Ancora per Sarah

Che cosa ci induce a soffrire piu' di quanto potremmo? Fragile autostima, depressione, insopprimibili sensi di colpa, disamore di sé, sfiducia nel proprio valore e nelle proprie capacità, frustrazione, rabbia, impotenza, senso di inadeguatezza, senso di vuoto; dipendenza e dedizione a legami funesti, dominio e sottomissione. Spesso questi disturbi si manifestano attraverso sintomi e malattie fisiche di stress quali: insonnia, cefalea, ansia, disturbi gastro-intestinali, respiratori, tensione muscolari, disfunzioni sessuali… Altre volte possono complicarci notevolmente l’esistenza, inquinando le varie sfere di vita. Tutto è più complicato, faticoso o doloroso: il lavoro, le relazioni d’amore e d’amicizia, la sessualità.

Moderatore: Dr.ssa Cristina Spadoni

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Dr.ssa Cristina Spadoni
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Ancora per Sarah

Messaggio da Dr.ssa Cristina Spadoni » 14 febbraio 2005, 19:16

Ho letto dopo il suo secondo messaggio. Cosa intende dire con "mi sento male"? Come si sente? Dopo tanta strada percorsa, non pensa che possa valere la pena di rivolgersi ad uno specialista per completare quello che ha già iniziato da sola?
saluti
Dr.ssa Cristina Spadoni

sarah
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follia?

Messaggio da sarah » 15 febbraio 2005, 16:14

Buon giorno..
No, non sono così brava, sono solo una che non fa altro che leggere e pensare, tanto che a volte vorrei strapparmi il cervello..
Ho 27 anni e per capire qualcosa in più di me e dell'universo mi aiuto con i libri; inoltre sono(ancora)studentessa in psicologia, anche se ritengo questo non faccia testo, visto che questi piccoli strumenti che credo di aver acquisito sono frutto del mio interesse e non dei corsi più o meno ben strutturati dell'università.Anzi, se devo essere sincera sono stata delusa anche in questo senso; non ho trovato nell'ambiente universitario ciò che mi aspettavo, non ho trovato professori che abbiano illuminato il mio cammino nè conosciuto studenti con i quali condividere i miei pensieri, piuttosto che ore di studio.Solo tanta superficialità, indifferenza, tanto individualismo ed un egoismo che non avrei mai pensato di trovare, soprattutto tra giovani anime..Così mi ripeto che sicuramente sono io che non mi pongo nel modo giusto nei confronti del mondo.Ma oggi sono stanca.Sarah è tante cose, tante persone, io non sono solo un modo di essere, io sono il mosaico di me stessa, e non riesco a condividere me stessa con nessuno.E mi creda, ci ho provato per anni.Vengo sempre e comunque fraintesa, derisa o non capita.A volte mi rendo conto che le persone che mi circondano credono di conoscermi, ma in realtà non sanno nulla di me e io non posso sempre spiegare tutto per poi non venire mai capita.Le persone non sanno ascoltare, non sanno osservare, non sanno sentire.Io mi sforzo di farlo continuamente, in qualsiasi circostanza.E credevo fosse naturale per chiunque avere la curiosità di capire, non dico le leggi che governano la fisica del mondo, ma almeno quelle che sottostanno ai comportamenti delle persone che amiamo, dei nostri amici o colleghi o coinquilini.Invece le persone se ne fregano, fondamentalmente di tutto.E' così e basta;perchè sprecare tempo ed energie a cercare di capire?A chi importa?Non esiste la benchè minima competenza emozionale, siamo individualmente disperati.E non ce ne rendiamo conto.Sono annoiata dalle persone.Non ne trovo molte stimolanti.Sono annoiata dalle istituzioni.E' per questo che preferisco stare da sola, con la musica, con le mie 3 gattine, anche se non sono felice.Ma anche qui:che cos'è la felicità?E' uno stato che ci appartiene, una condizione della mente e come tale soggetta ai cambiamenti che noi imponiamo(attraverso la nostra più o meno grande forza di volontà).Pertanto noi decidiamo di accettarla o di cambiarla(anche se non so ancora come si può arrivare ad essere così forti).Non ha senso SPERARE di essere felici, bisogna volerlo.Non c'è nulla di divino nella felicità, così come nell'amore.Noi decidiamo di amare o non amare qualcuno.Noi decidiamo di continuare ad amare o smettere di amare.Non ha senso avere fede nell'amore come se non ci fosse altra alternativa che SUBIRE gli eventi.L'amore va e viene ma non lascia mai tracce di sè;quindi non esiste se non nella nostra mente.E noi siamo esseri"umani"(anche se sinceramente mi domando quale individuo abbia avuto la brillante idea di attribuire al genere a cui apparteniamo un simile significante)e come tali ci portiamo tutti i limiti che questo comporta.Non c'è nulla di divino, nè di reale.Ma cosa è reale?Ciò in cui vogliamo credere?Qual'è il valore delle cose?E delle persone?Cosa sono io?Ciò che gli altri vogliono vedere di me?Ciò che io voglio gli altri vedano di me?L'opposto di ciò che sono per paura che gli altri vedano ciò che sono?Ma cosa sono?Forse ciò che voglio essere.E cosa voglio essere?In che cosa devo credere?
Da un terapeuta preferisco non andare.Anche perchè non me lo posso permettere(studentessa lavoratrice, vivo fuori casa)e comunque sto aspettando di subire un intervento al ginocchio e sono imprigionata a casa oltre che nel mio corpo e nella mia mente.
Non ho più pensieri stellati.
Grazie del tempo dedicatomi.Mi ha fatto piangere ieri.
Buona giornata,
sarah

Dr.ssa Cristina Spadoni
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Per Sarah: che scelta abbiamo?

Messaggio da Dr.ssa Cristina Spadoni » 17 febbraio 2005, 18:31

Salve Sarah, può essere molto vero che le conoscenze che ha le ha acquisite dai testi più che all’università. Penso sia una caratteristica abbastanza comune rimanere delusi dall’università in sé, che tenga conto difficilmente da sola può fornirle gli strumenti per fare questo lavoro e altrettanto per “curare”se stessi. E’ vero però che si sceglie una certa facoltà motivati da tendenze interne più o meno consapevoli; per quanto deludente possa essere qualche nozione gliela fornisce, e le permette di soprattutto di procedere per arrivare al vero obiettivo, fare questo lavoro. La formazione vera è quella personale e quella che segue il periodo universitario, senza il quale però non si può accedere. E chi più di coloro che hanno sperimentato sulla propria pelle cosa significa soffrire, che hanno scelto spontaneamente tale facoltà o che ancor di più sono fortemente motivati da ragioni personali a leggere e a documentarsi per capire, è adatto a fare questo lavoro??
Certo il punto sta nel non avere “aspettative troppo elevate” anche in questo caso forse. L’Università, gli studenti, gli altri… Lei si è posta molte domande nel suo messaggio: perché sprecare tutto questo tempo per cercare di capire?A chi importa? Importa a lei mi pare! E poi, le chiedo, che alternative ci sono?? Isolarsi dal mondo, dalle persone… per cosa? E poi, è realmente possibile?
E’ possibile che abbia incontrato delle persone così, d’altronde non possiamo aspettarci che gli atri siano tutti attenti e sensibili come noi…ma mi sembra impossibile che non esista nessun altro che veramente possa essere interessato a condividere momenti belli, qualcuno che non sia egoista, indifferente… o poco stimolante… qualcuno che non la fraintenda, derida…
Credo piuttosto che la nostra storia lasci delle ferite profonde sulle nostre anime e che se non cerchiamo di cicatrizzarle continueranno a far male. Credo che queste ferite ci spingono inesorabilmente a relazionarci negli unici modi che conosciamo, per sopravvivere, e che lasciandole lì si rischia solo di provocare infezioni… Certo è che in realtà non ci lasciano tanta scelta: se soffrisse di cuore cosa farebbe?
La psicoterapia può essere faticosa e costosa a volte, ma certo costa molto di più non riuscire a vivere serenamente, con tutti gli alti e bassi, non sapere cosa si è, chi si è e cosa si vuole fare. Si rischia di perdere tempo prezioso che ci farebbe recuperare ben altri guadagni, in salute e risorse che verrebbero finalmente liberate. A parte il privato poi, esistono anche servizi pubblici… ci ha mai pensato?
Con affetto,
Dr.ssa Cristina Spadoni

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