SONDAGGIO: PERCHE' DEVO ESSERE SEMPRE IO A SACRIFICARMI??

Che cosa ci induce a soffrire piu' di quanto potremmo? Fragile autostima, depressione, insopprimibili sensi di colpa, disamore di sé, sfiducia nel proprio valore e nelle proprie capacità, frustrazione, rabbia, impotenza, senso di inadeguatezza, senso di vuoto; dipendenza e dedizione a legami funesti, dominio e sottomissione. Spesso questi disturbi si manifestano attraverso sintomi e malattie fisiche di stress quali: insonnia, cefalea, ansia, disturbi gastro-intestinali, respiratori, tensione muscolari, disfunzioni sessuali… Altre volte possono complicarci notevolmente l’esistenza, inquinando le varie sfere di vita. Tutto è più complicato, faticoso o doloroso: il lavoro, le relazioni d’amore e d’amicizia, la sessualità.

Moderatore: Dr.ssa Cristina Spadoni

VI E' CAPITATO? CON QUALE FREQUENZA?

REGOLARMENTE
37
36%
SPESSO
49
47%
QUALCHE VOLTA
12
12%
RARAMENTE
5
5%
MAI, DI SOLITO E' L'OPPOSTO.
1
1%
 
Voti totali: 104

ce_la_facciamo
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Re: SONDAGGIO: PERCHE' DEVO ESSERE SEMPRE IO A SACRIFICARMI?

Messaggio da ce_la_facciamo » 13 luglio 2006, 15:47

Dr.ssa Cristina Spadoni ha scritto:Vi è mai capitato di sentire di 'SACRIFICARVI' troppo per qualcuno o per qualcosa? Di mantenere una relazione d'amore (o sessuale), di lavoro, di amicizia, in cui finite spesso ad essere VOI COLUI CHE SOFFRE, che CI 'PERDE' qualcosa? Vi ritrovate spesso a 'DARE' TROPPO? A 'FARE' TROPPO? Ad AMARE TROPPO? o vi ritrovate spesso nel RUOLO OPPOSTO?
Parliamone insieme e cerchiamo di capire se tutto ciò ha un senso e cosa fare.
salve dottoressa,
a me capita di dare molto alle persone a cui voglio veramente bene. in particolare stò parlando del mio moroso...a lui ho sempre dato il 100 %, ho lottato tanto per il ns. rapporto...ma a volte nn mi sento molto ricambiata! nè soffro, vorrei dare 1 svolta, ma nn ho la forza di lasciarlo per nn farlo soffrire e nn soffrire poi io stessa...sn molto dipendente da lui!
NN so se sia vero amore il mio o paura di perdere cmnq il mio moroso, di rimanere sl, di riniziare ttt dall'inizio...
Io sn felice di dargli ttt quello che posso fare, ma vorrei anche riceve 1 po' in cambio...
Forse sn sl io che vorrei sempre di + e sn un'eterna insoddisfatta...

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rocco
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Re: SONDAGGIO: PERCHE' DEVO ESSERE SEMPRE IO A SACRIFICARMI?

Messaggio da rocco » 15 luglio 2006, 20:34

Dr.ssa Cristina Spadoni ha scritto:Vi è mai capitato di sentire di 'SACRIFICARVI' troppo per qualcuno o per qualcosa? Di mantenere una relazione d'amore (o sessuale), di lavoro, di amicizia, in cui finite spesso ad essere VOI COLUI CHE SOFFRE, che CI 'PERDE' qualcosa? Vi ritrovate spesso a 'DARE' TROPPO? A 'FARE' TROPPO? Ad AMARE TROPPO? o vi ritrovate spesso nel RUOLO OPPOSTO?
Parliamone insieme e cerchiamo di capire se tutto ciò ha un senso e cosa fare.
Sono confusa.
Desidero molto partire per le ferie, sono stanchissima. E' stato un anno davvero duro, pesante anche se ricco anche di splendide emozioni....
Non mi farà male neanche allontanarmi dall'altro: anche se non lo sto più incontrando, il mio cuore vive con la stancante speranza di rivederlo.

Però c'è una cosa che mi sta preoccupando moltissimo: mio marito.
Da alcuni mesi ormai non abbiamo più rapporti e lui sta rispettando questa mia esigenza.

Tuttavia da qualche giorno, proprio sull'euforia dei prepartivi per la partenza, mi sta addosso, mi sbaciucchia, mi tocca, mi accarezza....mi vuole.
Un intero mese con lui, con l'estate che aumenta il desiderio.....oddio....come farò? Sento cresecere in me sempre più forte, il senso del dovere, i sensi di colpa, la pena per lui.
Oggi mi ha baciata, ha cercato il bacio più profondo....glie l'ho negato...mi ha detto che gli batteva forte il cuore "e a te?", mi ha chiesto....."no", ho risposto.
La verità è che con lui il cuore non è mai partito.....mai ....mai....
Che dio mi aiuti davvero in questi lunga estate che mi attende.
Riuscirò a mantenere il rispetto per me stessa? E come? Fino a quando?

E soprattutto: come posso rispettarlo senza ferirlo?
Quanto è giusto quello che gli sto facendo passare?
Cosa devo fare?
Ho paura.
Sandra

erolaltra
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Re: SONDAGGIO: PERCHE' DEVO ESSERE SEMPRE IO A SACRIFICARMI?

Messaggio da erolaltra » 31 agosto 2006, 12:05

ho capito una cosa fondamentale: ho dato troppo, ma soprattutto cio' che sapevo dare.. non mi son preoccupata di cio' che in realta' potesse volere la controparte.. e questa riflessione mi e' stata argutamente posta davanti da amici una sera al mare...
ora penso che saro' piu' selettiva, ma nel senso di donare in modo equilibrato, senza pensare di doverlo fare in ogni modo in ogni senso e per chiunque.. forse per un malcelato senso di accettazione...

piccolofiore
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Iscritto il: 4 settembre 2006, 9:49

Messaggio da piccolofiore » 14 settembre 2006, 11:06

Buongiorno Dottoressa,e buon giorno a tutti.
Ho visto il nome del sondaggio e sono subito corsa a guardarlo.
Ho letto tutti i vostri messaggi e tutte le risposte della Dottoressa e devo dire che mi trovo fino al collo in questa situazione.

Da 8 mesi vado da una bravissima psicologa.Con lei sto cercando di capire CHI SONO,di capire che esisto ,che anche io ho un vissuto...che anche io esisto...
Ammetto che è molto più difficile del previsto...sto anche soffrendo molto perchè sento ch dentro di me stanno arrivando a galla cose che non voglio ammettere di provare...
Una di queste è proprio che sto iniziando a rendermi conto di quanto io mi annulli per gli atri.
Ad esempio con il mio ragazzo...mi sto rendendo conto che pur di vederlo tranquillo e sereno faccio di tutto rinuncio alle mie cose alle mie amiche ...e perchè questo sul momento mi fa stare bene.quando però mi ritrovo da solo crollo in una solitudine e tristezza terrificante.ma la rinuncia non è imposta da lui ,sono io che mi AUTO-PRIVO di ciò che realmente potrebbe farmi stare bene per paura che questo tipo di cambiamento possa non piacere al mio ragazzo e possa così abbandonarmi...però non riesco a farne a meno...mi rendo conto di girare sempre intorno a qualcosa che mi impediosce di arrivare al nucleo del problema ed ad affontarlo faccia a faccia.

Ora come ora però sento che il desiderio di questo cambiamento,sento qualcosa dentro di me che pulsa come per dire "sono qui ,lo so che anche tu lo vuoi",che vuole abbattere queste finte maschere che continuo ad ddossarmi al lavoro,in famiglia,con il mio ragazzo.
Ma qualcosa mi frena,mi fa soffrire,mi fa dire di no a cose che so che mi farebbero stare meglio...

filaraki12
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Iscritto il: 20 luglio 2006, 17:45

storia

Messaggio da filaraki12 » 25 settembre 2006, 15:25

Ciao a tutti, ho letto con interesse i vostri interventi al sondaggio, cosi ho preso coraggio per inserire anche la mia storia. Una storia banale forse ma che a me fa bene veder scritta nero su bianco, come se ne prendessi veramente atto.
Anche io come molti altri in questo forum mi riconosco tra le persone che amano troppo. Non sono riuscita ancora a capire cosa è successo nella mia vita apparentemente felice che mi abbia portato ad essere cosi. Ho buoni rapporti con la mia famiglia di origine, una buona comunicazione sia con mio padre che con mia madre. Forse ho avuto un'infanzia meno felice di quello che sono disposta ad ammettere però so che ho superato con successo tante prove per arrivare ad essere chi sono e questo credo abbia consolidato abbastanza la mia autostima. Non sento di temere la solitudine perchè passando per esperienze più o meno dolorose sono divenuta consapevole che da sola so sopravvivere ugualmente. Tuttavia, mi rendo conto che a 31 anni avverto il forte desiderio di un compagno con cui condividere la vita e di un legame costruito nel tempo. Apprezzo la libertà e i vantaggi che derivano dall'essere single, per carità, eppure ascoltandomi sento il desiderio di un figlio, di una famiglia mia... e cado nello sconforto ogni volta penso a quanto mi sembra irrealizzabile questo sogno. Il fatto è che mi innamoro molto raramente e quando lo faccio, da brava persona che ama troppo, incappo (o attiro ?) uomini che non hanno intenzione di dare amore o non sono capaci di farlo. Di norma incanalo le mie attenzioni verso quelli che sembrano bravi ragazzi, con la testa sulle spalle, un lavoro, degli obiettivi nella vita...uomini normali, insomma, non sbandati, interessanti intellettualmente, attivi, socievoli, apparentemente seri ed affidabili. Inizialmente pare vada tutto bene, loro mi cercano, si dicono innamorati, fanno di tutto per abbattere le mie difese. Quando ci riescono, quando decido di accordare loro mia fiducia e mi lascio andare, neanche farlo apposta spuntano relazioni parallele di cui non ero stata messa al corrente, oppure ritorni di famma improvvisi per le loro ex, tra le cui braccia tornano mogi mogi. E dire che non mi pare di essere oppressiva nei rapporti, anzi comincio a credere di essere anche troppo tollerante. Il punto comunque è che io, se sono innamorata, non so mai quando è il momento di mandare a quel paese l'uomo di turno e di dirgli " non meriti tutta la fatica che sto facendo per far funzionare le cose". Devo sbattere la testa fino a rompermela e discutere fino a sfinirmi prima di abbandonare il campo. Solo allora mi chiudo in un silenzio impenetrabile e risoluto. Non che pretenda di lasciarmi bene con i miei ex, però credo che potrei mollare la spugna molto prima. E invece si innesca in me come una bomba un sistema che mi porta a tentarle tutte per sistemare le cose, come se fosse inaccettabile chiudere senza aver dato tutte le chanche possibili alla storia. In effetti non ho mai rimpianti, perchè so che più di cosi non potevo fare però mi chiedo se ne valga davvero la pena di stare male per mesi per qualcuno che EVIDENTEMENTE non mi ama o non lo fa abbastanza. Ciò che mi ha portato alla scelta di indirizzarmi ad uno psicologo della mia città è che ho notato che questo disagio affettivo (non so bene se come causa o come effetto) è legato al mio rapporto controverso con l'alimentazione. Non so cos'ho, sono ossessissionata dalle calorie che ingerisco e che devo assolutamente espellere dal mio corpo il prima possibile. Non posso di certo considerarmi anoressica poichè ho addirittura qualche kg in più del necessario però non sono nemmeno bulimica perchè non mi abbuffo di nulla. Quello che ho capito è che per qualche motivo che ancora non riesco a mettere a fuoco, non mi voglio abbastanza bene e che quando vorrei sparire dalla faccia della terra scelgo di farlo attraverso il rifiuto del nutrimento.
Queste considerazioni sono emerse recentemente in me, in seguito all'ultima delusione sentimentale e all'aggravarsi della mia ossessione per il cibo. Vorrei tanto stare bene, mostrarmi costruttiva e guardare al futuro con positività ma la verità è che sono stanca e ultimamente mi sto isolando troppo, da tutto e da tutti, come se avessi ceduto le armi e avessi deciso di chiudere il mondo fuori, barricandomi dietro al mio silenzio.

stexxx
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Iscritto il: 3 agosto 2006, 15:49

vittime di se stessi....

Messaggio da stexxx » 30 gennaio 2007, 13:30

Buongiono Dott.ssa Spadoni,
mi è capitato solo oggi di leggere la sua 'proposta di dibattito' e mi ritrovo pienamente nella sua descrizione.
Grazie ad un percorso su me stessa che sto facendo, sto prendendo lentamente consapevolezza di essere io 'il carnefice di me stessa'. Io mi trovo in una relazione in cui devo dare 100 per ottenere 10, e se non sto più in questo equilibrio ma provo a cambiarlo lui si tira indietro. Probabilmente lamia storia è finita una volta x tutte da pochissimo, proprio x questo motivo. Come ho cominciato ad 'imporre' me stessa e come ho deciso di non sottostare più a tutte le dicisioni prese da lui in funzione soprattutto di se stesso, si è improvvisamente reso conto che non eravamo fatti l'uno per l'altra. Questoi purtroppo è avvenuto dopo un mio grosso 'sacrificio' in cui ho rinunciato ad un'opportunità lavorativa direi unica che mi si era presentata ma che comportava un mio trasferimento in un'altra regione, per cui ho avuto il suo aut-aut e ho scelto lui. Alla fine x niente. Perchè questa scelta impoicava la mia continua 'sottomissione' alle sue volontà, in quanto lui si percepisce come quello 'giusto' che sa sempre cos'è la cosa migliore, e per lui io sono quella 'insicura' che deve ascoltare sempre i suoi cinsigli x trovarsi bene, perchè lui è quello più scaltro e più forte. Mi ha sempre accusato di essere troppo insicura e quindi riversargli addosso 'instabilità', e così ha giustificato anche un suo tradimento proprio quando io stavo rinunciando allamia opportunità di lavoro x stare con lui. Dopo poco ho scoperto che lui si era già 'procurato' l'alternativa x non restare solo, a mia insaputa. mentre nel frattempo cercava di convincermi a restare!
Nonostante tutto ciò sono rimasta con lui, ma ho cominciato ad accumulare una rabbia ed una sfiducia grandi verso questa persona, tali da rendermi nervosa e 'sbottare' per ogni minimo atteggiamento suo che in qualche modo mi faceva sentire 'poco considerata' o 'poco amata'. Alla fine è stato lui a raggiumgere il punto di rottura, dicendo che l'avevo portato all'esaurimento e che non sopportava più le mie insicurezze, e dicendomi che ormai si era reso conto che eravamo troppo diversi e non riuscivamo a stare bene insieme senza tensioni.
Lamia delusione è stata doppia, perchè oltre ad avere rinunicato ad un'occasione a cui tenevo, mi sono ritrovata ad avere anche 'perso' la relazione sentimentale x cui avevo fatto la mia 'rinuncia', e dopo poco tempo.
Quindi mi sono accorta che ho dato troppa retta alle parole più che avere il coraggio di guardare in faccia la realtà della nostra storia. Le cose sono sempre 'andate bene' tra noi quando le 'decisioni' erano sempre prese da lui e io sempre quella che doveva adeguarsi. Quando ho cominciato a provare ad affermare il mio punto di visto mi sono vista ribaltare.
E ora, mi ritrovo comunque a desiderare di riavere lamia storia con lui, nonostante questa consapevolezza. Quindi rifletto sulla 'stima'che ho x me stessa...... Perchè cerco di lottare x affermarmi con lui, e poi quando questo non avviene sono disposta a rinunciarci pur di stare cin lui? evidentemente non credo realmente in me stessa o nelle mie esigenze. Altrimenti non mi ritroverei ad inseguirlo sempre e comunque. Forse è x questo che nemmeno lui crede in me, mi prende in considerazione sul serio, perchè SA che non io sono la prima a non crederci. Ma quando cerco di impormi LUI mi ribalta. Allora anche lui non vuole realmente una donna 'sua pari' come dice a parole, ma vuole solo un cagnolino che dice sempre si e lo segue sempre. usa solo lemie fragilità x tenermi sottomessa ed affermare il suo potere.
la mia domanda è...dove sta l'amore in tutto questo?
il mio 'inseguirlo' il mio 'asseondarlo', e il suo 'desiderio di potere' ...cosa hanno a che vedere con l'amore? il fatto che ci siamo detti reciprocamente quanto ci amavamo era frutto di pura fantasia, mia e sua o solo mia?
Io gli ho dimostrato coi fatti che sono disposta a rinunciare a cose importanti della mia vita pur di trovare un modo di dtare insieme a lui, lui non l'ha mia fatto ma l'ha solo 'raccontato' x poi smantirlo dopo poco coi fatti.
Mi sento confusa ed impotente, di fronte a quello che è il mio amore così calpestato e non ricambiato mai in egual misura.
Ma la cosa triste che vedo in me stessa è che comunque mi ritrovo a volere desiderare di tornare con lui, mi ritrovo a pensare che tuttosommato sto meglio con lui anche se devo adeguarmi, che sola con me stessa e le mie 'deboli' convinzioni.
E quindi penso......tanto vale arrendermi e sottomettermi quando mi innamoro perchè tanto non mi sento comunque soddisfatta nella situazione opposta??? non vedo una risposta... forse perchè non ho mai sperimentato una situazione diversa da questa.....o forse perchè in fondo sto 'comoda' nelle mie lamentele senza via d'uscita.
Vorrei essere una persona soddisfatta, e invece mi ritrovo sempre e comunque a piangermi addosso e a non sapere come cambiare la situazione una volta x tutte......
tutto questo lo trovo molto triste....
grazie,
stefania.

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CercoDiVolare
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Ciao

Messaggio da CercoDiVolare » 14 maggio 2007, 18:00

:( E' una cosa che a me accade sempre...
Io sono stata sempre la persona che ha subito tutto da tutti....
Pare che quando una persona inizia ad entrare in questo schifoso giro tutti se ne accorgono e si comportano di conseguenza...
E la cosa piu brutta è che tutto queso è iniziato da piccola, già da quando ero piccina.
La vita così fa schifo...
Perchè bisogna sempre subire tutto...perchè bisogna star male per compotamenti che gli altri adottano e che te nè volevi; nè tantomeno hai cercato...perchè bisogna vivere sempre con la paranoia...
Non lo capisco proprio...
L'unica soluzione per poter star un pò meglio è imparare a conviverci...
Ciao
:?

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Psyduck
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Messaggio da Psyduck » 23 giugno 2007, 13:32

Sono d'accordo con 'cercodivolare'... uffa!!! Però non è giusto, ma allo stesso tempo non credo che una persona possa cambiare... ma se uno non è in grado di vivere, che vivere oggi come oggi equivale a vincere, tanto varrebbe farla finita...

agnese
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Iscritto il: 9 dicembre 2007, 11:50

Re: SONDAGGIO: PERCHE' DEVO ESSERE SEMPRE IO A SACRIFICARMI?

Messaggio da agnese » 9 dicembre 2007, 11:58

Dr.ssa Cristina Spadoni ha scritto:Vi è mai capitato di sentire di 'SACRIFICARVI' troppo per qualcuno o per qualcosa? Di mantenere una relazione d'amore (o sessuale), di lavoro, di amicizia, in cui finite spesso ad essere VOI COLUI CHE SOFFRE, che CI 'PERDE' qualcosa? Vi ritrovate spesso a 'DARE' TROPPO? A 'FARE' TROPPO? Ad AMARE TROPPO? o vi ritrovate spesso nel RUOLO OPPOSTO?
Parliamone insieme e cerchiamo di capire se tutto ciò ha un senso e cosa fare.
alcuni Amano altri Sono Amatiio rientro nella categoria di chi ama. All'inizio è stato stupendo rendersi conto di poter amare senza condizioni poi... molti di voi lo sanno già, arrivano i dolori le amarezze e l'annullamento persolale vado avanti cosi con il mio primo ed unico uomo da 13 anni e sempre più spesso non so nemmeno perchè.
Non sentirsi amati da chi si ama è il più grande tradimento che si possa subire "Usata come carta da culo" mi dice qualche amico io rido ma in fondo in fondo mi ci vedo. Li ad elemosinare qualcosa che non potrà mai darmi ad aspettare chi sa cosa ad ingoiare un rospo dopo l'altro. Questo è cio che sono una che sa amare e basta :) ciao ciao

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Eddd
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Iscritto il: 11 agosto 2007, 16:26

Re: SONDAGGIO: PERCHE' DEVO ESSERE SEMPRE IO A SACRIFICARMI?

Messaggio da Eddd » 27 dicembre 2011, 14:38

Dr.ssa Cristina Spadoni ha scritto:Vi è mai capitato di sentire di 'SACRIFICARVI' troppo per qualcuno o per qualcosa? Di mantenere una relazione d'amore (o sessuale), di lavoro, di amicizia, in cui finite spesso ad essere VOI COLUI CHE SOFFRE, che CI 'PERDE' qualcosa? Vi ritrovate spesso a 'DARE' TROPPO? A 'FARE' TROPPO? Ad AMARE TROPPO? o vi ritrovate spesso nel RUOLO OPPOSTO?
Parliamone insieme e cerchiamo di capire se tutto ciò ha un senso e cosa fare.
La verità è che nei rapporti vince davvero chi ha qualche potere che può usare spontaneamente, è chi si deve adattare che sta male e deve consumare molte energie cercando di stare a galla, ma questa cosa io non vedo come sanarla. Se sei posizionato su di un'isola ben salda non devi lavorare per reggerti a galla, ma chi è in acqua deve nuotare se non vuole andare a fondo e affogare. Il mondo sociale impone sacrifici ovviamente a chi non può scegliere agevolmente di sottrarsi a questi, a rimetterci sono le parti più deboli e meno salde. Se sei una minoranza spesso in democrazia ti fotti.
Chi ha il coltello dalla parte del manico è più forte di chi non ce l'ha, socialmente è così e basta, non c'è nemmeno niente di cui parlare.
La nostra vita contiene tutti i mali della tragedia, mentre noi non riusciamo neppure a conservare la gravità di personaggi tragici, e siamo invece inevitabilmente, nei molti casi particolari della vita, goffi tipi da commedia.

coccinella93
Messaggi: 1
Iscritto il: 29 ottobre 2014, 18:17

Re: SONDAGGIO: PERCHE' DEVO ESSERE SEMPRE IO A SACRIFICARMI?

Messaggio da coccinella93 » 29 ottobre 2014, 18:48

Salve dott.ssa...mi ha incuriosito tnto qsto sondaggio xk da nn tanto tempo mi sn accorta di nn avere stima in me stessa...ho capito che passo tutto il mio tempo a compiacere gli altri a nn dire qllo che penso x paura,a mentire amche a me stessa e a sottomettermi totalmente agli altri .....cosi mi succede che cn gli altri nn riesco ad esprimermi x come sono realmente, e sopratutto che se mi trovo in una situazione piu accesa non sono capace di esprimere cn convinzione le mieidee e mi sottometto a quello che dicono gli altri.la cosa ancora piu grave è che nn riuscendo a dire la mia mi chiudo totalmente in me stessa e spesso piango anche...xk ho qsto comportamento?? La pregi mi aiuti a capire

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