voglia di morire

Che cosa ci induce a soffrire piu' di quanto potremmo? Fragile autostima, depressione, insopprimibili sensi di colpa, disamore di sé, sfiducia nel proprio valore e nelle proprie capacità, frustrazione, rabbia, impotenza, senso di inadeguatezza, senso di vuoto; dipendenza e dedizione a legami funesti, dominio e sottomissione. Spesso questi disturbi si manifestano attraverso sintomi e malattie fisiche di stress quali: insonnia, cefalea, ansia, disturbi gastro-intestinali, respiratori, tensione muscolari, disfunzioni sessuali… Altre volte possono complicarci notevolmente l’esistenza, inquinando le varie sfere di vita. Tutto è più complicato, faticoso o doloroso: il lavoro, le relazioni d’amore e d’amicizia, la sessualità.

Moderatore: Dr.ssa Cristina Spadoni

Avatar utente
parì
Messaggi: 419
Iscritto il: 31 luglio 2006, 23:00

Messaggio da parì » 20 ottobre 2006, 13:34

fab0365 ha scritto:Cara Parì,
grazie anche a te per l'attestato di stima. Per ora mi nutro anche di queste piccole briciole di affetto, ne ho bisogno e non mi vergogno a scriverlo. Quì dove vivo ho molte persone, amici, i genitori, che mi circondano di amore, ma purtroppo il cuore è lacerato e vivo questo momento cercando di accogliere il mio dolore, sforzandomi di convivere con lui nel modo più ragionevole...senza farmi assalire dai fantasmi...

Ti abbraccio
Credo che sia un vero dono del cielo trovarsi vicino delle persone che sappiano con-dividere, com-patire con il cuore le sofferenze di un amico... :oops: :wink:

Il percorso che stai facendo Fab credo che sia molto costruttivo, anche se faticoso, ma sicuramente ti darà i suoi buoni frutti perchè non stai cercando di rimuovere il dolore, di far finta che non ci sia illudentoti di stare bene... no, tu lo stai attraversando( e non è da tutti, fidati!), lo stai accogliendo per poi poterti finalmente "congedare" da lui quando ti sentirai pronto...col tempo...e con tanta pazienza e forza di volontà, virtù che da quanto scrivi non sembra che ti manchino! :wink:

Allora coraggio e buona vita! :wink:

Avatar utente
rocco
Messaggi: 441
Iscritto il: 28 giugno 2006, 21:56

voglia di morire

Messaggio da rocco » 8 novembre 2006, 19:13

Questo dolore incessante non passerà mai?
Questa dolorosa speranza in un miracolo che non avverrà mai....

Mentre continuo a farmi del male, attaccandomi disperatamente al suo ricordo........................

Sono stanca. Stanca di me stessa.

Sì voglia di morire, ma neanche quello sarei mai capace di fare....sono una donnetta stupida e patetica....senza amor prorio

dio quanto stò male............
Sandra

Avatar utente
rocco
Messaggi: 441
Iscritto il: 28 giugno 2006, 21:56

chiedo scusa

Messaggio da rocco » 8 novembre 2006, 19:15

Chiedo scusa per essermi inserita a casaccio in questo forum.

In realtà stavo leggendo i vari post, improvvisamente mi sono messa a piangere e ho avuto il desiderio di sfogarmi un po'........
Sandra

Avatar utente
Vale
Messaggi: 2903
Iscritto il: 25 gennaio 2005, 19:00
Località: Milano

Messaggio da Vale » 8 novembre 2006, 19:16

mi intrometto anche io...
:)
per cosa stai male?
Tutte le volte che altri sono d'accordo con me ho sempre la sensazione di avere torto.
Più si analizzano gli altri, più scompare ogni ragione d'analisi.
Solo chi è intellettualmente perso si mette a discutere.

Avatar utente
rocco
Messaggi: 441
Iscritto il: 28 giugno 2006, 21:56

Messaggio da rocco » 8 novembre 2006, 19:22

Vale ha scritto:mi intrometto anche io...
:)
per cosa stai male?
Perchè non riesco a strapparmi dal cuore l'uomo che a 40 mi ha fatto innamorare per la prima volta.
Perchè ha seguito la strada più giusta: tornare dlla sua famiglia e dai suoi bambini......
Io non l'ho cortegggiato mai. Non ha preso l'iniziativa, ma ci siamo cascati.
Mi ha lasciata ad aprile e da allora, tra alti e bassi continuiamo a sentirci.....
Io continuo a sperare, è questa la triste verità.

Ieri gli ho mandato una meil al vetriolo. Si è arrabbiato. Non si farà più vivo. Meglio così. Voglio uscirne disperatamente, ma non ci riesco...non ci riesco....
Sandra

Avatar utente
rocco
Messaggi: 441
Iscritto il: 28 giugno 2006, 21:56

Messaggio da rocco » 8 novembre 2006, 19:24

Sto per uscire dall'ufficio.
Per il momento ti saluto e ti abbraccio.
Sandra

Avatar utente
Vale
Messaggi: 2903
Iscritto il: 25 gennaio 2005, 19:00
Località: Milano

Messaggio da Vale » 9 novembre 2006, 13:46

ciao :)
e posso anche chiederti perchè te la prendi con te stessa a causa di quest'uomo?
io non desidero difendere nessuno-ognuno fa le proprie scelte consapevolmente e non saprei sul serio come un uomo possa avere una relazione e tornare "a cuor leggero" dalla famiglia-

hai fatto bene a sfogarti e tirar fuori ciò che avevi dentro: tutta la rabbia o la frustrazione e a scrivergli.

tu pensi lui sia felice ora?
e pensi possa rndere felice te?
Tutte le volte che altri sono d'accordo con me ho sempre la sensazione di avere torto.
Più si analizzano gli altri, più scompare ogni ragione d'analisi.
Solo chi è intellettualmente perso si mette a discutere.

Dr.ssa Cristina Spadoni
Messaggi: 402
Iscritto il: 7 febbraio 2005, 19:51
Località: Casaleccho di Reno - Bologna

Re: autocolpevolizzazioni

Messaggio da Dr.ssa Cristina Spadoni » 9 novembre 2006, 13:46

parì ha scritto:Gentile Dottoressa,
la Sua risposta mi ha fatto molto riflettere... :roll:
In effetti è così...quando noi stessi ci torturiamo di non riuscire a fare una cosa, ci fa stare peggio il fatto che altri ci spronino a farla lo stesso, perchè ci fanno sentire ancor più incapaci... :oops:

Ma allora in questi casi quale sarebbe il modo giusto per stare vicino ad una persona a noi cara che vediamo soffrire e che non sappiamo proprio come aiutare? :oops:

Grazie
Cara Parì, questo è un esempio della differenza che può esservi tra un amico, compagno, ecc. ed un terapeuta che fa questo mestiere e che ha gli strumenti per aiutare l'altro ad aiutarsi (scusi il gioco di parole). Non era un'accusa a Twilight di non capire quello che si prova, ma quello di cui parlo fa capo agli aspetti più inconsci che muovono la nostra psiche.
Quando qualcuno dei nostri cari soffre ci sentiamo impotenti (come d'altronde si sente lui) e spinti quindi a rovesciare tale situazione pensando che aiutare equivalga a "fare" o "fargli fare" qualcosa, dispensando consigli che la persona non riesce a utilizzare (sentendo così un altro fallimento). Non ci accorgiamo invece che la sua sofferenza arriva proprio da questo suo sentirsi non in grado di "fare", e che forse è di questo di cui ha bisogno: di essere aiutato ad accettare che può non fare niente, a darsi il permesso di soffrire, stare male, piangere e disperarsi perché ne avrà sicuramente motivo (anche se a livello concio non appare) e che noi rimaniamo lì lo stesso, gli siamo vicini nella sua soferenza, lo accettiamo. Riuscire a fare questo, tollerare l'impotenza, la frustrazione che questo ci provoca, rimanendo al suo fianco empaticamente, legittimando la sua sofferenza, è fare tantissimo. Aiutarlo poi ad accettare di avere bisogno di aiuto da chi ha gli strumenti per farlo, è il passo successivo.
Di cuore,
Dr.ssa Cristina Spadoni

abc
Messaggi: 172
Iscritto il: 4 novembre 2004, 20:11

Re: autocolpevolizzazioni

Messaggio da abc » 10 novembre 2006, 1:35

Dr.ssa Cristina Spadoni ha scritto:Non ci accorgiamo invece che la sua sofferenza arriva proprio da questo suo sentirsi non in grado di "fare", e che forse è di questo di cui ha bisogno: di essere aiutato ad accettare che può non fare niente, a darsi il permesso di soffrire, stare male, piangere e disperarsi perché ne avrà sicuramente motivo (anche se a livello concio non appare) e che noi rimaniamo lì lo stesso, gli siamo vicini nella sua soferenza, lo accettiamo. Riuscire a fare questo, tollerare l'impotenza, la frustrazione che questo ci provoca, rimanendo al suo fianco empaticamente, legittimando la sua sofferenza, è fare tantissimo. Aiutarlo poi ad accettare di avere bisogno di aiuto da chi ha gli strumenti per farlo, è il passo successivo.
Di cuore,
Mi ritrovo molto in questa sensazione d'impotenza... tendo a ricercare soluzioni concrete ai problemi (soprattutto quando sono quelli... degli altri!) e se non le accettano, se nemmeno accettano di cercarle da sé e non sembrano motivati a cambiare, provo esattamente quella frustrazione.
Perciò mi chiedevo: "in pratica", che significa accettarli nella loro sofferenza? C'è un qualche modo "giusto" per spronare una persona oppure non bisogna tentare in alcun modo di contraddirla, smuoverla ecc..?

Avatar utente
ivy
Messaggi: 2049
Iscritto il: 7 agosto 2005, 17:38

Messaggio da ivy » 10 novembre 2006, 1:42

Sarebbe bello sapere fino a quando è giusto accettare questa loro sofferenza, mentre quando è bene iniziare a spronarli per migliorarsi e cambiare la situazione in meglio.



Forse quando sono loro stessi a chiederti di aiutarli perchè sono pronti e vogliono cambiare.
Devono dircelo.
... ci sono sofferenze che scavano nella persona come i buchi di un flauto, e la voce dello spirito ne esce melodiosa.
Da Paolo il caldo, Vitaliano Brancati

Avatar utente
novembre
Messaggi: 1623
Iscritto il: 30 gennaio 2005, 14:58

Messaggio da novembre » 10 novembre 2006, 14:16

Come dice la dott.ssa, credo che ci sia un tempo anche per soffrire, per non cercare alcuna soluzione, per piangere, per stare male e per mostrare agli altri che si sta male.
Spesso vogliamo che l'altro faccia, che agisca, non tanto perchè lui smetta di provare dolore, ma perchè NOI non siamo in grado di sopportare il dolore che lui prova. E vorremmo strapparglelo via, invece che ascoltarlo. A volte è sufficiente esserci, senza nè dire nè fare nulla: accogliere il dolore, contenerlo, farlo maturare.
"il passare della morte nel rumore confuso della vita, le gioie insieme alle fitte di dolore, il cuore che invecchia e ringiovanisce all’improvviso..”

Guida autorizzata Pagine Blu

Avatar utente
rocco
Messaggi: 441
Iscritto il: 28 giugno 2006, 21:56

Messaggio da rocco » 10 novembre 2006, 14:37

Vale ha scritto:ciao :)
e posso anche chiederti perchè te la prendi con te stessa a causa di quest'uomo?
io non desidero difendere nessuno-ognuno fa le proprie scelte consapevolmente e non saprei sul serio come un uomo possa avere una relazione e tornare "a cuor leggero" dalla famiglia-

hai fatto bene a sfogarti e tirar fuori ciò che avevi dentro: tutta la rabbia o la frustrazione e a scrivergli.

tu pensi lui sia felice ora?
e pensi possa rndere felice te?
Perchè dovrei essere io ad avere la forza di chiudere, dentro di me, con lui.
Ma non ci riesco.
Così come, in fondo, non ci riesce lui.

Paradossalmente sono più forte di lui. Sì, soffro, piango e mi dispero, ma sento dentro di me anche la grande forza dell'amore.

Lui non sta bene per niente. Men che meno è felice.
E' depresso. In modo, credo, anche abbastanza serio.

Io gli ho dato la conferma della condizione in cui versa il suo matrimonio, il suo rapporto con la moglie. Però al contempo è una cosa che non vuole accettare.
E' consapevole che le cose non vanno, ma non ha la forza o il coraggio di cambiarle, perchè farlo significherebbe separarsi.
E lui non vuole distruggere ciò che ha costruito, anche se non va.
Io la vedo così. Per questo lo giustifico.

"IL CUORE HA LE SUE RAGIONI, CHE LA RAGIONE NON CONOSCE": sacrosanto.
Un bacio
Sandra

hermi
Messaggi: 433
Iscritto il: 16 marzo 2006, 18:08
Contatta:

.....

Messaggio da hermi » 10 novembre 2006, 16:36

Ciao ! Mi rattrista molto quello che scrivi.....percè pensare di voler morire per una persona che non capisce cio' che vali?
La colpa non è tua, piu' ch ealtro, dovresti cominciare a riflettere sul fatto che forse lui alla fine non sia davvero interessato a te...
Non ti puo' avvertire (tra l'altro tramite sms) dicendoti: non vengo perchè fa troppo caldo.. Ma dai!!!!

Avatar utente
Vale
Messaggi: 2903
Iscritto il: 25 gennaio 2005, 19:00
Località: Milano

Messaggio da Vale » 10 novembre 2006, 18:00

io posso capire il suo comportamento ma assolutamente non giustificare.
ormai lui non ha più una relazione seria e stabile con la moglie. con che coraggio dorme nel suo stesso letto, con che coraggio condivide la propria vita presente(e presumibilmente futura) con una donna alla quale non è interessato.

in primis questo non mi pare giusto. come non è giustificabile l'atteggiamento nei tuoi confronti averti trattata in questo modo. assolutamente indegno. è una persona priva di coraggio anche a parer mio di amore. è logico che non ama te-altrimenti avrebbe lasciato la moglie- nè men che meno ama la moglie. forse ama se stesso...questo sì, poichè ha scelto la soluzione di comodo. ahimè.
Tutte le volte che altri sono d'accordo con me ho sempre la sensazione di avere torto.
Più si analizzano gli altri, più scompare ogni ragione d'analisi.
Solo chi è intellettualmente perso si mette a discutere.

Avatar utente
rocco
Messaggi: 441
Iscritto il: 28 giugno 2006, 21:56

Messaggio da rocco » 10 novembre 2006, 23:08

Vale ha scritto:io posso capire il suo comportamento ma assolutamente non giustificare.
è una persona priva di coraggio anche a parer mio di amore. è logico che non ama te-altrimenti avrebbe lasciato la moglie- nè men che meno ama la moglie. forse ama se stesso...questo sì, poichè ha scelto la soluzione di comodo. ahimè.
Davvero tu pensi che una persona sia condannabile perchè senza coraggio?
Sicuramente non ama me e forse neanche la moglie, ma certamente non ama se stesso, altrimenti avrebbe madato tutti a quel paese e si sarebbe rifatto una vita.
Non ha coraggio di buttare all'aria la sua famiglia e ne paga il prezzo, perchè è un uomo visbilmente infelice.
Per quanta rabbia mi possa fare, per quante cattiverie possa avergli detto.....non riesco a condannarlo del tutto......
Sandra

Rispondi

Torna a “Torturami ma non abbandonarmi”