Paura di iniziare un nuovo percorso terapeutico

Che cosa ci induce a soffrire piu' di quanto potremmo? Fragile autostima, depressione, insopprimibili sensi di colpa, disamore di sé, sfiducia nel proprio valore e nelle proprie capacità, frustrazione, rabbia, impotenza, senso di inadeguatezza, senso di vuoto; dipendenza e dedizione a legami funesti, dominio e sottomissione. Spesso questi disturbi si manifestano attraverso sintomi e malattie fisiche di stress quali: insonnia, cefalea, ansia, disturbi gastro-intestinali, respiratori, tensione muscolari, disfunzioni sessuali… Altre volte possono complicarci notevolmente l’esistenza, inquinando le varie sfere di vita. Tutto è più complicato, faticoso o doloroso: il lavoro, le relazioni d’amore e d’amicizia, la sessualità.

Moderatore: Dr.ssa Cristina Spadoni

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SoffiodiLuna
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Paura di iniziare un nuovo percorso terapeutico

Messaggio da SoffiodiLuna » 13 maggio 2007, 16:48

Ciao a tutti,
ho 29 anni (in verità ne compio 30 tra poco, ma mi suona un po' strano :( ) e da un po' di tempo ho il pensiero di ricominciare a fare terapia.
Nove anni fa ho iniziato un percorso con una psicologa che è durato tre anni: percorso che, sinceramente, mi è servito davvero molto sotto tanti aspetti. Rapporto che si è concluso sia perchè mi sono trasferita, sia perchè la mia psicologa riteneva che, per il momento, io avessi gli strumenti per poter "andare nel mondo da sola". Molto ho fatto da quel momento: ho finalmente accettato la mia omosessualità e mi sono lasciata andare all'amore di e per una donna vivendo i quattro anni più felici e carichi d'amore di tutta la mia vita; sono riuscita a vedere alcuni schemi che mettevo in atto in ogni mia relazione e a tentare di cambiarli perchè consapevole che mi facevo solo del male; ho sempre pensato di essere una persona debole e dipendente (lo sono stata per molto tempo), ma sono riuscita ad andare a vivere da sola e la verità è che riesco a "convivere" con me stessa senza paura di guardarmi dentro...
Ora però mi rendo conto che tutto questo non basta, che questi anni mi sono serviti per credere in me e sul fatto che posso stare in piedi da sola, ma vedere certe cose di sè non significa "guarirle" e sono consapevole che ho bisogno di essere accompagnata nel proseguimento di questo mio viaggio, da qualcuno che ha gli strumenti per aiutarmi a trovare un equilibrio e ad aiutarmi a "contenere" ciò che di me ancora non riesco a gestire.
Tutto questo mi porta a pensare di entrare di nuovo in terapia e qui arrivano le difese: mi spaventa dover cercare un nuovo terapeuta (e se poi non entriamo in "sintonia" e mi dice che non può aiutarmi o non piace a me e devo dirgli/le che non mi sento a mio agio?) e mi spaventa dover iniziare tutto daccapo. Spiegare di nuovo ad una persona sconosciuta chi sono, cosa faccio, cosa penso, la mia infanzia, le mie paure... Insomma vorrei tanto che sapesse già queste cose di me e che iniziassimo subito a "lavorare", ma non si può.
Devo trovare un/una terapeuta, trovare il coraggio di chiamare e prendere appuntamento, avere il primo colloquio in cui mi sentirò fragile, insicura, sbagliata e inadeguata...
Insomma ho scritto qui per trarre un po' di coraggio dalle vostre risposte e, spero, anche dalla Sua dottoressa...

Grazie a tutti

Dr.ssa Cristina Spadoni
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psicoterapia

Messaggio da Dr.ssa Cristina Spadoni » 31 maggio 2007, 19:50

Cara Soffiodiluna, non so se nel frattempo è cambiato qualcosa. Le posso dire che da come scrive si capisce che è una persona che ha lavorato su se stessa. Sicuramente anche la prima volta sarà stata difficile all'inizio, per poi scoprire, io credo, che quelle paure iniziali erano solo fantasmi, che il terapeuta che ha incontrato non l'ha percepita come lei temeva. Si affidi ad una-o psicologo che sia anche psicoterapeuta, qualcuno che possa ispirarle fiducia, si faccia consigliare da qualcuno...dal suo medico o da amici. In che città si trova?
L'esperienza che ha fatto le ha dimostrato che è in grado di trarre benefici da una relazione terapeutica... si tuffi! Vedrà che potrà scoprire ancora una volta quanto è "facile" nuotare...
Di cuore,
Dr.ssa Cristina Spadoni

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