per il forum e la dr.ssa:finalmente riesco a volermi bene!

Che cosa ci induce a soffrire piu' di quanto potremmo? Fragile autostima, depressione, insopprimibili sensi di colpa, disamore di sé, sfiducia nel proprio valore e nelle proprie capacità, frustrazione, rabbia, impotenza, senso di inadeguatezza, senso di vuoto; dipendenza e dedizione a legami funesti, dominio e sottomissione. Spesso questi disturbi si manifestano attraverso sintomi e malattie fisiche di stress quali: insonnia, cefalea, ansia, disturbi gastro-intestinali, respiratori, tensione muscolari, disfunzioni sessuali… Altre volte possono complicarci notevolmente l’esistenza, inquinando le varie sfere di vita. Tutto è più complicato, faticoso o doloroso: il lavoro, le relazioni d’amore e d’amicizia, la sessualità.

Moderatore: Dr.ssa Cristina Spadoni

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ilaria
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Re: ....

Messaggio da ilaria » 21 giugno 2006, 12:15

hermi ha scritto:...ci vado da dieci anni...mi conosce a memoria e gli racconto tutto...L'ho trovato informandomi, ovviamente in modo discreto...sono riservata.

Lo sai la cosa che mi fa avere fiducia in lui qual'è aldilà di tutto? che spesso mi ha tenuta anche dopo che scattava l'ora ....continuavamo a parlare anche per venti minuti o mezz'ora in piu'...
caspita!
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Lala
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Messaggio da Lala » 21 giugno 2006, 13:04

ma certe volte non vai lì e magari non sai che dire?

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ilaria
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Messaggio da ilaria » 21 giugno 2006, 13:15

Lala ha scritto:ma certe volte non vai lì e magari non sai che dire?
quante volte mi è capitato...poi esci di lì e potenzialmente saresti un fiume in piena.
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salve!

Messaggio da hermi » 21 giugno 2006, 15:35

no di solito so sempre che dire o se capita che sto zitta mi parla lui...diciamo che ormai mi conosce talmente bene che stare in silenzio è un po' difficile...cmq.il fatto che io riesca finalmente a volermi piu' bene, non significa che all'improvviso sono diventata wonder woman dalla mattina alla sera...sono cosciente che devo fare ancora della strada...

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la cosa che per ora mi fa vivere bene

Messaggio da hermi » 21 giugno 2006, 15:40

è il fatto che ho smesso di pormi mille domande del tipo: faro' bene cosi? e se invece sto sbagliando? sembrerò abbastanza forte ? che penseranno di me? ora come ora mie care ragazze sono arrivata ad un punto in cui vivo e basta......se mi va di sorridere, sorrido, se voglio piangere piango ..se mi alzo una mattina col piede sbagliato che avvenga pure...capita è la vita ....sono tollerata, anch'io posso avere le mie giornate storte senza sentirmi in colpa...ma di certo questi esempi che sto riportando qui, non li penso quando mi accade di vivere le mie giornate storte...vivo il nervoso semplicemente senza mille paranoie...ho smesso di dover trovare sempre delle giustificazioni per la persona rigida che vive in me....

Prima lo facevo...del tipo. se un giorno mi alzavo triste e piangevo , mi sentivo in colpa quasi come se non mi fosse concesso ....le debolezze erano un lusso che io non potevo permettermi e quindi trovavo mille giustificazioni quasi, quasi come se dovessi cercare di intenerire il militare e la perfezionista che vivevano in me....quasi comese chiedessi: scusa posso??

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Messaggio da ilaria » 21 giugno 2006, 18:14

credo che forse dipende dal fatto resistenze..probabile che tu ne abbia poche..
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ciao

Messaggio da hermi » 21 giugno 2006, 19:11

Ilaria! :o si , pero' questo modo di fare l'ho quasi del tutto abbandonato....

Non riesco a capire cosa intendi davvero per poca resistenza...

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Re: ciao

Messaggio da ilaria » 21 giugno 2006, 20:00

hermi ha scritto:Ilaria! :o si , pero' questo modo di fare l'ho quasi del tutto abbandonato....

Non riesco a capire cosa intendi davvero per poca resistenza...
Perchè quella faccetta allarmata?:lol:

A me capitava di trincerarmi nel silenzio per difesa, inconsapevole, opponevo resistenza al fatto di far uscire fuori certe cose di me, o ad affrontare certi nodi cruciali.La resistenza non è qualcosa di "negativo" è un meccanismo che si mette in moto in "automatico" quando non ci sente forti abbastanza per affrontare certe cose di sè. I miei silenzi avevano un po' questo significato.Anche se erano determinati anche dal tipo di relazione, dal fatto che non avevo un vero feeling con quello psicologo.Quindi "resistevo" anche alla persona che non sentivo per me.

Quindi intendevo dire che tu, probabilmente, sia per la fiducia che nutri verso il tuo psi, sia per la capacità di entrare in contatto con parti tue più "difettose" non hai bisogno di difenderti e resistere quindi non sei silenziosa.
Aggiungo che questo lo dico soprattutto in relazione alla mia esperienza ma ci possono essere mille altri motivi per il silenzio e per la "chiacchiera".
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ma....

Messaggio da hermi » 21 giugno 2006, 20:04

la faccia che ho inserito ...credevo fosse un sorriso.... :D

cmq. si , è vero, io parlo molto ma ora sto cominciando a farlo, prima avevo timore delle mie paure e rimanevo in silenzio come dici tu...ora invece, riuscendo a non vederle piu' come delle debolezze, le esterno.

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Messaggio da Dr.ssa Cristina Spadoni » 29 giugno 2006, 17:06

Mi piace la vostra discussione! Mi intrometto per dire che le "resistenze" appaiono in modo assai diverso a seconda delle diverse persone e storie. Lo stesso atteggiamento (silenzi, parlare molto, ecc) può avere signiicati opposto in due persone diverse. Per es. a volte il "parlare troppo", a volte, rappresenta proprio una resistenza al pari del silenzio, perché non ci si permette (e così anche al terapeuta) di affrontare temi più profondi. Anche il fatto che il terapeuta no tenga di più la persona non è da interpretare negativamente, anzi, semmai il contrario, anche se, un bravo terapeuta, dovrebbe usare questo "strumento" solo con la persona a cui può fare bene. E' molto più complicato ovviamente.
Di cuore,
Dr.ssa Cristina Spadoni

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