Dipende da me?

Che cosa ci induce a soffrire piu' di quanto potremmo? Fragile autostima, depressione, insopprimibili sensi di colpa, disamore di sé, sfiducia nel proprio valore e nelle proprie capacità, frustrazione, rabbia, impotenza, senso di inadeguatezza, senso di vuoto; dipendenza e dedizione a legami funesti, dominio e sottomissione. Spesso questi disturbi si manifestano attraverso sintomi e malattie fisiche di stress quali: insonnia, cefalea, ansia, disturbi gastro-intestinali, respiratori, tensione muscolari, disfunzioni sessuali… Altre volte possono complicarci notevolmente l’esistenza, inquinando le varie sfere di vita. Tutto è più complicato, faticoso o doloroso: il lavoro, le relazioni d’amore e d’amicizia, la sessualità.

Moderatore: Dr.ssa Cristina Spadoni

aster976
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Dipende da me?

Messaggio da aster976 » 23 agosto 2005, 12:44

A chi gentilmente vorrà rispondermi.
Ho 29 anni, sono una ragazza come tante altre, abbastanza carina da avere uomini attorno, con una famiglia che adoro e mi adora. Mi innamoro molto facilmente, di uomini che di solito non mi ricambiano, ma mi vogliono sempre per il sesso. Ho avuto tantissime storie senza importanza, e due invece abbastanza lunghe che mi hanno segnato molto. La cosa che mi sconvolge è come queste due storie siano tremendamente simili (e in fondo anche le altre): all'inizio loro, i miei due amori, hanno perso la testa per me e hanno fatto di tutto per conquistarmi. Io gliel'ho reso molto facile, e dopo poco tempo mi sono pazzamente innamorata.
Li ho amati disperatamente, ma sorpresa sorpresa, più cresceva il mio amore più diminuiva il loro. Ma non mi hanno lasciata, no: provavano una forte attrazione fisica, erano molto lieti di "incassare" il mio amore, hanno tentato in tutti i modi di innamorarsi di me, per lunghi periodi, a più riprese. Eppure niente, grande affetto, bisogno di me, ma amore no. La scintilla non scocca, nonostante, dicano, non vorrebbero altro, perchè sono bella, intelligente, piaccio alle mamme, piaccio agli amici, sono un'amica sempre presente, una compagna brillante, eppure manca qualcosa.
Accetto da loro i comportamenti più disparati. Tradimenti, bugie, storie parallele, indifferenza. Ma perdono tutto, non faccio nemmeno scene perchè mi dicono che sono troppo emotiva, e continuo ad amarli e a desiderarli con tutta me stessa, nonostante sia ben consapevole dei loro difetti, veda bene i loro limiti e come questi mi rendano infelice. Non mi danno nulla di quello che vorrei, a parte il sesso, che è sempre strepitoso. Ma non fanno mai l'amore con me, mi scopano, adesso so anche che è diverso.
E le varie volte in cui si è stabilito di lasciarsi, le varie volte, la tiritera è sempre la stessa: loro vogliono tenere la porta aperta, hai visto mai che scopra di amarti, e poi non sono certo di trovare una migliore di te; ed io mi faccio tutti i film del mondo su come farò a riconquistarli. E il copione si ripete; dopo un po' li cerco, faccio l'amica, loro mi desiderano e ricomincia tutto da capo.
Altra terribile coincidenza: "l'altra". Per il primo una ex-fidanzata tanto amata impossibile da dimenticare; per il secondo addirittura la fidanzata ufficiale, che vive all'estero ed è pure più vecchia, il che rende "matematico" il fatto che la lascerà per me. Eppure noi ci siamo lasciati (di nuovo) una settimana fa, mentre lei c'è ancora, nonostante io le abbia fatto sapere della mia esistenza.
Adesso basta però. Voglio uscire da questi meccanismi assurdi. Sono così stufa di dire e sentirmi dire sempre le stesse battute, che potre infilarmi nel letto di chiunque venisse a salvarmi da questo copione impazzito.
Che devo fare?

aster976
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Messaggio da aster976 » 26 agosto 2005, 11:46

Vi prego, mi rispondete? Datemi il vostro parere...

Psyco
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Messaggio da Psyco » 30 agosto 2005, 13:55

Ciao!
Capisco bene che tu sia stufa e ormai sono anch'io dell'idea che spesso, se le cose vanno male è xkè è anche x causa nostra.
Quello che penso tu potresti cambiare, è l'atteggiamento da donna perfetta, x iniziare ad essere te stessa, nel bene e nel male.
Mi spiego:
hai detto che hai accettato di tutto, tradimenti, bugie, storie parallele...
Quante donne lo farebbero?
io credo quasi nessuna.
Perchè?
Xkè+ a nessuna piace perdere la dignità.
Farsi passare sopra da un carro armato pur di avere un uomo che ci usa?
Io direi che puoi ambire a qualcosa di meglio!
E ricordati: gli uomini se ne approfittano e ti usano, se tu glielo lasci fare.
Qui sta la tua "colpa".
Xkè lasciare una porta aperta x un uomo che ti ha fatto del male?
Io credo che quello che ti manca, sia un po' di sano orgoglio, quello buono.
Che ti dà la rabbia e la personalità adeguate x non essere presa in giro e magari anche x fare innamorare qualcuno di te!
Sì xkè la donna zerbino ha perso ogni fascino!
Ci vuole una donna che sappia dire di no ogni tanto, che abbia qualche difetto..
La perfezione è monotona..
Ora forse l'hai capito anche tu, che essere bella, brillante, disponibile, forse troppo buona?, non porta da nessuna parte.
La fragilità del tuo animo ogni tanto forse, preferirebbe venire allo scoperto anche davanti a loro, che così potrebbero innamorarsi dei tuoi difetti, oltre che dei tuoi pregi.
Questa ovviamente è una mia superficiale analisi dettata da quel poco che ho letto.
Cmq non credo che tu sia in una situazione disperata!
Sei ancora giovane e mhai capito che hai un problema...
Ora cerca di risolverlo!
;)
Ciao
Cuore e mente intimamente legati..

aster976
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Messaggio da aster976 » 13 settembre 2005, 9:47

Molte grazie..mi sembra una interpretazione molto sensata..ma la dottoressa che ne dice?

Dr.ssa Cristina Spadoni
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Torturami ma non abbandonarmi

Messaggio da Dr.ssa Cristina Spadoni » 14 settembre 2005, 12:34

Salve Aster, mi scuso per aver letto solo ora i vostri messaggi, ma sono tornata da poco dall’interruzione estiva e le vostre lettere sono tantissime. Comunque sono alquanto d’accordo con quello che scrive Psyco: bisogna sempre interrogarsi, come lei sta già facendo, sul perché delle cose, riportando poi il problema a noi stessi. Di uomini (e di donne ovviamente) è pieno il mondo, e allora come mai vado a “cercarmi” (perché è di questo che spesso si tratta) proprio questo tipo di persone?? Nel suo racconto emergono i loro desideri, i loro bisogni e la loro volontà, ma lei dove finisce in tutto questo? Quello che lei vuole e desidera? Perché è lei quella che in tutto ciò non esiste, FA IN MODO DI NON ESISTERE. Perché accettare tutto ciò, quando lei è carina, intelligente e sensibile? In effetti risultare troppo “zerbino”, ci segnala una mancanza di stima, di amore verso noi stessi, di rispetto e di fiducia nelle nostre potenzialità. Non credo però si tratti di “coraggio” o di “orgoglio”, ma credo che invece si possa parlare di una fragilità di quegli aspetti così importanti legati alla propria immagine di sé e all’autostima. Sicuramente questa problematica affonda le sue radici nella sua storia familiare, nonostante in famiglia vi adoriate, e può essere chiarita attraverso l’intervento psicoterapico. Provi a leggere, se riesce, anche le risposte alle altre persone, troverà sicuramente qualche altro spunto di riflessione.
Di cuore,
Dr.ssa Cristina Spadoni

stella_74
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Messaggio da stella_74 » 19 dicembre 2005, 19:24

la mia esperienza è analogo a quelle di aster976 e mi rivolgo alla dottoressa spadoni in particolare per quello che ha scritto:

"Sicuramente questa problematica affonda le sue radici nella sua storia familiare, nonostante in famiglia vi adoriate...."

per me è l'opposto. i miei rapporti familiari sono molto burrascosi eppure il risultato è lo stesso per quanto riguarda la mia vita di coppia, anche io tendo a fare in modo di non esistere.
da cosa deriva?

mila
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anch'io..

Messaggio da mila » 19 dicembre 2005, 20:53

ciao a tutti..
anch'io ho un po' lo stesso problema, la mia famiglia è un po' una via di mezzo tra quelle delle altre due ragazze che hanno scritto,ma anch'io con gli uomini ho spesso lo stesso genere di rapporti. anzi, direi che tendo sempre a rifiutare quelli che s'innamorano di me e che mi tratterebbero da "reali" compagni, x rifugiarmi solo in storie con uomini a me non interessati, ai quali invece io mi aggrappo disperatamente, vedendo in loro ogni volta il principe azzurro. e accetto spesso questi rapporti così superficiali (onestamente non mi sono mai capitati tradimenti o sgarbi palesemente evidenti), che finiscono in camera da letto, e all'esterno non mi offrono nulla. ogni volta mi ripeto che devo andarci coi piedi di piombo, che devo farmi corteggiare di +, x avere la possibilità di conoscere veramente lapersona che mi trovo di fronte, x capirne le intenzioni, conoscerne i principi, le passioni, gli obiettivi.. e inevitabilmente finiamo a letto insieme. la cosa grave è che nn mi rendo mai conto che è la persona sbagliata x me, questo avviene solo dopo tempo, mesi in cui accetto di essere solo la loro amante, e non la loro compagna, soffrendo molto di ciò, finchè non riesco a trovare la forza di mollare tutto definitivamente. ma tutto questo mi sta facendo perdere molta fiducia, sia nell'altro sesso, sia in me stessa, nelle mie capacità di capire gli altri, di capire quello che voglio.
la verità è che, pur avendo un sacco di amici che mi vogliono bene, una famiglia che, x quanto strana, mi è vicina e mi vuole bene, ho paura di rimanere sola, di non essere accettata dagli altri...

Dr.ssa Cristina Spadoni
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donne che amano troppo

Messaggio da Dr.ssa Cristina Spadoni » 27 dicembre 2005, 18:13

Cara Stella 74 e Mila, queste situazioni appunto dipendono da schemi “patologici” inconsci che noi attiviamo del tutto inconsciamente quando entriamo in una relazione affettiva con un altro.
Ho scritto: Siamo noi “quelle che in tutto ciò non esistiamo, FACCIAMO IN MODO DI NON ESISTERE… In effetti innamorarsi di persone che ci “torturano”, ci segnala una mancanza di stima, di amore verso noi stessi, di rispetto e di fiducia nelle nostre potenzialità… credo che si possa parlare di una fragilità di quegli aspetti così importanti legati alla propria immagine di sé e all’autostima. Sicuramente questa problematica affonda le sue radici nella storia familiare”…
La “paura di rimanere sole, di non essere accettate”, di non essere amabili, all’altezza… ci indica proprio questo aspetto. Spesso queste donne sono cresciute con una figura genitoriale che le ha messe in quella posizione (inconsciamente e spesso in modo non chiaro per chi è all’interno di queste dinamiche). A volte potrebbe essere un padre (o una madre) per qualche motivo rifiutante o maltrattante o non sensibile alle esigenze della figlia (il che equivale a maltrattare) o che non corrisponde ai sentimenti o che appare irraggiungibile. Altre volte un genitore svalutante ecc. Non si può generalizzare in questo modo, occorre approfondire attraverso la terapia il motivo personale, specifico e quindi unico, per il quale ci sentiamo così, e per il quale finiamo sempre a ripetere in ogni relazione il nostro schema inconscio di cui gli altri sono solo complici.
Di cuore,
Dr.ssa Cristina Spadoni

stella_74
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Messaggio da stella_74 » 28 dicembre 2005, 14:22

sono molto contenta per la risposta. lei pensa che possa essere una soluzione cambiare casa e lavoro (dato che vivo e lavoro con la mia famiglia) oppure è necessario un colloqio per risolvere il problema? o entrambe le soluzioni.
se mi staccassi dall'ambiente (è quello che voglio fare, prima non potevo) posso riuscire da sola ad eludere questi meccanismi?

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Messaggio da Dr.ssa Cristina Spadoni » 10 gennaio 2006, 21:40

Cara stella, non mi è possibile sapere con certezza quello che mi chiedi, in realtà non ti conosco e sarebbe necessario che ti avessi in terapia. Quello che posso dirti però è che se da un lato separarti dai tuoi genitori e dall’ambiente che ti crea questi problemi è ovviamente molto positivo per una crescita ulteriore, dall’altro è necessario tenere presente che queste dinamiche non trovano una causa esterna nella realtà (non più almeno) ma sono state interiorizzate (fatte proprie) attraverso quegli schemi relazionali, e quindi sono abbastanza indipendenti dalla realtà esterna (siamo noi a ricrearle inconsciamente anche se cambiamo partner per es.). E’ utile se così fosse rivolgersi ad uno psicoterapeuta che può fornirti gli strumenti per affrontare il problema.
Di cuore,
Dr.ssa Cristina Spadoni

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Messaggio da stella_74 » 11 gennaio 2006, 18:15

ringrazio per la risposta attesissima. concordo pienamente, credo che cambiare ambiente sia utile ma resterebbero ugualmente le cause del malessere. l'esempio di cambiare partner è centrato infatti ho l'impressione che si ripeta sempre la solita storia: dopo pochi mesi inizio a pensare di non essere più interessante per l'altra persona e quindi penso sempre di dover fare qualcosa per portare avanti il rapporto, faccio si attenzione a non essere io l'unica a fare qualcosa di carino ma ho sempre questa brutta sensazione di cadere nel banale, nel quotidiano, quindi nell'abitudine e conseguente disinteresse da parte dell'altra persona. così rischio di vedere negativamente una cosa che invece probabilmente sta funzionando bene.
mi può dare qualche consiglio anche per sapere a chi rivolgermi? non ho la minima idea e poi non vorrei farlo sapere alle persone che mi stanno vicino. possibilmente non troppo oneroso :roll:

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Messaggio da Dr.ssa Cristina Spadoni » 13 gennaio 2006, 18:27

Cara Stella, non so in quale città vivi o vivrai, come posso aiutarti? Fammi sapere. A presto,
Dr.ssa Cristina Spadoni

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Messaggio da stella_74 » 17 gennaio 2006, 13:38

tra vercelli e novara

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Messaggio da Dr.ssa Cristina Spadoni » 25 gennaio 2006, 21:08

Cara Stella, personalmente non conosco nessuno nella tua zona, però puoi procedere in diversi modi, o chiedi ad un medico di fiducia (che deve mantenere il segreto professionale!) se conosce un bravo psicoterapeuta o consulti l’elenco che trovi nella pagina degli psicologi-psicoterapeuti (ti consiglio appunto che sia anche PSICOTERAPEUTA, sono minimo 4 anni di specializzazione in più proprio in psicoterapia e sarebbero gli unici, insieme agli psichiatri o medici psicoterapeuti a poterla esercitare!). In più potresti mandare una richiesta sul newsgroup degli psicologi (attraverso la redazione).
Di cuore,
Dr.ssa Cristina Spadoni

stella_74
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Messaggio da stella_74 » 31 gennaio 2006, 16:21

grazie, vedrò cosa fare. sono molto perplessa non credo che troverò un vero motivo per andare. in certi momenti penso di non poterne fare a meno ed avere un urgente bisogno, in altri mi dico che sono esagerata e non ho bisogno di un aiuto esterno. che conflitto. mi snerva tanto ma non trovo il coraggio di guardarmi dentro e capire cosa voglio, sono in questa crisi perchè sto cambiando e non mi riconosco ancora, non so ancora cosa sono e ho paura di sbagliare (ma sbagliare cosa?). mi sento come se fossi dietro ad un cancello chiuso. mi è già capitato in passato ma non ricordo come ho fatto ad uscire..... o ad entrare :-) dipende da che parte del muro si è.

:?:

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