosa diversa) da qui la paura dell'abbandono perchè senza la persona che amiamo vicino ci sentiamo niente uno schifo, invece qualcuno lo siamo siamo noi (un po piu sole un po piu tristi certo) ma sempre noi e valiamo! queste non sono teorie per me è una risposta vuoi sapere se sei pazza? se sei stronza? se hai una malattia....secondo me metti gli altri prima di te pensi a quello che dovrebbero fare gli altri per farti stare meglio e non a quello che potresti fare tu!! conosco molto da vicino una persona come te e penso che ormai tu abbia capito a chi mi riferisco.....e secondo me questa è una specie di malattia che ci rende la vita impossibile!!! fammi sapere come la pensi.......

j.
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Messaggio da j. » 21 giugno 2006, 13:04

Carissima Vera.
Non conosco il tuo problema, ma credo che la paura dell’abbandono sia tipica in molte “patologie”.
Sei stata carina a scrivermi. Si, carina. Quasi intravedo affetto tra le tue parole. Io valgo etc. etc. il punto è che io non sottovaluto me stessa, ma ho un modo di fare da sconvolta. Sempre e comunque. Sto rovinando la storia con la mia ragazza perché l’ho risucchiata nel vortice instabile della mia follia, del mio narcisismo e la cosa buffa è che me ne sono resa conto tardi. E sai cosa? Quasi non mi importa niente. Nel mio futuro io vedo il vuoto. Cancello ogni sorta di amore quando nell’impossibilità di accettare un abbandono vado fuori di testa. Ecco i farmaci, gli analisti ed ora anche lo psichiatra. Si ricomincia. Manipolatrice, violenta, dipendente e reggente, distruttiva, narcisista, non so cosa mi dicono ancora. Non ricordo. Fotto anche i dottori magari non lo so. So che sto male. Che non sono un mostro. Che vorrei che nessuno più mi stesse accanto. Oggi. Ma domani chissà, domani cambio e sono quella che ti fa perdere la testa e poi ti distrugge. Si, sono solo questo. Sono una ragazza dalla personalità difficile. Dal comportamento da correggere. Si chiama Borderline. L’ho scoperto da poco. Pochi giorni. Ma detto tra noi non me ne frego. Me ne sbatto, come sempre.
Vorrei solo che la mia compagna riuscisse a vedere anche il bello che c’è stato, i momenti in cui ero più consapevole dell’amore. E’ così bella. Possibile che mi crogioli nel dolore degli altri? Sono uno schifo.
A chi ti riferisci? Quando mi parli di una persona come me? Io sono irripetibile.

j.

VERA20
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Messaggio da VERA20 » 21 giugno 2006, 14:49

mi riferivo a me stessa...ma forse ho sbagliato a dire come te, hai ragione tutti siamo irripetibili...ma ci somigliamo diciamo così
Cancello ogni sorta di amore quando nell’impossibilità di accettare un abbandono vado fuori di testa. anche io.... ma da che cosa nasce questa paura di essere abbandonati te l'hanno spiegato qualcuno un analista... e piu che altro come si puo superare??io vado da uno psicologo ma ho fatto solo poche sedute, spero di uscire da questo mio stato penoso....non ho mai sentito parlare di borderline che sarebbe!?? che tipo di problema è!! un abbraccio

j.
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Messaggio da j. » 21 giugno 2006, 15:44

Penso che la cosa sia soggettiva, devi continuare la terapia che sicuramente risponderà a queste domande, come ti ho detto la paura dell’abbandono può essere sinonimo di tanti problemi diversi. Noi abbiamo questa “paura” in comune ma non significa che abbiamo gli stessi problemi. Non so se mi spiego.
Comunque ti mando un messaggio privato dove allego il significato di Borderline. E’ un file che ho scaricato da internet e a cui puoi accedere anche tu se fai una piccola ricerca. Neanche io ne conoscevo il significato di questa parola. Me lo hanno spiegato e ho cercato di capirci qualcosa.
j.

Dr.ssa Cristina Spadoni
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Messaggio da Dr.ssa Cristina Spadoni » 27 giugno 2006, 14:47

Cara J., scusa la mia lentezza. Nessuno aimé qui può conoscere le risposte alla tua domanda! Sono risposte che puoi trovare solo dentro di te attraverso la terapia. Solo uno psicoterapeuta che ti conosce a fondo potrà aiutarti a capire “cosa sei”. Non cercare di classificarti all’interno di una “diagnosi”, è controproducente e pericoloso. Purtroppo spesso, quando alcuni dr. si sentono in difficoltà restituiscono etichette ai pazienti forse attanagliati da quel senso di impotenza che il paziente stesso vive e che inconsciamente trasmette al terapeuta. Le “diagnosi” servono a noi per orientarci nell’intervento da intraprendere ma dobbiamo sempre tenere presente che con la terapia possono cambiare e dopo un po’ di tempo non soddisfare più i criteri necessari. Consegnati al paziente non possono che essere dannosi. Anche perché si può sbagliare e spesso è difficile farla bene!
Quello che posso dirti io, attraverso le poche righe che scrivi, molto intense e forti, è che non sei “stronza”, né “pazza” ma il risultato della tua storia e delle tue esperienze terribili! E sarà attraverso l’offrirti almeno tu una possibilità buona, un prenderti cura amorevolmente di te stessa attraverso la costanza nella terapia, come i tuoi purtroppo non han saputo fare, che puoi ricostruire pian piano quello che senti di essere. Ora credo che ti possa sentire piena di cose negative, ma è solo perché te le hanno messe dentro.
Con affetto,
Dr.ssa Cristina Spadoni

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