un vecchio problema:bisessualità,travestitismo...

Che cosa ci induce a soffrire piu' di quanto potremmo? Fragile autostima, depressione, insopprimibili sensi di colpa, disamore di sé, sfiducia nel proprio valore e nelle proprie capacità, frustrazione, rabbia, impotenza, senso di inadeguatezza, senso di vuoto; dipendenza e dedizione a legami funesti, dominio e sottomissione. Spesso questi disturbi si manifestano attraverso sintomi e malattie fisiche di stress quali: insonnia, cefalea, ansia, disturbi gastro-intestinali, respiratori, tensione muscolari, disfunzioni sessuali… Altre volte possono complicarci notevolmente l’esistenza, inquinando le varie sfere di vita. Tutto è più complicato, faticoso o doloroso: il lavoro, le relazioni d’amore e d’amicizia, la sessualità.

Moderatore: Dr.ssa Cristina Spadoni

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alessi
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Iscritto il: 21 giugno 2005, 17:49

un vecchio problema:bisessualità,travestitismo...

Messaggio da alessi » 21 giugno 2005, 18:09

Ciao a tutti,

Questo è quello che mi capita.
Fin da bambino età 7-8-9 anni provavo piacere e attrazione verso gli indumenti femminili.Questa attrazione è cresciuta nel tempo con l'età
fino a sviluppare una vera e propria adorazione di questi oggetti con predilizione per le calzature.Col tempo,pur conducendo vita etero,e primi approcci con le ragazze(mi piacciono)la cosa si è accentuata tanto da guardare anche il loro lato estetico e a desiderarle come a me piacevano.
La cosa è poi maturata quando ho provato l'eccitazione e il piacere nel indossare tali indumenti.
Il caso ha poi voluto che nel tempo la cosa andasse oltre.La ricerca del modo per poterlo fare tranquillamente e più ampiamente.
Ho scoperto anche di provare piacere con fantasie in cui io prendevo il ruolo di donna passivamente.Queste fantasie ho poi avuto modo di realizzarle,scoprendone l'intenso piacere che mi davano.Tutto questo di nascosto e con ansia,e conducendo una vita eterosessuale che mi ha portato aimè al matrimonio,ero molto giovane e non in grado di valutare la mia situazione.Fallito il matrimonio,durante il quale ho praticato le mie esperienze,ho conosciuto una donna,con la quale sono andato a conviuvere.
Tutto questo perchè pensavo di riuscire ad uscirne grazie a lei.
Lei che è stata fin dall'inizio messa al corrente,mi ha accettato purchè smettessi.
L'ho promesso(aimè)tante volte e non sono riuscito.Dopol'ultima crisi abbiamo riprovato,ed ora mi ritrovo da un mese in stato pietoso,con dubbi sul mio e nostro futuro.
Tra noi è stato tutto perfetto ed in sintonia,nessun litigio,gusti uguali,hobby uguali,insomma il meglio di una coppia.In più sessualmente appagati a livello etero nel sesso.
Ora tutto crolla ed io non osso pretendere che lei mi tenga con se se non accetta il mio essere.
Devo rinunciare e reprimere quello che ho e che mi da piacere,o devo vivere solo per non condizionare e far star male Lei?
Sono a pezzi,e la cosa cresce sempre.è una vita che soffro di questo fino ad accettarmi ma ora rischio di rovinare il mio e suo futuro.
Ci amiamo e ci siamo amati,è durissima.
Non mi ritengo omosex,non provo sentimenti per uomini.Solo attrazione sessuale,ad essere donna.
Scusate lo sfogo sono solo?

alessi
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speravo almeno in uno straccio di opinione ...risposta..

Messaggio da alessi » 27 giugno 2005, 9:51

Sarà il periodo,l'estate le ferie ma ci speravo vivamente....Ciao

Dr.ssa Cristina Spadoni
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Risposta un pò tardiva!

Messaggio da Dr.ssa Cristina Spadoni » 27 giugno 2005, 17:39

Salve Alessi, lei non è assolutamente solo. Né su questo forum, né nella situazione che descrive. Sono tantissime le persone che soffrono in situazioni simili alle sue. Purtroppo però, ho notato una tendenza delle persone che scrivono ad aspettarsi una risposta da me o da qualcun altro ma una quasi assoluta assenza di “disponibilità” ad intervenire in risposta a quesiti posti da altri. Forse tutti troppo presi dai propri? O forse nessuno osa esprimere la propria opinione su argomenti così delicati?
Certo la situazione che descrive richiede un approfondimento che solo attraverso l’incontro con uno specialista è possibile avere. Ed è una situazione che credo le crei grandi sofferenze sia interne sia all’esterno, poiché difficilmente compresa. Spero che riesca a fare questo passo così importante.
Di cuore,
Dr.ssa Cristina Spadoni

alessi
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Re: Risposta un pò tardiva!

Messaggio da alessi » 1 luglio 2005, 12:23

Dr.ssa Cristina Spadoni ha scritto:Salve Alessi, lei non è assolutamente solo. Né su questo forum, né nella situazione che descrive. Sono tantissime le persone che soffrono in situazioni simili alle sue. Purtroppo però, ho notato una tendenza delle persone che scrivono ad aspettarsi una risposta da me o da qualcun altro ma una quasi assoluta assenza di “disponibilità” ad intervenire in risposta a quesiti posti da altri. Forse tutti troppo presi dai propri? O forse nessuno osa esprimere la propria opinione su argomenti così delicati?
Certo la situazione che descrive richiede un approfondimento che solo attraverso l’incontro con uno specialista è possibile avere. Ed è una situazione che credo le crei grandi sofferenze sia interne sia all’esterno, poiché difficilmente compresa. Spero che riesca a fare questo passo così importante.
Di cuore,
Buongiorno,

Oggi è una giornata veramente nera.
Comincio davvero a risentirne in maniera fisica ,ansia a 1000,e attacchi di pianto da trattenere x 100 motivi.
Siamo praticamente bloccati io e lei,ora bloccati sessualmente anche da parte sua.
Non ci fidiamo più,lei soprattutto ed io continuo a frenarmi non so ancora perchè,potrei anche scaricarmi ma ho paura di peggiorare ancor di più una situazione che non so perchè mantengo ancora.
un vicolo chiuso praticamente.
Sono a pezzi.

Saluti

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