Relazione incomprensibile e angosciante

Che cosa ci induce a soffrire piu' di quanto potremmo? Fragile autostima, depressione, insopprimibili sensi di colpa, disamore di sé, sfiducia nel proprio valore e nelle proprie capacità, frustrazione, rabbia, impotenza, senso di inadeguatezza, senso di vuoto; dipendenza e dedizione a legami funesti, dominio e sottomissione. Spesso questi disturbi si manifestano attraverso sintomi e malattie fisiche di stress quali: insonnia, cefalea, ansia, disturbi gastro-intestinali, respiratori, tensione muscolari, disfunzioni sessuali… Altre volte possono complicarci notevolmente l’esistenza, inquinando le varie sfere di vita. Tutto è più complicato, faticoso o doloroso: il lavoro, le relazioni d’amore e d’amicizia, la sessualità.

Moderatore: Dr.ssa Cristina Spadoni

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albertine1975
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Relazione incomprensibile e angosciante

Messaggio da albertine1975 » 27 ottobre 2006, 23:20

Cara Dott.ssa Spadoni,

le scrivo e spero di ricevere una risposta su questo forum, perché data la delicatezza dell'argomento non posso parlarne con nessun altro. Ho 38 anni e sono felicemente sposata da otto, con un marito di cui sono innamorata, molto dolce e sensibile. Qualche anno fa, inspiegabilmente, mi sono fatta trascinare dalla passione in una relazione con una persona altrettanto dolce e sensibile, ma un po' meno noioso di mio marito, un animo viaggiatore, un artista. Da subito ho messo le cose in chiaro, solo una relazione fisica, niente sentimenti. Però piano piano mi sono lasciata coinvolgere da lunghe conversazioni sui suoi problemi familiari, esistenziali, lavorativi, ogni incontro scavava un vuoto dentro di me che si doveva colmare col vuoto successivo, cioè con l'incontro successivo, ho appena fatto un interessantissimo lapsus...gli incontri accadevano una volta ogni due mesi circa, inframmezzati da sms, raramente da telefonate, ma sempre dentro di me una tensione fortissima, credevo sessuale invece non solo...non so. Comunque per dare dei termini di tempo io avevo avuto una relazione con questa persona 5 anni fa, poi lui mi aveva lasciata per dare inizio ad una nuova relazione, io avevo sofferto molto e per tre anni avevo pensato a lui: poi due anni fa si è fatto risentire, in seguito ad un mio successo professionale che lui ha saputo da altre persone, comuni conoscenze. Naturalmente non ho ceduto subito ma dopo circa un anno di insistenze ho perso la testa ed è inziata questa relazione dove credevo di avere tutto sotto controllo. Finché non lo sento sto bene, appena lo sento si mette in moto il mio immaginario, e inizio a fantasticare, ma le mie sono fantasie di discorsi, di parole, al sesso ci penso e non ci penso, anche se è bellissimo con lui. Ho scoperto di non avere tutto sotto controllo ieri pomeriggio, quando lui mi ha annunciato che ha deciso di sposarsi, e io sono stata malissimo, dice che ha deciso di interrompere, ma tanto non siamo innamorati, l'ho sempre detto, o no? Naturalmente sì, certo, però quando oggi l'ho rivisto e non ci siamo neppure sfiorati, io sono stata atrocemente male. Non sarò per caso innamorata, innamorata senza volere, senza sapere? E lui ora lo sente, lo sa, mi sta usando, perché dice che ci vedremo poi rimanda, e io mi tormento. Dovrei troncare, ma poi lui dice che ha bisogno di me, e poi è molto gentile, tutto scuse, moine, gentilezze, belle frasi...e in tutto questo il migliore dei mariti, che ho tradito non per un diversivo sessuale, ma per qualcosa che non so, ma di profondo, radicato, durato quasi sette anni tra una cosa e l'altra...Sarei ipocrita se dicessi che mi sento in colpa, naturalmente non ho scusanti dal punto di vista morale, ma credo che il vero motivo sia un bisogno che ho di fuggire, di avere una doppia vita. Infatti svolgo due lavori tra loro molto diversi, con grande fatica e dispendio di energie. Si possono amare due persone, anche in maniera diversa? Ho conservato il rispetto di me stessa agendo in questo modo? Queste per me sono le cose importanti, perché ho fatto un lungo lavoro di analisi ed autoanalisi per uscire dagli amori sbagliati che hanno caratterizzato il periodo 20/30anni, e pensavo di avere risolto una serie di problemi ottenendo rispetto e dedizione da mio marito e anche da lui. Evidentemente ora questa è la prova che di lavoro ce n'è ancora molto. Purtroppo so bene come andrà, lui saprà che me ne sto andando e cercherà di riacciuffarmi, e io non avrò nessuna forza. Mi vengono in mente i versi di Garcia Lorca "mi trascinava, mi trascinava a tal punto che nemmeno tuo figlio e tutti i figli di tuo figlio avrebbero potuto trattenermi per i capelli." Vorrei sapere cosa fare, a non fuori di me, dentro di me, per neutralizzare questa forza devastante.
Grazie e scusate la prolissità dello sfogo.

Twilight
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Messaggio da Twilight » 27 ottobre 2006, 23:57

mi spieghi come fai aessere sicura di essere sposata felicemente e innamorata di tuo marito se nel frattempo ci sono tutte queste tempeste emozionali per un'altra persona?
qualche problema con tuo marito o qualche dubbio lo dovrai pur avere no?!
forse lo canalizzi in una relazione extra e non vuoi ammetterlo nemmeno a te stessa perchè ti creerebbe dei problemi riconoscere di non essere soddisfatta,o di non amare veramente la persona con cui sei sposata..
hai mai guardato davvero la cosa da questa ottica? le storie extra per me non sono mai separate e indipendenti dalla vita coniugale,anzi,ne hanno molto a che fare,anche se sono di solo sesso,anche se sono saltuarie,anche se sono occasionali,non solo quelle durature o quelle sentimentali.
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albertine1975
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Sfumature

Messaggio da albertine1975 » 29 ottobre 2006, 19:15

Caro/a amico/a,
innanzi tutto grazie per la risposta che tuttavia a mio parere lascia trasparire un giudizio morale. O sbaglio? E' vero che un rapporto perfetto non esiste, e men che meno un matrimonio perfetto. Però è anche vero che spesso i problemi che avversano un matrimonio non sono interni alla coppia, bensì esterni. Magari si va d'accordo, magari si condividono un sacco di cose, tra cui la voglia di stare insieme, però ci sono infinite fonti di stress che ti portano a cercare vie di fuga fuori dalla coppia per non funestarla con tutti i problemi che ci sono. Ho passato gli ultimi anni attraversando un'enormità di problemi pratici ed economici (attualmente il mio lavoro è l'unica nostra fonte di reddito, per dirne una) ma non causati da mancanza di impegno di mio marito, quanto da una serie di congiunture che lo portavano a lavorare molto senza ottenere grossi risultati. Nonostante ciò ho cercato di essere sempre presente emotivamente ma anche dal punto organizzativo perché la nostra vita scorresse armoniosamente in una casa pulita e ordinata e trovassimo il tempo di divertirci, di fare delle cose insieme. Ciononostante ci sono stati momenti dove la tensione e l'angoscia erano talmente pressanti che non si faceva altro che parlare di soldi. In questo frangente ho avuto bisogno di una boccata di ossigeno, con una persona che per quanto sia a pezzi non ha con me in comune né una casa, né un futuro- grazie a Dio. So che questa non è una giustificazione morale, però so anche che il tradimento non sempre è una spia di un rapporto conflittuale nella coppia ma spesso è un desiderio di autoaffermazione, di libertà, o di evasione. La storia ci insegna quanto esso sia stato più tollerato per gli uomini che per le donne, e mi chiedo se avrei ricevuto una risposta differente essendo un uomo. Il problema comunque credo sia un altro, e cioè l'eccessivo attaccamento che io ho sviluppatio nei confronti di questa persona. In ogni caso la decisione che ho preso di interrompere il rapporto sentimentale, e di proseguire eventualmente con un rapporto di amicizia -se ci sono le basi dall'altra parte, ovviamente-mi fa stare un po' meglio. Spero di riuscire a rimanere ferma in questa decisione. Grazie di avermi permesso di scavare a fondo in questa cosa, date le circostanza non ho potuto mai farlo!

Dr.ssa Cristina Spadoni
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Messaggio da Dr.ssa Cristina Spadoni » 23 novembre 2006, 11:48

Cara Albertine, sono d'accordo con quanto scrive, è utile per lei semmai capire come mai si è così "innamorata" di quest'uomo... da quello che scrive, sembra lei quella che "trascina" all'interno del suo matrimonio, mentre all'interno di questa relazione parrebbe il contrario... forse continuare il percorso che ha già intrapreso in passato e che chiaramente traspare da come scrive, potrebbe aiutarla a capire come mai le sta succedendo tutto ciò.
Di cuore,
Dr.ssa Cristina Spadoni

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