QUANDO LE DISGRAZIE CI SEPARANO

Che cosa ci induce a soffrire piu' di quanto potremmo? Fragile autostima, depressione, insopprimibili sensi di colpa, disamore di sé, sfiducia nel proprio valore e nelle proprie capacità, frustrazione, rabbia, impotenza, senso di inadeguatezza, senso di vuoto; dipendenza e dedizione a legami funesti, dominio e sottomissione. Spesso questi disturbi si manifestano attraverso sintomi e malattie fisiche di stress quali: insonnia, cefalea, ansia, disturbi gastro-intestinali, respiratori, tensione muscolari, disfunzioni sessuali… Altre volte possono complicarci notevolmente l’esistenza, inquinando le varie sfere di vita. Tutto è più complicato, faticoso o doloroso: il lavoro, le relazioni d’amore e d’amicizia, la sessualità.

Moderatore: Dr.ssa Cristina Spadoni

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Kaya
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QUANDO LE DISGRAZIE CI SEPARANO

Messaggio da Kaya » 17 novembre 2006, 22:27

Sono stata fidanzata per dieci anni (dai 18 ai 28) con un ragazzo della mia età. Avevamo due caratteri molto diversi lui un pò immaturo e istintivo, io più posata e razionale, e quindi ci compensavamo, in più avevamo un sacco di interessi in comune e questo faceva di noi (a detta anche degli altri) una bella coppia anche se non con una relazione esattamente "tranquilla". Lui un pò di tempo fà mi ha proposto di andare a convivere io ho avuto forse paura e ho rallentato un pò, e forse mi sono anche raffreddata un pò nei suoi confronti anche perchè in quel periodo provavo attrazione nei confronti di un'altro ragazzo, ma non ne abbiamo mai parlato. Non so dire se lui si fosse accorto o no della mia crisi, fatto stà che una disgrazia ci è piombata addosso: suo padre un anno fà è rimasto ucciso in un incidente stradale, gli sono rimasta accanto e con il passare dei mesi mi sono resa conto che la mia crisi si era volatilizzata, tanto che abbiamo cominciato a parlare di matrimonio, e qui arriviamo al problema.
Circa due mesi fa una ragazza che bazzicava nel nostro "giro" ha cominciato a fare una corte serrata al mio fidanzato, "aiutata" anche da una coppia di nostri amici che avendo intuito la crisi di cui ero stata preda, hanno messo la pulce all'orecchio del mio ragazzo, finchè lui ha ceduto alla corte dell'altra. Ho scoperto la tresca pressochè subito e da allora abbiamo parlato parecchie volte ed è saltato fuori che: a lui non piace fisicamente questa ragazza ma passa delle ore spensierate in sua compagnia. Mi ama ancora ma non sa più se sono quella giusta per lui, per la cronaca l'ho lasciato io perchè se fosse stato per lui avrebbe continuato a frequentare "in amicizia" l'altra in attesa di capire quale di noi due fosse il meglio per lui. Amici in comune mi hanno raccontato che lei si comporta come uno zerbino pur di compiacerlo, e lui stesso si è reso conto che lei per conquistarlo ha usato bassezze da vera e propria ROVINAFAMIGLIE, ma questo lo fa andare in pieno delirio di onnipotenza perchè dice:"lo ha fatto per me" (in effetti sapevo che aveva scarsa autostima).
Nessuno, ne parenti, ne amici, ne io riusciamo a spiegarci questo voltafaccia del mio ex, ma una volta ha ammesso che il fatto di uscire con un'altra gli impedisce di pensare alla sua vita di quando c'era ancora suo padre, secondo me infatti lui non ha mai affrontato la sua scomparsa ma ha solo cercato di non pensarci. Ne ho parlato con sua madre perchè secondo me gli farebbe bene parlarne perlomeno con uno psicologo, ma non riesce a convincerlo...
Io penso che la fine del nostro rapporto abbia a che fare con la morte di suo padre e per questo non riesco a mettermi il cuore in pace e continuo a sperare che lui torni, perchè alla fine anche lui ammette di amarmi ancora (tant'è che sta andando avanti con il progetto della nostra casa), ma allora cos'è che gli impedisce di stare con me, cos'è che non dice?

Scusate per la storia un pò lunga, ma per me questa è veramente materia da psicologo...

Twilight
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Messaggio da Twilight » 17 novembre 2006, 23:33

mi dispiace molto per il padre del tuo fidanzato
comunque sappi che le rovinafamiglie NON ESISTONO esistono solo persone che sono disposte a rovinare il loro rapporto,probabilmente perhcè non sono legate da amore al loro partner,ma più da una sorta di amicizia e affetto profondo. infondo anche tu ti sei invaghita di un altro rifiutando la convivenza con il tuo ragazzo,dopo 10 anni direi che non sentirsi pronti è un bel segno dda non sottovalutare. secodno me quello che tu provi è un po' senso di possesso,normalissimo,e il fatto cheuna disgrazioa purtroppo vi abbia unito è altrettanto normale per due persone che comunque dopo dieci anni si vogliono bene. probabilmente ha ragione il tuo ragazzo,forse non siete fati per stare insieme,non siete giusti uno per l'altro,perchè tutti questi tentennamenti da una parte e dall'altra non li vedo molto opportuni come base per organizzare un matrimonio.
ricordati sempre che nessuno può convincerci a starci con qualcun altro,siamo noi che scegliamo. quindi lei non è una diavolessa,come non era un diavolo il ragazzo che ha fatto invaghire te,la responsabilità è di chi agisce e vuole agire.
in bocca al lupo
ciao
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gattolibero
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Messaggio da gattolibero » 18 novembre 2006, 1:50

non abbiamo la sfera di cristallo per entrare nella testa di questo ragazzo!

un consiglio però te lo do: tu goditi la tua vita, coltiva i tuoi interessi, realizza i tuoi obiettivi, buttati in nuove relazioni se ti ispirano, goditi una vita piena e non pensare a lui. non perderci troppo tempo.
se lui vuole, tornerà (senza che tu debba fare chissà cosa), nel frattempo tu avrai costruito tanto per te stessa.

Kaya
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Messaggio da Kaya » 20 novembre 2006, 18:01

Ho preso molto in considerazione quello che avete detto, sopratutto Gattolibero, avrei anche potuto essere più insistente ma ho voluto lasciarlo libero (se ami qualcuno lascialo libero ecc, ecc...) anche se mi è costato uno sforzo enorme...
La mia crisi alla fine era un piccolo lecito attacco di panico prima di impegnarmi definitivamente, tant'è che non ho mai pensato di tradirlo, ma lui...da un giorno all'altro passa dall' entusiasmo di sposarci a "non sono sicuro che tu sia quella giusta, devo vedere come va con quest' altra". Le persone a noi vicine dicono che si è comportato da immaturo e basta, io ho questo sentore che abbia a che fare con la morte di suo padre, per esempio se io gli dico:"sto malissimo per averti perso" lui mi risponde:"non è niente in confronto a quello che ho provato io un anno fà", e questa è solo una delle tante frasi del genere che mi dice. Poi ho già detto che il fatto di stare con un altra gli permette di non pensare alla sua vita prima della disgrazia. Sbaglio secondo voi ad incaponirmi con questa teoria?

gattolibero
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Messaggio da gattolibero » 20 novembre 2006, 18:02

felice di essere utile :D

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Lala
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Messaggio da Lala » 20 novembre 2006, 18:04

Non giustifica il comportamento ambiguo secondo me.oppure tu vuoi giustificarlo ad ogni costo pur di non rinunciare a lui? (a chi poi?a uno che ti tradisce?!)

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Vale
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Messaggio da Vale » 20 novembre 2006, 18:37

ciao kaya, non ho capito se tu lo ami...e se lui ti ama?
Tutte le volte che altri sono d'accordo con me ho sempre la sensazione di avere torto.
Più si analizzano gli altri, più scompare ogni ragione d'analisi.
Solo chi è intellettualmente perso si mette a discutere.

Twilight
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Messaggio da Twilight » 20 novembre 2006, 18:59

non sono per niente convinta che infatuarsi di un altro al punto da rifiutare una convivenza dopo 10 anni di fidanzamento sia normalissimo e dipenda dal panico..comunque..lo puoi sapere solo tu. secodno me ,non fraintendermi mi dispiace che soffri,ma infondo è un po' una fortuna che abbiate avuto tutti e due queste sbandate prima,almeno vi risparmiate forse un matrimonio che potrebbe essere breve.

in ogni caso in bocca al lupo
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Kaya
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Messaggio da Kaya » 22 novembre 2006, 15:29

Per Vale
Io si che lo amo, lui...vorrei saperlo anch'io

Per Twilight
Io non ho rifiutato la convivenza, ho solo cercato di prendere tempo, ma poi è piombata la disgrazia, e cmq quando è venuto fuori tutto questo ero molto sicura di quello che volevo.

Il pensiero che non mi dà pace è proprio questo: ero io in crisi e invece è andato lui via con un'altra, e quel che è peggio è che non mi ha mai fatto capire che qualcosa non andava, anzi...mi sembra di essere stata 10 anni con una persona che in realtà non conoscevo per niente. Questo è scioccante per me!

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Messaggio da Dr.ssa Cristina Spadoni » 23 novembre 2006, 12:10

Cara Kaya, sapere che cosa è scattato in lei e nel suo ex non è possibile se non all'interno di una terapia, le cose non sono sempre lineari come le vorremmo, twilight delinea un mondo molto netto, fatto di bianco e nero, un mondo ideale, dove si è o buoni o cattivi, dove o è giusti o è sagliato, un mondo che però a livello psichico non esiste. La mente umana non funziona così, i rapporti sono complessi, fatti di sofferenza e di sfumature infinite di grigi. Dove esistono infatuazioni, tradimenti, amore, dipendenza, paure... e soprattutto dove è il nostro inconscio a governare in gran parte. Un mondo che in gran parte non possiamo controllare, su cui possiamo agire fino ad un certo punto, sia sugli altri che su noi stessi. Pensiamo che "dovremmo lasciare" una persona e non ci riusciamo, che non dovremmo pensare a nessun altro e non ci riusciamo, che dovremmo essere felice e non ci riusciamo, ecc. Vi consiglio i film di Woody Allen, che descrivono abbastanza fedelmente come è la realtà psichica delle persone.
Di cuore,
Dr.ssa Cristina Spadoni

Twilight
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Messaggio da Twilight » 23 novembre 2006, 16:02

il punto è che per esperienza personale so che farsela sotto per una convivenza proposta o pensata dopo 10 anni di fidanzamento non è poi così tanto normale,ma è sintomo di qualcosa di importante. così come un tradimento.
è giusto sposarsi con qualcuno che si ha già tradito o da cui si è già stati traditi? no.per me no
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weely

Messaggio da weely » 23 novembre 2006, 16:19

Dr.ssa Cristina Spadoni ha scritto: Vi consiglio i film di Woody Allen, che descrivono abbastanza fedelmente come è la realtà psichica delle persone.
..purtroppo la vita non è un film di Woody Allen, tanto meno per chi soffre!!

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novembre
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Messaggio da novembre » 24 novembre 2006, 11:01

weely ha scritto:
Dr.ssa Cristina Spadoni ha scritto: Vi consiglio i film di Woody Allen, che descrivono abbastanza fedelmente come è la realtà psichica delle persone.
..purtroppo la vita non è un film di Woody Allen, tanto meno per chi soffre!!
Ma ne è una rappresentazione nella quale possiamo specchiarci e trovare spunti di riflessione.
"il passare della morte nel rumore confuso della vita, le gioie insieme alle fitte di dolore, il cuore che invecchia e ringiovanisce all’improvviso..”

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