SONDAGGIO: PERCHE' DEVO ESSERE SEMPRE IO A SACRIFICARMI??

Che cosa ci induce a soffrire piu' di quanto potremmo? Fragile autostima, depressione, insopprimibili sensi di colpa, disamore di sé, sfiducia nel proprio valore e nelle proprie capacità, frustrazione, rabbia, impotenza, senso di inadeguatezza, senso di vuoto; dipendenza e dedizione a legami funesti, dominio e sottomissione. Spesso questi disturbi si manifestano attraverso sintomi e malattie fisiche di stress quali: insonnia, cefalea, ansia, disturbi gastro-intestinali, respiratori, tensione muscolari, disfunzioni sessuali… Altre volte possono complicarci notevolmente l’esistenza, inquinando le varie sfere di vita. Tutto è più complicato, faticoso o doloroso: il lavoro, le relazioni d’amore e d’amicizia, la sessualità.

Moderatore: Dr.ssa Cristina Spadoni

VI E' CAPITATO? CON QUALE FREQUENZA?

REGOLARMENTE
37
36%
SPESSO
49
47%
QUALCHE VOLTA
12
12%
RARAMENTE
5
5%
MAI, DI SOLITO E' L'OPPOSTO.
1
1%
 
Voti totali: 104

milu
Messaggi: 8
Iscritto il: 21 marzo 2005, 11:10

Messaggio da milu » 22 marzo 2005, 19:39

cara Dottoressa Spadoni,
sono contenta di aver trovato la sua risposta , avevo già scritto un altro messaggio dove in qualche modo mi ero presentatata, cercando di raccontare le situazioni che nella mia vita ho dovuto e voluto affrontare, sempre, come del resto cerchiamo di fare tutti . Sono stata sempre considerata la figlia BRAVA che non dava nessun problema ,la figlia che non aveva bisogno di consigli perche trovavo sempre la soluzione, ed io evitatavo il più possibile di crearli poichè nel frattempo in famiglia i problemi erano veramente tanti ,una bambina che spesso ha sofferto di solitudine , che gridava in silenzio il suo bisogno d'aiuto, ma c'erano sempre problemi più grandi che in qualche modo distraevano i miei genitori ,hom già raccontatato brevemente la mia storia in un altro messaggio e veramente e stata la prima volta che sono riuscita a raccontare tutto quella che mi è successo Adesso sto attraversando un periodo difficile ,ho pauraDI SBAGLIARE PROBABILMENTE SONO STANCA, come ho letto in un messaggio e dove certamente mi sono ritrovata, la mia vita è piena di impegni professionali a volte perchè non riesco a dire no, sono sempre disponibile così come invece non lo sono a casa in particolare nel rapporto con mio marito un uomo affettuoso ,gentile ma che oggi e forsemai ho stimato. A volte penso a mio padre e certamente lui è l'opposto e questo è stato il motivo per cui hodeciso di stare insieme a lui, andiamo a mio padre perchè io sono convinta che la difficoltà a manifestare i miei sentimenti è legata al rapporto che ho avuto con lui, certo non un padre presente, tanti anni fa oggi forse un pò di piu, mai disponibile pochi ricordi di momenti sereni trascorsi con lui ecc, ma tanti debiti, oggi mio marito al contrario un uomo presente anche troppo per le cose quotidiane ma assente dal punto di vista responsabilità , progetti per il futuro e adesso anche insicurezza economica, so che un uomo indeciso e insicuro io al contrario faccio la parte di quella che invececè sempre al lavoro ,ai corsi che non si assenta mai anche se mi sembra anzi sono sicura di scappare:Credo molto nell'atteggiamento empatico e nella realizzazione del clima positivo, ma conosco i meccanismi delle interazioni disfunzionali e degli effetti che si possono manifestare nella comunicazione, a volte ho paura che i miei figli ,e certamente è così , possano soffrire così come è successo a me, e spesso chiudo le discussioni senza reagire o dire la mia opinione :CARA DOTTORESSA, è difficile riuscire a spiegare veramente quali pensieri ti attraversano la mente perche in verità sono tanti e a volte mi sembra di rivivere la vita che ho vissuto da figlia soltanto che adesso sono la moglie e la mamma, dimenticavo ho una mamma che è stata una donna fortew e coraggiosa molto determinata che ha tanto lottato , quasi una donna perfetta, forse troppo perfetta io non mi sento assolutamente alla sua altezza, :? :(

Dr.ssa Cristina Spadoni
Messaggi: 402
Iscritto il: 7 febbraio 2005, 19:51
Località: Casaleccho di Reno - Bologna

A MILu'

Messaggio da Dr.ssa Cristina Spadoni » 1 aprile 2005, 17:41

Cara Milu, ho letto i suoi messaggi. Mi scuso per la lentezza delle mie risposte, ma faccio del mio meglio. Certo che ha fatto esperienze pesanti nella sua vita! Credo che ci sia da complimentarsi con lei! Lei sicuramente avvertirà di più i problemi che incontra, ma chi la legge invece si può tranquillamente accorgere delle sue capacità di sopravvivere in situazioni del genere. Esperienze di questo tipo, a partire da suo padre, passando attraverso il suo matrimonio e arrivando a sua sorella, certo non lasciano tanto spazio per pensare a se stessi. E questo sembra quello che è successo. Ma mi sembra il minimo. La BRAVA figlia sembra aver cercato (inconsciamente) qualcuno che le confermasse il suo ruolo: un marito bisognoso di una BRAVA moglie-mamma che si occupasse anche di lui oltre che dei vostri figli, forse per avere in cambio un po’ di quella sicurezza, attenzione e presenza che le è tanto mancata?
Comunque credo che il suo impegno nel lavoro sia un modo per “pensare un po’ a sé” e a quello che piace a lei, che le da soddisfazione personale e quindi molto importante in un momento in cui si è data tutta troppo agli altri.
Credo che sia proprio possibile che lei sia stanca, e chi non lo sarebbe??
Stanca forse di NON VIVERE, di non esistere, di non percepirsi. E’ fondamentale per stare bene e per riuscire anche a dare agli altri, ESISTERE nel vero senso della parola. Pensare a se stessi e alle proprie necessità, desideri e soddisfazioni. Ha già dato tante parti di se stessa a tutti, cominci a pensare di più a sé. Dia appunto l’esempio anche ai suoi figli, non vorrà che crescano sacrificando la propria esistenza agli altri. Cominci lei. So che non è così semplice, ma si rassicuri che pensare di più a sé non farà male né a suo marito n’ai suoi figli, anzi! Impareranno a fare altrettanto.
Di cuore,
Dr.ssa Cristina Spadoni

milu
Messaggi: 8
Iscritto il: 21 marzo 2005, 11:10

Messaggio da milu » 8 aprile 2005, 15:24

:wink: Cara Dottoressa Spadoni, la ringrazio per le splendide parole di comprensione che ho letto nel suo messaggio, la ringrazio perchè a volte ho pensato di essere un pò esagerata nel pensare alla mia vita, alle esperienze che ho vissuto. Per mia natura sono stata sempre una persona che ha avuto pazienza , allegra e chiacchierona, mi emoziono molto facilmente e sono quasi subito pronta al perdono, difficilmente giudico qualcuno per il solo fatto che ha sbagliato e cerco di dare sempre un'altra possibilità e chiedo sempre giustizia .Questo a volte mi ha fatto sentire una donna debole , probabilmente lo sono, anche se all'apparenza la prima impressione è credo il contrario.
La mia storia è abbastanza lunga ,vissuta in momenti diversi della vita,durante i quali ho sempre cercato di trovare l'aspetto positivo o atteggiamento per essere sicura di trovare, il più presto possibile una via d'uscita. Oggi a parte qualche incomprensione con mia sorella , le cose vanno molto meglio , ormai lei vive molto lontano da casa mia per cui i nostri incontri sono veramente poco frequenti,anche se ogni volta e ripeto ogni volta intensi,passionali, e viscerali troviamo sempre un modo per litigare, ma non tanto noi due ma lei e nostra madre, che hanno sempre avuto un rapporto burrascoso ed io sempre al centro. Ma comunque anche questo ormai è un dato di fatto non posso fare più nulla per loro,forse questo l'ho capito troppo tardi ,forse se non mi fossi preoccupata tanto quando eravamo piccole magari oggi le cose sarebbero andate diversamente , ma! Chi lo sa! M io padre un uomo irascibile e burrascoso in ogni cosa che fa e affronta generoso ma vendicativo, egoista , ma anche troppo sensibile , intelligente, , di poche parole, che ama però ogni tanto tiranneggiarei suoi familiari , amante dell'ordine della perfezione e della precisione , poco disponibile all'aiuto o assistenza di qualsiasi tipo ma presente dal punto di visto economico, anche se negli anni precedenti è capitato anche di aiutarli avendo la possibilità TEMPI ORMAI DIMENTICATI. Non è facile parlare del nostro passato , quando siamo insieme , a volte lui si sente un pò responsabile di tutto quello che è successo , ma è chiaro anche per lui c'erano delle spiegazioni plausibili che in qualche modo ,ai miei occhi lo giustificavano . La prima volta che ha veramente capito che cosa fosse successo e come i suoi comportamenti avessero inciso nello sviluppo della nostra personalità , è stato quando per mia sorella, abbiamo dovuto e voluto affrontare una terapia familiare seguiti da un gruppo di specialisti, già allora è stato certamente difficile , ma è stato un padre che ha affrontato la realtà per aiutare la propria figlia che aveva bisogno d'aiuto. Di fatto oggi la realtà è diversa ognuno ha propria famiglia i propri figli , cerchiamo il più possibile di vivere una vita 'normale',sentiamo profondamente il legame che a volte può sembrare morboso, mio marito spesso me lo dice, ci sentiamo spessissimo, se ci sono problemi con mio fratello , che ha trenta anni e sta cercando con grossisime difficoltà a rendersi indipendente economicamente e professionalmente, ma questi sono problemi ' normali', mi piace esserci anche se volte penso che questa disponibilità deve avere un limite e piano piano sono riuscita a rendermi autonoma e indipendente emotivamente e affettivamente e non sempre sono in prima linea ad aiurare i miei a risolvere i loro problemi . Cara Dottoressa, dopo aver letto e riletto il suo messaggio ho provato a risponderle più volte, ma non riuscivo mai a completare il messaggio , forse ho fatto bene perchè ogni volta che rileggo la sua risposta sorrido e penso che alcune cose di cui le ho parlato oggi sono un ricordo doloroso , ma ormai sono un ricordo . Forse quello che mi sta più a cuore è la situazione di mio marito e la relazione con lui, le opinioni della mia famiglia nei confronti di mio marito sono piuttosto severe, anche se io lo difendo a spada tratta in verità dentro il mio cuore so che hanno ragione , così come mi stupivo che mio padre non si preoccupasse della nostra sicurezza e incolumità a volte penso che anche a lui non interessi . Le dinamiche sono completamente diverse ,anche se spesso capita la bevutina' per rallegrare la serata si fa, ed anche io mi sento attratta da questo momento di assenza che ne deriva ,un momento in cui fai finta di dimenticare ,una sorta di annullamento che mi porta a sognare una vita del tutto immaginaria.Io sento di essere in grado di evitare la soddisfazione di questo desiderio , ho cercato di analizzarlo per capire che tipo di attrazione potessi provare e quello che sono riuscita a capire, è che chiaramente più mi sento depressa , più sento la necessità di evadere Oggi sono tornata a casa dopo il lavoro, dove per fortuna raccolgo dei riscontri positivi ,certo la mia disponibilità è nota e forse per questo mi ritrovo sempre con qualche incarico in più , ma questo non mi spaventa anzi al contrario mi fa sentire importante, e utile per gli altri, invece chi torvo a casa mio marito che mi aspettava ,per non parlare di nulla di cattivo umora perchè al momento il lavoro è saltuario, grazie alle sue scelte sbagliate e da me non condivise ed io invece di coccolarlo o rinfrancarlo come dovrebbe eessere naturalmente tra moglie e marito io provo fastidio e sento di non avere niente da dirgli perchè comunque negli anni precedenti quello che avevo da dire e da fare l'ho fatto , io al posto suo mi comporterei in un modo completamente diverso , cercherei di risolvere il problema in modo attivo, invece lui ha sempre un atteggiamento di sconfitta e poca determinazione e questo mi fa andare fuori dai gangheri, penso ai nostri figli e all'esempio di debolezza che lui in quanto figura paterna,dà ai suoi figli e forse già oggi comincio a raccogliere i primi frutti con mia figlia che ha 12 anni, con la quale a volte ho un rapporto conflittuale e questo mi fa provare un senso di paura proprio perchè ripenso alla mia situazione ed ho paura che anche alcuni comportamenti di mia madre che io non ho condiviso allora possa riproporli io involontariamente. Cara Dottoressa come si fa saper e qual è la cosa giusta dafare ,può essere chesono io che vedo tutto quello che mi gira intorno e non mi piace, una cosa curiosa che le voglio dire di me è che spesso non potendo cambiare l'ordine della mia vita amo fare spesso dei cambiamenti in casa , nel senso che spesso giro i mobili , gli altri mi chiedono il perchè ed io rispondo che non potendo cambiare nulla della della mia vita almeno quando torno mi sembra di avere cambiato casa e quindi di essere in un luogo diverso.Desidererei sempre se è possibile, essere guidata in modo tale da non fare con lui lo stesso errore che ho commesso con la mia famiglia , a v olte penso di essere stata troppo buona e permissiva e lui ne ha approfittato e spesso quando mi chiede le cose io gli rispondo che non sono la sua mamma ,forse ha ragione Lei quando dice che ho scelto un uomo che mi facesse sentire importante e che mi desse sicurezza e che fosse in grado di affrontare gli eventi con grande calma , ma oggi questa calma a volte mi sembra una gabbia dalla quale non riesco a scappare . Se lei mi chiede se lo amo io le rispondo che non lo so, certo non è quel meraviglioso principe azzurro che ho sempre sognato, così come non è mai stato quell'amore passionale e travolgente che non ti fa dormire e respirare , io sono stata sempre sicura di lui e del suo affetto nei miei confronti, e di contro lui non è mai stato un uomo esigente , libertino anzi piuttosto casalingo a volte sono stata io a convincerlo ad uscire. Durante i suoi lunghi viaggi che duravano anche due mesi e poi ripartiva dopo 20/25 giorni sono durati circa sette anni durante i quali io ho imparato a vivere da sola con i miei figli a gestire la loro vita e a prendere le decisioni da sola anche se come ho detto ho sempre cercato di fare pesare il meno possibile la sua lntananza i bambini sapevano che lui c'era e che sarebbe tornato presto, poi c'era l'arrivo ,momento digrande gioia per tutti e poi si ricominciava con la solita vita COME SI FA ; LO FAI TU ;CHE COSA NE PENSI; LO POSSO FARE; SEI D'ACCORDO ; UFFA CHE NOIA dovere sempre spiegare agli altri cosa devono fare, è giusto doverlo spiegare pure a lui ,che è mio marito ,il mio compagno di vita, colui che dovrebbe proteggermi , sostenermi e preoccuparsi, invece no non c'è .Oggi non parte più sta cercando di trovare un'altra cosa da fare , ha ripreso il suo vecchio lavoro in modo saltuario, e certo questo non dà sicurezza a nessuno, lui si sente depresso , fallito io spesso loaccuso di non essere riuscito a rendermi felici insomma gioco il ruolo del persecutore e lui quello della vittima e questo non mi piace! Questi sono esempi banali per farle capire il tipo di persona, una cosa molto importante è quella di essere un buon padre , presente nella vita dei nostri figli forse anche troppo, anche quando stava fuori per lunghissimi periodi, molto attento alla loro salute ,un papà che ha giocato e gioca molto con loro , insomma da questo punto di vista un padre esemplare, ma solo questo ,la prego mi aiuti MILU

stella6
Messaggi: 1
Iscritto il: 29 aprile 2005, 11:27

Messaggio da stella6 » 29 aprile 2005, 12:01

Mi è venuto da piangere leggendo quello che ha scritto Sarah perchè io sono proprio cosi!
Porto un esempio
la cosa triste è che ho abbandonato una storia lunga 7 anni e credevo che fosse solo lui a razionalizzare l'amore e ad essere più io quella che dava al 100% ora sto con un altra persona che all'inizio stravedeva per me ed era sempre presente non mi faceva mai mancare niente ero sempre al centro dei suoi pensieri e mi sentivo serena rassicurata e amata ora invece dopo due anni comincia a non riempirmi più di attenzioni come prima e questa cosa mi fa soffrire tantissimo per carità è sempre presente ci vediamo tutti i giorni..però sono quelle piccole cose...Insomma prima mi sentivo al centro dei suoi pensieri ed ora forse perchè ha capito la debolezza del mio carattere è cambiato sono io che pendo dalle sue labbra sono io che lo cerco e che dico sempre si anche se non mi va di fare qualcosa, lui è diventato anche più cinico nei miei confronti...
Forse infatti il problema sono io divento troppo succube delle persone...
Non so come fare....
Non riesco ad analizzare il mio passato...ma se devo girarmi a guardare indietro l'unica cosa e che : ho ricevuto molte attenzioni fino a quando dopo 5 anni non è arrivata mia sorella più piccola e lì le attenzione si sono rivolte verso di lei ne ho sofferto tanto ma quale bambino non soffre di gelosia nei confronti del fratello più piccolo? il confronto con lei mi dava fastidio i miei dicevano spesso " ma lei è piccola tu sei grande..." anche quando avevo 8 anni! se litigavamo mio padre senza sapere chi avesse ragione veniva da me e mi picchiava! :(
NOn sò se e quanto ha influito questo però mi sento una persona debole, paurosa nel prendere decisioni, paurosa verso il futuro, non ho autostima è vero se non ti ami prima tu come fanno gli altri ad amarti!
Cara Dottoressa
come devo fare per cambiare?!
la prego mi dica qualcosa sono disperata! Non ce la faccio più a farmi trattare sempre male!
Lei consiglia lo psigologo ma chi ce la fa a pagare le terapie....

Dr.ssa Cristina Spadoni
Messaggi: 402
Iscritto il: 7 febbraio 2005, 19:51
Località: Casaleccho di Reno - Bologna

Per Milu

Messaggio da Dr.ssa Cristina Spadoni » 2 maggio 2005, 13:50


Cara Milu, mi scuso per la latitanza, ma prima sono stata malata poi sono andata via per ferie, ma ora eccomi! Credo che lei abbia il diritto e, aggiungerei, il dovere verso di sé, di cominciare ad occuparsi di se stessa: mettere chiarezza nella sua vita, in quello che vuole… cominciare a spostare “i mobili interni” e non solo quelli esterni; la casa in cui abitiamo è spesso metafora del nostro interno, come ha bene percepito lei, con la sua associazione. E’ il riflesso della nostra sistemazione mentale. Per fare questo è necessario trovare uno specialista preparato che possa guidarla nei sentieri della mente con cui chiarire che cosa vuole veramente LEI, che cosa non va e perché e piano piano trovare il modo di sistemare definitivamente l’ordine interno delle cose… NON E’ MAI VERO che non si può cambiare nulla della propria vita! Semmai è vero invece che non ne vediamo il modo o non ci riusciamo perché troppo annebbiati dai nostri fantasmi.
Con l’aiuto di uno psicoterapeuta possiamo invece eliminare la nebbia che ci avvolge e uscire sempre di più dalla “gabbia” in cui ci sentiamo rinchiuse. In realtà siamo noi le responsabili della nostra vita e della nostra felicità, ne siamo le artefici se solo riuscissimo a liberarci dalle “nevrosi” che ci hanno “lasciato in eredità” e che ci limitano e confondono.
Per quanto riguarda il problema sessuale di suo marito, solo un andrologo specialista può aiutarlo a trovare la terapia adeguata, non so per quale motivo scrive che le terapie che le hanno proposto sono “difficili da mettere in pratica e impossibili al momento” ma soluzioni non mediche non esistono. Personalmente conosco un urologo che a Bologna si occupa di questi disturbi, ma non so se sia in grado di proporle qualcosa di diverso. Certo è che questo diventa un problema in più di cui lei si deve prendere carico e che si riflette sul vostro rapporto. Penso che la cosa che più la potrebbe aiutare è intraprendere appunto un percorso tutto suo.
Sinceramente,
Dr.ssa Cristina Spadoni

Dr.ssa Cristina Spadoni
Messaggi: 402
Iscritto il: 7 febbraio 2005, 19:51
Località: Casaleccho di Reno - Bologna

STELLA6

Messaggio da Dr.ssa Cristina Spadoni » 2 maggio 2005, 13:52


Cara Stella6,
non esistono soluzioni magiche ai nostri problemi. Se si soffre di cuore l’unica cosa è rivolgersi al cardiologo, così è per tutte le altre cose, compresa la nostra mente, un organo come un altro, solo più complesso. Quella che lei ha individuato è una dinamica interna che si ripete inesorabilmente: è la fame d’amore, di attenzioni, di apprezzamento. Una fame che segnale un nostro vuoto interno, che essendo appunto NOSTRO non potrà mai essere colmato completamente dall’esterno. E’ un vuoto che si ha da bambini e che i nostri genitori dovrebbero averci insegnato a metterci nelle condizioni di riempire da soli. Questo implica essere in grado di soddisfare i nostri bisogni, realizzare i nostri desideri e bastare a noi stessi: amarci, apprezzarci, stimarci… come loro avrebbero dovuto fare. Per poterlo fare dovremmo avere dentro di noi una buona immagine di noi stessi, una buona autostima, una sicurezza di base che solo i nostri genitori ci potevano dare. Se questo non c’è, non abbiamo altra scelta che cercare il modo per “darcelo da sole”: con l’aiuto di uno specialista questo è possibile, attraverso il legame esclusivo che potremmo creare con lui. E’ vero che costa, ma è anche vero che bene o male si riesce a trovare il modo per affrontare tale investimento. La terapia poi oltre a permetterci di “ricominciare a vivere veramente”, libera tutte le nostre risorse e potenzialità, in tutti gli ambiti di vita. Questo si traduce spesso in un miglioramento anche sul piano lavorativo ed economico. Una soluzione si trova sempre, se si è veramente motivati: può andare dal chiedere un aiuto (più che legittimo in questo caso) ai genitori, fino al rivolgersi ai servizi pubblici finché non siamo in grado di andare nel privato.
Il fatto che lei spontaneamente abbia associato la sua situazione a quel ricordo, qualcosa deve significare; ogni situazione acquista un significato particolare se inserita in un contesto preciso. Il risultato è sempre diverso. L’essere picchiati (ancor di più ingiustamente o senza un motivo) è un profondo attacco alla propria stima, al proprio valore… Non c’è rispetto, quando si picchia qualcuno. Se poi si è bambini e non c’è modo di capirne il motivo è ancor più confusivo: non si impara che cosa è giusto e cosa è sbagliato, qualsiasi cosa che facciamo, qualsiasi modo in cui siamo, qualsiasi cosa diciamo è allora ‘punibile e quindi potenzialmente sbagliata. Certo non si impara a essere decisi, a fidarsi di sé, a sentirsi di valere…
Sono cose che trovano le loro origini negli anni più importanti della nostra vita, per questo sono così automatiche e resistenti al cambiamento. Ed è per questo che richiedono l’intervento di un terapeuta che sappia come accedere a quelle esperienze e permetterci di farne delle altre.
Le auguro di trovare la sua strada, di cuore,
Dr.ssa Cristina Spadoni

alessi
Messaggi: 7
Iscritto il: 21 giugno 2005, 17:49

Messaggio da alessi » 21 giugno 2005, 18:19

E' proprio il mio caso e non so più che fare con la situazione che mi sono ritrovato.....

neline
Messaggi: 12
Iscritto il: 25 novembre 2005, 13:33
Località: sicilia

Messaggio da neline » 28 novembre 2005, 19:53

credo capiti a tutti di vivere esperienze del genere. credo che di fondo ci sia un abassa autostima, la paura di non essere nulla senza l'uomo, il fidanzato, l'amico o l'amica...
ci si rappresenta l'altro come il prolugamento dellapropria esistenza. si finisce col vedere il mondo attraverso i suoi occhi, di essere il riflesso della sua stessaimmagine. ma bisogna trovare il coraggio di fermarsi e guardarsi dentro. di affrontare leproprie paure o fobie!!!
ognuno di noi ha una ricchezza dentro e fuori... basta saperlariconoscere ed elaborarla. è bello poter guardare l'Altro senza sentirsi inferiori....
siamo angeli con un ala sola x volare dobbiamo stare abbracciati

lisa04
Messaggi: 8
Iscritto il: 6 dicembre 2005, 18:29

Messaggio da lisa04 » 6 dicembre 2005, 18:57

io sono una donna che ama troppo,non conosco mezze misure,forse perchè ho paura dell'abbandono,anzi no forse sicuramente.mi sacrifico per non restare sola.ho sofferto di attacchi di panico, in terapia ho imparato a lottare per me stessa, ho imparato a sentirmi forte anche da sola.Eppure dopo un anno che ho smesso la psicoterapia,ho incontrato un uomo,e sono dipendente da lui, è come una droga. sono una bordeline nei sentimenti,nelle emozioni,non mi rispetto,non mi voglio bene,non abbastanza.l'ansia non esiste più, ma la paura della solitudine si,ho 26 anni vorrei una famiglia,un figlio,vorrei un uomo che mi amasse senza riserve, non come mio padre.purtroppo,però,cerco l'amore solo in uomini, simili a mio padre,sfuggenti,distanti.mio padre mi vuole bene lo so,ma per me non è stato abbastanza.

_ALE_
Messaggi: 30
Iscritto il: 30 gennaio 2006, 12:18

Messaggio da _ALE_ » 7 marzo 2006, 14:28

Ho scritto che mi capita regolarmente, ma non riguarda i legami affettivi o l'amore, bensì ill lavoro.
Anche se ho deciso di non trovarmi mai piu nella condizione di sacrificarmi temo seriamente che possa succedere ancora.
Vedo il lavoro come una vera e propria guerra all'arma bianca mascherata, sinceramente credo che sarebbe meglio per tutti se ci fosse meno falsità e ipocrisia, ma l'uomo invece che evolversi ad una vita più civile peggiora sempre di più ritrovandosi in un campo di battaglia sempre più insanguinato, ogni giorno con nuove carneficine.
Mi sono ritrovato all'inizio ad essere quello cortese con tutti e potete immaginare cosa sia successo, da allora ho capito che la cortesia non paga MAI, purtroppo nell'ambiente lavorativo più sei meschino, falso, egoista e piu fai carriera; invece se sei sincero, affabile, altruista ... no allora in questo caso perdi.

hermi
Messaggi: 433
Iscritto il: 16 marzo 2006, 18:08
Contatta:

Ciao

Messaggio da hermi » 27 marzo 2006, 16:30

si, a me capita troppo spesso...Credo che alla base ci sia una mancanza di stima e fiducia verso me stessa, che mi induce a sacrificarmi per gli altri (amore, amicizia ecc...)piu' che altro è per paura di rimanere sola o di essere abbandonata...
Purtroppo dall'altra parte, questa insicurezza si avverte e spesso molte persone tendono ad approfittarsi della mia disponibilità.....

Questo è il mio parere

piccola87
Messaggi: 7
Iscritto il: 24 dicembre 2005, 12:12
Località: Padova

Messaggio da piccola87 » 6 giugno 2006, 19:22

Mi è capitato qualche volta quando stavo con il mio ex, ma non sono stata ricambiata.
Forse nel mio inconscio mi sentivo obbligata a fare qualsiasi cosa che gli andava bene e a fare niente contro la sua volontà, dandogli tutta me stessa. E se lui non mi ricambiava non facevo altrettanto, ma continuavo a farlo stare al centro delle mie attenzioni.

E anche con altre persone, ad esempio compagni di classe, è successo, tendo ad essere tanto disponibile anche quando so che loro non mi ricambieranno con la stessa moneta, è più forte di me.

Avatar utente
rocco
Messaggi: 441
Iscritto il: 28 giugno 2006, 21:56

Re: SONDAGGIO: PERCHE' DEVO ESSERE SEMPRE IO A SACRIFICARMI?

Messaggio da rocco » 29 giugno 2006, 6:52

Purtoppo sto scoprendo di aver iniziato la relazione con mio marito (avevo 17 anni), perchè non sono stata capace di dirgli di no. Mi sentivo in colpa per l'affetto che lui aveva per me e non credevo giusto farlo soffrire a causa mia. Gli ho sempre voluto bene, ma non sono mai stata veramente innamorata di lui.
La consapevolezza di quanto scritto, è frutto di sedute psicoanalitiche. Ci sono arrivata lentamente e con non poca sofferenza.
Naturalmente questo eccessivo senzo di responsabilità, questo bisogno (credo) di farmi del male, hanno accompagnato tutto il resto della mia vita, influenzando le relazioni sociali, lo studio e poi il lavoro. Un modo falso di essere me stessa, di cui spero di capire un giorno la cuasa. Ma soprattutto spero, per il mio futoro, di poter finalmente respirare e vivere LIBERA!!!!
E' un momento terribile quello che sto passando: non ho più crtezze, ho perso la serenità e sono terribilmente spaventata. Mi sento sommersa dal doore.....
Non faccio che cercare conforto ovunque mi capiti, compresi siti come questo, per poterne parlare, parlare e ancora parlare.....

DOPAL09
Messaggi: 2
Iscritto il: 6 luglio 2006, 15:34

UN AIUTO AD UN SADOMASOCHISTA

Messaggio da DOPAL09 » 6 luglio 2006, 16:09

Ciao a tutti , sono nuovo un iscritto (oggi 42 anni). Ho avuto una relazione intensa con una ragazza (oggi 38 anni) per 3 anni. Dopo 6 mesi lei mi lascia perchè in crisi..... per brevità mi lascia 5 volte (il distacco più lungo di circa 8 mesi.... gli altri... da 15 giorni a 2 mesi). Da precisare che sono sempre io a ricontattarla.
Ogni volta suggerivo di iniziare a frequentarci gradualmente ma lei dopo un giorno che stavamo insieme già mi abbligava ad andare a casa sua a dormire etc etc, e con la stessa facilità alla mia obiezione mandava tutto all'aria.
Ultimamente la invito a cena e lei accellera il tutto..... andare a casa etc etc.... poi per qualche giorno non si fa sentire e poi per telefono mi dice che va via per 15 gg in vacanza con la sorella........ Lei è stata quella forte (molto) del rapporto io invece quello debole che pur di sentirla o vederla accettava vere e proprio angherie..... offese.... mortificazioni (credetemi.... offese verso di me, la mia famiglia.... tutto cio che mi circonda.). In sostanza lei ha fatto sempre terra bruciata intorno a me.....
Dicevo in vacanza (ultimamente) voleva che stessi a casa per telefonargli la sera (orario che voleva lei, e come diceva lei..., caricargli il telefonino..... da premettere che ero sempre io a telefonare..... etc etc).
Poi la chicca un giorno mi dice che sono sempre lo stesso e non si fa sentire per 5 giorni..... io la cerco ma lei nulla..... poi una sera mi telefona per sapere come stavo e poi ci vediamo..... . Nel vederci lei mi dice (forse gli è scappato, perchè stavamo in moto) che 3 giorni prima era andata in moto con il suo ex....... (da premettere che a suo dire ci prova sempre....) non nascondo il mio fastidio..... e lei si è giustificato con il fatto che lui voleva parlargli... (da premettere che mi diceva che si vedevano solo alle cene di classe ma senza confidenza ) . Lei ha avuto uno scatto d'ira e mi ha detto che per come mi comportavo era il minimo che poteva accadermi...... e poi tutta scocciata ha voluto che tornassimo a casa e che io me ne andassi e che non la chiamassi piu'. Devo dire che lei poi ha spostato la discussione su un altro argomento (peraltro già affrontato) cioè una settimana (su tre) in cui devo andare dai miei che festeggiano 50 anni di matrimonio...... e questo lei non poteva sopportarlo perchè quella era la settimana in cui lei era obbligata a prendere ferie. Ora io dico...... vai in vacanza due weeks senza dirmi niente, ritorni e la il sabato che ritorna ci vediamo il pomeriggio perchè la sera c'era il compleanno del compagno della madre (da premettere che c'erano i fuochi d'artificio perchè era il santo patrono) e mi lascia da solo...... e poi mi viene a sindacare che non posso andare una settimana dai miei (abitano giu' a 1000 km) e vedo al massimo due volte all'anno dicendo che a lei non importava nulla degli anniversari e che venivno prima le sue ferie, riposo e capricci e poi tutto il resto.....
Nonostante tutto ho detto di andare in Agenzia insieme per trovare una soluzione che adasse bene per tutti e due (considerato che restavano altre due settimane. Io avevo proposto di andare una decina di giorni in crociera..... ma ormai lei è abituato che io - il suo cagnolino- faccio di tutto- non era sufficiente..... e così via. Ho notato una cosa che quando l'accontento, andando incontro a sacrifici, lei subito alza il tiro delle richieste..... ed è un continuo........... da impazzire..... credetemi
Sinceramente alcune considerazioni le ho fatte. Penso che lei ha dei problemi..... alcuni di carattere (autoritario, egoista, manipolatorio) ed altri probabilmente psicologici dovuti all'infanzia (es. persone bordeline), perchè a volte ha degli scatti d'ira incontenibili, inizia ad offendermi pesantemente (l'ultima volta mi ha messo le mani al collo); inoltre ha una instabilità affettiva..... ritorniamo insieme nei modi e nei tempi che dice lei..... (mi fa sentire la scopa dietro la porta), e mi lascia all'improvviso.....
Inoltre è andata in crisi per altre persone (almeno tre volte ci sono state altre persone..... ).
Lo so che vi chiederete .... ma cosa ci sei stato a fare..... sinceramente non lo so: paura di restare solo, la solitudine, il sentimento che provavo..... il bisogno di lei (come una malattia..... quando styavo con lei non volevo, e quando non c'e' mi mancano alcune cose)....
Non so nulla se potete datemi qualche consiglio...
Danilo nei casini

scout
Messaggi: 112
Iscritto il: 8 luglio 2006, 15:00

Messaggio da scout » 10 luglio 2006, 21:53

Sì, mi è capitato di trovarmi in una situazione simile. Il tutto ha avuto origine da un periodo sentimentalmente difficile per me, in cui avevo bisogno di qualcuno con cui parlare, con cui confidarmi. Iniziai ad avere rapporti stretti con una mia amica che si dimostrava sempre molto premurosa, sempre disponibile ad aiutarmi ed a darmi consigli. Bastava un mio messaggio e lei mi chiamava per sentire come andavano le cose. Eppure qualcosa non mi convinceva, sentivo che in fondo anche lei aveva bisogno di aiuto. Dietro a quella maschera di consiglera si nascondeva in realtà una persona che per sentirsi in gamba doveva aiutare in continuazione gli altri, od almeno provarci, invece di aiutare se stessa. Ed infatti con il tempo anche lei cominciò a confidarsi con me di cose piuttosto riservate. Fatto sta che il destino ci mise lo zampino, perchè nel giro di pochi mesi iniziai a sentire che l'amicizia non mi bastava più. Ed è lì che mi sono trovato nella situazione che riporta la Dottoressa. Avevo ben chiaro in testa che per me riuscire ad avere una relazione con lei era difficile se non impossibile, eppure continuavo a volerle rimanere vicino, nonostante soffrissi in maniera ormai evidente della limitatezza del nostro rapporto. Alla fine, esasperato da questa situazione, le dissi chiaro e tondo come stavano le cose e, di fronte al suo "no", le dissi che sarebbe stato meglio rallentare decisamente il nostro rapporto. Insomma, smisi di "sacrificarmi". Inizialmente passò un periodo difficile, come me d'altronde. Oggi mi manca ancora, ma so che adesso ha ritrovato finalmente l'amore dopo tanto tempo. Quello che volevo dire alla fine di questa breve storiella è che ho smesso di sacrificarmi, di accettare passivamente lo svolgersi degli eventi per essere vicino a qualcuno di cui avevo bisogno, e che aveva bisogno di me, ed il risultato finale è che sotto sotto entrambi ce la passiamo meglio di prima. Grazie alla Dottoressa per i brillanti spunti offerti.

Rispondi

Torna a “Torturami ma non abbandonarmi”