Amori malati?

Che cosa ci induce a soffrire piu' di quanto potremmo? Fragile autostima, depressione, insopprimibili sensi di colpa, disamore di sé, sfiducia nel proprio valore e nelle proprie capacità, frustrazione, rabbia, impotenza, senso di inadeguatezza, senso di vuoto; dipendenza e dedizione a legami funesti, dominio e sottomissione. Spesso questi disturbi si manifestano attraverso sintomi e malattie fisiche di stress quali: insonnia, cefalea, ansia, disturbi gastro-intestinali, respiratori, tensione muscolari, disfunzioni sessuali… Altre volte possono complicarci notevolmente l’esistenza, inquinando le varie sfere di vita. Tutto è più complicato, faticoso o doloroso: il lavoro, le relazioni d’amore e d’amicizia, la sessualità.

Moderatore: Dr.ssa Cristina Spadoni

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Lala
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Messaggio da Lala » 20 settembre 2007, 22:51

per esempio in me la causa è che mi è sempre tato trasmesso di essere cattiva e di non meritare niente.quindi vado alla ricerca di quel rapp.malato che in un cedrto senso c'era con mio padre,un rapporto di tipo punitivo e ripropongo anche nella vita di coppia lo stesso rapporto vivendo una dicotomia:da una parte un rapporto di sofferenza è l'unico che conosco e l'unico modo in cui cerco l'amore,che non arriva mai,e quindi mi conferma di essere cattiva..ecc..insomma,essendo l'unica cosa che conosco è comunque rassicurante anche se doloroso.dovresti trovare nella tua vita un meccanismo simile
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hermi
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Messaggio da hermi » 21 settembre 2007, 15:46

Lala anch'io sono identica a te , anche nel rapporto che avevo con mio padre, però certe volte mi chiedo se sia davvero un rapporto che si ha con i genitori a poter influenzare tanto i nostri comportamenti, o se forse è soltanto una questione di carattere...?

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Messaggio da Lala » 21 settembre 2007, 15:49

beh il carattee si origina dal rapporto coi genitori anche no? :wink: in ogni caso devi comunque lottare per essere felice
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Messaggio da hermi » 21 settembre 2007, 16:07

è na parola!!! :lol:

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Messaggio da Lala » 21 settembre 2007, 16:13

eh che 'n c'ho so? (e che non lo so,Traduzione :lol: )
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Messaggio da hermi » 21 settembre 2007, 16:19

Ma , già il fatto di esserne consapevoli è una buona cosa.
Cio' che è davvero strano, appunto è averne coscienza e non riuscire a fare nulla per migliorare....................

Io come te, ho avuto sempre un bruttissimo rapporto con mio padre, nel senso che sono sempre stata convinta che non mi volesse davvero bene, che la sua fosse solo scena.
Forse, perchè fin da piccola, ho sempre subito la sua personalità molto forte...Questo mi ha sempre frustrata tantissimo , fino a portarmi al punto di dubitare del suo amore di genitore nei miei confronti.
Da quando poi è morto , questo mio "torturami , ma non abbandonari" è peggiorato ancora di più!

Non ti nascondo che ancora oggi, metto in dubbio il bene delle persone, compreso quello della mia famiglia.

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Messaggio da Lala » 21 settembre 2007, 16:21

Lo faccio anch'io.Io sono convinta che mia madre mi odia pensa un po'
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Messaggio da hermi » 21 settembre 2007, 16:26

Sei come mia sorella...anche lei ne soffre un pò di questa situazione....... :cry:

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Messaggio da Dr.ssa Cristina Spadoni » 28 settembre 2007, 23:53

Cara Hermi, il lavorarci sopra, implica intraprendere un percorso di psicoterapia, che non implica semplicemente avere consapevolezza razionale della cosa ma arrivare a "sentire" profondamente cosa tutto ciò ha implicato, a modificare il sentire, appunto, che ci portiamo dentro e quello che implica. Arrivare, per es., a percepirsi in grado di interrompere la ripetizione forzata, inconscia, di quella dinamica che ci ha visto interpreti, grazie alla relazione che nel tempo si crea col terapeuta.
Di cuore,
Dr.ssa Cristina Spadoni

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