donne che amano troppo

Che cosa ci induce a soffrire piu' di quanto potremmo? Fragile autostima, depressione, insopprimibili sensi di colpa, disamore di sé, sfiducia nel proprio valore e nelle proprie capacità, frustrazione, rabbia, impotenza, senso di inadeguatezza, senso di vuoto; dipendenza e dedizione a legami funesti, dominio e sottomissione. Spesso questi disturbi si manifestano attraverso sintomi e malattie fisiche di stress quali: insonnia, cefalea, ansia, disturbi gastro-intestinali, respiratori, tensione muscolari, disfunzioni sessuali… Altre volte possono complicarci notevolmente l’esistenza, inquinando le varie sfere di vita. Tutto è più complicato, faticoso o doloroso: il lavoro, le relazioni d’amore e d’amicizia, la sessualità.

Moderatore: Dr.ssa Cristina Spadoni

dolceluna
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donne che amano troppo

Messaggio da dolceluna » 17 maggio 2005, 14:52

mi sono chiesta tante volte perchè mi sono infilata dentro storie con uomini sbagliati e mi sono data delle risposte. Sono consapevole di vivere con dei sensi di colpa molto forti, con un'autostima che fa acqua da tutte le parti, di avere avuto una madre super presente e un padre quasi assente... ma questo non mi aiuta. sono io che dovrei cambiare a prescindere dalle ragioni per cui io sono così, solo che a volte è davvero difficile. Sono sempre stata considerata una ragazza ragionevole equilibrata e molte persone contano su di me. Con gli anni, ho quasi 40 anni, ho imparato a dosare meglio le mie energie; non sono piu' sempre disponibile, e sono diventata piu' battagliera, ho tirato fuori il mio lato maschile.... Per esempio in passato non avrei mai accettato di avere una relazione parallela perchè contro i miei principi, ora la vivo, la assecondo perchè combattere non servirebbe. Vivo questa storia d'amore perchè ho trovato un uomo che mi ama, ama le mie contraddizioni, le mie malinconie, il mio passato senza chiedermi di essere diversa da come sono. Questa relazione finirà prima o poi, ma almeno potrò dire di essere stata amata.

Dr.ssa Cristina Spadoni
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Consapevolezze

Messaggio da Dr.ssa Cristina Spadoni » 23 maggio 2005, 14:30

Cara dolceluna,
grazie per la sua testimonianza molto bella. Le risposte che lei si è data sarebbero solo l’inizio di un percorso di cambiamento; certo non bastano. Avere un certo grado di consapevolezza ci può aiutare molto in un percorso terapeutico, in quanto ci permette di partire già abbastanza avvantaggiate. Ma “di partire”. Un percorso terapeutico ci permette sì di rendere conscio ciò che è inconscio (e non solo il cogliere le nostre problematiche, ma capirne profondamente i risvolti psicologici, capire che “vantaggi secondari” ne traiamo se siamo state costrette a crearle…), ma soprattutto di guidarci nel difficile percorso d’affrancazione dai nostri problemi e da ciò che ne è l’origine, alla conquista della più profonda libertà di scelta, libertà dalle nostre paure, dai nostri problemi, dalle nostre “nevrosi”. Cambiare “a prescindere” non è possibile. E’ come operare a caso. E’ come volere camminare quando ancora le gambe non si sono sufficientemente sviluppate. Una terapia (ben fatta!) permette questo: rafforzare le gambe per poter camminare nella vita da soli.
Lei, comunque, mi sembra che sia già a buon punto. Si è permessa di nutrirsi da sola. Si è permessa di dire dei “no”, di cambiare un po’ il suo ruolo… E penso che tutto ciò sia comunque stato possibile anche grazie alla sua consapevolezza e capacità di guardarsi dentro.
E’ interessante l’oggetto del suo messaggio: donne che amano troppo. Come mai ha scelto proprio questo titolo?
Cordialmente,
Dr.ssa Cristina Spadoni

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per la dottoressa cristina

Messaggio da dolceluna » 24 maggio 2005, 10:21

cara dottoressa Cristina, ho scelto questo titolo, donne che amano troppo, perchè è uno dei libri che ho letto e che mi è rimasto impresso. l'autrice è robin norwood e mette in luce le ragioni che spingono le donne a innamorarsi dell'uomo sbagliato e a rimanere invischiate in questa relazione opprimente. La mia storia l'ho scritta sul forum per le coppie in crisi.....e davvero sto vivendo una situazione travagliata. In passato sono riuscita ad uscire da una storia sbagliata ma dopo anni, mi ritrovo a fare di nuovo i conti con me stessa e le mie scelte. Ho ancora tanta strada da fare e ho l'impressione che non basti un'intera vita, forse è la vita stessa che ci mette difronte a situazioni nuove o forse semplicemente siamo noi a cambiare. La mia vita è un pasticcio, ma anche se ho momenti di grande sconforto non voglio deprimermi. Ho due figlie splendide, un lavoro che mi dà soddisfazioni, delle vere amiche, un uomo che quando mi guarda si emoziona e mi emoziona.....insomma anche nelle situazioni piu' complicate c'è qualcosa di buono....

Dr.ssa Cristina Spadoni
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Donne che amano troppo

Messaggio da Dr.ssa Cristina Spadoni » 8 giugno 2005, 17:01

Cara dolceluna,
conosco questo libro, parla appunto dei temi trattati nel mio forum. E’ bello riuscire a vedere le cose belle che abbiamo intorno anche nei momenti più difficili. Certo la vita è una dura prova, però è anche vero che abbiamo la possibilità di fare qualcosa, di cambiare la nostra vita, se solo lo vogliamo. Ma non con la forza di volontà ma con la “saggezza” di vedere che da sole certe cose non si cambiano anche quando siamo le persone più forti di questo mondo, di accorgersi che siamo immerse in quella che tecnicamente viene chiamata la “coazione a ripetere”, che fa sì che nonostante tutti i nostri sforzi ci ritroviamo sempre a ripetere un certo schema che ci fa soffrire.
Ecco allora che rivolgersi ad uno specialista (come se soffrissimo di male al cuore non credo che esiteremmo a rivolgerci al cardiologo!) fa sì che sia possibile rompere questo schema ed essere finalmente libere, nella totale autonomia da ciò che inconsciamente segna le nostre strade.
Non demorda, una strada c’è, basta solo sceglierla.
Di cuore,
Dr.ssa Cristina Spadoni

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per dottoressa cristina

Messaggio da dolceluna » 10 giugno 2005, 16:57

cara dottoressa, sono pienamente d'accordo con lei, occorre un atto di umiltà nel riconoscere che talvolta abbiamo bisogno di aiuto. in passato mi sono rivolta ad uno psicoterapeuta ed è stata una esperienza importantissima. A distanza di anni, probabilmente avrei dovuto far tesoro di quello che ho imparato, invece sono ancora schiava di un'idea dell'amore totale, assoluto. Il mio amante ha deciso di lasciarmi perchè ha capito che per stare con lui ho allontanato il mio compagno, e messo a repentaglio la mia famiglia. Mi chiedeva di raggingerlo qualche giorno dal momento che avevo un pò di ferie, ma ho scelto di stare da sola con la mia bambina e di provare a ristabilire un pò di serenità in famiglia. Sto male perchè senza di lui mi sento spenta, e se sto con lui sono assalita dai sensi colpa. Credo che se non ce la farò a riprendere in mano le redini della mia vita chiederò nuovamente aiuto e lo farò perchè mi voglio un pò di bene...un abbraccio

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GRIGIO!!

Messaggio da Dr.ssa Cristina Spadoni » 27 giugno 2005, 17:38

Cara dolceluna, probabilmente ha fatto tesoro dell’esperienza della psicoterapia; e forse è per questo che è riuscita a concerdersi un po’ di “grigio”. Io non so niente della sua storia né tantomeno dei suoi rapporti affettivi, e quindi credo che abbia avuto le sue buone ragioni per non decidere di interrompere la relazione con suo marito. La vita, come lei penso ha ben capito, non è BIANCO o NERO, non è “amore eterno e assoluto” dei film di Hollywood. Forse se dobbiamo cercare di descriverla dovremmo più avvicinarci ai film di Woody Allen, con il suo grande talento nel dipingere le relazioni d’amore.
Questi, sono per noi, i compiti più difficili, più ardui, soprattutto se veniamo da famiglie che forse una base solida di sicurezza e d’amore non ce l’han data.
Più volte ha fatto riferimento a termini quali “giudizi”, “principi morali”, “severità”, “sentenze”, termini che appartengono alla razionalità non al mondo dei sentimenti. Sua madre potrà anche (ma ne è sicura?) non avere “mai avuto grilli per la testa” e qualcuno potrà anche “sputare sentenze” (entrambi fornendole terreno fertile per credere che le cose possano non essere così; sostenendo il mito dell’amore eterno ideale quindi!) ma tutto questo non cambierà il fatto che le cose non sono così semplici come questi vorrebbero farci credere. Non è una questione di volontà o di mancanza di principi, ma c’è molto di più. Se non fosse così non si spiegherebbero i motivi di tantissime situazioni simili alla sua, di migliaia di libri e film sull’argomento e del bisogno così viscerale di alcuni di difendersi da queste eventualità con impalcature difensive così aspramente moralizzanti.
E’ certo che se sentisse l’esigenza di rivolgersi ancora ad un terapeuta non sarebbe un ricominciare da capo, ma un riprendere un “discorso” da dove si era lasciato, per percorre un altro pezzo di strada assieme. Si stringa alle cose che ancora sente essere belle e gratificanti, e si ricordi che nulla è immodificabile, tranne la morte!
In bocca al lupo,
Dr.ssa Cristina Spadoni

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per dottoressa cristina

Messaggio da dolceluna » 1 luglio 2005, 16:19

cara dottoressa, anche secondo me, le cose si possono cambiare, io già in passato ho avuto la forza di rompere un matrimonio con un uomo a cui volevo bene ma che non poteva amare me...e questo l'ho compreso dopo la separazione quando ho avuto la forza di leggere tutti i segnali che mi aveva mandato...lui è omosessuale. Mia figlia vive con lui, per sua scelta e adora il suo papà....io cerco di satrle vicino e di trasmetterle tutto l'amore che posso. Credo che la serenità di mia figlia sia piu' importante del mio egoismo di mamma che avrebbe voluto starle accanto ogni giorno. A distanza di tempo ho cercato di ricostruirmi una famiglia con un altro uomo da cui ho avuto un'altra figlia...ma dopo 7 anni un'altra crisi. Invece di sacrificarmi ho scelto un'altra strada quella di seguire il mio istinto, di andare incontro ad un pò di felicità di amare un uomo e finalmente sentirmi amata come non mi sono mai sentita. Lui l'amante non lascerà mai la sua famiglia enon vuole che io lasci il mio compagno, il mio compagno non sente particolarmente risentire della mie mancanze di attenzioni...io aspetto finchè qualcosa mi scatterà dentro e mi farà intavedere una luce....un abbraccio e grazie ancora per le sue parole che mi sono sempre di grande conforto e soprattutto mi fa sentire a mio agio, libera di esprimermi ...

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Messaggio da dolceluna » 6 agosto 2005, 1:48

cara dottoressa , l'ultima volta che le ho scritto le ho detto che ero come in standbay, in attesa di qualcosa che mi facesse ritrovare un senso alla situazione complicata che sto vivendo. Ho toccato il fondo, ho visto me stessa e non mi sono piaciuta. L'uomo che dice di amarmi mi ha detto:"tu stai sbagliando, è una vita che sbagli e non ti permetto di farlo anche con me sei solo una stupida che cerca chi la adula"..... Questa frase è scaturita dalla gelosia nei confronti di un ex per il quale non provo piu' nulla., e che mi ha chiamato per farmi gli auguri di compleanno.Ma mi chiedo, ammettendo che forse a volte il mio ego femminile mi porta ad essere un pò frivola, ha il diritto una persona di dirmi che ho sbagliato tutto? No mi dispiace questo non posso permetterlo. L'amore è fatto di comprensione, di tolleranza e di rispetto. Quest'uomo quando è in preda alla rabbia me la vomita addosso ed io quasi sempre rimango impietrita. Ora la rabbia la tiro fuori io, non permettendogli piu' di trattarmi così. Io credo, che si possa fare del male all'altro pur amandolo, ma ad un certo punto il troppo far male logora e toglie tutte le energie. Come mai ho voluto vivere una storia che mi ha dato molto ma allo stesso tempo mi ha destabilizzato? probabilmente ho voluto ancora una volta provare a vivere in simbiosi con una persona, a sentirmi un tutt'uno con l'altro e vivere l'illusione che l'amore può tutto. Mi sono accorta, che ho perso i confini della mia identità, e che ad un certo punto, i miei pensieri si confondevano con i suoi . Quel qualcosa che cerchiamo in un altro essere è nella profondità di noi stessi e non c'è esperienza che ci metta in contatto con la nostra parte oscura come l'amore. Ho ancora tanta strada da percorrere, amo quest'uomo, ma amo anche me stessa e da qui devo iniziare.

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Messaggio da Dr.ssa Cristina Spadoni » 15 settembre 2005, 19:02

Cara dolceluna, sono d’accordo con lei, nessuno può “giudicare” gli altri in realtà: implica porsi al di sopra e porre l’altro in una posizione di inferiorità. Chi ha questo diritto? Ma soprattutto chi ha questa capacità? Si parla di sbagli, ma che lo definisce cos’è uno sbaglio? Le scelte che ognuno di noi fa sono sempre profondamente motivate da fattori inconsci, strettamente personali, senza conoscere i quali, non è realmente possibile nemmeno esprimere un’opinione sensata. Figuriamoci quando la persona che si permette di farlo è coinvolta nell’argomento!
Comunque mi sembra che lei stia reagendo nel modo migliore. Quest’uomo che lei dice di amare compie però delle precise scelte, non credo si possa trattare di “spirito di sacrificio”, ma io non posso saperlo. Lei però può cercare di interpretare i segnali che lui le lancia con i suoi comportamenti.Cosa le sta dicendo con le sue azioni? Mi sembra che sia lei l’unica a parlare di “amore eterno” e forse, ma non so, di “amore”. Sembra che soddisfi nelle due situazioni bisogni entrambi fondamentali, ma diversi. Pone i suoi confini molto nettamente. Ma amare così tanto un uomo che ci da solo questo, dove ci può portare?
Di cuore,
Dr.ssa Cristina Spadoni

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Messaggio da dolceluna » 23 settembre 2005, 1:31

cara dottoressa, per circa un mese ho resistito senza chiamarlo ma poi non ho resistito....ho sentito il bisogno di chiarire di spiegare le mie ragioni e lui le sue. Mi ha detto che quello che mi ha detto non lo pensava e che certe volte quando è arrabbiato dice cose che non pensa. Lui soffre perchè vede che non riesco a gestire questa storia perchè la porto dentro la mia vita di coppia esasperandola. Questo è vero purtoppo non riesco a scindere le cose ed ho creato un muro con il mio compagno. Sa che sono sposata e separata con una figlia grande, e che convivo con un uomo da cui ho avuto un altro figlio che è piccolo. Lui si sente in colpa perchè non può darmi di piu'e perchè se fosse coerente dovrebbe lasciarmi e non ci riesce. Intanto io non riesco a staccarmi da lui, ogni volta che mi succede qualcosa la racconto a lui, gli comunico tutto quello che mi passa per la testa e lui mi ascolta sempre, mi conforta, mi sprona mi sta vicino anche se è lontano. Non mi è mai capitato nulla di simile prima d'ora...a volte penso che sono immatura, che invece di risolvere i miei problemi mi incasino ancora di piu'. Altre volte penso che sono solo una donna che si è innamorata e che forse per la prima volta si è sentita ricambiata...Faccio un lavoro duro a contatto con la sofferenza e la malattia, ho un bambino piccolo che adoro, una figlia grande con cui non condivido la quotidianità perchè vive con il padre, ma con cui ho un rapporto intenso ed autentico, un compagno che mi ha lasciata da sola nel momento in cui avevo piu' bisogno e forse ho sentito il peso di tutte queste responsabilità...... Non so come andrà a finire ma non si può vivere sempre nell'incertezza oppure si? un caro saluto

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Messaggio da dolceluna » 23 settembre 2005, 1:33

cara dottoressa, per circa un mese ho resistito senza chiamarlo ma poi non ho resistito....ho sentito il bisogno di chiarire di spiegare le mie ragioni e lui le sue. Mi ha detto che quello che mi ha detto non lo pensava e che certe volte quando è arrabbiato dice cose che non pensa. Lui soffre perchè vede che non riesco a gestire questa storia perchè la porto dentro la mia vita di coppia esasperandola. Questo è vero purtoppo non riesco a scindere le cose ed ho creato un muro con il mio compagno. Sa che sono sposata e separata con una figlia grande, e che convivo con un uomo da cui ho avuto un altro figlio che è piccolo. Lui si sente in colpa perchè non può darmi di piu'e perchè se fosse coerente dovrebbe lasciarmi e non ci riesce. Intanto io non riesco a staccarmi da lui, ogni volta che mi succede qualcosa la racconto a lui, gli comunico tutto quello che mi passa per la testa e lui mi ascolta sempre, mi conforta, mi sprona mi sta vicino anche se è lontano. Non mi è mai capitato nulla di simile prima d'ora...a volte penso che sono immatura, che invece di risolvere i miei problemi mi incasino ancora di piu'. Altre volte penso che sono solo una donna che si è innamorata e che forse per la prima volta si è sentita ricambiata...Faccio un lavoro duro a contatto con la sofferenza e la malattia, ho un bambino piccolo che adoro, una figlia grande con cui non condivido la quotidianità perchè vive con il padre, ma con cui ho un rapporto intenso ed autentico, un compagno che mi ha lasciata da sola nel momento in cui avevo piu' bisogno e forse ho sentito il peso di tutte queste responsabilità...... Non so come andrà a finire ma non si può vivere sempre nell'incertezza oppure si? un caro saluto

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Messaggio da Dr.ssa Cristina Spadoni » 26 settembre 2005, 13:19

Cara dolceluna, posso solo aggiungere un “per fortuna” che non riesce a scindere nettamente le due cose! Vivere nella scissione totale non è un segno di grande salute mentale! E’ la sua vita. Lei è una. Ci sono persone che per motivazioni inconsce hanno bisogno di vivere così, nell’incertezza, soffrendo appunto… a volte per sentirsi vive, perché è questo che hanno imparato essere amare e “sentirsi vive”. Certo che un prezzo da pagare c’è ed è appunto la sofferenza. Nella scissione solitamente si riesce a stare per periodi determinati, non all’infinito, proprio per questo motivo.
Mi chiedo se con gli uomini della sua vita non si ripeta sempre uno schema preciso che in qualche modo si sta ricreando anche con questo. Seguire il suo “istinto”, come scriveva nella mail dell’1 luglio, dopo le delusioni passate, in cerca di felicità, è stato un passo di crescita io credo che ha portato cmq a qualcosa di nuovo, anche se quando siamo all’interno di queste dinamiche e agiamo da soli, l’istinto (in realtà qui=inconscio) ci riporta verso quei meccanismi profondi che a lungo andare ci riportano nei soliti schemi. Mi spiego, fra tanti uomini, il suo inconscio, l’ha condotta da uno sposato e non intenzionato a lasciare la moglie. Vede, il suo inconscio ha trovato la strada per ricreare una relazione che a lungo andare non poteva che frustrarla… E’ in questi casi che l’intervento di uno psicoterapeuta ci può aiutare a rompere ancora una volta, per un passo ancora in avanti, quegli schemi inconsci ingannevoli.
E’ così che una vera crescita si produce: a piccoli passi, modificando sempre un pochino proprio quegli schemi che istintivamente andremo a ricreare.
Di cuore,
Dr.ssa Cristina Spadoni

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Messaggio da dolceluna » 30 settembre 2005, 17:33

cara dottoressa, le sue parole mi fanno riflettere e credo che siano dettate non solo dalla sua professionalità, ma anche dalla sensibilità che traspare dalle sue parole. Forse sto ripercorrendo una strada che già conosco eppure quando ero ancora in tempo per fuggire a gambe levate, ho scelto di andare fino in fondo. All'inizio, quando ho conosciuto quest'uomo in chatt pensavo che ero abbastanza forte da non scegliere una via che inevitabilmente mi avrebbe fatto soffrire, invece dopo tutti i miei travagli interiori ho scelto consapevolemte di viverla. Mi sono detta perchè dovrei precludermi una storia con un uomo che è coinvolto quanto me, con il quale non devo dimostrare nulla se non di essere quella che sono, con cui non devo costruire nulla perchè il sentimento c'è ed è forte? Per la prima volta ho trovato un uomo che mi ha spinto a parlare, ad aprirmi, ad esprimermi, ruolo che fino ad allora avevo io con le relazioni passate.... Quest'uomo è impegnato, e anche se per ipotesi, decidesse di stare con me, non sarebbe felice, perchè non riuscirebbe a vivere distante dai sui figli che adora e anche questa relazione sarebbe destinata a fallire. Non si può spingere qualcuno a fare qualcosa, del resto non so se io riuscirei a separarmi ancora una volta con le inevitabili conseguenze..... Io starei meglio da sola, ma ho un figlio piccolo verso cui ho delle responsabilità, e una figlia grande che vederebbe sua madre di nuovo sola con un fratello che passerebbe quello che ha passato lei. Francamente non so se riuscirei a sopportare di nuovo tutto questo....C'e' stato un momento probabilmente che ho pensato che l'amore vince su tutto, che se è abbastanza forte può superare tutto...ma ora ho i piedi per terra e so che le favole non esistono se non nella nostra testa....
con affetto

dolceluna
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Messaggio da dolceluna » 30 settembre 2005, 17:39

cara dottoressa, le sue parole mi fanno riflettere e credo che siano dettate non solo dalla sua professionalità, ma anche dalla sensibilità che traspare dalle sue parole. Forse sto ripercorrendo una strada che già conosco eppure quando ero ancora in tempo per fuggire a gambe levate, ho scelto di andare fino in fondo. All'inizio, quando ho conosciuto quest'uomo in chatt pensavo che ero abbastanza forte da non scegliere una via che inevitabilmente mi avrebbe fatto soffrire, invece dopo tutti i miei travagli interiori ho scelto consapevolemte di viverla. Mi sono detta perchè dovrei precludermi una storia con un uomo che è coinvolto quanto me, con il quale non devo dimostrare nulla se non di essere quella che sono, con cui non devo costruire nulla perchè il sentimento c'è ed è forte? Per la prima volta ho trovato un uomo che mi ha spinto a parlare, ad aprirmi, ad esprimermi, ruolo che fino ad allora avevo io con le relazioni passate.... Quest'uomo è impegnato, e anche se per ipotesi, decidesse di stare con me, non sarebbe felice, perchè non riuscirebbe a vivere distante dai sui figli che adora e anche questa relazione sarebbe destinata a fallire. Non si può spingere qualcuno a fare qualcosa, del resto non so se io riuscirei a separarmi ancora una volta con le inevitabili conseguenze..... Io starei meglio da sola, ma ho una figlia piccola verso cui ho delle responsabilità, e una figlia grande che vederebbe sua madre di nuovo sola con una sorella che passerebbe quello che ha passato lei. Francamente non so se riuscirei a sopportare di nuovo tutto questo....C'e' stato un momento probabilmente che ho pensato che l'amore vince su tutto, che se è abbastanza forte può superare tutto...ma ora ho i piedi per terra e so che le favole non esistono se non nella nostra testa....
con affetto

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Messaggio da Twilight » 5 giugno 2006, 1:36

leggendo questa vecchia discussione mi sorgono delle domande.
la protagonista dolceluna è scissa tra il desiderio di stabilità con il compagno ufficiale,di famiglia,la responsabilità verso il figlio piccolo,l'obbligo 'morale' a non attuare una nuova separazione,e il desiderio di emozione che la faccia sentire viva e coinvolta con l'amante impossibile che sposato non vuole lasciare la famigliae si premura che lei non lasci la sua che non si sa mai.
la domanda che mi pongo è: dolceluna agisce così perchè applica uno schema,un meccanismo che facendola soffrire per avere un po' di felicità rosicchiata,la fa sentire viva, ma il suo amante? intendo dire,lui che non vuole assolutamente lasciare la famiglia seppure si dichiara innamorato di lei,attua anche lui un meccanismo come quello di dolceluna? una specie di dipendenza dalle emozioni e dalle cose irraggiungibili? il suo auotimporsi di non lasciare mai la sua famiglia e di vivere una storia parallela riuscendo mbenissimo a lasciare le due cose completamente separate è una cosa dello stesso genere?una predisposizione alla dipendeza da determinate situazioni?un segno di insoddisfazione?

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