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è relamente un problema di natura psicologica?

Inviato: 30 agosto 2005, 20:05
da tuttiperuno
Salve! Sono un ragazzo napoletano di quasi 25 anni. Studio ingegneria e... vorrei capirne tanto di psicologia... :-)
Il mio problema potrebbe sembrare molto banale a molte persone, ma per me che ci sono dentro, come credo sarebbe così anche per altri, non è di così facile risoluzione. La storia di cui sto per parlare inizia all'incirca 3 mesi fa. La prima cosa, importante che devo dire è che sono omosessuale. Tre mesi fa, per l'appunto, ho conosciuto un ragazzo di 22 anni. Io ero da poco uscito da una relazione di circa 5 anni, una convivenza, per essere più precisi. Chiudere questa storia, per me, non è stato molto semplice, e solo di questo potrei parlare per ore, ma non è su ciò che voglio porre la mia attenzione. In un modo o in un altro sono riuscito ad uscirne, e credo proprio perché è nata questa relazione successiva. Chiamerò da ora in poi il ragazzo al quale mi sto riferendo "schiavo", in modo da poter dare maggiore semplicità al discorso. (Da notare che "schiavo"nasce da un gioco che abbiamo fatto assieme qualche giorno fa, e non è dovuto alla mia follia! :-) ).
Dunque: 3 mesi fa ho conosciuto Schiavo, come spessissimo mi è accaduto nei mesi precedenti, a primo acchitto sono stato incuriosito dal suo sguardo, ma successivamente, non provavo alcun interesse particolare nei suoi confronti. Le cose, però, dopo un pochino sono cambiate, perché lui ha iniziato ad avere tutta una serie di attenzioni nei miei confronti, comportamenti molto carini, in seguito ai quali ho deciso comunque di comportarmi in maniera diversa, perché non mi andava di trattarlo male. Ho iniziato a scoprire una persona che mi piaceva molto, una persona che mi faceva stare bene, che mi stimolava in maniera molto positiva, e devo essere onesto fino in fondo dicendo che tutto ciò mi ha fatto molto bene, tanto che ho iniziato a riprendere in mano le redini della mia vita (cosa che non facevo da un bel po’ ). Ho ripreso a studiare in un certo modo, ho dato degli esami, sono stato molto più propositivo in tante altre cose, ed anche i miei amici più cari notavano che finalmente sembravo la persona che ero una volta.
é nata una bella relazione, dall'esterno sembravamo una coppia perfetta. Certe cose non c'era neanche bisogno di dirsele, perché si avvertivano chiare sulla pelle; si avvertiva il bene, il benessere, la voglia di stare insieme e di scoprirsi. Un giorno, però, improvvisamente qualcosa è cambiato: Io e Schiavo siamo andati fuori per 4 giorni,da soli. Era una cosa che a dir la verità io non volevo accadesse, pensavo fosse troppo presto, ed in ogni caso non me la sentivo, ma non volevo deluderlo dicendogli che preferivo di no, e così, seppur avendogli espresso qualche mia perplessità, siamo comunque andati.
Diciamo che ad una prima analisi potrebbe sembrare che siamo stati bene, ma in realtà, soprattutto riguardando agli eventi con il senno di poi, lì è accaduto qualcosa.
Come si potrebbe facilmente immaginare, molto del tempo a nostra disposizione lo abbiamo trascorso a letto; quando però andavamo fuori, soprattutto la sera, lui non aveva mai voglia di far nulla, e così dopo aver cenato, finivamo sempre per rientrare a casa, dove di solito finivamo di nuovo per fare sesso. Tra l'ultimo giorno, ed il viaggio di ritorno di notte in auto, ha avuto inizio la nostra odissea. Schiavo ha iniziato a parlare di alcuni disagi legati ai nostri rapporti sessuali, al fatto di non riuscire a raggiungere l'orgasmo con alcune "pratiche sessuali", e di provare piacere invece facendo con me altre cose che prima non faceva, o non in un certo modo...queste ultime "pratiche", gli permettevano, invece, di raggiungere l'orgasmo con una certa semplicità. Da premettere, però, che Schiavo mi ha più volte confessato che lui ha sempre avuto una sessualità un po’ particolare... lui, almeno in base a quanto dice, preferisce molto di più "il tocco della sua mano" a quello degli altri; io invece, aggiungerei anche come elemento, che credo importante, il fatto che quando facciamo sesso lui è sempre piuttosto isterico, per cui basta anche una parola in più, invece del tanto desiderato silenzio, per farlo scattare... come anche sembra quasi d'obbligo che se è lui ad avere desiderio di parlare durante, allora ciò debba avvenire. Non dico queste cose con una vena polemica, anzi, tutt' altro, io amo schiavo, in un modo che neanche io credevo fosse possibile, o almeno non così presto! ho sempre cercato di dargli tutta la mia disponibilità, attenzione, comprensione, tutto l'amore che fosse possibile, e probabilmente l'ho fatto anche troppo.
Vabbè , facciamo un piccolo passo indietro:durante il viaggio di ritorno, lui ha "dormito" tutto il tempo, ad eccezione di una trentina di minuti... su un viaggio durato circa 5 ore. Io avvertivo una strana sensazione, un forte distacco, eppure intanto la mia unica preoccupazione era quella di continuare a guidare privandomi anche del piacere di fumare una sigaretta, per evitare magari di disturbarlo con il rumore che avrei fatto aprendo il finestrino. Tornati finalmente a Napoli, un veloce saluto, ed un sms in cui mi diceva (ma rivolgendosi al suo "diario") di aver scoperto in quei giorni una bellissima parola: "INSIEME", e che sperava di poter parlare ancora al suo diario in merito a ciò.
Per la serie l'incoerenza è stata la caratteristica principale di tutto quanto è poi avvenuto, dal giorno dopo è crollato il mondo. Sarebbe ora impossibile scrivere tutti gli episodi accaduti, tutte le cose dette, ed il contrario di tutto ciò che era stato detto, anche se credo sarebbe interessante, e probabilmente rilevante. Tenterò quindi di dare un succo della situazione.
Schiavo nei due mesi successivi, circa, ha continuato ciclicamente a parlarmi dei suoi malesseri, dice che somatizzava una sorta di rifiuto nei miei confronti, ed i sintomi erano una specie di nodo alla gola, senso d'ansia, deglutizione eccessiva , e sensazione di soffocamento (come due mani alla gola). Tali sintomi, non si sono presentati però tutti assieme, bensì l'uno dopo l'altro, e si sommavano l'uno all'altro. Anche i cicli di queste crisi, sono diventati sempre più brevi, per dare un'idea, inizialmente trascorrevamo una settimana da sogno e poi arrivava la crisi, che sembrava gettare tutto all'aria, e poi si ricominciava punto e a capo; poi pian piano i tempi si sono ridotti, e siamo ora arrivati al punto che in ogni momento c'è il rischio che a pochi minuti di distanza il benessere possa diventare malessere, e viceversa. Anzi, ultimamente schiavo dice che anche quando stiamo bene insieme, in realtà c'è sempre di fondo questa sensazione di malessere.
In tutto questo tempo, Schiavo ha continuato a dire di adorarmi,che io sono una persona realmente speciale, tutto ciò che chiunque potrebbe desiderare, ha continuato a dirmi "sei meraviglioso", di volere stare con me, di sapere che io e lui potremmo essere una coppia stupenda, di voler trascorrere tutta la vita con me, addirittura di volermi "sposare" se fossimo riusciti a far terminare tutto questo malessere (e so che in queste ultime due cose sicuramente si fa sentire tutta la sua immaturità!). Abbiamo continuato ad avere un rapporto quotidiano, anzi "quotidianissimo", lui è praticamente più di un mese che ogni giorno dorme a casa mia, siamo entrati l'uno nella vita dell'altro, in soli 3 mesi, in un modo che sembra quasi difficile da immaginare. Ci sembra quasi di stare assieme da anni. ...eppure lui un mese e mezzo fa, mi aveva lasciato! ma in realtà abbiamo sempre continuato a vederci! Un paio di volte abbiamo tentato il "distacco",la prima volta durato circa 4 giorni, ma già dal secondo ci sentivamo al telefono, e la seconda volta durato dal sabato pomeriggio alla domenica sera! (e so che potrebbe sembrare ridicolo!). la prima volta sono stato io a tornare indietro, la seconda volta lo ha fatto lui, e sicuramente stimolato anche da una bella dose di gelosia (perché sospettava che io sentissi un altro ragazzo) e di paura di perdermi. lui ha sempre continuato a dirmi che mi vorrebbe sempre nella sua vita, di non volermi perdere, anche se io gli ho precisato che se le cose dovessero andare diversamente tra noi, io non mi sento di potergli restare amico (cosa che lo fa soffrire molto, ma io, penso sia comprensibile, non voglio e non posso essere un suo amico!).
Le abbiamo pensate e provate tutte, non so più cosa fare. gli ho anche proposto di rivolgerci a qualcuno che ci possa aiutare,anche immaginando che ciò non voglia dire necessariamente aiutarci a stare bene insieme, ma magari aiutarci a stare bene entrambi. Non so cosa pensare. Ho bisogno di un consiglio e di aiuto.
è forse dovuto tutto alla sua immaturità?
Forse non sono la persona adatta per una relazione con lui?
Forse per lui non era il momento adatto?
Possibile che sia un problema di natura sessuale?
Possibile che tutto ciò sia dovuto a suoi problemi, o a situazioni precedenti, non risolti?
è realmente un problema di natura psicologica, somatizza realmente un malessere, o crede che ciò accada e se ne convince??
Forse ho sbagliato perché l'ho sempre tenuto legato a me??
... sono 10000 le domande che mi faccio, anzi che ci facciamo! Ma io credo che a questo punto non siamo più in grado di andare avanti, e di non farci male, e soprattutto credo che non abbiamo gli "strumenti" necessari per far chiarezza sulla situazione e risolverla!
Vorrei un parere sulla situazione, e qualche consiglio utile. Vorrei sapere anche se può essere utile ad entrambi parlarne con qualcuno competente in materia, o se è una cosa che dovrebbe partire da lui o/e che riguarda solo lui. E nel caso in cui dovesse servire, non so neanche a chi dovrei rivolgermi e come trovare questa persona.
Ormai è un'ossessione, anche Schiavo, so che più volte ha fatto delle ricerche su internet per trovare qualcosa che parlasse dei sintomi del suo malessere... ovviamente abbiamo anche pensato al fatto che magari qualcuno, come gli amici fanno, direbbe semplicemente che dobbiamo chiudere questa situazione perché non ci fa stare bene, e quindi sarebbe anche inutile chiedere aiuto, ma io sostengo che se entrambi continuiamo in questo modo, allora significa che per noi non è così semplice, che il problema è più grosso rispetto alla semplice "sentenza" che gli amici riescono a dare, e che se sentiamo di volerlo risolvere non dovremmo preoccuparci di quello che qualcuno ci direbbe prima ancora di averlo ascoltato.
Dateci una mano a risolvere questa situazione, o almeno a capire qual è la strada da battere.
Grazie dell'attenzione.

Inviato: 3 settembre 2005, 6:41
da tuttiperuno
Per favore, potrei avere anch'io una risposta, un consiglio, da qualcuno che sia esperto...?? Sono giorni che continuo a venir qui sperando di trovare una parola anche per me...!! Grazie.