Dipendenza dal terapeuta

Che cosa ci induce a soffrire piu' di quanto potremmo? Fragile autostima, depressione, insopprimibili sensi di colpa, disamore di sé, sfiducia nel proprio valore e nelle proprie capacità, frustrazione, rabbia, impotenza, senso di inadeguatezza, senso di vuoto; dipendenza e dedizione a legami funesti, dominio e sottomissione. Spesso questi disturbi si manifestano attraverso sintomi e malattie fisiche di stress quali: insonnia, cefalea, ansia, disturbi gastro-intestinali, respiratori, tensione muscolari, disfunzioni sessuali… Altre volte possono complicarci notevolmente l’esistenza, inquinando le varie sfere di vita. Tutto è più complicato, faticoso o doloroso: il lavoro, le relazioni d’amore e d’amicizia, la sessualità.

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ilaria
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Dipendenza dal terapeuta

Messaggio da ilaria » 22 ottobre 2006, 14:36

Pare sia una tappa più o meno obbligata: chi ha esperienza di psicoterapia sa che arriva il momento in cui tutto ruota intorno alle sedute e questo fatto attiva i sentimenti più contrastanti:di attaccamento, di irrequietezza, di fastidio.
Ho letto in un forum che questo dipende dall'idealizzazione del terapeuta, dal fatto di vederlo come il detentore delle chiavi del nostro benessere..
Io non saprei dire se sono daccordo o no.C'è del vero, senz'altro, ma in quella dipendenza c'è anche altra roba,forse.
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ivy
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Messaggio da ivy » 22 ottobre 2006, 17:59

Io penso sia vero perchè il ruolo iniziale del terapeuta è in parte anche quello di cui parli tu, ma spero che un buon terapeuta sia in grado anche di darci gli strumenti per poterci "staccare".

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ilaria
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Messaggio da ilaria » 22 ottobre 2006, 18:58

ivy ha scritto:Io penso sia vero perchè il ruolo iniziale del terapeuta è in parte anche quello di cui parli tu, ma spero che un buon terapeuta sia in grado anche di darci gli strumenti per poterci "staccare".
Forse quel tipo di dipendenza si attenua dal momento in cui noi iniziamo a darci da fare in prima persona per il nostro benessere...
io penso,tuttavia, che anche il darsi da fare in prima persona almeno in un primo periodo "dipende" dalla presenza del terapeuta.Magari uno si dà da fare per conquistarne la stima,o per altro che ti aspetti venga da lui, come quando a scuola facevamo bene i compiti per prendere un buon voto più che per l'interesse in sè.

Però, mi viene in mente, che forse la dipendenza si risolve quando la figura del terapeuta è "interiorizzata", come si dice.

Però è una melma quella dipendenza lì.
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Dr.ssa Cristina Spadoni
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Dipendenza

Messaggio da Dr.ssa Cristina Spadoni » 6 novembre 2006, 13:52

Molte persone quando pensano alla terapia sentono un timore profondo per la famigerata "dipendenza", associandola al vissuto negativo che si prova quando non possiamo più fare a meno di una "sostanza" dannosa per noi. Io credo che occorra distinguere: una cosa è dipendere da una sostanza, persona, attività (gioco d'azzardo), ecc. che ci conduce alla sofferenza, a farci del male, a rovinarci la vita. La stessa cosa vale per i "sintomi", da cui la vita della persona che ne soffre è profondamente condizionata e dipendente; un'altro fatto è la "dipendenza buona", da un terapeuta (o da un genitore quando si è bambini), un insieme di sentimenti che sono determinati proprio dai vissuti nelle prime relazioni di dipendenza problematiche e che ci hanno creato i sintomi. Degli aspetti di dipendenza dal proprio terapeuta, che ci aiuta a trovare la strada per stare meglio e renderci più autonomi dai sintomi e problemi che ci condizionano, sono necessari e positivi, poiché si parla di quella "dipendenza" che ci aiuta a crescere per poi spiccare il volo. E' ideale credere di non dover mai "dipendere" da niente e da nessuno, soprattutto quando stiamo male. Ma è proprio affrontando tali sentimenti all'interno della terapia, sotto gli occhi consapevoli del terapeuta, che analizza il dipanarsi di tale dipendenza, che poi la persona può piano piano rinsaldare le proprie gambe e farcela da solo. E altrettanto gradualmente la relazione buona del terapeuta viene interiorizzata, andando a "correggere", proprio quei problemi di "dipendenza" che tanto ci attanagliavano.
Di cuore,
Dr.ssa Cristina Spadoni

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