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Che cosa ci induce a soffrire piu' di quanto potremmo? Fragile autostima, depressione, insopprimibili sensi di colpa, disamore di sé, sfiducia nel proprio valore e nelle proprie capacità, frustrazione, rabbia, impotenza, senso di inadeguatezza, senso di vuoto; dipendenza e dedizione a legami funesti, dominio e sottomissione. Spesso questi disturbi si manifestano attraverso sintomi e malattie fisiche di stress quali: insonnia, cefalea, ansia, disturbi gastro-intestinali, respiratori, tensione muscolari, disfunzioni sessuali… Altre volte possono complicarci notevolmente l’esistenza, inquinando le varie sfere di vita. Tutto è più complicato, faticoso o doloroso: il lavoro, le relazioni d’amore e d’amicizia, la sessualità.

Moderatore: Dr.ssa Cristina Spadoni

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valli
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Messaggio da valli » 11 giugno 2005, 16:58

Non so se sto facendo la cosa giusta...
Non so neanke bene come funziona questo forum...
Ma sono arrivata ad 1 situazione pesante, non la reggo proprio più.
Ad ottobre ho deciso di chiudere una storia che andava avanti da quasi 9 anni con un ragazzo. Dopo un'estate passata a ricevere rimproveri e delusioni perchè io stavo studiando per potermi laureare e lui si era licenziato dal lavoro in attesa di iniziare 1 scuola, non ce l'ho più fatta, sono scappata da lui. Intanto ho conosciuto 1 altro ragazzo con il quale il rapporto va avanti tuttora. Lui è il contrario del mio ex ragazzo e mi trovo molto bene con lui.
l mio problema è la sofferenza enorme che ho, il tutto dovuto ad un enorme senso di abbandono e di ingratitudine da parte del mio ex ragazzo. Gli sono stata dietro per tanto tempo sperando di essere importante per lui, l'ho aiutato ad uscire da una crisi personale e l'ho indirizzato verso quello che sarà il suo futuro e che ora si sta costruendo e io mi sento vuota, usata, inutile. Sono piena di rabbia e mi sento ferma mentre tutto il mondo va avanti, sto continuando l'università, ma faccio fatica a fare ogni cosa.
Mi è stato + volte detto di rivolgermi a qualcuno che sappia aiutarmi, ma non mi va di farlo, non mi va di andare dai miei genitori e dirgli che stocrollando.
Quindi non so se sto facendo la cosa giusta a scrivere qui...

Dr.ssa Cristina Spadoni
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Messaggio da Dr.ssa Cristina Spadoni » 27 giugno 2005, 17:41

Cara Valli, non è ben chiaro da dove derivi la tua sofferenza. Perché parli di senso di abbandono? Cosa è successo? Mi sembra di aver capito che tu l’hai lasciato e ora stai con un altro ragazzo con cui stai bene. Cosa ti aspetti dal tuo ex ragazzo? Ma tutto quello che hai fatto, l’hai fatto perché lo sentivi.
Comunque dev’essere successo qualcosa che ti ha provocato sensazioni così pesanti: parli di sentirti “vuota”, “inutile”, “usata”, “ferma”. Sono parole pesanti. Non è questione di “stare crollando” è questione di essere “saggi” e intelligenti e di accorgersi che sono SEGNALI che la nostra mente ci da, che qualcosa di importante sta succedendo e che dobbiamo fare qc affinché le cose non peggiorino. D’altronde se avverti dei disturbi al cuore non credi che andresti di corsa dal cardiologo? Saresti debole a farlo? O forse saresti poco furba e poco coraggiosa nel non farlo?
In bocca al lupo,
Dr.ssa Cristina Spadoni

valli
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Messaggio da valli » 29 giugno 2005, 18:03

Gentile dottoressa,
Le rispondo per prima cosa al suo messaggio per tutto il forum, a volte è molto complicato cercare di rispondere e di conseguenza aiutare una persona con determinati problemi, si ha paura di dire cose non adeguate e che magari fanno solo più male, ma ci si può provare.
Per quanto riguarda me, le dico ke non so da dove derivi il mio senso di abbandono ma c'è. Ho sempre la sensazione di infastidire le altre persone e appena mi arriva questa sensazione tendo a fuggire e a chiudermi in me stessa.
Per quanto riguarda il mio ex ragazzo è stata una delusione enorme perchè ho investito tutto nel nostro rapporto credendoci e vedendo un futuro assieme a lui, poi mi si è sgretolato tutto sotto i piedi e l'ho lasciato rendendomi conto che quel futuro sarebbe stato tutto sulle mie spalle. Lui è una persona molto infantile che ha costantemente bisogno di un appoggio, ma che nn capisce quando è il momentio di offrire questo appoggio. E' un egoista. E mi sono sempre aspettata da lui quell'appoggio che non è mai stato capace di darmi, e forse tuttora mi aspetto questa cosa consapevole del fatto che nn arriverà mai. A volte mi viene da pensare che l'unica cosa che mi può far star bene e sapere che lui sta peggio di me per fargli pagare tutta la sofferenza che ho avuto.
So che la mia mente mi sta mandando segnali, ma non so cosa fare per non far peggiorare le cose, dovrei parlarne con qualcuno, ma non ho voglia di affrontare l'argomento con i miei genitori e andare a parlare con 1 specialista è abbastanza dispensdioso e studiando non ho le risorse per farlo.
La ringrazio

Dr.ssa Cristina Spadoni
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Trovare un "compromesso" con se stessi

Messaggio da Dr.ssa Cristina Spadoni » 6 luglio 2005, 14:30

Cara Valli,
credo che le sia indispensabile rivolgersi a qualcuno. La realtà ci offre determinate possibilità, non illimitate. Per risolvere i nostri problemi qc dobbiamo fare, certo la soluzione non può arrivarci dall’alto senza la nostra motivazione, il nostro impegno ed una certa dose di sacrifici. Occorre sempre accettare qualche “perdita”: parlare con i suoi per farsi aiutare a pagare una terapia può essere la soluzione migliore spesso, ma comporta appunto accettare la “perdita” del fatto di “non aver voglia di parlare con loro”; lavorare per pagarsela o rinunciare ad altre cose, potrebbe essere un’altra soluzione, ma comporta comunque un altro tipo di perdita, e così via, fino a scegliere di rivolgersi ai servizi, dove dovrà accettare la perdita, della limitatezza di quello che le potranno offrire. Sono valutazioni che potrà solo fare lei, ma di certo non esiste una realtà priva di “perdite”, una realtà, perfetta, dove non si paghi un prezzo per le nostre decisioni. E ugualmente non fare niente comporta una perdita, la più salata, la perdita della sua salute e della possibilità di essere felice. Questo vale per tutti noi.
Io cara Valli, non so consigliarti un nominativo preciso nella tua città, ma credo che se consulti il sito puoi trovare dei nominativi. In alternativa puoi scrivere alla redazione perché inoltri la tua richiesta nella mailing list degli psicologi psicoterapeuti in modo tale che potrai ricevere diverse proposte con qualche informazione in più. Per accedere ai servizi basta che tu ti rivolga al tuo medico curante, lui dovrebbe conoscere i servizi esistenti nella tua zona (consultori familiari, Simap ecc).
Le auguro di cuore di trovare quello che cerca,
Dr.ssa Cristina Spadoni

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