Smettere di torturarsi mente e cuore si può? Come?

Che cosa ci induce a soffrire piu' di quanto potremmo? Fragile autostima, depressione, insopprimibili sensi di colpa, disamore di sé, sfiducia nel proprio valore e nelle proprie capacità, frustrazione, rabbia, impotenza, senso di inadeguatezza, senso di vuoto; dipendenza e dedizione a legami funesti, dominio e sottomissione. Spesso questi disturbi si manifestano attraverso sintomi e malattie fisiche di stress quali: insonnia, cefalea, ansia, disturbi gastro-intestinali, respiratori, tensione muscolari, disfunzioni sessuali… Altre volte possono complicarci notevolmente l’esistenza, inquinando le varie sfere di vita. Tutto è più complicato, faticoso o doloroso: il lavoro, le relazioni d’amore e d’amicizia, la sessualità.

Moderatore: Dr.ssa Cristina Spadoni

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Giulia
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Smettere di torturarsi mente e cuore si può? Come?

Messaggio da Giulia » 3 maggio 2007, 0:44

Torturami ma non abbandonarmi.
Sono giorni, mesi, anni che rincorro mia madre. Rincorro il suo sguardo, rincorro una piccola briciola del suo affetto...quasi elemosino un pò del suo tempo.
Torturami, ma ti prego, non abbandonarmi.
Cosi goni volta finisco nel vortice.

Mia madre non mi stima come persona, critica tutto di me. Critica il fatto che non ho studiato per svolgere la stessa professione di mio padre e mio fratello; critica il fatto che non sono credente in dio; critica il mio modo di vestire nel tempo libero. A suo dire maglietta, jeans e converse (scarpe all star) non sono adatte a una ragazza.
Ma a nulla vale la mia giustificazione: "Non è che posso sempre andare in giro con i tailleur...Finchè sono in azienda si, ma nel tempo libero voglio essere il più semplice possibile. Voglio vestirmi semplicemente jeans e maglietta".

Critica, critica, e ancora critica.

Critica anche il fatto che passo molto tempo a fare volontariato (da lei giudicato sempre e solo una perdita di tempo).
Non è capace di accettarmi.

Mi madre mi ha sempre detto che io non dovevo nascere e che sono stata un evento imprevisto.
Era felice quando nella sua vita c'era solo mio padre e mio fratello poi...Nel bel mezzo della sua carriera e a distanza di anni dalla nascita di mio fratello sono arrivata io (e per giunta femmina!).
Insomma un duro colpo che lei non ha mai accettato. Forse un altro maschio si, avrebbe fatto un pò di posto nel suo cuore. Avrebbe lasciato un riparo per la nuova creatura, sangue del suo sangue anche se nato da una notte d'amore un pò distratta.

Poi tutto il resto lo conoscete (vedi diario http://argonauti.it/forum/viewtopic.php?t=3217). Me ne sono andata via da Milano e lei non è mai venuta a Torino a vedere la mia casa. Ogni volta che ci dobbiamo incontrare, lei non c'è oppure non si fa trovare. Mio padre e mio fratello ogni tanto riesco a vederli e parlarci ma con lei no...E' una mission impossible.

Ennesima delusione.
Ennesima giornata passata a piangere tra me e me.
Ennesima giornata in cui mi sono ripetuta fino alla nausea: "Torturami, ma non abbandonarmi".
Sono stata tutta la mattinata a Milano per lavoro, tra un impegno e l'altro sono comunque riuscita a passare nello studio dove lavorano mio padre e mio fratello per un caffè, ma mia madre era irraggiungibile.
No a casa, no dai parenti, non rispondeva al cellulare e ben presto ho capito che non desiderava incontrarmi (ho anche dei dubbi che venga al mio matrimonio, ovviamente è contrariata dal fatto che mi sposerò solo in Comune e non in chiesa).

Non tutte le madri nascono con il dono della maternità ma io mi domando come mai la Mia è nata con un dono della maternità a metà?
Perchè è incapace di amarmi mentre invece con mio fratello è una donna meravigliosa e piena di attenzioni?

Ho provato ad analizzare il mio comportamento, e forse ciò che mi fa intestardire molto nella continua ricerca di una sua approvazione è il fatto che nel tempo tutta questa faccenda è diventata come una sorta di sfida.
So che lei è irraggiungibile per me e io non mi dò pace. Finora nella vita ho sempre ottenuto tutto quello che desideravo, ovviamente con sacrifici. Lotta qui, stringi i denti là, corri su corri giù alla fine una buona posizione economica ce l'ho, una buona istruzione e cultura si, un buon compagno si, amici si, casa si, hobbies si... E allora uno direbbe: "cos'altro vuoi per appagare la tua sete insoddisfatta?"
Mia madre. La risposta è che mi manca lei.
E' una donna colta, istruita, benestante, innamoratissima di mio padre, stima moltissimo mio fratello e allora mi domando..."Perchè non riesce a chiudere il suo cerchio perfetto e stimare e voler bene anche a me che sono sua figlia e le assomiglio anche molto fisicamente?"
Non capisco, ma vorrei capire.
Vorrei capire come mai non riesce a volere un dialogo costruttivo con me, si rifiuta di incontrarmi e non perde occasione per criticarmi.
Riuscirò mai a darmi pace a a smetterla di cercarla, di elemosinare il suo amore? Riuscirò mai a dirmi: "Basta torturarmi".
Riuscirò mai a fare questo?

welyyy
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Messaggio da welyyy » 3 maggio 2007, 9:30

Cara Giulia, ho letto con molta attenzione quanto scrivi. Molto dolore, è natuarale, traspare dalle tue parole. Una sofferenza lunga, amara, protratta quanto l'amore lungamente negato da tua madre. Francamente leggendoti mi chiedo come un genitore, una madre soprattutto, possa fare tale disparità tra i figli. Per me, che sono un uomo e che non posso comprendere l'altissimo dono della maternità, sarebbe inconcepibile pensare di essere un padre dimezzato. La paternità e la maternità sono qualcosa di viscerale anzitutto. Un genitore freme intimamente per ogni dolore del figlio, mi chiedo come potrebbe mai rimanere tanto impietrito un padre od una madre di fronte ad un figlio che chiede solo di essere amato? :shock: . Credimi, cara Giulia, inorridisco al solo pensiero ed al tempo stesso provo per te una profonda sincera tenerezza. Non compassione, comprendimi. Tenerezza. Io non ci riuscirei a guardare negli occhi mio figlio che mi chiede di amarlo e voltarmi dall'altra parte. Posso solo immaginare, per mia fortuna, quanto dolore possa derivartene. Vorrei poterti aiutare a lenire questo dolore, ma non posso. Però se fossi mia amica, se fossi qui accanto a me e mi raccontassi questo di te ti abbraccerei in silenzio per farti capire che comunque non sei sola. Ti abbraccio di cuore :oops: :oops: :oops:
Weely

PS le ragazze in t-shirt e jeans sono carinissime :wink:

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Giulia
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Messaggio da Giulia » 3 maggio 2007, 14:59

Weely sei stato molto carino a scrivere tutte quelle belle cose. Grazie :oops: :)
Cosa posso aggiungere?
E' una situazione che pare quasi assurda e io no riesco a darmi pace. Se mia madre fosse morta o malata mi darei pace...ma cosi,non ci riesco! So perfettamente che al mondo esistono problemi più gravi e più impellenti dei miei, molte volte mi dico: "Giulia, datti pace. Basta piangerti addosso" ma poi ci ricasco. Lei fugge e io la rincorro. E' un giochino al quale non riesco a sottrarmi e più lei diventa trasparente, più io mi intestardisco.
Se lei ogni tanto mi desse un contentino, che so, un caffè insieme - due chiacchiere a casa - una mezza giornata insieme a una mostra/museo... Io la smetterei di cercarla cosi ossessivamente.
Poi, ben inteso, da lei non cerco mica soldi ma affetto! Possibile che non capisca??
Per fortuna che mio fratello e mio padre sanno ragionare con la loro testa, perchè c'è stato un periodo in cui voleva rivoltarmeli contro. Voleva che loro tagliassero i rapporti con me. Che diamine! E chi sono io? Il diavolo?
Non capisco cosa giri nella sua testa, ma vorrei tanto saperlo :(

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ivy
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Messaggio da ivy » 3 maggio 2007, 15:53

...
A volte in situazioni simili ci si sente unici, i soli a soffrire, ... poi ci si accorge invece che sono in molti a soffrire di questi vuoti d'amore che all'inizio ti portano ad odiare la persona in questione, ... ma poi ti accorgi che l'odio è solo un grido disperato che nasce dal desiderio di essere amati, accettati, compresi, ...per ciò che si è da chi ci ha messo al mondo.

Ma credo che ci libereremo da questa sofferenza solo quando accetteremo che la realtà può essere anche questa, che non è né giusta né ingiusta, ... quando smetteremo di chiedere cose e comportamenti a chi non è in grado di darne come noi vorremmo, non per cattiveria, ma per incapacità, perchè sono fatti così.

Un abbraccio Giulia!
:oops: :wink: ivy
... ci sono sofferenze che scavano nella persona come i buchi di un flauto, e la voce dello spirito ne esce melodiosa.
Da Paolo il caldo, Vitaliano Brancati

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