voglia di morire

Che cosa ci induce a soffrire piu' di quanto potremmo? Fragile autostima, depressione, insopprimibili sensi di colpa, disamore di sé, sfiducia nel proprio valore e nelle proprie capacità, frustrazione, rabbia, impotenza, senso di inadeguatezza, senso di vuoto; dipendenza e dedizione a legami funesti, dominio e sottomissione. Spesso questi disturbi si manifestano attraverso sintomi e malattie fisiche di stress quali: insonnia, cefalea, ansia, disturbi gastro-intestinali, respiratori, tensione muscolari, disfunzioni sessuali… Altre volte possono complicarci notevolmente l’esistenza, inquinando le varie sfere di vita. Tutto è più complicato, faticoso o doloroso: il lavoro, le relazioni d’amore e d’amicizia, la sessualità.

Moderatore: Dr.ssa Cristina Spadoni

robandres
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voglia di morire

Messaggio da robandres » 29 luglio 2006, 13:36

Nonostante 10 mesi di analisi, il mio precedente post "Coazione a ripetere" che mostra la mia autoconsapevolezza, ci sono ricascata. Dopo due settimane di climax ascendente di desiderio, seduzione, sedicente amore, lui, che doveva venire nella mia città domenica e lunediì per due giorni di amore passione e dialogo per "chiarire" i problemi che abbiamo, a 24 ore dall'arrivo mi scrive per sms che non viene perchè "fa troppo caldo"!!! dopo che io avevo organizzato due giorni con impegno e casini, visto che ho due bambini da sistemare se io non sono a casa...
non merito di vivere, non merito l'analisi, non merito il tempo e il lavoro del mio analista, e la mia intelligenza, capace di fare splendide analisi testuali di poesie e romanzi, di scrivere articoli e saggi, di insegnare la passione della letteratura all'italiano, è totalmente staccata da me. Vorrei morire, ho di nuovo fantasie autolesioniste, l'angoscia di non esistere, di torturami da sola per le mani di un pazzo. Roberta
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summer
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Messaggio da summer » 29 luglio 2006, 15:04

cara roberta...non ho seguito bene tutta la tua storia, percui perdonami se dico qualcosa di sbagliato....leggendo le tue parole

non merito di vivere, non merito l'analisi, non merito il tempo e il lavoro del mio analista, e la mia intelligenza, capace di fare splendide analisi testuali di poesie e romanzi, di scrivere articoli e saggi, di insegnare la passione della letteratura all'italiano

mi viene spontaneo dirti questo....tu meriti ogni cosa...semmai è la parsona di cui parli a non meritare niente di te...la sua mancanza di rispetto nei tuoi confronti non deve intaccare la tua autostima....ma deve solo farti capire quanta piccolezza c'è nel suo comportamento....capisco che a volte ci si lega a persone sbagliate e che non sia facile dare un taglio netto alla cosa....ma a volte è l'unica soluzione....

il mio consiglio? non sentirlo più!...sarà doloroso, ma non quanto prolungare questo continuo giocare con i tuoi sentimenti....non credi?

un abbraccio
summer

robandres
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Messaggio da robandres » 29 luglio 2006, 17:39

passate alcune ore, lo cerco, gli mando sms a cui non risponde, telefono e fa partire la segreteria telefonica...ma perchè mi faccio fare tutto questo? stasera ho la seduta, questo un po' mi aiuta, ma perderò un'altra ora a macinare sempre i soliti argomenti come mesi fa, ora che stavo meglio e lavoravamo un po più su di me, sul mio sè, sulle cose che so fare e amo fare, ancora lui, per un'ora di seduta che alla fine diventa l'ennesima dimostrazione di quanto io non riesca a uscirne...la dott. in un altro post mi diceva che è ancora presto perchè la psicoterapia dia frutti stabili...non so, quanto ci vorrà? sarà possibile uscirne se è una gabbia che io mi porto addosso da quando ero bambina, da quando mia madre mi ha "insegnato" che essere "amata" significa essere torturata psicologicamente, svalutata nei miei bisogni, non rispettata nelle mie esigenze? che le mie emozioni sono sempre negative, le mie percezioni degli altri e della realtà sbagliate, che è sempre solo colpa mia e che le persone che amo di più fuggono perchè io sono negativa?
che di me c'è di positivo soltanto il cervello, la parte razionale, la cultura, la professionalità, e che la bambina e la donna innamorata meritano di esser rifiutate?
Roberta-che- sta-malissimo
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Davide49
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Messaggio da Davide49 » 29 luglio 2006, 19:32

cara Roberta non ho risposte da offrirti, forse perché non sono sicuro di averti capita. Mi colpisce il contrasto fra la tua espressiva lucidità di analisi (che si esprime in un linguaggio netto e sicuro) e il tuo arrovellarti contorto in un problema che però, ripeto, non riesco a mettere a fuoco. Forse si tratta di bisogno e ricerca di amore, di affermazione del proprio essere donna al di là dei ruoli (moglie, madre, professionista). Ma mi pare che la presenza contemporanea e irrequieta di più uomini ti ingarbugli la vita interiore anziché rasserenarti. Scusami ma di più non saprei cosa dire.
Un abbraccio di cuore

rosarosa
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Messaggio da rosarosa » 2 ottobre 2006, 18:45

Cara Robandres,
ho letto solo adesso questo tuo sfogo un po'datato. Mi viene voglia di risponderti, seppure in ritardo. E' incredibile come questi uomini inventino scuse che non offendono solo la nostra sensibilità, ma anche la nostra intelligenza. Dicendoti che non viene perché fa caldo, sta dicendo che venire da te non vale neppure il minimo sacrificio; che è bello averti e poter contare su di te quando fa comodo, ma il reciproco non vale: tu vieni dopo qualsiasi altra cosa. E non si fa nemmeno trovare al telefono! Ma certo: perché arti delle spiegazioni sarebbe scomodo! Cara amica, ti capisco e non sai quanto, perché mi trovo sempre più spesso in situazioni allucinanti quasi come questa. Non so proprio perché io permetta agli altri di comportarsi così con me, sto cercando di scoprirlo. In qualche modo probabilmente li legittimo a calpestarmi, perché mi succede spesso di incappare in trappole come questa, in cui poi bastano quattro moine perché il signore in questione si senta a posto con la coscienza. Mi pare che tu ti sia già data un abbozzo di risposta. Ora stai meglio? Un abbraccio, Rosarosa.

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resident2006
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Re: voglia di morire

Messaggio da resident2006 » 2 ottobre 2006, 19:24

robandres ha scritto:Nonostante 10 mesi di analisi, il mio precedente post "Coazione a ripetere" che mostra la mia autoconsapevolezza, ci sono ricascata. Dopo due settimane di climax ascendente di desiderio, seduzione, sedicente amore, lui, che doveva venire nella mia città domenica e lunediì per due giorni di amore passione e dialogo per "chiarire" i problemi che abbiamo, a 24 ore dall'arrivo mi scrive per sms che non viene perchè "fa troppo caldo"!!! dopo che io avevo organizzato due giorni con impegno e casini, visto che ho due bambini da sistemare se io non sono a casa...
non merito di vivere, non merito l'analisi, non merito il tempo e il lavoro del mio analista, e la mia intelligenza, capace di fare splendide analisi testuali di poesie e romanzi, di scrivere articoli e saggi, di insegnare la passione della letteratura all'italiano, è totalmente staccata da me. Vorrei morire, ho di nuovo fantasie autolesioniste, l'angoscia di non esistere, di torturami da sola per le mani di un pazzo. Roberta
Cara Roberta, mi sento in dovere di dirti che ho letto su un libro di psichiatria (Psichiatria psicodinamica, G. O. Gabbard, ed III) che se un individuo ha fantasie suicide o autolesive prima o poi le metterà in atto. Perché non ti affidi ad uno psichiatra piuttosto che ad un analista? O a uno psicologo, ad uno psicoterapeuta?
Un consiglio più umano: consideri quella persona degna del tuo amore? Pensa a quell'uomo in tal modo: "non mi merita!", e convinciti progressivamente di questo. Credimi, se ti piace, nulla potrà impedirti di amarlo: lo amerai ma lo considererai "inferiore" al tuo amore.
Secondo: il tuo "vorrei morire" è uguale a quello del Leopardi: quando era giovane sperava in una morte vicina, mentre quando, circa quarantenne, fu sul letto di morte, sperò di salvarsi. Mai sentita la favola di La Fontaine sulla morte? Te la riporto qui:

XV - La Morte e il Disgraziato

In suo soccorso un Misero la Morte
chiamava notte e dì:
- O cara Morte, o fortunata sorte
morire e i mali terminar così! -.

La Morte viene all'uscio e si presenta
certissima di fargli un gran favor.
Ma l'altro si spaventa
e si mette a gridare: - O Dio, che orror!
O Morte, o brutta, orribile figura,
va' che mi fai morire di paura -.

Mecenate, uom di talento,
si racconta ch'abbia detto:
- Voi ficcatemi in un letto,
pesto, monco, senza fiato
e dai mali assassinato,
pur ch'io viva son contento.
Per qualunque cosa accada,
brutta Morte, cambia strada -.
Roberta 6 la mia vita... t amo tantissimo... nn potrei + vivere senza d te...

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Dr.ssa Cristina Spadoni
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Messaggio da Dr.ssa Cristina Spadoni » 4 ottobre 2006, 13:41

Cara Roberta, come ha ben scritto lei le motivazioni cominciano a venire alla luce, occorerà tempo perchè possa modificarsi anche il suo sentire, aspetto molto più profondo, inconscio o quasi, che non ha a che fare con la razionalità, la volontà, ecc. E' stata immersa per la durata di tutta la sua vita in una "nebbia" del genere, è naturale che in meno di un anno ancora si faccia confondere e si perda in tale nebbia.
Lasciate stare le libere interpretazioni del Gabbard, anche perché un "analista" è sempre uno psicoterapeuta che può essere psicologo o medico. Solo lui/lei potrà dire, dopo una profonda conoscenza del caso, se è necessario l'intervento dello psichiatra, che aggiungerebbe solo l'utilizzo di farmaci.
Continui per la sua strada tenendosi salda alle chiarezze che trova in analisi.
Di cuore,
Ultima modifica di Dr.ssa Cristina Spadoni il 5 ottobre 2006, 12:21, modificato 1 volta in totale.
Dr.ssa Cristina Spadoni

Twilight
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Messaggio da Twilight » 4 ottobre 2006, 14:54

.tu meriti ogni cosa...semmai è la parsona di cui parli a non meritare niente di te
io ti consiglio una cosa che può esserti minimamente utile al momento. appena ti viene voglia di chiamare,di mandare SMS a questo tizio che non conosce rispetto,fermati e conta fino a 100,pensa razionalmente a che razza di persona è e se si merita il tuo struggimento,poi fai un grande sforzo e non mandargli niente come atto di rispetto tuo nei tuoi confronti. al momento ti sembrerà una castrazione di un desiderio che hai,ma se ci rifletti bene invece è un prevenire qualcosa,prevenire l'attesa di una risposta che magari non verrà,prevenire la delusione cocente per la non risposta e prevenire anche il conseguente pensiero che non si è abbastanza nemmeno per un po' di attenzione. io penso che questi comportamenti, e guarda io l'ho fatto parecchie volte, ci servano in realtà non tanto per ottenere la risposta dell'altro,ma proprio per non ottenerla e flagellarci con la conferma che non siamo mai abbastanza e non meritiamo di conseguenza niente,che dobbiamo faticare il triplo perchè inferiori...
inizia ad aiutarti prevenendo quella parte di dolore. è difficile se non lo si sente dentro,ma cerca di farlo...almeno un minimo sarà utile vedrai..

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resident2006
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Messaggio da resident2006 » 4 ottobre 2006, 18:29

Certo ke nn mi piace quel genere di amore. Come si fa a considerare una persona parte di sè a tal punto da voler morire per lei? E' inimmaginabile... e poi c'è un detto famosissimo: morto un papa se ne fa un altro... nn è così?
Roberta 6 la mia vita... t amo tantissimo... nn potrei + vivere senza d te...

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Dr.ssa Cristina Spadoni
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autocolpevolizzazioni

Messaggio da Dr.ssa Cristina Spadoni » 5 ottobre 2006, 12:45

Cara Twilight, è vero che questa persona non la merita affatto, ma Roberta ha proprio il problema di non riuscire a evitare quest'uomo e non riuscire a percepire bene le cose come stanno (nebbia è inteso proprio nel senso che la realtà viene invertita, è lui che "non merita lei"). I suoi consigli sul "fare" (o non fare) potrebbero farla sentire in colpa proprio perché non ci riesce, è per questo che scrive e soffre, mentre una colpa non è, perchè è parte integrante del problema. In queste situazioni più una persona non riesce, pur sapendo che "dovrebbe" allontanarsene, più si svaluta, si colpevolizza, si accusa, ecc. fino a sentire di non valere più niente, di meritare, appunto, la morte. Purtroppo, tutte le persone più care vicine, tendono a cercare di aiutare chi si sente così, "spronandole" a fare qualcosa per difendersi (proprio quello che non riescono), senza accorgersi che così facendo fanno star peggio la persona cara. Se siamo paralizzati e già noi pensiamo che dovremmo riuscire a camminare, per es., e gli altri ci dicono, "su dai prova ad alzarti, fai qualche passettino, dovresti fare così o cosà" quando noi stessi ci stiamo torturando per non essere capaci di muovere un dito e per questo sentiamo di non valere niente, come ci sentiremo? Roberta, credo, si potrebbe sentire un pò così, mostrando, da quel che scrive, un giudizio già molto severo verso se stessa che pretenderebbe di riuscire da subito a non rispondere, a evitarlo e che di conseguenza si critica molto aspramente poichè non riesce. E' proprio questa severità che va aiutata a ridurre. Se ci rompiamo una gamba avremo bisogno di tutto il tempo necessario senza fare niente per rinsaldarla.
Non vuole essere una critica a chi cerca di aiutare Roberta, ma una piccola guida su cosa può essere più utile. Di cuore,
Dr.ssa Cristina Spadoni

Twilight
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Messaggio da Twilight » 5 ottobre 2006, 16:12

veramente io capisco la situazione di roberta perchè diciamo l'ho vissuta,è proprio per questo che mi sono consigliata da sola di evitare di fare quelle cose,perchè farle mi faceva stare peggio di non farle,ovvero farle dava solo a me stessa una conferma di valere meno,e mi faceva piangere di più,perchè o non mi si rispondeva ai messaggi,o dall'altra parte trovavo freddezza ed egoismo e basta. allora mi sono solo impegnata un po' di più...il senso di stupidità che io ho provato spesso per non riuscire a rinunciare a una persona che mi trattava male era comunque inferiore o più accettabile del dolore e all'autocommiserazione e al senso di inferiorità che provavo a ricevere una risposta brutta o inesistente dall'altra parte,ad essere ignorata completamente come se fossi un sacchetto di spazzatura. per questo ho dato questo consiglio. forse funziona.

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parì
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Re: autocolpevolizzazioni

Messaggio da parì » 19 ottobre 2006, 1:03

Dr.ssa Cristina Spadoni ha scritto:Cara Twilight, è vero che questa persona non la merita affatto, ma Roberta ha proprio il problema di non riuscire a evitare quest'uomo e non riuscire a percepire bene le cose come stanno (nebbia è inteso proprio nel senso che la realtà viene invertita, è lui che "non merita lei"). I suoi consigli sul "fare" (o non fare) potrebbero farla sentire in colpa proprio perché non ci riesce, è per questo che scrive e soffre, mentre una colpa non è, perchè è parte integrante del problema. In queste situazioni più una persona non riesce, pur sapendo che "dovrebbe" allontanarsene, più si svaluta, si colpevolizza, si accusa, ecc. fino a sentire di non valere più niente, di meritare, appunto, la morte. Purtroppo, tutte le persone più care vicine, tendono a cercare di aiutare chi si sente così, "spronandole" a fare qualcosa per difendersi (proprio quello che non riescono), senza accorgersi che così facendo fanno star peggio la persona cara. Se siamo paralizzati e già noi pensiamo che dovremmo riuscire a camminare, per es., e gli altri ci dicono, "su dai prova ad alzarti, fai qualche passettino, dovresti fare così o cosà" quando noi stessi ci stiamo torturando per non essere capaci di muovere un dito e per questo sentiamo di non valere niente, come ci sentiremo? Roberta, credo, si potrebbe sentire un pò così, mostrando, da quel che scrive, un giudizio già molto severo verso se stessa che pretenderebbe di riuscire da subito a non rispondere, a evitarlo e che di conseguenza si critica molto aspramente poichè non riesce. E' proprio questa severità che va aiutata a ridurre. Se ci rompiamo una gamba avremo bisogno di tutto il tempo necessario senza fare niente per rinsaldarla.
Non vuole essere una critica a chi cerca di aiutare Roberta, ma una piccola guida su cosa può essere più utile. Di cuore,
Gentile Dottoressa,
la Sua risposta mi ha fatto molto riflettere... :roll:
In effetti è così...quando noi stessi ci torturiamo di non riuscire a fare una cosa, ci fa stare peggio il fatto che altri ci spronino a farla lo stesso, perchè ci fanno sentire ancor più incapaci... :oops:

Ma allora in questi casi quale sarebbe il modo giusto per stare vicino ad una persona a noi cara che vediamo soffrire e che non sappiamo proprio come aiutare? :oops:

Grazie

fab0365
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Messaggio da fab0365 » 19 ottobre 2006, 15:04

Ciao,
nel mio piccolo posso suggerire quello che sto tentando, in questi giorni, di mettere in pratica con la persona che ho amato ed ora fugge, prima da se stessa. Ci siamo reincontrati e ovviamente dentro di me si alimentava una speranza...ma quando lei ha iniziato a raccontare dei suoi corteggiatori, io mentendo, con aria spavalda sono stato al gioco dell'essere amico...poi sono stato male...di notte ho avuto degli incubi e nella mattinata successiva per parecchio tempo, un senso di vuoto e un sordo dolore al centro del petto...
Ho pensato: ritorno sui miei passi e cioè continuo a non vederla? Soffrendo e arrovellandomi il cervello dalla mattina alla sera...continuando a chiedermi perchè? come mai? potevo fare...proprio a me doveva capitare...
Queste esperienze che ci coinvolgono in maniera profonda, dove in ballo ci sono sentimenti...è ovvio che ci segnano per sempre, quindi non si può dimenticare...si può invece, anche se estremamente faticoso, analizzare bene i fatti non con il cuore ma questa volta più con la testa e cercare di capire che quando una persona fugge o ha difficoltà a rapportarsi, tradendosi con comportamenti cinici o meschini, denota tutto il suo malessere che si porta dentro. Capendo che la persona vive un fortissimo disagio interiore e quindi il fuggire è un chiudersi all'esperienza, dobbiamo comprendere la distanza che si è creata, cercando di arginare il desiderio e distaccandoci dall'immagine che avevamo costruito. Accettare l'altro e comprendere che su queste basi di assoluta insicurezza non si può costruire qualcosa di solido. Non dobbiamo sentirci in colpa o vivere con la rabbia dentro, se purtroppo è finita così. Cercare di elevarsi, guardando le cose con più profondità. Adesso sto cercando di mettere in pratica tutto questo, ma vi assicuro che vivo nel tormento e spesso continuo a ricadere. Ma bisogna rialzarsi e puntare sempre su se stessi e sulle proprie qualità, come esseri unici e irripetibili, credendo sempre nella forza rigeneratrice dell'amore.

Vi abbraccio
l'amore è...

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parì
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Messaggio da parì » 19 ottobre 2006, 23:58

Ti ringrazio del messaggio Fab! :oops:

Hai detto delle cose bellissime e giustissime, a mio avviso! :oops:

Ti auguro tanta felicità, sei una persona molto sensibile! :oops: :)

fab0365
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Messaggio da fab0365 » 20 ottobre 2006, 11:50

Cara Parì,
grazie anche a te per l'attestato di stima. Per ora mi nutro anche di queste piccole briciole di affetto, ne ho bisogno e non mi vergogno a scriverlo. Quì dove vivo ho molte persone, amici, i genitori, che mi circondano di amore, ma purtroppo il cuore è lacerato e vivo questo momento cercando di accogliere il mio dolore, sforzandomi di convivere con lui nel modo più ragionevole...senza farmi assalire dai fantasmi...

Ti abbraccio
l'amore è...

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