suicidio rapido e indolore

Che cosa ci induce a soffrire piu' di quanto potremmo? Fragile autostima, depressione, insopprimibili sensi di colpa, disamore di sé, sfiducia nel proprio valore e nelle proprie capacità, frustrazione, rabbia, impotenza, senso di inadeguatezza, senso di vuoto; dipendenza e dedizione a legami funesti, dominio e sottomissione. Spesso questi disturbi si manifestano attraverso sintomi e malattie fisiche di stress quali: insonnia, cefalea, ansia, disturbi gastro-intestinali, respiratori, tensione muscolari, disfunzioni sessuali… Altre volte possono complicarci notevolmente l’esistenza, inquinando le varie sfere di vita. Tutto è più complicato, faticoso o doloroso: il lavoro, le relazioni d’amore e d’amicizia, la sessualità.

Moderatore: Dr.ssa Cristina Spadoni

Rispondi
nicolette
Messaggi: 2
Iscritto il: 2 novembre 2005, 20:10

suicidio rapido e indolore

Messaggio da nicolette » 8 novembre 2005, 17:01

oggi é il mio compleanno! compio 36 anni ! e ieri sera stavo seriamente passando in rassegna i metodi più efficaci per suicidarmi..........oh, ce ne sono tanti, ma io ne cercavo uno rapido e indolore, per evitare di avere il tempo e il modo di cambiare idea e rimanere storpiata! vorrei essere sicura di qualcosa, almeno delle ragioni per cui desidero farla finita, ma non sono più sicura di niente! le mie figlie hanno trovato un gattino in agonia, qualche giorno fa, e hanno cercato di salvarlo, di nascosto dal mio compagno, che non ama i gatti, e quando gli ho raccontato la cosa, ammettendo la mia complicità ai fatti............per cercare di spiegare perché avevamo agito cosi impulsivamente............bé, non ho saputo dire altro che "andava fatto".........non ho trovato altre parole, come non so spiegargli il mio senso di fallimento e frustrazione! la verità é che non voglio parlargliene! stamani, proprio per tentare il tutto e per tutto, sono andata a cercare uno psicologo! ma io abito in africa, e tra il problema della lingua e quello della competenza professionale..........l'impresa di trovare qualcuno di adeguato, non é facile! la psicologa infantile dell'orfanotrofio dove prestavo volontariato, una francese, mi aveva consigliato una sua collega, ma dopo qualche minuto, dopo qualche mia confessione in più, é andata a cercare il numero di uno psichiatra!!!!!! che vuol dire? Comunque, visto che é il mio compleanno, ho voluto farmi un regalo, e sono andata a comprarmi un antidepressivo.........mi hanno dato del "fluctine", lo conoscevo già, perché un anno fa, il mio medico generico, in seguito ad un'ipercolesterolemia, ha pensato che dovevo "tirarmi un po sù", e in effetti aveva funzionato! chissà se ci riuscirà di nuovo? i problemi che credevo di avere un anno fa, ora mi sembrano inezie! ho pianto a lungo, chiusa in bagno, perché non riuscivo ad affrontare né il mio compagno, né me stessa! alla fine ho dovuto affrontare almeno lui! il problema é che ho una paura matta di raccontargli le mie debolezze, perché ho paura che si renda conto di quanto siano concrete e rilevanti! ho paura di confessargli che sono maledettamente gelosa della sua ex, e che mi fa male quando lui ne parla, ma che allo stesso tempo voglio saperne il più possibile su di lei per capire come puo avela amata, e, ora, amare me che sono esattamente l'opposto!!! ho paura di raccontargli che non mi piaccio e che il mio corpo mi fa schifo! ho paura di andare alla prossima festa, perché non voglio rendermi ridicola davanti a tutti, o dare occasione di crearmi qualche altro nemico o semplice detrattore!!!! sono stanca, persino di voler capire! sono stanca di dover trovare una buona ragione per ogni cosa! certe cose se non vengono bene, si disfano e si rifanno, ma tantissime altre, se non riescono la prima volta, sono rovinate per sempre, da buttare, ed io sono proprio cosi! ho voluto insistere, ma devo rendermi conto, un buona volta, che sono da buttare!!!

Dr.ssa Cristina Spadoni
Messaggi: 402
Iscritto il: 7 febbraio 2005, 19:51
Località: Casaleccho di Reno - Bologna

aiutarsi a farsi aiutare!

Messaggio da Dr.ssa Cristina Spadoni » 8 novembre 2005, 21:09

Cara Nicolette, perché mai sente di essere “da buttare”? Credo che in questo momento sia depressa anche se non le so dire se lo è in senso stretto clinicamente. Credo che lei abbia bisogno di parlare con uno specialista, uno/a psicologo/a psicoterapeuta. Potrebbe anche andare bene una consultazione psichiatrica per iniziare, per valutare se veramente necessita di farmaci. Non va mai bene autoprescriversi i farmaci, soprattutto gli psicofarmaci. Deve consultare uno psichiatra per questo! Non dovrebbe essere il medico generico a prescriverli, occorrono anni di studi per poter svolgere la professione di psichiatra che permette dopo un consulto di capire quale farmaco può essere più indicato ad ogni persona e ad ogni diversa sfumatura di uno stesso problema. Poi alcuni psichiatri sono anche psicoterapeuti, per cui in questi casi è possibile intraprendere un percorso psicoterapico con loro. In alternativa credo che quest’ultimo saprà consigliarle un nominativo di un bravo psicoterapeuta.
Ma mi dica, come è finita in Africa? Cosa fa lì? La sua famiglia dov’è? Si è trasferita lì dall’Italia per stare con il suo compagno? E a che anni si riferisce?
Ha mai sofferto di questi disturbi in passato? E di altri disturbi psicologici?
Mi racconti qualcosa di più di lei, se lo desidera, nell’attesa di prendere un contatto con uno specialista. Lo prenda però! Le sue bambine hanno bisogno di lei, non vorrà lasciarle tutte sole, no?!
Sicuramente se si sente così una ragione esiste, è solo che da soli ci è impossibile rintracciarla. E’ così sempre quando parliamo di sintomi psichici. La sua mente, per qualche ragione a lei ancora ignota, si difende da qualcosa che sente ancor più pericoloso, creando un sintomo, per es. la depressione. E’ questa che le fa percepire se stessa in questo modo così svalutato!
Essere investiti in auto già di per sé è un evento traumatico. Se aggiungiamo il trasferimento, il cambio di lavoro e tutti i cambiamenti che ci saranno stati nella sua vita, compreso il vivere in un paese che non è il suo, possono rappresentare eventi terribilmente stressanti. Una persona in queste situazioni potrebbe faticare a ricrearsi una nuova identità, sicura e salda. Possono venire a mancare tutti i punti di riferimento… Le persone per fortuna sono tra le cose che si possono e, aggiungerei, si devono “rifare” in continuazione! Non sono mai da buttare. Solo il fatto che lei sia stata in grado di mettere al mondo due bambine e crescerle le dice quanto vale, molte persone sa non ne saranno mai in grado! Ha solo bisogno di rimettere un po’ le cose al loro posto, facendo chiarezza in una situazione che mi pare alquanto complicata!
Di cuore,
Dr.ssa Cristina Spadoni

Rispondi

Torna a “Torturami ma non abbandonarmi”