forte disagio familiare

Che cosa ci induce a soffrire piu' di quanto potremmo? Fragile autostima, depressione, insopprimibili sensi di colpa, disamore di sé, sfiducia nel proprio valore e nelle proprie capacità, frustrazione, rabbia, impotenza, senso di inadeguatezza, senso di vuoto; dipendenza e dedizione a legami funesti, dominio e sottomissione. Spesso questi disturbi si manifestano attraverso sintomi e malattie fisiche di stress quali: insonnia, cefalea, ansia, disturbi gastro-intestinali, respiratori, tensione muscolari, disfunzioni sessuali… Altre volte possono complicarci notevolmente l’esistenza, inquinando le varie sfere di vita. Tutto è più complicato, faticoso o doloroso: il lavoro, le relazioni d’amore e d’amicizia, la sessualità.

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ciccia81
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forte disagio familiare

Messaggio da ciccia81 » 24 luglio 2005, 21:28

Buona sera a tutti.
Sono Chiara una ragazza di 24 anni laureanda. Ho una situazione familiare molto difficile.Non so come uscirci.Il tutto è iniziato a causa di aver lasciato un ragazzo la cui relazione durava da cinque anni perchè sono andata in un locale ne ho visto un altro. Hanno intercettato le telefonate con quel raggazzo.Mi hanno impedito di uscirci. Nonpotevo andare da nessuna da parte in casa perchè chissà cosa pensavano facessi
Da lì il degenero.
Non so come comportarmi e qualunque cosa faccia non va bene. Il loro comportamento è pieno di controsensi. Ma mi stanno portando all' esaurimento. Spiegare tutti i singoli episodi penso che sia impossibile. Solo che sono veramente distrutta .
L' ultimo episodio che mi ha " ammazzato" è l' esser stata picchiata per la seconda volta per non aver fatto nulla direttamente ho chiamato chi ritenevo essere amico ma se ne sono andati via come la cosa fosse normale.Ho due fratelli: il minore di fronte all' essere picchiata non ha detto nulla e se ne è andato. Quello maggiore l' ha considerato un episodio normale che può capitare.
Non mi sembra neanche più mia la famiglia.
I miei genitori volevano che andassi dallo psicologo( anche se secondo me devono andarci loro.)Alla fine ho pensato che se andavo era una soluzione. Ho fatto presente la mia intenzione e loro mi hanno risposto di no? Non so più cosa fare. N :( :( on ce la faccio più!!!
Spero di un ricevere un consiglio.
Buona serata.

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Vale
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Messaggio da Vale » 25 luglio 2005, 12:54

dunque vediamo se ho capito, hai conosciuto un altro ragazzo hai scoperto che ti poteva interessare e avresti voluto uscirci...di conseguenza hai lasciato il vecchio ragazzo avendo capito che non lo ami? giusto?

e in tutto cio` cosa avresti fatto di male?

di certo mi sembra assurdo ti picchino per questo, anzi mi sembra assurdo ti picchino in GENERALE!!

penso che si`...sia la tua famiglia ad avere problemi, i tuoi fratelli non fanno nulla? anche questo mi sembra assurdo...

piu` che rivolgerti tu ad uno psicologo...non so in questi casi cosa si faccia, ma a me sembrno maltrattamenti punibili con la legge...se c`e` qualcuno di piu` esperto vi prego consigliatela a chi rivolgersi...
Tutte le volte che altri sono d'accordo con me ho sempre la sensazione di avere torto.
Più si analizzano gli altri, più scompare ogni ragione d'analisi.
Solo chi è intellettualmente perso si mette a discutere.

ciccia81
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Messaggio da ciccia81 » 26 luglio 2005, 10:04

Ciao , grazie per la risposta. Un pò mi hai consolata.
Alla fine la mia famiglia mi ha messo nella posizione che sono io a sbagliare. A essere nel torto.
Sinceramente non so se questi comportamenti siano punibili dalla legge. La cosa certa è che sono assurdi.Comunque spero di ricevere dei consigli perchè sono distrutta.
Ciao Chiara.

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Vale
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Messaggio da Vale » 26 luglio 2005, 13:10

non si puo` essere nel torto perche` non si ama piu` una persona...
e non capisco perche` la tua famiglia si era fissata sul tuo precedente ragazzo.

ad ogni modo, stringi i denti...sei anche laureanda, presto potrai eventualmetne andartene di casa...a volte e` la soluzione migliore. anche se continuo a pensare che il picchiarti sia altroche` punibile dalla legge.
Tutte le volte che altri sono d'accordo con me ho sempre la sensazione di avere torto.
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ciccia81
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Messaggio da ciccia81 » 26 luglio 2005, 16:55

Boh!!! sinceramente non so neanche io cosa pensare.
Il problema è proprio questo che invece che farmi stare tranquilla perchè ne ho bisogno dato che sono in tesi....tutto il contrario.
Sinceramente spero di ricevere presto qualche consiglio dalla dottoressa dato che laurea è marzo aprile.....sai quante botte potrei ancora prendere....e farmi diventare esaurita!!!!
Chiara.

albertine1975
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Messaggio da albertine1975 » 31 luglio 2005, 19:17

Cara Chiara,

credo che tu debba andartene da casa prima possibile. Qualunque offesa della libertà personale è un evento gravissimo e non bisogna accettarlo. Ma stiamo scherzando? Tu sei una persona adulta, di 24 anni, e i tuoi genitori si permettono di picchiarti? Tu te ne devi andare, non pensare alla laurea, che comunque riuscirai a conseguire mantenendo un equilibrio interiore, pensa al tuo futuro e alla felicità, alla possiblità di esercitare anche il diritto di sbagliare, un diritto di tutti. Io me ne sono andata di casa a 22 anni, non stavo bene con i miei, anche se non c'è mai stata violenza fisica, ma non me ne sono mai pentita. E' stato fondamentale per la mia crescita interiore, e ora con loro ho un rapporto decisamente buono. Mi sono data la libertà di scegliere. Non dico che sia stato facile. Ma nella vita bisogna lottare sempre. Un abbraccio

Albertine

ciccia81
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Messaggio da ciccia81 » 1 agosto 2005, 10:06

Ciao, grazie per aver risposto alla mail.
Siniceramente è un' idea che mi è passata per la testa più di una volta.
L' unico problema è che non ho attualmente la possiblità economica per poterlo fare. Appena potrò lo farò sicuramente anche perchè è inaccettabile la situazione.
Mi fa piacere che le persone che mi hanno fin' ora risposto hanno considerato il comportamento di casa mia assurdo.
L' unica decisione che possa fare ora è andare da uno psicologo in modo da avere un confronto con un intermediario. Sperando che riesca momentaneamente a farli ragionare anche se dubito.
Altre soluzioni non ne ho.
Grazie mille per la risposta.
Buona giornata.
Chiara.

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abusi familiari

Messaggio da Dr.ssa Cristina Spadoni » 14 settembre 2005, 19:14

Salve Chiara, scusi per il ritardo ma riprendo solo ora. Da quello che scrive non ne emerge un quadro tanto chiaro. Risulta evidente quello che già gli atri hanno risposto: dove è finita la sua vita privata?! Senza parlare della mancanza totale di rispetto che un genitore compie nel momento che si permette di invadere gli spazi del figlio e ancor di più di mettergli le mani addosso, abusando della sua posizione di inferiorità. A parte il fatto che sia o meno punibile dalla legge (ovviamente lo è) fatto che vedo sensato se l’abuso (psicologico, morale e fisico) è frequente o irrisolvibile in altri modi, mi sembra che le motivazioni che lo hanno scatenato siano alquanto fuori luogo. Era il suo fidanzato o quello dei suoi? Questo sia che lei l’abbia tradito sia che l’abbia lasciato, o cosa. E’ la sua vita, non fa del male a nessuno, e solo così può fare l’esperienza che le sarà utile per costruirsene una più adeguata. Poi non so, se volesse spiegarci un po’ meglio… Mi sembra strano che dei genitori che non hanno mai alzato le mani improvvisamente lo facciano per questo. Parla di “botte” ma cosa intendi?
Uscire di casa alla sua età è sempre una buona idea, anche quando le cose vanno bene. Ancor di più se le cose dovessero continuare così. Questo, in effetti, spesso migliora i rapporti invece che peggiorarli, anche quando i genitori non sono inizialmente d’accordo. Sembra che in effetti di un aiuto psicologico i suoi potrebbero trarne vantaggio, ma se riesce anche lei potrebbe trarne dei benefici, almeno per quanto riguarda una maggiore chiarezza sul come stanno realmente le cose e raggiungere una serenità nel prendere le sue decisioni a prescindere da loro.
Di cuore,
Dr.ssa Cristina Spadoni

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Messaggio da ciccia81 » 10 ottobre 2005, 11:15

Buon giorno, grazie mille per aver risposto.
Immagino che la situazione che ho presentato non sia completa ma ovviamente via mail è un pò difficile spiegarla.
Comunque il quadro da lei analizzato è in sostanza più che corretto.
Nello specifico per botte intendo nel senso letterale del termine: schiaffi ripetuti sulla faccia con livido connesso.
Sono andata dalla psicologa, dalla dottoressa Giobbio ( nominativo trovato sul sito).
E' stata molto gentile; ovviamente ha voluto parlare con i mei genitori ma si sono rifiutati di collaborare nonostante avessero loro stessi voluto che ci andassi.
Per cui a quel punto la dottoressa ha ritenuto inutili i colloqui se loro non collaboravano. Ovviamente siamo rimaste d' accordo che avremmo potuto fare dei colloqui per crecare di affrontare questa situazione assurda lavorando sulla mia personalità.
Sinceramente ci sono rimasta molto male perchè io ero disposta a mettermi in gioco ( cosa che non è stata facile comunque); ma loro nulla.
Quello che posso pensare è che il probema sono loro.
Ora il clima in casa è molto gelido, almeno da parte mia.
Il mio obiettivo è laurearmi.
E poi visto che pensare di andare via di casa non è fattibile subito, per un motivo economico; ho deciso di fare un' esperienza all' estero, come ragazza alla pari per circa un sei mesi; così dò un taglio netto a tutto.
La ringrazio ancora per la sua disponibilità.
Accetto più che volentieri qualche altro suo consiglio.
Buona giornata.
Chiara.

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Messaggio da Dr.ssa Cristina Spadoni » 17 ottobre 2005, 20:30

Salve Chiara, certo è una situazione difficile. Sul fatto che i suoi si rifiutino di venire a parlare con la psicologa non può fare molto purtroppo. Se non continuare a spiegar loro quanto sarebbe importante il loro aiuto. Però forse se glielo permettono credo che potrebbe comunque trarne vantaggio ugualmente nell’andarci lei, se la psicologa che l’ha conosciuta meglio lo ritiene opportuno. E’ un’occasione da “sfruttare” nel senso che fa sempre bene rafforzare le proprie difese, elaborare quello che le succede e potersi confrontare con qualcuno esperto. Magari un’esperienza all’estero può rappresentare una buona occasione ma implica anche dover tagliare con il ragazzo che frequenta. Anche su questa decisione può essere sostenuta dalla psicologa.
Credo che sia sempre una bella esperienza che se i suoi gliela pagano può forse pensare che questo sia il modo che riescono ad usare per aiutarla, perché sprecarlo?
Di cuore,
Dr.ssa Cristina Spadoni

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Messaggio da ciccia81 » 18 ottobre 2005, 11:01

Buon giorno, grazie mille per tutto.
Con la psicologa abbiamo parlato dell' eventuale possibilità di un colloquio senza la famiglia e abbiamo pensato di iniziarlo dopo la mia laurea in modo che sono in un periodo più tranquillo.
Per quanto riguarda l' esperienza all' estero sono contenta che abbia apprezzato la mia scelta; attualmente non sto frequentando nessun ragazzo ( anche se mi piacerebbe chiaramente), perciò almeno da questo punto di vista non ho problemi.
Che dire...la ringrazio vivamente per la sua disponibilità.
Buona giornata.
Chiara.

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