per il forum e la dr.ssa:finalmente riesco a volermi bene!

Che cosa ci induce a soffrire piu' di quanto potremmo? Fragile autostima, depressione, insopprimibili sensi di colpa, disamore di sé, sfiducia nel proprio valore e nelle proprie capacità, frustrazione, rabbia, impotenza, senso di inadeguatezza, senso di vuoto; dipendenza e dedizione a legami funesti, dominio e sottomissione. Spesso questi disturbi si manifestano attraverso sintomi e malattie fisiche di stress quali: insonnia, cefalea, ansia, disturbi gastro-intestinali, respiratori, tensione muscolari, disfunzioni sessuali… Altre volte possono complicarci notevolmente l’esistenza, inquinando le varie sfere di vita. Tutto è più complicato, faticoso o doloroso: il lavoro, le relazioni d’amore e d’amicizia, la sessualità.

Moderatore: Dr.ssa Cristina Spadoni

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Lala
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Messaggio da Lala » 19 giugno 2006, 20:40

hermi credo di avere il tuo stesso problema.praticamente stai parlando di me.in pratica da dove posso iniziare?puoi farmi esempi pratici per favore?ho letto le tue belle parole ma è come se non riuscissi a capire a fondo dov'è esattamente che sbaglio :oops: grazie

hermi
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Messaggio da hermi » 19 giugno 2006, 21:09

Lala...se avessi la chiave per spiegarti come fare, te la darei...ma è un qualcosa che deve cambiare dentro di te...che ti deve cambiare...questo puoi farlo solo con un percorso che ti aiuti a capire i tuoi problemi e a lavorarci su! Cosa vuoi sapere esattamente?

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Lala
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Messaggio da Lala » 19 giugno 2006, 21:13

mumble..il mio psic dice che sono una perfezionista e comunque lo sapevo senza che me lo dicesse lui.io credo di non essere in grado di amare o di relazionarmi agli altri.quello che mi viene sempre detto è che mi metto su un piedistallo a giudicare.non so se c'entri qualcosa.forse sì:pretendo la perfezione dagli altri e ancor di più da me stessa.anche s e poi ci penso e mi dico:è proprio questo che mi rende imperfetta!non vogli aspettare che sia troppo tardi per muovermi am ora sembra ch i tempi non siano maturi per cambiare perché ancora non capisco bene.solo che vorrei muovermi subito.ma da dove iniziare?

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ilaria
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Messaggio da ilaria » 19 giugno 2006, 21:33

Hermi..

io credo che sia molto importante parlare degli esiti positivi di un percorso.Spesso siamo più propensi a indugiare nel dolore, a lamentarci...ce n'è bisogno, beninteso, c'è bisogno del momento di sfogo, ma è anche importante avere testimonianze di viaggi al termine dei quali ci si ritrova trasformati, si sente come dici tu di essere cresciuti, di avere acceso qualcosa dentro di noi che prima era spento.

Il senso del dovere e la colpa, un'immagine di sè "ideale" sono spesso i primi a "saltare" in una psicoterapia:almeno per quello che ho visto io su di me.
Si dice spesso che bisogna "perconare le proprie colpe, bisogna voler bene alle proprie colpe.Credo proprio che si tratti di questo.
E quanto più si cresce nell'atteggiamento aperto e "comprensivo" verso se stessi e i propri limiti, quanto più riusciamo a perdonarci tanto più riusciamo a perdonare gli altri: del resto sugli altri noi riversiamo l'atteggiamento che abbiamo verso noi stessi.

Trovo che sia comunque un cammino in più fasi, quello della psicoterapia: c'è la fase in cui il "faro" del terapeuta illumina parti poco apprezzate di noi e insegna ad avere una prospettiva diversa da cui considerarle..per me questa fase mi ha aperto a pensieri e cognizioni che prima non avevo,
ma credo che ve ne debba essere un'altra ancora che consiste in un cambiamento non solo cognitivo, per così dire, ma emotivo, cambiare cioè il proprio modo di sentire, vederlo liberarsi dalle paludi della severità, del giudizio rigoroso , a volte autopersecutorio e molto imparentato con la depressione..e sentire nuove energie liberarsi e venire fuori e sentie che si è diversi, completamente.
In questa fase di "rieducazione emotiva" credo che sia davvero importante la relazione con il terapeuta.Dico "credo" perchè in definitiva non lo so e chiedo a te: come altrimenti correggere le esperienze precoci della nostra vita, quelle esperienze relazionali che ci hanno abituato a percepirci in modo così duro? Io non credo che si "autoimpari" a volersi benem nè che si divenga capaci di volersi bene perchè si cura di più il nostro aspeto, perchè si va in palestra, perchè si trova più tempo per moi.Credo, semmai, che questi possano essere gli effetti di un'esperienza correttiva di una relazione in cui sentiamo che ci sta davanti ci accoglie per quel che siamo e non "si scandalizza" o non ci "sgrida" per il fatto che siamo nel modo in cui siamo.Fare esperienza di rispetto verso di sè in una relazione con l'altro può consentire di "introiettare" un modo nuovo di rispettarci.

Non so...io la vedo e me la immagino così, e per questo penso che la scelta del terapeuta sia fondamentale.
Immagine uh?
"la situazione è grave, ma non seria"- groucho marx-

Davide49
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Messaggio da Davide49 » 20 giugno 2006, 0:16

per Hermi

per rispondere alla tua domanda:
"Ma quali problemi religiosi hai? non ho capito bene cosa vuoi dire... ",

beh, se vai nel "Forum di consulenza psicologica" alla mia recente discussione "Paura di Dio e dell'inferno" ci trovi quasi un'enciclopedia del mio problema psicologico-religioso.

ciao

hermi
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Messaggio da hermi » 20 giugno 2006, 9:24

a tutti!
x ILARIA: Hai scritto un post molto significativo e credo che tu abbia capito bene il perchè mi senta cresciuta...Ci vuolel secondo me (alemno per la mia iesperienza) una rieducazione a livello emotivo...solo perdonando te stessa e i tuoi errori, allora riuscirai a volerti piu' bene...Io ho fatto tutto un percorso ...c'è stata anche una fase dove mi sentivo come LALA...Dicevo queste cose, ma non le sentivo dafvvero...avevo paura ed ero troppo auto critica....Del resto, quando si è perfezionisti e rigidi verso se stessi gli altri non possono aspettarsi un trattamento migliore ......Ho allontanato molte persone con i mie modi di fare...Oggi le stesse persone si sono riavvicinate ...le vedo molto piu' gentili ...sono cambiate nei miei confronti ma questo è perchè sono cambiata io....
Non c'è niente da fare, quando hai dei problemi, per quanto tu voglia mascherarli, chi ti sta intorno lo nota, percepisce questo messaggio....

Liberandomi da queste palle al piede che mi sono trascinata per una vita intera .....oggi mi sento leggerissima, contenta , anche se non mi è successo nulla di particolare...

hermi
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x LALA

Messaggio da hermi » 20 giugno 2006, 9:25

non temere....continua ad andare avanti e non mancare mai una seduta.....vedrai che prima o poi scoprirai molte cose....

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Messaggio da Lala » 20 giugno 2006, 10:07

hermi mi sa che ho capito.allora ascolta.quando so che sto da sola a casa dentro di me si insinua il pensiero "uffa nn mi piace stare da sola"ma subito qualcosa mi ammonisce (le due persone in noi appunto come dicevi tu)dicendo "oh smettila deve piacerti anche stare da sola sennò significa che non sei matura".e finisce così.stamattina si è innescato lo stesso meccanismo e me ne sono resa conto così invece ho detto:"va bene ho paura di stare da sola.è normale.a nessuno piace stare da soli".c'ho azzeccato? :D

hermi
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hihihihi

Messaggio da hermi » 20 giugno 2006, 10:21

:lol: :lol: mi fai morire...
Ti ingarbugli con tremila regole....anch'io ero cosi fino a poco tempo fa....poi mano mano....è cambaito qualcosa dentro di me...

Davide49
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Messaggio da Davide49 » 20 giugno 2006, 18:23

Secondo me è come per le parole e il silenzio: tutti e due ci sono necessari. Un disastro una vita senza mai silenzio; un disastro una vita senza poter comunicare.

Così la solitudine e lo stare insieme. Tutte e due ci appartegono. Per questo siamo contraddittori (ma non è contraddizione, bensì integrazione). Di tutti e due abbiamo bisogno. Tutti e due ci preoccupano. Tutti e due ci attirano.
E tutti e due hanno in sè dei rischi, a volte altissimi.

Dietrich Bonhoeffer, un grande teologo morto in un campo di sterminio, scriveva: "Tema la solitudine, chi non sa stare con gli altri. Tema gli altri chi non sa stare in solitudine". Nell'apparente semplicità, credo che questa frase contenga una seria riflessione sulla nostra natura umana.

hermi
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io credo

Messaggio da hermi » 20 giugno 2006, 18:32

che la vita si debba vivere senza piu' porci tante domande...quanto piu' cerchiamo soluzioni piu' aumenta il malessere in noi...le risposte sono nel nostro inconscio , ma dobbiamo liberare la mente per stare a contatto ocl nostro IO piu' profondo.....questo almeno è cio' che penso io...

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Lala
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Re: hihihihi

Messaggio da Lala » 20 giugno 2006, 18:36

hermi ha scritto::lol: :lol: mi fai morire...
Ti ingarbugli con tremila regole....anch'io ero cosi fino a poco tempo fa....poi mano mano....è cambaito qualcosa dentro di me...
l'ho detto al mio psico.mi ha risposto che sì questa è la strada giusta :D

hermi
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infatti

Messaggio da hermi » 20 giugno 2006, 19:03

mi fai ridere perchè ti ho detto che mi ricordi me in passato...un passato anche recente.
:lol: :lol:

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ilaria
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Messaggio da ilaria » 20 giugno 2006, 19:12

hermi
se posso..tu come l'hai "scovata" la tua terapeuta?
Immagine uh?
"la situazione è grave, ma non seria"- groucho marx-

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....

Messaggio da hermi » 20 giugno 2006, 19:20

...ci vado da dieci anni...mi conosce a memoria e gli racconto tutto...L'ho trovato informandomi, ovviamente in modo discreto...sono riservata.

Lo sai la cosa che mi fa avere fiducia in lui qual'è aldilà di tutto? che spesso mi ha tenuta anche dopo che scattava l'ora ....continuavamo a parlare anche per venti minuti o mezz'ora in piu'...

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