Narcisa

Che cosa ci induce a soffrire piu' di quanto potremmo? Fragile autostima, depressione, insopprimibili sensi di colpa, disamore di sé, sfiducia nel proprio valore e nelle proprie capacità, frustrazione, rabbia, impotenza, senso di inadeguatezza, senso di vuoto; dipendenza e dedizione a legami funesti, dominio e sottomissione. Spesso questi disturbi si manifestano attraverso sintomi e malattie fisiche di stress quali: insonnia, cefalea, ansia, disturbi gastro-intestinali, respiratori, tensione muscolari, disfunzioni sessuali… Altre volte possono complicarci notevolmente l’esistenza, inquinando le varie sfere di vita. Tutto è più complicato, faticoso o doloroso: il lavoro, le relazioni d’amore e d’amicizia, la sessualità.

Moderatore: Dr.ssa Cristina Spadoni

Rispondi
Avatar utente
Calibano
Messaggi: 109
Iscritto il: 8 gennaio 2007, 18:37

Narcisa

Messaggio da Calibano » 8 gennaio 2007, 19:14

Prima di tutto un saluto, é la prima volta che scrivo su questo forum.

Sono un uomo sposato ed ho avuto la disgrazia di innamorarmi di una narcisista, ovvero di una persona che (credo) soffra di un disturbo narcisistico della personalità. Volendo specificare penso che presenti i tratti del tipo covert o ipervigile o a pelle sottile (mi sono fatto una certa cultura nel campo, ma ci sono arrivato dopo indicibili sofferenze). L’aggravante, per me, é che si trattava anche di una delle mie migliori amiche, una persona, per cui credevo di essere importante, in qualche maniera. Ma non si finisce mai di conoscere le persone. La sua reazione alla manifestazione del mio sentimento (manifestazione, non avance) é stata inizialmente rabbiosa, una fuga piena di paura ed astio che mi ha lasciato sorpreso e smarrito. Dopo qualche tempo ha ripreso i contatti ed iniziato un blando, ma inequivocabile, gioco seduttivo con me, gioco che si é interrotto bruscamente senza una causa reale e senza spiegazione alcuna con una nuova fuga ed un completo taglio dei rapporti che perdura tuttora. Tutto questo naturalmente mi ha lasciato in un forte stato depressivo, non tanto per il rifiuto, quanto per la ferocia e l'insensibilità dimostrata nei miei confronti da una persona che ritenevo, comunque, amica. Fortunatamente sono stato indirizzato da persone competenti ed ho trovato una possibile chiave in questa patologia, altrimenti avrei continuato a brancolare nel buio chiedendomi il perché di comportamenti così fuorvianti senza riuscire a farmene una ragione.

A questo punto vorrei sapere da chi ha avuto esperienze analoghe o da chi conosce il disturbo che cosa può succedere adesso. La sua fuga sarà definitiva o ci sarà una nuova fase di avvicinamento? Ed io come posso comportarmi per non farle male e per non farmi male? So che non esiste la sfera di cristallo, ma ho bisogno di qualche appiglio.

Grazie.

wope

Messaggio da wope » 16 gennaio 2007, 10:51

Ciao Calibano, confesso che questo tuo messaggio mi ha colpito moltissimo. Mi ha colpito il fatto che hai presentato, descritto la tua amica con la chiave di lettura che ti hanno fornito le persone competenti a cui ti sei rivolto per capirci qualcosa. Da un lato mi colpisce perché è una diagnosi finissima, più che da manuale. Infatti credo che di disturbo narcisistico della personalità del tipo covert o ipervigile o a pelle sottile non si parli neppure nel DSM-IV ... ne ho trovato una descrizione in un articolo trovato su Internet, che distingue, appunto, questo tipo di 'narcisismo', da quello descritto nel DSM-IV. E mi domando come sia possibile fare una diagnosi del genere senza parlare direttamente con la persona almeno per un'ora, e basandosi sui racconti di un'altra persona (immagino che tu abbia raccontato quello che ti era successo con lei, per farti aiutare a 'inquadrare' quello che era successo).
D'altro lato mi colpisce perché ti aspetti che sulla base di questo 'quadro', qualcuno qui possa dirti cosa ti puoi aspettare da questa donna.
Bene. Io sono un po' fissata con queste cose.
Penso sia difficile prevedere il comportamento di una persona in base a un'etichetta diagnostica che in genere ha senso solo nel ristretto ambito di un rapporto terapeutico; perché la ricchezza della personalità, del modo di essere, pensare, sentire, agire di una persona in relazione alle diverse situazioni non può racchiudersi in quelle poche parole (narcisista di tipo overt).
Però da quello che racconti mi sembra di capire che la tua 'dichiarazione' inattesa ha molto turbato quella donna, e forse ha risvegliato in lei la consapevolezza di una sensualità che non sentiva di avere, e con la quale fa fatica a confrontarsi in modo sereno. Dici che ha iniziato un gioco seduttivo fino al taglio dei rapporti, e questo naturalmente ti ha lasciato molto amareggiato, data l'amicizia che c'era tra voi. Ecco, immagino, è solo un'ipotesi, che la sensualità che quella donna ha scoperto di avere dentro di sé, è qualcosa per lei così forte e sconvolgente, da farle 'dimenticare' il rapporto che aveva con te prima di quel momento. Come se si fosse risvegliato 'un fantasma' che una volta desto, prende per sé tutta la scena del suo mondo interiore. Forse questa consapevolezza, unita al fatto che anche tu, a seguito di questa storia, stai facendo i conti con aspetti di te prima sconosciuti, può aiutarti ad essere un po' più comprensivo con lei, nel senso di non considerarla semplicemente feroce e insensibile (come di sicuro è stata), ma anche spaventata e disorientata. E questo non allo scopo di 'salvarla', no. Non penso ci possa riuscire tu, che adesso stai facendo i conti con te stesso. Semplicemente allo scopo di non innescare una spirale di odio e di sofferenza, o viceversa di tentativi di ristabilire l'amicizia senza che ciascuno dei due, per conto proprio, abbia 'elaborato' quanto è accaduto tra voi. So che tu lo stai facendo. Lei, chissà. Può darsi che si riavvicini a te, forse nel frattempo l'ha già fatto. Quello che posso consigliarti è di mantenere una certa distanza emotiva, e di non illuderti troppo di riuscire a placare il tuo 'fantasma' facendolo incontrare col suo. Se ho capito bene le intenzioni di chi ti ha offerto questa 'chiave di lettura', sono daccordo sul fatto che è necessario mantenere un certo distacco da questa donna, e una certa lucidità ... per riuscire a comprendere meglio te stesso, e a integrare armoniosamente nella tua persona quella parte di te che quest'esperienza ha contribuito a far emergere, sconosciuta ma anche portatrice di nuove possibilità esistenziali. In bocca al lupo!

Avatar utente
Calibano
Messaggi: 109
Iscritto il: 8 gennaio 2007, 18:37

Messaggio da Calibano » 16 gennaio 2007, 15:03

Ciao Wope, leggo sempre con estremo interesse i tuoi interventi e ti ringrazio di avermi risposto.

Innanzi tutto so benissimo che é una pretesa vagamente assurda chiedere che cosa mi posso aspettare a persone che scrivono su un forum e che non hanno conoscenza diretta della situazione, però considera che sto attraversando un periodo in cui non so davvero dove sbattere la testa. So anche come sia difficile riuscire a rendere in poche righe cose che io per primo ho capito molto faticosamente e che, all'apparenza, non hanno assolutamente niente di logico e normale.
Capisco bene che dietro i manuali ci sono le persone vive e che la teoria va presa con beneficio di inventario; purtroppo in questo contesto occorre essere stringati e concisi, quindi ho cercato di esserlo a costo di apparire eccessivamente schematico e superficiale, anche se non sono così.

Sto cercando di fare i conti con questa storia in serenità, di uscirne, se ne devo uscire, cercando di farmi il minor male possibile e, soprattutto, di non trasformare il mio amore in odio, perché il passo, lo sai, é brevissimo. Cerco, con estrema fatica, di coglierne gli aspetti positivi, in primo luogo il fatto che é stata l'occasione per iniziare un nuovo percorso di conoscenza di me stesso, ma devo anche pacificarmi con ciò che é successo, trovare risposte, cercare di capire il perché di comportamenti che mi hanno lasciato dentro una ferita enorme, altrimenti la ferita non si chiuderà.

Detto questo devo dire che c'é molto di vero in quello che hai scritto, ho trovato la tua analisi estremamente fine e sensibile. Grazie. :wink:

Dr.ssa Cristina Spadoni
Messaggi: 402
Iscritto il: 7 febbraio 2005, 19:51
Località: Casaleccho di Reno - Bologna

Messaggio da Dr.ssa Cristina Spadoni » 23 gennaio 2007, 14:45

Caro Calibano, le "persone competenti" di cui parla, hanno in terapia la ragazza? Lei è in terapia e ha parlato di questo con il suo/a terapeuta? Perchè se non è così non è possibile fare una diagnosi su altre persone. Sono pienamente d'accordo con wope. La diagnosi serve solo ad orientare a grandi linee il terapeuta che però deve conoscere molto profondamente il paziente nella sua unicità. Di per sé non dice niente se non si conosce a fondo la storia e il mondo interno della persona. Al di là della "diagnosi" ogni paziente è diverso: gradazioni e sfumature uniche, che fanno differenze sostanziali. A parte questo, non troverà risposte in questa direzione, io credo.
Forse le potrebbe essere più di aiuto interrogarsi sulle motivazioni per le quali lei si sente innamorato, di una persona che la fa stare male... Questa persona avrà i suoi tratti di personalità... ma il punto è se lei si comporta così perchè io mi sento tanto preso? Lei è spostato, scrive, può avere a che fare con questo? Se vuole, ci dica qualcosa in più di sé.
Di cuore,
Dr.ssa Cristina Spadoni

Avatar utente
Calibano
Messaggi: 109
Iscritto il: 8 gennaio 2007, 18:37

Messaggio da Calibano » 23 gennaio 2007, 15:19

Dr.ssa Cristina Spadoni ha scritto:Forse le potrebbe essere più di aiuto interrogarsi sulle motivazioni per le quali lei si sente innamorato, di una persona che la fa stare male... Questa persona avrà i suoi tratti di personalità... ma il punto è se lei si comporta così perchè io mi sento tanto preso? Lei è spostato, scrive, può avere a che fare con questo?
Grazie della risposta.
In effetti penso abbia centrato l'obbiettivo. Perché non riesco a staccarmi da una persona che riconosco come disturbata e che mi fa stare male? Perché prevale in me un fortissimo sentimento che mi spinge a prendermi cura di lei e cercare di sollevarla dalla sua infelicità anche a costo di trascurare la mia serenità? Sono sposato (ma anche un po' spostato...) e vivo questa relazione dall'adolescenza (dura da 19 anni). Nella mia storia affettiva la stabilità, la sicurezza, la tenerezza e la protezione hanno sicuramente sempre contato di più della passionalità e dell'amore. Ma adesso la mia vita é entrata in una fase diversa, sento di avere bisogno di tutto quello che ho sempre trascurato per chissà quali motivi. Quello che prima era un rifugio assomiglia sempre più ad una prigione. Vivo questo nuovo "sentire" con grande sgomento e senso di colpa nei confronti di chi mi sta accanto, eppure non riesco a darmi risposte logiche. E' come se tutto me stesso chiedesse un cambiamento radicale della mia sfera emotiva.

Dr.ssa Cristina Spadoni
Messaggi: 402
Iscritto il: 7 febbraio 2005, 19:51
Località: Casaleccho di Reno - Bologna

Messaggio da Dr.ssa Cristina Spadoni » 27 gennaio 2007, 21:28

Caro Calibano, non credo proprio che lei sia "spostato", credo invece che quello che le sta accadendo la possa far soffrire molto, confondere e disorientare. Da come scrive pare una persona sensibile e acuta. La dinamica che descrive è molto pregnante: "Quello che prima era un rifugio assomiglia sempre più ad una prigione", è proprio così. Molte volte, per bisogni profondi e inconsci che non hanno trovato nella crescita le dovute risposte, ci costruiamo dei "rifugi" che ci fanno sentire protetti e rassicurati, ma che al contempo poi ci "soffocano", rappresentano anche una "prigione", appunto. E' questo quindi che è necessario comprendere più a fondo con l'aiuto di un terapeuta, tenendo anche presente che se da un lato ci sentiamo inprigionati dall'altro è anche ciò che ci sostiene e ci rassicura. Cosa sarebbe accaduto se questa persona avesse colto la sua proposta? E perchè il suo inconscio non ha scelto una persona disponibile?
Questi sono solo interrogativi che potrebbe porre al suo inconscio e che, che data la sua sensibilità e capacità introspettive, potrebbe molto aiutarla andare a comprendere.
Di cuore,
Dr.ssa Cristina Spadoni

Avatar utente
Calibano
Messaggi: 109
Iscritto il: 8 gennaio 2007, 18:37

Messaggio da Calibano » 29 gennaio 2007, 20:28

Grazie dottoressa. :wink:

marzia
Messaggi: 2
Iscritto il: 31 gennaio 2007, 20:05
Località: toscana

Re: Narcisa

Messaggio da marzia » 31 gennaio 2007, 20:25

Calibano ha scritto:Prima di tutto un saluto, é la prima volta che scrivo su questo forum.

Sono un uomo sposato ed ho avuto la disgrazia di innamorarmi di una narcisista, ovvero di una persona che (credo) soffra di un disturbo narcisistico della personalità. Volendo specificare penso che presenti i tratti del tipo covert o ipervigile o a pelle sottile (mi sono fatto una certa cultura nel campo, ma ci sono arrivato dopo indicibili sofferenze). L’aggravante, per me, é che si trattava anche di una delle mie migliori amiche, una persona, per cui credevo di essere importante, in qualche maniera. Ma non si finisce mai di conoscere le persone. La sua reazione alla manifestazione del mio sentimento (manifestazione, non avance) é stata inizialmente rabbiosa, una fuga piena di paura ed astio che mi ha lasciato sorpreso e smarrito. Dopo qualche tempo ha ripreso i contatti ed iniziato un blando, ma inequivocabile, gioco seduttivo con me, gioco che si é interrotto bruscamente senza una causa reale e senza spiegazione alcuna con una nuova fuga ed un completo taglio dei rapporti che perdura tuttora. Tutto questo naturalmente mi ha lasciato in un forte stato depressivo, non tanto per il rifiuto, quanto per la ferocia e l'insensibilità dimostrata nei miei confronti da una persona che ritenevo, comunque, amica. Fortunatamente sono stato indirizzato da persone competenti ed ho trovato una possibile chiave in questa patologia, altrimenti avrei continuato a brancolare nel buio chiedendomi il perché di comportamenti così fuorvianti senza riuscire a farmene una ragione.

A questo punto vorrei sapere da chi ha avuto esperienze analoghe o da chi conosce il disturbo che cosa può succedere adesso. La sua fuga sarà definitiva o ci sarà una nuova fase di avvicinamento? Ed io come posso comportarmi per non farle male e per non farmi male? So che non esiste la sfera di cristallo, ma ho bisogno di qualche appiglio.

Grazie.


Ciao anche io sono nuova...ho deciso di scrivermi al forum perche ho letto il tuo messaggio e ho trovato qualcosa di simile alla mia esperienza...anche io, così pare, ho avuto a che fare con un ipotetico narcisista, ne sono uscita distrutta dopo una storia che è durata più di un anno e adesso continuo a pensare a lui, non riesco a trovare una spiegazione ai suoi comportamenti e mi sono appigliata alla "diagnosi sulla carta" di disturbo narcisistico fatta dal mio dal mio psicologo per uscire dalla spirale di autocolpevolezza in cui ero entrata!!! avrei tante cose da dire ma sono negata nei lunghi discorsi!!

Avatar utente
Calibano
Messaggi: 109
Iscritto il: 8 gennaio 2007, 18:37

Messaggio da Calibano » 5 febbraio 2007, 9:14

Ciao Marzia, scusa ma leggo solo ora il tuo messaggio.
Ti ho mandato un pm in proposito.

marzia
Messaggi: 2
Iscritto il: 31 gennaio 2007, 20:05
Località: toscana

Messaggio da marzia » 5 febbraio 2007, 14:05

Calibano ha scritto:Ciao Marzia, scusa ma leggo solo ora il tuo messaggio.
Ti ho mandato un pm in proposito.


ciao
ti ho risposto anche io con un pm, o almeno credo visto che non sono per nulla pratica!!!

Rispondi

Torna a “Torturami ma non abbandonarmi”