sempre più vuoto

Che cosa ci induce a soffrire piu' di quanto potremmo? Fragile autostima, depressione, insopprimibili sensi di colpa, disamore di sé, sfiducia nel proprio valore e nelle proprie capacità, frustrazione, rabbia, impotenza, senso di inadeguatezza, senso di vuoto; dipendenza e dedizione a legami funesti, dominio e sottomissione. Spesso questi disturbi si manifestano attraverso sintomi e malattie fisiche di stress quali: insonnia, cefalea, ansia, disturbi gastro-intestinali, respiratori, tensione muscolari, disfunzioni sessuali… Altre volte possono complicarci notevolmente l’esistenza, inquinando le varie sfere di vita. Tutto è più complicato, faticoso o doloroso: il lavoro, le relazioni d’amore e d’amicizia, la sessualità.

Moderatore: Dr.ssa Cristina Spadoni

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in_solitudine
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sempre più vuoto

Messaggio da in_solitudine » 26 maggio 2005, 12:48

Quando ho visto questa pagina di questo forum mi sono detta "Eccomi, sono io"... ho passato mesi di torture e paura di rimanere completamente sola ed abbandonata... Ecco la mia storia che ancora mi lascia piena di ferite, tanta rabbia e una profonda sensazione di non senso...Premetto che ho 27 anni. Esco (forse esco) da una situazione molto brutta di fragilità psichica e di esperienze sessuali negative. Un anno fa ho avuto una storia d'amore molto intensa, anche se impossibile per una serie di circostanze, senza rapporto sessuale completo in cui non ero appagata sessualmente, ma molto nell'ambito emotivo ed affettivo.
Nella mia storia passata, ad ogni modo, per una serie di eventi non avevo mai vissuto un rapporto sessuale completo e molte relazioni precedenti, invece che crearmi piacere, mi creavano disagio e frustrazione.
A dicembre, risparmio la modalità, ho conosciuto un ragazzo che mi ha iniziato a criticare per le mie esperienze sessuali, facendo sentire in me un vuoto che già sentivo. Stavo parecchio male, anche se mi rendevo conto che la mancanza non era nel non appagamento sessuale, ma nella solitudine.
Questo ragazzo mi telefonava tutte le sere, cercando di modellarmi al suo stile di vita, ovvero, tanti rapporti fisici, ma nessun coinvolgimento. Direi, l'opposto a quello che cercavo. Eppure lo cercavo e lo ricercavo... ogni occasione era buona per farmi torturare dalle sue parole, dalle sue idee e dalle sue provocazioni.
Si è creata così una situazione, direi, di tipo compulsivo. Ho iniziato a conoscere persone, in modo occasionale, quasi mi vergogno a dirlo, in chat, raccontavo la mia situazione e loro fingevano di capire il mio bisogno di affetto. Ci incontravamo e a quel punto facevano di me quello che volevano... io, non so bene perchè, non riesco assolutamente a difendermi in questi casi e ho paura di usare ogni forma di ribellione, di dire no. Così, alla fine, mi scindevo in corpo e mente. Sentivo anche un po' di piacere sessuale, anche se non sono mai arrivata all'orgasmo. E dopo stavo malissimo, mi sentivo sporca. La situazione è andata avanti così per mesi, spesso non mi trovavo nemmeno a vivere rapporti, ma a dover fare servizi all'altro in modo servile. Ogni volta la stessa dinamica, fino a quando non sono stata quasi violentata e non ho saputo reagire. Ultimamente la situazione è calma perchè ho conosciuto un ragazzo che ha capito la situazione e con cui l'unica espressione di sessualità e affettività, per ora, sono abbraccia e baci. Mi è rimasta tanta paura che questo vuoto trovi di nuovo occasioni tali per colmarsi in questo modo che mi fa sentire male, che mi riduce a puro oggetto, senza riuscire a provare piacere.
Penso che sia un fenomeno di autolesionismo e di incapacità di difesa al tempo stesso, affiancato a un disturbo affettivo grave. Mi domando come posso reagire a questa situazione, tenuto conto che tutto parte da una chiara debolezza psichica. Non credo di essere ninfomane, ma sono preoccupata per come spesso metto a rischio la mia persona per eccesso di fiducia e per colmare una solitudine che non si colma sessualmente.
Ora non so come procedere, spesso sto molto male e mi invade la paura, le immagini dei vissuti, il non senso della mia storia, il male ricevuto e tanto senso di essere sporca per ricerca di affetto mal ripagata... così penso che cercherò di affrontare un percorso di psicoterapia per comprendere questo vuoto che da mesi mi ha continuato ad abitare diventano sempre più profondo...
Vedere in questo forum che non sono l'unica a vivere certe situazioni, mi ha fatta sentire un po' meno sola e meno freddo dentro di me.

Dr.ssa Cristina Spadoni
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In buona compagnia

Messaggio da Dr.ssa Cristina Spadoni » 9 giugno 2005, 17:22

Cara scrittrice,
certo che non sei sola! Sono tantissime le donne (anche molti uomini seppure in modo diverso) che vivono situazioni del genere. Ognuna a suo modo, ognuna con la sua storia alle spalle. Perché è di questo che si tratta. Le cose che ci capitano non sono mai casuali. Il vuoto di cui parli, l’incapacità di difendersi, di dire no, la solitudine, la sottomissione… hanno motivo di esistere.
La sessualità, a volte, rappresenta altro; può costituire l’unico modo che conosciamo per “farci amare”, accettare, per sentire di piacere; o ancora l’unico modo per riempire quel vuoto, nell’illusione di non essere più soli; l’unico modo per “percepirsi”, per sentire di “esistere”.
La dinamica di cui parli è quella che si crea tra il carnefice e la sua vittima, tra padrone schiavo, dove in realtà entrambi i membri di questa diade giocano un ruolo importante. Il rapporto che intercorre tra il dominio e la sottomissione è molto complicato, e vede entrambi i soggetti estremamente invischiati. Lo “schiavo” è tale perché, per motivazioni inconsce, realizza dei bisogni fondamentali. Spesso questi sono correlati, appunto, al bisogno di accettazione, d’amore, di non essere abbandonati appunto. Ma è la persona sottomessa che attribuisce al “dominatore” tale potere. Senza di lei, quest’ultimo non è più niente, perde ogni potere e si rivela nella sua totale dipendenza e fragilità. E’ un gioco a due. Le ragioni di queste dinamiche sono da rintracciarsi nel nostro passato, nelle relazioni primarie con le persone più importanti della nostra vita, i genitori.
Con l’aiuto della psicoterapia si può interrompere questo circolo vizioso e ricominciare a vivere con maggiore autonomia. Non è un destino ineluttabile, anche se a volte così può sembrare. E’ solo il triste risultato delle esperienze infantili relazionali che abbiamo fatto. E’ il valore che ci hanno attribuito, è il vuoto che hanno lasciato immeritatamente. E’ importante non cadere nella trappola del pensare che è questo che siamo, che è questo che ci meritiamo, perchè non è così.
Di cuore,

Dr.ssa Cristina Spadoni

in_solitudine
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dinamiche

Messaggio da in_solitudine » 13 giugno 2005, 21:22

Grazie Dott.sa per la sua risposta... anche se faccio fatica ad ammetterlo a me stessa mi ritrovo abbastanza in questa dinamica di "vittima" e "carnefice". E' come se volessi quasi che l'altro mi liberasse da paure, blocchi, desideri repressi con la violenza...
Ora ho iniziato un percorso di psicoterapia che spero davvero che mi aiuti a liberarmi di questi meccanismi, ma anche a mettere pace con la storia vissuta che rimane, comunque, in me come una grande ferita...
Grazie per le sue parole e per l'attenzione anche al mio pezzetto di vita.
E da parte mia, insieme a tanta paura, nutro la speranza di liberarmi da questi nodi che mi fanno male.

Un saluto.

Dr.ssa Cristina Spadoni
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Messaggio da Dr.ssa Cristina Spadoni » 27 giugno 2005, 17:42

:lol: Sono contenta per te! Sei stata molto forte e coraggiosa. Ti auguro di trovare al più presto una tua dimensione. Di cuore,
Dr.ssa Cristina Spadoni

in_solitudine
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dopo mesi

Messaggio da in_solitudine » 18 novembre 2005, 23:43

Mi trovo per caso a rileggere le parole lasciate qualche mese fa in questo forum e mi sorprendo dei percorsi compiuti. Ora resta la lotta con i ricordi negativi e le angosce vissute, anche se fanno parte di me, ma si aprono tempi nuovi. Ho incontrato un ragazzo che mi sa amare davvero e che ha saputo cogliere le tonalità della mia storia. Forse per me è l'apertura decisiva al permesso di poter desiderare, senza paura

Dr.ssa Cristina Spadoni
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GRAZIE

Messaggio da Dr.ssa Cristina Spadoni » 26 novembre 2005, 15:50

Grazie della tua bella testimonianza. Potrebbe aiutare qualcun altro a trovare la via d’uscita. Grazie e continua così. Io sono qui. Di cuore,
Dr.ssa Cristina Spadoni

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