storia di una donna che ha voluto continuare..

Che cosa ci induce a soffrire piu' di quanto potremmo? Fragile autostima, depressione, insopprimibili sensi di colpa, disamore di sé, sfiducia nel proprio valore e nelle proprie capacità, frustrazione, rabbia, impotenza, senso di inadeguatezza, senso di vuoto; dipendenza e dedizione a legami funesti, dominio e sottomissione. Spesso questi disturbi si manifestano attraverso sintomi e malattie fisiche di stress quali: insonnia, cefalea, ansia, disturbi gastro-intestinali, respiratori, tensione muscolari, disfunzioni sessuali… Altre volte possono complicarci notevolmente l’esistenza, inquinando le varie sfere di vita. Tutto è più complicato, faticoso o doloroso: il lavoro, le relazioni d’amore e d’amicizia, la sessualità.

Moderatore: Dr.ssa Cristina Spadoni

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erolaltra
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storia di una donna che ha voluto continuare..

Messaggio da erolaltra » 31 agosto 2006, 10:56

.. a credere alle favole..
il mio nick la dice giusta, ero l'altra. Lui, 12 anni piu' di me, lontano, ancora convivente ( diceva storia finita), non sta benissimo in salute, io alla soglia dei 40 anni mi lascio corteggiare per un intero anno non cedendo poiche' poco convinta da questa persona poco trasparente ma con la quale il dialogo, lo scambio e' veramente bello, appagante.
Inizio dell'anno cedo.. inizia un periodo di alti e bassi, soprattutto bassi.. in cui ci si vedeva pochissimo, spesso solo con altre persone, lui molto egoista, tantissimo, al punto che in un week end che doveva essere romantico passa due pomeriggi con l'amico piuttosto che con me, lasciandomi sola con degli sconosciuti..
E continuo a torturarmi ma.. spesso chiudendo la porta.. e piu' chiudevo, meno riuscivo ad abbandonarlo.. a maggio un grosso diverbio, mi manda una mail altamente cattiva, di chiusura, prendo su il telefono e rattoppo la situazione.. imponendomi si', ma senza troppa convinzione forse.
Fatto sta che alla partenza delle vacanze, si e' rotto veramente tutto.. e lui che non viveva senza me.. son due settimane che invece e' completamente sparito.. non mi son certo rovinata le vacanze ma ora, al ritorno in ufficio, e' ritornata anche la rabbia, di non aver chiarito (chiusura via sms.. non commento) di non aver potuto dirgli tutto cio 'che pensavo in faccia.. ed ora non servirebbe comunque a nulla..
Ora ci sono io, che ho scoperto finalmente come riconoscere il "punto di non ritorno" che un carissimo amico mi spiegò in una mail che conservo a distanza di tanto tempo...
Fatemi sapere il vostro parere!!
Grazie!

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Lala
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Messaggio da Lala » 31 agosto 2006, 11:11

puoi chiarimi questo concetto di punto di non ritorno e come te l'aveva spiegato il tuo amico?

erolaltra
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Messaggio da erolaltra » 31 agosto 2006, 11:15

Ti ho fatto il copia incolla della sua mail.
In queste parole mi son riconosciuta veramente tanto, specialmente in questa ultima situazione.


CHI SA RICONOSCERE IL PUNTO DI ROTTURA HA PIU' CHANCE DI SALVARE UNA RELAZIONE.

Il punto di rottura è un punto di non ritorno, da quella fase in poi non è più possibile salvare un rapporto.

E' qualcosa che sembra accadere all'improvviso, ma segue invece un lungo processo di pazienza e di riflessione. Si avverte, in modo lancinante, che qualcosa si è spezzato dentro di noi e che non potremo tornare ad una fede ingenua, alla disponibilità, alla nostra speranza di trovare una soluzione.

Nelle relazioni affettive è la sensazione sconsolata che l'altro non è degno del nostro amore o la consapevolezza che non abbiamo più posto dentro i suoi progetti o al contrario che non abbiamo più desiderio, più stima per il partner e che niente farà tornare i nostri sentimenti nella loro forma precedente. Dentro di noi questo stato d'animo scende in profondità, si nutre di piccoli e grandi traumatismi, si eccita nella ripetizione, ossessiva, a voce alta, degli episodi cattivi del passato e del presente.
Spesso mentre camminiamo a grandi passi verso il nostro punto di non ritorno, abbiamo bisogno di un ascoltatore o di molti ascoltatori che rinforzino le nostre opinioni, che ci diano ragione sottolineando quanto il partner abbia tradito o disatteso i nostri bisogni e le regole del rapporto.

Ogni chiusura di sentimenti, di spazi mentali, di memoria e di lealtà, passano piano piano dal cuore alla testa ed è allora che la logica, la costruzione di un rapporto di causa ed effetto, ci fanno pensare ragionevole ed abbandonare l'altro o ci convincono che è inutile sperare di essere amati e rispettati. Da quel momento in poi le strutture di legame possono rimanere uguali, ma niente sarà più come prima. Per questo è così importante accrescere la sensibilità della coppia a leggere il punto di rottura perché riuscire a fermarsi e a ristrutturare le regole, l'ascolto, le relazioni sessuali, prima del punto di non ritorno, consente ancora di inserire il cambiamento, di portare rimedio alle ferite e alle delusioni.

Successivamente anche la più grande disponibilità, la massima obbedienza alle richieste, la ripresa del dialogo amoroso, la ricerca dei rapporti, possono produrre risultati deludenti se non a volte aiutare la rottura.

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Lala
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Messaggio da Lala » 31 agosto 2006, 11:23

Io ho provato disperatamente di non arrivarci a quel punto,di allontanarlo eprché inconsciamente sapevo che esisteva.eppure è arrivato qomunque.Hai fatto benissimo a chiudere.è normale che stai male ma ti renderà più forte.e lui è un vero idiota.

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Messaggio da erolaltra » 31 agosto 2006, 11:27

Cara Lala, sai d'istinto anche io ho pensato come te.. cercando disperatamente di non arrivarci.. ma gia' una volta era successo, poi tra la distanza ed il suo carattere arido.. l'egoismo non gli permetteva di guardare al di la' di se stesso, son stata una conquista difficile, mi e' stato dietro un anno, poi otto mesi di alti e bassi.. mi sento quasi un'altra tacca nel suo carnet, ma poi penso anche che il problema e' piu' suo che mio, in fondo son giovane e sana, libera, lui imprigionato in se stesso, in un corpo che gli risponde male x un problema neurologico da qualche anno, lui che passa di fiore in fiore.. ma che alla fine non coglie mai l'essenza da nessuno.. allora cerchiamo magari di guardare al di la' delle nostre esperienze, io cerco di far tesoro di questa perche' veramente e' stata una grande delusione, soprattutto la perdita di stima per la persona ( infatti ho sottolineato il passo che mi e' piu' appartenuto in questo) che ti porta si' alla rabbia ma.. non ho perso nulla..
c'e' stato un momento in cui ho sperato si rifacesse vivo, un messaggio anche solo via pc o uno squillo al telefono.. poi mi dico, ma cosa servirebbe? non si resuscitano i morti...

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Messaggio da Lala » 31 agosto 2006, 11:34

guarda,dalla mia parte è più doloroso perché la parte arida mi sento io.mi sembra che sia tutta mia la colpa,che non sia in grado di amare,di cogliere quell'essenza.vorrei stabilità e invece ho solo fallimenti.sono giovane ho 24 anni ma mi sento come se ne avessi 70 e non avessi concluso niente.

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Messaggio da erolaltra » 31 agosto 2006, 11:38

io ne ho un poì piu' di te, 38, e ti assicuro che il dolore della sconfitta lo sento tutto.. anche perche' ho dato tantissimo ricevendo solo.. nulla... solo che se continui a pensare di aver fallito, inneschi un circolo vizioso dal quale non esci piu'.. invece mi pari piu' forte di quanto pensi...
vedi io soffro perche' non so come sta, mi spiace x la sua situazione, poi in fondo non me ne preoccupo piu' di tanto perche' e' una persona adulta matura e responsabile, non sono sua mamma anche se in fondo l'istinto materno ha fatto la sua grossa parte nei suoi confronti. questo e' il mio grosso errore..
la cosa aberrante e' la chiusura totale.. questo sì, ammetto di essere disorientata da questo suo comportamento ma non mi meraviglio piu' di nulla...
dimmi piuttosto quale esperienza ti ha portata a questa riflessione?

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Messaggio da Lala » 31 agosto 2006, 11:43

che riflessione?del fallimento?il fattoc he mi sembra di emttere energie nelle relazioni e poi finiscono epr dirmi le stese cose:non sono affettuosa,sono egoista,non sono capace d'amare...e quando te lo dice uno vabbè,ma poi te lo dice pure il successivo..eh insomma inizi a crederci.

Le donne che fanno le mammine...storia trita e ritrita.ma quando li faremo crescere 'sti omini^?

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Messaggio da erolaltra » 31 agosto 2006, 12:01

beh.. puo' essere importante che ti guardi dentro, dicono voce di popolo, voce di Dio... ma non e' sempre vero... cioe' non son io la persona che puo' parlare, per carita', mi rendo conto comunque che forse bisogna stare un po' da sole per comprenderci e poi affrontare il mondo degli altri, almeno per me penso valga così.
Son stata mammina con lui xke' non stava bene, mi rendo conto che gli ho permesso di forzare la mano su questa cosa, cioe' di potere usare la sua problematica x far leva sul mio senso materno.. forse , uso una parola grossa, di pieta'.. e questo no, non va per niente bene...

aria79
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Messaggio da aria79 » 19 ottobre 2006, 18:12

caspita a me capita sempre di non capire il punto di non ritorno ...
ogni volta in ogni storia mi porto dietro gli strascichi e cerco di mettere delle toppe... e magari va avanti ma con sofferenza...

magari anche se noto che il lui in questione non é piu lo stesso con me mi accontento di ramazzare le briciole che mi dà piuttosto che impormi di chiudere io perche non mi vede come io vedo lui
ma é una questione di rispetto per se stessi caspita sopravvivenza difendersi!dovrebbe venirci automatico e invece no...

certo che capire quando é il momento giusto di chiudere e accettarlo non é facile io non so se sia una questione di intelligenza, di sicurezza in se stessi o di autostima... forse più l'ultima...

ci vuole forza e fiducia in se stessi ... lo dico anche per me...anche nell'ultima storia che ho avuto ho fatto di tutto per tenermelo, anche se capivo che cercava egoisticamente in me piu una compagnia e l'affetto di un' amica che amore... pur di vederlo e coccolarlo lo lasciavo fare, c'ero sempre per lui ma lui per me? NO! anche se il punto di non ritorno lo avevo oltrepassato e ora so che sta ritornando con la sua ex... a cosa é servito se non a farmi del male?

comunque bellissime le parole del tuo amico... il senso materno lasciamolo stare e ricordiamoci che non dobbiamo essere utili e servire l'uomo che amiamo ma servire la relazione e amare anche noi

se ci neghiamo l'amore per noi stesse ce lo negheranno anche loro!

un grosso abbraccio
ARIA

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