Alla Dottoressa

Che cosa ci induce a soffrire piu' di quanto potremmo? Fragile autostima, depressione, insopprimibili sensi di colpa, disamore di sé, sfiducia nel proprio valore e nelle proprie capacità, frustrazione, rabbia, impotenza, senso di inadeguatezza, senso di vuoto; dipendenza e dedizione a legami funesti, dominio e sottomissione. Spesso questi disturbi si manifestano attraverso sintomi e malattie fisiche di stress quali: insonnia, cefalea, ansia, disturbi gastro-intestinali, respiratori, tensione muscolari, disfunzioni sessuali… Altre volte possono complicarci notevolmente l’esistenza, inquinando le varie sfere di vita. Tutto è più complicato, faticoso o doloroso: il lavoro, le relazioni d’amore e d’amicizia, la sessualità.

Moderatore: Dr.ssa Cristina Spadoni

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luna
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Alla Dottoressa

Messaggio da luna » 15 febbraio 2005, 21:50

Dottoressa,
intanto grazie per avermi scritto...in questo forum siete in pochi a voler veramente aiutare...ho notato che molti avviano i forum e poi spariscono...mandi i tuoi post per sfogarti e avere una semplice risposta anche di incoraggiamento e poi invece nessuno ti considera...quindi, grazie ancora.
io spesso mi sento così tanto male...come stasera. non riesco a concludere niente sono troppo stanca di tutto...passo ore sui libri e poi non riesco a dare gli esami e allora mi incavolo come una bestia perchè io odio non riuscire...ho sempre odiato non essere capace di fare le cose...da piccola facevo tutto da sola...ho imparato a vestirmi a 3 anni e a fare tutte le altre cose. a scuola sono sempre andata da sola e quando dovevo mangiare ci pensavo da sola. ero in grado di fare tutto mi creda...poi improvvisamente desy non ha saputo più fare niente...è diventata incapace di muoversi da sola e di fare le cose se non aveva costantemente vicino qualcuno. solo che poi le persone si stancavano perchè io succhiavo loro tutto l affetto possibile fino a sfinirle.
allora ho iniziato a non fare più niente perchè io non mi sentivo più in grado...e mi creda, è stato terribile.
è come se avessi vissuto su di me la malattia della nonna che viveva con me...improvvisamente non è stata più in grado di fare niente, neppure di riconoscermi...solo che a differenza di lei io sono rimasta sempre coscente e allora mi arrovello il cervello alla ricerca di mille spiegazioni che non esistano.
mi chiedi della mia psicologa...vedi, proprio da sabato sto male per lei perchè mi è stato detto che lei sta male per me...
lei mi ha lasciata perchè anche quando tornava a casa non riusciva a liberarsi dell angoscia che provavo io e di quella che provava per lei per non riuscire ad alleviare il mio dolore. si è sentita una fallita e io vorrei tanto dirle che non è affatto così perchè lei mi ha dato tanto...ma tanto veramente perchè se non ci fosse stata io non farei più parte di questo strano mondo....vorrei dirglielo vorrei gridarglielo...ma non mi risponde alle telefonate e le lettere me le rimandava indietro ancora chiuse...e ho provato tanto dolore. lei era entrata troppo nella mia storia...mi ha presa che ero ancora una bambina bisognosa di mille rassicurazioni e attenzioni che nessuno mai mi aveva dato. ha lottato per tenermi perchè il servizio non poteva permetterle una cosa del genere e tutto il tempo (tantissimo) che mi ha dedicato era il suo tempo libero. così sto troppo male, credimi, e non faccio che darmi pizzicotti e farmi lividi per...per cosa?non lo so. punirmi, ma razionalmente so chge non risolvo niente.
Dici che vedi in me una speranmza e allora perchè io non la sento?
perchè ho solo voglia di passare le giornate a letto a piangere, senza fare niente, senza vestirmi ne truccarmi ne avere voglia di vedere o sentire nessuno.
mi sembra tutto così assurdo.
la verità è che io credo di non avere più voglia di vivere perchè più niente mi da emozioni, niente mi fa sentire viva.
non so più chi sono, forse non l ho mai saputo. non so cosa voglio e cosa no, non so cosa cerco nel mondo e cosa dentro di me...
ho solo maledettamente voglia di piangere e vomitare tutto il mio dolore...
ma è inutile non ci riesco...
grazie per avermi letta, spero di sentirti presto,
un abbraccio
luna

Dott.a M.Pichi
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Messaggio da Dott.a M.Pichi » 16 febbraio 2005, 23:53

Cara Desy,
non riesci davvero a fermarti e tutto questo non ottiene altro effetto che aggiungere dolore a dolore. Fino a quando non capirai questo nessuno potrà mai davvero aiutarti.

Dr.ssa Cristina Spadoni
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Per Luna

Messaggio da Dr.ssa Cristina Spadoni » 17 febbraio 2005, 17:06

Cara Luna, Desy, vero? Scusa la lentezza delle mie risposte ma non sempre mi è possibile collegarmi e leggere subito le risposte. Ho letto anche gli altri tuoi messaggi, per farmi un’idea più “completa” (si fa per dire) di quello che scrivi.
In questo momento tutto quello che senti è offuscato dal dolore, dalla sofferenza e dalla solitudine, dalla tristezza che toglie ogni motivazione e “voglia di vivere”; certo che tu non riesci a sentire questa speranza… ma io che ti leggo e che faccio questo mestiere, la intravedo, o meglio, sento questa tuo grido di aiuto, che ti spinge a “non fermarti mai” a chiedere a chiunque possa tenderti una mano, scrivendo per es. in questi forum… questa è la spinta a “vivere”.
Non ti fare ingannare! Tutto quello che stai attraversando ha un senso, anche se può apparire assurdo. E’ questa MALATTIA, se me lo concedi, che non ti permette di vivere, che ti fa stare così male, ti fa torturare… che ti toglie ogni meta e ti CONFONDE LE IDEE. Non ti permette di capire chi sei, cosa vuoi e cosa cerchi… MA E’ QUESTO DISTURBO che ti fa credere tutto quello che pensi di te stessa e ti inquina la vita. E’ LEI,NON UNA TUA INCAPACITA’!!
Ed è questa MALATTIA che fa sì che se da un lato tu abbia bisogno e chieda disperatamente aiuto dall’altro FA Sì CHE TU NON RIESCA A COGLIERLO per paura… di cosa e perché, ti chiedi?
Quello che posso dirti io leggendo tra le righe che scrivi è che un aspetto subdolo di questo problema è proprio il passaggio che descrivi, direi più il “salto”: dal sentirti quella bambina FORTE, IN GRADO DI FARE TUTTO, CAVARTELA DA SOLA, al ritrovarti al non riuscire più a fare niente, paralizzata, “piccola” e bisognosa, sola, impotente… E’ il salto che si verifica spesso “alla fine” dell’adolescenza, quando le cose vissute o subite, cominciano a ricaderci addosso… ed ecco che Desy, piccola “supereroe” per sopravvivenza, ODIA E SI ARRABBIA TERRIBILMENTE, aggiungerei CON SE STESSA, A NON RIUSCIRE, A NON ESSERE CAPACE A FARE LE COSE, A NON SENTIRE DI AVERE PIU’ IL POTERE DI GESTIRSI DA SOLA…
Come puoi quindi, se chiedi a te stessa tanto, RICONOSCERE CHE QUESTA E’ UNA MALATTIA, CHE NON CI PERMETTE DI FARE DA SOLI, CHE CI OBBLIGA A CHIEDERE AIUTO, A RICONOSCERE DI AVERE BISOGNO E A ESSERE IMPOTENTi di fronte a tanto dolore??
ACCETTARE VERAMENTE CHE NON E’ UNA QUESTIONE DI FORZA, NE’ DI VOLONTA’, NE’ TANTOMENO DI BRAVURA, e permettersi di chiedere ancora AIUTO, AFFIDANDOSI ALLE CURE DI UNO SPECIALISTA è quindi un percorso molto difficile, ancor di più quando si chiede a noi stesse di essere “invincibili”, e di doversela sempre cavare da soli… ancor di più se quando lo abbiamo fatto, nella crescita, le persone a cui ci siamo affidate, sono morte o andate.
Aggiungerei solo che, anche se il percorso con la psicologa che ti seguiva si è interrotto (?), sembra che in realtà ti abbia dato qualcosa, abbia in parte ‘riempito’ quel vuoto incolmabile, con un legame affettivo che senti di avere portato con te, con le tue premure verso di lei. Non ti preoccupare per lei, sicuramente avrà le ‘spalle più larghe’ delle tue… e se il percorso è finito, non implica che sia fallito, anzi. A volte poi entrano motivi logistici quando si collabora coi servizi, che sono più grandi di noi; questo però non toglie niente al fatto che si possano fare diversi ‘tratti di strada’ lungo un arco della vita accompagnati da diverse persone, e tutte ci lasciano qualcosa di buono, sia i terapeuti ai pazienti sia i pazienti a noi.
Lo dici tu stessa: da soli non si riesce di fronte a queste cose, nessuno; per cui ti auguro che presto accetterai l’aiuto di coloro che sono pronti ad accompagnarti ancora un po’ più avanti. E’ l’unica strada.
Se ti va comunque mi puoi trovare nel forum da me moderato, che tra l’altro, tratta proprio di situazioni simili (‘Torturami ma non abbandonarmi).
In bocca al lupo![/color
Dr.ssa Cristina Spadoni

luna
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Messaggio da luna » 17 febbraio 2005, 21:12


Ekkomi...
salve Dottoressa,
ovviamente grazie ancora per la nuova risposta...

il problema è quasi tutto li: ogni volta che desy si è lasciata andare affidandosi a qualcuno(che fosse una persona con competenze mediche o semplicemente una maestra che per uno strano motivo decide di affigliolarsi una bambina sua alunna)improvvisamente questo scompare lasciandola di nuovo in balia del mare in tempesta senza imbarcazione.

vedi, io mi fidavo cecamente delle persone che mi hanno seguita, che mi hanno presa per mano conducendomi fuori dalla galleria buia...solo che mi hanno lasciata troppo presto, appena arrivata fuori dalla galleria la luce era troppo forte, io mi sono spaventata e sono tornata indietro, a corsa...e adesso sono bloccata li da anni...solo che non passa più nessuno..la galleria è nascosta, non la vede più nessuno e io sono disperata...le persone sono solo capaci dirmi Desy,così non va...non risolvi niente...continui a non fare niente...prendi una decisione...prendi i farmaci che ti vengono prescritti....
eh si, mi dico io...facile dire le cose...facile dare consigli guardandomi per un attimo negli occhi e poi tornare a quella che è la vita quotidiana...io ho bisogno di qualcuno che di nuovo mi prenda per mano...ma che questa volta non mi lasci sola appena arriva la luce...aspetti un po e mi aiuti ad affrontare anche la luce..
sembra stupido e INFANTILE a 21 anni, come dicono molte persone, lo so. ma è così,non posso farci niente.
io da sola non ce la faccio...bando alle chiacchiere che devo farcela da sola...è inutile. passerò da incapace, cosa che odio, ma a volte è opportuno alzare la bandiera bianca...sbaglio?
non lo so, ma spero solo che almeno tu possa capirmi...
un abbraccio,
luna

Dr.ssa Cristina Spadoni
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Alzare la bandiera bianca o comportarsi da adulti saggi?

Messaggio da Dr.ssa Cristina Spadoni » 22 febbraio 2005, 17:38

Ciao Luna, aggiungerei che è da adulti alzare “la bandiera bianca”, ma non si tratta di una resa dovuta alla debolezza, ma di “saggezza”, di capacità nel prendere coscienza che di fronte alle malattie è sano e normale affidarsi alle cure di uno specialista. Se hai male ai denti è sano e adulto, pensare di “farcela da soli” o invece pensare di rivolgersi ad un dentista che si faccia carico del nostro problema, ci liberi dal male che ci affligge, e prevenga l’aggravarsi della situazione?? Si è incapaci se si chiama il medico perché abbiamo un dente malato che da soli non possiamo curare??
E questo è valido a qualsiasi età e per qualsiasi problema.
Quello che dici è vero, certo che devi tendere tu la mano ad uno specialista segnalando il tuo problema e rendendoti disponibile a percorrere la strada fino in fondo e anche oltre… il percorso infatti non finisce nel momento in cui si comincia ad intravedere la luce, ma proprio nel far sì che il vivere “là fuori” diventi sostenibile e anzi meno spaventoso che vivere nella galleria buia.
Ed è compito del terapeuta accompagnarti e consolidare il percorso. Certo è che senza il tuo aiuto anche il migliore dei terapeuti può fare molto. Si cammina insieme appunto. Affidarsi implica anche fidarsi. Fai di tutto per trovare uno specialista affidabile: poi però concedigli fiducia…
DA SOLI E’ IMPOSSIBILE! Non è questione di forza, né di volontà… Credimi. Capisco bene quello che intendi dire.
Con affetto,
Dr.ssa Cristina Spadoni

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