Autolesionismo

Che cosa ci induce a soffrire piu' di quanto potremmo? Fragile autostima, depressione, insopprimibili sensi di colpa, disamore di sé, sfiducia nel proprio valore e nelle proprie capacità, frustrazione, rabbia, impotenza, senso di inadeguatezza, senso di vuoto; dipendenza e dedizione a legami funesti, dominio e sottomissione. Spesso questi disturbi si manifestano attraverso sintomi e malattie fisiche di stress quali: insonnia, cefalea, ansia, disturbi gastro-intestinali, respiratori, tensione muscolari, disfunzioni sessuali… Altre volte possono complicarci notevolmente l’esistenza, inquinando le varie sfere di vita. Tutto è più complicato, faticoso o doloroso: il lavoro, le relazioni d’amore e d’amicizia, la sessualità.

Moderatore: Dr.ssa Cristina Spadoni

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piccoloprincipe
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Autolesionismo

Messaggio da piccoloprincipe » 9 novembre 2007, 18:36

Ciao a tutti,
dico subito che è la prima volta che affronto l'argomento e scrivo qui perchè, come prima volta, risulta più "facile"...
Fin dall'adolescenza ho avuto l'impulso, in situazioni particolari, di procurarmi dolore fisico: è sempre successo quando non riuscivo a "contenere" o sopportare certe emozioni come rabbia e solitudine, per colmare un senso di abbandono o per punirmi. L'ho fatto tagliandomi le braccia con un taglierino o con una lametta, sbattendo la testa sul muro, picchiando le mani o le gambe con una cintura (fa male vedere scritte queste parole e quanta vergogna!)
Per anni poi ho smesso, non so come né perchè, non ricordo... ora (ho trentanni) da qualche mese l'impulso è tornato, due mesi fa ho ripreso in mano la lametta, ho resistito altri due mesi fino ad oggi...
Non lo faccio per attirare l'attenzione perchè sono terrorizzata dal fatto che qualcuno lo scopra e sto bene attenta a che i segni non si vedano, non saprei come giustificare i segni, ho paura che mi prendano per pazza, che qualcuno si arrabbi; non ho pensieri suicidi, i tagli non sono profondi, sono solo una liberazione dall'ansia e dai sentimenti che ogni tanto affiorano, faccio di tutto per resistere ma a volte non ci riesco e questo mi spaventa.
Non l'ho ancora detto in psicoterapia e non so come confidarlo alla persona che mi segue.
Non so cosa mi aspetto dall'aver confidato qui questa cosa, semplicemente forse avevo solo bisogno di dirla a qualcuno

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Vale
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Messaggio da Vale » 9 novembre 2007, 18:40

ciao e benvenuta nel forum :)
possibile che da qualche tempo a questa parte ci sia qualche cosa di nuovo che ti mette ansia addosso?
Tutte le volte che altri sono d'accordo con me ho sempre la sensazione di avere torto.
Più si analizzano gli altri, più scompare ogni ragione d'analisi.
Solo chi è intellettualmente perso si mette a discutere.

piccoloprincipe
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Messaggio da piccoloprincipe » 9 novembre 2007, 18:46

grazie del benvenuto...
sì certo che c'è, ho iniziato da poco la psicoterapia e parlare di certe cose e sentimenti scatena l'ansia, diventa tutto incontrollabile e per controllarlo trovo solo il "mio" modo

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Vale
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Messaggio da Vale » 9 novembre 2007, 18:53

fai bene penso ad esporre il tuo vissuto ad una persona che può districatre i problemi...o indirizzarti verso una soluzione :) magari alla lunga conoscendo meglio lo psicologo e prendendo l'abitudine a parlarci smetterai...tuttavia epnso sia meglio che gli dici che è l'inizio, che magari sei un po' preoccupata e per ansia ti fai questi piccoli tagli. magari con un breve dialogo chiaro vi capirete subito.
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piccoloprincipe
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Messaggio da piccoloprincipe » 9 novembre 2007, 19:13

la paura di parlarne con la psicoterapeuta riguarda solo il fatto che mi vergogno di ciò che mi faccio e nella difficoltà nell'introdurre l'argomento...
l'ansia e la paura che provocano gli "attacchi" derivano da ciò che esce durante la terapia. So che è il percorso giusto parlare e far uscire tutto e chissà ancora quante cose devono uscire, solo non so come gestire il tutto e vorrei trovare il modo di non farmi male, perchè per quanto le eprsone pensino il contrario, non mi piace fare del male a me stessa

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Vale
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Messaggio da Vale » 9 novembre 2007, 19:18

forse appunto dicendolo questa ansia passerà. ti sembra di trovarti bene con questo psicologo?
Tutte le volte che altri sono d'accordo con me ho sempre la sensazione di avere torto.
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piccoloprincipe
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Messaggio da piccoloprincipe » 9 novembre 2007, 19:29

sì mi sembra di sì
per il momento non mi sento giudicata e riesco a parlare abbastanza "facilmente" cioè non faccio scena muta, ma ci sono argomenti (come per tutti noi) più difficili da affrontare

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Eddd
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Messaggio da Eddd » 31 maggio 2008, 0:29

Ciao Piccoloprincipe, sai in passato anche io mi sono procurato in certe occasioni dei tagli sulle braccia (l'unica differenza è che io usavo un cutter e non le lamette).
Hai cercato di capire perché ti comporti così? Nella tua vita ora c'è qualcosa che non va? C'è qualcosa che ti opprime e che ti rende molto frustrata ed insoddisfatta? Chiediti questo...
I tagli sono un sintomo, ed a parer mio rappresentano una forma di aggressività repressa. Non è tanto il fatto di provare dolore che attira chi si procura queste ferite ma il fatto di essere liberi di poterlo infliggere senza conseguenze particolarmente gravi, seppure paradossalmente a se stessi.
Questo tipo di aggressività in genere rappresenta un'aggressività di reazione, aggredendo se stessi si aggredisce in parte la situazione limitante o almeno ci si illude di poterlo fare. In questi casi insomma, secondo me, si percepisce anche il proprio corpo come inadeguato ed indesiderabile perché anche questo "oggetto" rappresenta uno degli ostacoli, una delle cause dei propri limiti, e purtroppo quest'ultimo può essere aggredito più facilmente dal soggetto. Il soggetto insomma colpisce e punisce il corpo perché rappresenta ed è sentito come uno degli ostacoli estranei che impediscono di modificare una situazione esistenziale vissuta in modo particolarmente infelice.
Io sono dovuto fuggire via o se vuoi liberarmi da certi vincoli che non riuscivo a sopportare più, così facendo quel tipo di pratiche sono sparite... E se non si ha la possibilità di fuggire o liberarsi? Non lo so... Io non avrei saputo cosa fare... :roll:
Parlo di quello che ho provato io, forse sbaglio a generalizzare, ma certe cose, se non parto dalla mia esperienza personale, non saprei proprio come spiegarle o interpretarle.
Comunque Piccoloprincipe in bocca al lupo! Parlane con la tua psicoterapeuta, se ti sei confidata con noi vuol dire che hai bisogno di parlarne con qualcuno.
Ciao! :wink:

mississi
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Messaggio da mississi » 7 settembre 2008, 13:41

ciao a tutti..io non so ancora se veramente sono autolesionista..ho 21 anni..ma è da quando ne ho 13 che penso queste cose,ovvero tagliati,tagliati,tagliati..sempre e perennemente.Ho provato a parlarne con amici fidati ma nn so se ho risolto molto,ho un ragazzo lui lo sa..ma non sa che ancora continuano a frullarmi questi pensieri..vabè ciao a tutti.

mississi
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Messaggio da mississi » 8 settembre 2008, 18:38

spero che qualcuno mi risponda...non so cosa fare ho sempre voglia di volermi fare male..sempre e constantemente!!Vi prego qualcuno risponda..dottoressa o qualcuno!!

Dr.ssa Cristina Spadoni
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autolesionismo

Messaggio da Dr.ssa Cristina Spadoni » 29 ottobre 2008, 17:32

Cara mississi, come legge dalle esperienze riportate i significati possono essere assai diversi. Piccoloprincipe ha evidenziato un aspetto spesso presente: "sono solo una liberazione dall'ansia e dai sentimenti che ogni tanto affiorano"; spesso il farsi del male è l'unica "soluzione", anche se patologica e dannosa, che la nostra mente trova, per sedare una sofferenza ben più grande o stati d'animo insopportabili..."incontrollabili"... un altro aspetto infatti che a volte emerge è la tematica legata al controllo rispetto a situazioni per es. di profonda impotenza, come ci fa osservare Edd... però fuggire dalla situazione non sempre è possibile e spesso non risolve il problema, che principalmente è dentro di noi. Quindi cara mississi, l'unica cosa che lei può fare per aiutarsi realmente è rivolgersi ad uno psicoterapeuta con il quale cominciare a dare un profondo e personale significato a questo "sintomo" che è tale proprio allo scopo di segnalarle qualcosa... qualcosa che non va e dev'esssere cambiato.
Di cuore,
Dr.ssa Cristina Spadoni

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