Amicizia o amore? L'eterno dilemma...

Che cosa ci induce a soffrire piu' di quanto potremmo? Fragile autostima, depressione, insopprimibili sensi di colpa, disamore di sé, sfiducia nel proprio valore e nelle proprie capacità, frustrazione, rabbia, impotenza, senso di inadeguatezza, senso di vuoto; dipendenza e dedizione a legami funesti, dominio e sottomissione. Spesso questi disturbi si manifestano attraverso sintomi e malattie fisiche di stress quali: insonnia, cefalea, ansia, disturbi gastro-intestinali, respiratori, tensione muscolari, disfunzioni sessuali… Altre volte possono complicarci notevolmente l’esistenza, inquinando le varie sfere di vita. Tutto è più complicato, faticoso o doloroso: il lavoro, le relazioni d’amore e d’amicizia, la sessualità.

Moderatore: Dr.ssa Cristina Spadoni

Dr.ssa Cristina Spadoni
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Messaggio da Dr.ssa Cristina Spadoni » 11 luglio 2006, 16:45

Caro Roberto, non so niente di lei e della sua storia ma credo che le sue riflessioni non fossero “sbagliate” a priori: “Pensavo che quando mi fosse capitato di avere a che fare con una ragazza che cominciava a confidarsi con me avrei dovuto fermare alla nascita la discussione, passare ad altro, insomma non farmi vedere disposto ad ascoltare... Poi ho iniziato a pensare che se diventavo più sicuro di mè stesso, se non sentivo più il bisogno impellente di sfogarmi con le ragazze cercando in loro quasi un rapporto materno, cercando un sostegno, allora forse anche le mie amiche avrebbero iniziato ad avere più fiducia in mè... Non mi avrebbero visto più come l'amico con cui confidarsi reciprocamente, casomai come un punto di sostegno... Poi anche questa tesi ha iniziato a fare acqua... A far cosa conoscere una persona se ti neghi il diritto di sentirti libero di parlare con lei quando ne hai bisogno? E così cogliere la differenza fra amicizia ed amore mi risulta ancora molto difficile...”
Mi spiego: il pensare di essere noi a fornire un’immagine di sé inconsciamente alterata credo che sia un passo importante per l’inizio della risoluzione di quei problemi che riguardano le nostre difficoltà con gli altri (alcuni rimangono impigliati in questa posizione ingannevole, credendo che siano gli altri a non volerci, a rifiutarci, a farci del male, ecc.).
Il nostro modo di porci, totalmente inconscio, influisce sul modo in cui gli altri si porgeranno a loro volta con noi. Come dice lei, per es., se sente il bisogno di un “rapporto materno”, di “sostegno”, ecco che è quello che troverà, anche per il semplice fatto che facciamo inconsciamente in modo che si crei, suscitando negli altri quel tipo di atteggiamento. La stesa cosa vale per il rifiuto, quando ci sentiamo più o meno consapevolmente “da rifiutare”, non amabili, troveremo con facilità qualcuno che assuma questo ruolo.
Allo steso tempo ha ragione quando afferma che è fondamentale per il nostro bene e per il bene dei rapporti che cerchiamo di creare, essere se stessi, sentirsi liberi di esprimersi con le persone in generale.
E’ il modo in cui ha cercato di realizzare queste cose che ha fatto sì che la “tesi facesse acqua”. Perché non basta ovviamente “non farsi vedere disposto ad ascoltare” o “farsi vedere più sicuro di sé” cercando di negare il bisogno di sfogarsi con loro… occorre trovare il modo di diventare realmente e profondamente più sicuri di sé, di crescere psicologicamente (il cambiamento psicologico a qualsiasi età è una crescita a mio avviso!), di avere realmente meno bisogno di “cure”, di affetto, di sostegno materno e crescendo più bisogno di aspetti legati al rapporto reciproco e alla pari tra due adulti. La via non è quella di negare i nostri bisogni (nasconderli, giudicarli negativamente, ecc.), che se sono tali, hanno un ottimo motivo di esistere (probabilmente non sono stati adeguatamente soddisfatti nei momenti giusti) ma è quella di comprendere le motivazioni profonde che ci hanno portato ad avere quel tipo di bisogni e a ricercare quel tipo di rapporti, per poter quindi cercare il modo più adeguato per nutrirli e per crescere. E’ così per tutti. E’ solo che molte persone fanno fatica a riconoscerlo.
Di cuore,
Dr.ssa Cristina Spadoni

weely76
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D.ssa SPADONI

Messaggio da weely76 » 11 luglio 2006, 17:16

Dr.ssa Cristina Spadoni ha scritto:Caro Roberto, non so niente di lei e della sua storia ma credo che le sue riflessioni non fossero “sbagliate” a priori: “Pensavo che quando mi fosse capitato di avere a che fare con una ragazza che cominciava a confidarsi con me avrei dovuto fermare alla nascita la discussione, passare ad altro, insomma non farmi vedere disposto ad ascoltare... Poi ho iniziato a pensare che se diventavo più sicuro di mè stesso, se non sentivo più il bisogno impellente di sfogarmi con le ragazze cercando in loro quasi un rapporto materno, cercando un sostegno, allora forse anche le mie amiche avrebbero iniziato ad avere più fiducia in mè... Non mi avrebbero visto più come l'amico con cui confidarsi reciprocamente, casomai come un punto di sostegno... Poi anche questa tesi ha iniziato a fare acqua... A far cosa conoscere una persona se ti neghi il diritto di sentirti libero di parlare con lei quando ne hai bisogno? E così cogliere la differenza fra amicizia ed amore mi risulta ancora molto difficile...”
Mi spiego: il pensare di essere noi a fornire un’immagine di sé inconsciamente alterata credo che sia un passo importante per l’inizio della risoluzione di quei problemi che riguardano le nostre difficoltà con gli altri (alcuni rimangono impigliati in questa posizione ingannevole, credendo che siano gli altri a non volerci, a rifiutarci, a farci del male, ecc.).
Il nostro modo di porci, totalmente inconscio, influisce sul modo in cui gli altri si porgeranno a loro volta con noi. Come dice lei, per es., se sente il bisogno di un “rapporto materno”, di “sostegno”, ecco che è quello che troverà, anche per il semplice fatto che facciamo inconsciamente in modo che si crei, suscitando negli altri quel tipo di atteggiamento. La stesa cosa vale per il rifiuto, quando ci sentiamo più o meno consapevolmente “da rifiutare”, non amabili, troveremo con facilità qualcuno che assuma questo ruolo.
Allo steso tempo ha ragione quando afferma che è fondamentale per il nostro bene e per il bene dei rapporti che cerchiamo di creare, essere se stessi, sentirsi liberi di esprimersi con le persone in generale.
E’ il modo in cui ha cercato di realizzare queste cose che ha fatto sì che la “tesi facesse acqua”. Perché non basta ovviamente “non farsi vedere disposto ad ascoltare” o “farsi vedere più sicuro di sé” cercando di negare il bisogno di sfogarsi con loro… occorre trovare il modo di diventare realmente e profondamente più sicuri di sé, di crescere psicologicamente (il cambiamento psicologico a qualsiasi età è una crescita a mio avviso!), di avere realmente meno bisogno di “cure”, di affetto, di sostegno materno e crescendo più bisogno di aspetti legati al rapporto reciproco e alla pari tra due adulti. La via non è quella di negare i nostri bisogni (nasconderli, giudicarli negativamente, ecc.), che se sono tali, hanno un ottimo motivo di esistere (probabilmente non sono stati adeguatamente soddisfatti nei momenti giusti) ma è quella di comprendere le motivazioni profonde che ci hanno portato ad avere quel tipo di bisogni e a ricercare quel tipo di rapporti, per poter quindi cercare il modo più adeguato per nutrirli e per crescere. E’ così per tutti. E’ solo che molte persone fanno fatica a riconoscerlo.
Di cuore,
Gent.ma D.ssa Spadoni
intervengo in replica a questa sua risposta perchè mi sembra che indirettamente riguardi un pò anche il problema che ho posto io. Però noto, un pò con tristezza devo dire, che i miei interventi vengono per così dire sistematicamente "snobbati"...naturalmente mi rendo conto che il team professionale che interviene nelle discussioni lo fa spontaneamente se e quando può e di certo è piu' che ovvio che le risposte si focalizzino su questioni ritenute magari piu' interessanti. Nulla a pretendere vista la gratuità del servizio, sia chiaro. Solo che farebbe piacere anche a me instaurare un confronto con Voi dello staff e magari un piccolo intervento di tanto sarebbe gradito oltre a poter essere utile. In effetti non credo che dal punto di vista deontologico si possa parlare di problemi di "serie A" e problemi di "serie B"...ciascuno qui cerca un confronto e sarebbe bello, nei limiti del possibile s'intende, applicare una cortese par condicio che non faccia adombrare figli e figliastri...
grazie comunque per lo strumento che ci fornite e per la cortesia con cui vi adoperate

Twilight
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Messaggio da Twilight » 11 luglio 2006, 17:22

mi sembra che la dottoressa spadoni ti abbia già risposto almeno un apio di volte a cose che hai sscritto. tra cui una discussione aperta nella sua sezione.
le persone sono tante, quindi non può sempre fare lo stesso intervento..

Dr.ssa Cristina Spadoni
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Messaggio da Dr.ssa Cristina Spadoni » 11 luglio 2006, 17:33

Caro Weely, io gli strumenti che ho a disposizione (anche a causa di questo mezzo li ho usati tutti) la mia opinione già la conosce e non ho alcun potere di convincerla (né lei né nessn altro si intende!) a credere in quello che scrivo. Vedo che anche altre persone le hanno offerto gli stessi spunti e in un forum di psicologia è tutto ciò che può trovare io credo. D'altronde io sono una psicoterapeuta ed è questo tipo di prospettiva che posso fornirle. Siamo tutti convinti che lei abbia fatto queste esperienze è solo u modo diverso di guardare al problema, un modo che le aprirebbe qualche possibilità, speranza, ecc.
Purtroppo e per fortuna non possiedo poteri di trasformare gli altri (mondo femminile, per es o mondo maschile, a seconda di chi scrive) ma posso solo offrire piccoli spunti da psicoterapeuta che tratta persone che soffrono molto per questo. Per par condicio appunto vedrà che ho risposto più volte a lei di altri, a cui appunto nel mio limitato tempo cerco di offrire la mia opinione, liberi di non coglierla ovviamente. Perchè insistere? E cerchi di non fraintendere, non credo certo che sia poco intelligente o che NON VOGLIA coglierla, credo invece, che non possa proprio perché è questo tipo di sofferenza e di problematica che INCONSCIAMENTE non glielo permette. Io presuppongo l'esistenza dell'incoscio e del grande potere che ha nelle relazioni che creiamo con gli altri.
Di cuore,
Dr.ssa Cristina Spadoni

weely76
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Messaggio da weely76 » 11 luglio 2006, 18:18

Dr.ssa Cristina Spadoni ha scritto:Caro Weely, io gli strumenti che ho a disposizione (anche a causa di questo mezzo li ho usati tutti) la mia opinione già la conosce e non ho alcun potere di convincerla (né lei né nessn altro si intende!) a credere in quello che scrivo. Vedo che anche altre persone le hanno offerto gli stessi spunti e in un forum di psicologia è tutto ciò che può trovare io credo. D'altronde io sono una psicoterapeuta ed è questo tipo di prospettiva che posso fornirle. Siamo tutti convinti che lei abbia fatto queste esperienze è solo u modo diverso di guardare al problema, un modo che le aprirebbe qualche possibilità, speranza, ecc.
Purtroppo e per fortuna non possiedo poteri di trasformare gli altri (mondo femminile, per es o mondo maschile, a seconda di chi scrive) ma posso solo offrire piccoli spunti da psicoterapeuta che tratta persone che soffrono molto per questo. Per par condicio appunto vedrà che ho risposto più volte a lei di altri, a cui appunto nel mio limitato tempo cerco di offrire la mia opinione, liberi di non coglierla ovviamente. Perchè insistere? E cerchi di non fraintendere, non credo certo che sia poco intelligente o che NON VOGLIA coglierla, credo invece, che non possa proprio perché è questo tipo di sofferenza e di problematica che INCONSCIAMENTE non glielo permette. Io presuppongo l'esistenza dell'incoscio e del grande potere che ha nelle relazioni che creiamo con gli altri.
Di cuore,
Gent.ma Dssa. Spadoni,
la ringrazio di nuovo per il suo gentile intervento sempre gradito.
Parlando di inconscio in uno dei suoi precedenti post di rispsta mi disse che avrebbe dovuto essere indagato il rapporto con la famiglia? Con mia madre? Ma, scusi per la domanda banale di certo dovuta alla mia ignoranza sull'argomento, questo che attinenza dovrebbe avere con le mie infruttuose relazioni femminili?
Grazie

Twilight
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Messaggio da Twilight » 11 luglio 2006, 18:24

tantissimaaaaaaaa weelyyyyyyyy
parti già dal fatto che da piccoli nella prima infanzia le bambine vogliono sposare il loro pap à e i bambini le loro mamme! a seconda del rapporto che c'era con lei forse si impronta un meccanismo che ti scatta con le altre donne!
io non so niente di questa materia,quindi la dottoressa ce lo potrà eventuallmente spiegare bene,ma parti già da questo presupposto,ti sembra mirabolante ma on lo è,perchè noi impariamo a vivere e ad avere relazioni con gli altri in base a come cresciamo e con chi.quindi famiglia come prima cosa,la prima donna che hai amato è di sicuro tua mamma,e io il primo uomo certamente mio papà,io mi ricordo che lo volevo sposare :)

weely76
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Messaggio da weely76 » 11 luglio 2006, 18:29

Twilight ha scritto:tantissimaaaaaaaa weelyyyyyyyy
parti già dal fatto che da piccoli nella prima infanzia le bambine vogliono sposare il loro pap à e i bambini le loro mamme! a seconda del rapporto che c'era con lei forse si impronta un meccanismo che ti scatta con le altre donne!
io non so niente di questa materia,quindi la dottoressa ce lo potrà eventuallmente spiegare bene,ma parti già da questo presupposto,ti sembra mirabolante ma on lo è,perchè noi impariamo a vivere e ad avere relazioni con gli altri in base a come cresciamo e con chi.quindi famiglia come prima cosa,la prima donna che hai amato è di sicuro tua mamma,e io il primo uomo certamente mio papà,io mi ricordo che lo volevo sposare :)
io ho un rapporto normale con mia madre, assolutamente non morboso...normale affetto filiale direi...e non ho mai pensato di sposarla....

Twilight
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Messaggio da Twilight » 11 luglio 2006, 18:34

nemmeno quando avevi 2 anni weely? come fai a ricordarti che di sicuro non amavi tua mamma?
io ho una memoria che a volte stupisce anche me,ho dei flash di ricordi nintidissimi per questo mi ricordo cose di quando avevo anche un anno,e io volevo sposare mio papà. non ho mai avuto un rapporto morboso con lui,gli volevo bene,sono sempre stata molto attaccata a lui. ma non lo voglio sposare adesso,non so se mi spiego. solo che questo fatto mi ha sempre resa suscettibile al suo giudizio su di me per esempio. o ai suoi comportamenti.
come puoi sapere che rapporto avevi con tua mamma a 2 anni o 3 o 4...non può essere che non ti ricordi?!?!?!? la butto li eh!

weely76
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Messaggio da weely76 » 11 luglio 2006, 18:50

Twilight ha scritto:nemmeno quando avevi 2 anni weely? come fai a ricordarti che di sicuro non amavi tua mamma?
io ho una memoria che a volte stupisce anche me,ho dei flash di ricordi nintidissimi per questo mi ricordo cose di quando avevo anche un anno,e io volevo sposare mio papà. non ho mai avuto un rapporto morboso con lui,gli volevo bene,sono sempre stata molto attaccata a lui. ma non lo voglio sposare adesso,non so se mi spiego. solo che questo fatto mi ha sempre resa suscettibile al suo giudizio su di me per esempio. o ai suoi comportamenti.
come puoi sapere che rapporto avevi con tua mamma a 2 anni o 3 o 4...non può essere che non ti ricordi?!?!?!? la butto li eh!
ammesso che sia utile saperlo...se non lo so io che rapporto avevo con mia madre a 3 anni come lo può sapere uno psicoterapeuta in base a cosa che io stesso non ricordo????

Twilight
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Messaggio da Twilight » 11 luglio 2006, 18:54

ma non hai mai sentito per esempio che con la psicoterapia possono affiorare dei ricordi che coscientemente non ricordiamo? tipo mai sentito di quelle bambine che hanno subito violenza a 5 anni per dire e poi hanno rimosso? e poi se lo ricordano a 20 con la psicoterapia?
può essere che da determinate cose che tu puoi ricordare oggi poi ne seguano altre a cui tu non pensi,che razionalmente adesso non ricordi più,ma che permangono nella tua mente.

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Messaggio da Lala » 11 luglio 2006, 18:54

ma che c'entra?lui esamina il rapporto che ha adesso mica di quando eri piccolo.mica è Freud! :lol:

Twilight
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Messaggio da Twilight » 11 luglio 2006, 19:03

il discorso è diverso. io ho fatto un esempio,e poi lo psic può esaminare anzi credo che di solito lo facciano,l'infanzia e il rapporto coi genitori. ma non quello da adulti,quello ormai è già inquinato da tutti gli schemi mentali possibili e immaginabili. tu hai imparato ad avere questo rapporto coi tuoi da quello che hai avuto da piccola no?! se ti crea problemi vuol dire che ancora non hai fatto il salto di qualità che ti rende indipendente da quello e quindi forse va indagato dall'inizio per capire.

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Messaggio da weely76 » 11 luglio 2006, 19:09

SENTITE GIA' I VOSTRI RAGIONAMENTI NON MI PIACCIONO...IO NON HO NESSUNA INTENZIONE DI FARMI SEZIONARE IL CERVELLO SIA BEN CHIARO!!!

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Messaggio da Lala » 11 luglio 2006, 19:12

e allora tieniti i tuoi problemi e la tua rabbia.auguri weely,io ci ho provato ma non ci sono riuscita.

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Messaggio da weely76 » 11 luglio 2006, 19:16

Lala ha scritto:e allora tieniti i tuoi problemi e la tua rabbia.auguri weely,io ci ho provato ma non ci sono riuscita.
ma scusate voi parlate dello psicologo come fosse una panacea...io ci proverei pure ma se nessuno di voi, che siete donne, mi sa nemmeno dire cos'è che dovrebbe suscitare o suscita in loro l'attrazione....come si può perseguire qualcosa che non si sa nemmeno definire? E lo psicologo che utilità avrebbe???

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