lentamente la vita, camminando

Che cosa ci induce a soffrire piu' di quanto potremmo? Fragile autostima, depressione, insopprimibili sensi di colpa, disamore di sé, sfiducia nel proprio valore e nelle proprie capacità, frustrazione, rabbia, impotenza, senso di inadeguatezza, senso di vuoto; dipendenza e dedizione a legami funesti, dominio e sottomissione. Spesso questi disturbi si manifestano attraverso sintomi e malattie fisiche di stress quali: insonnia, cefalea, ansia, disturbi gastro-intestinali, respiratori, tensione muscolari, disfunzioni sessuali… Altre volte possono complicarci notevolmente l’esistenza, inquinando le varie sfere di vita. Tutto è più complicato, faticoso o doloroso: il lavoro, le relazioni d’amore e d’amicizia, la sessualità.

Moderatore: Dr.ssa Cristina Spadoni

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in_solitudine
Messaggi: 11
Iscritto il: 17 maggio 2005, 17:08

lentamente la vita, camminando

Messaggio da in_solitudine » 14 dicembre 2005, 17:49

Cara Dottoressa,
ho voluto cambiare il nome dell'oggetto al mio messaggio che era "sempre più vuoto"...
E' bello poter scrivere della vita che piano piano riprende e dello sguardo che cambia verso noi stessi. Ringrazio anche lei per quanto mi aveva scritto mesi fa, è stato uno stimolo ad intraprendere il percorso psicoterapeutico che tuttora sto portando avanti. E' un percorso faticoso, ma ora sento che ne vale la pena. Inizio adesso a capire le parole che mi ha scritto mesi fa, quando ancora mi coglievo solo "vittima" e non anche "complice" di quanto vivevo. Qualche settimana fa sono tornati come boomerang i vissuti dello scorso anno, insieme alla paura di aver contratto qualche brutta malattia. Per fortuna sono sana come un pesce, ma è stato un momento importante per sentire con lucidità e senza sensi di colpa cosa ho vissuto. Ora voglio, dato che mi hanno spiegato che i "devo" non servono, imparare a vivere e gestire meglio certi miei picchi emotivi, ma penso che la psicoterapia mi aiuterà e anche la persona a cui voglio veramente bene e che vuole bene a me, a cui anche non sono mancate le sofferenze e i blocchi affettivi. La paura di rimanere ulteriormente ferita c'è, ma sento che vale la pena vivere anche il rischio, con la sensazione che forse questa volta non sarà così, perchè i rapporti che crollano il più delle volte dipendono da noi.
Spero che queste parole possano essere di incoraggiamento a chi è indeciso di intraprendere un percorso di psicoterapia e, una volta per tutte, a guardarsi dentro. Scrivere qui è utile, per me è stato un motore importante, ma mi rendo conto che poi è passando ore su di sè e avendo pazienza di ascoltarsi che si sciolgono alcuni nodi apparentemente inscioglibili e si comprendono le parti profonde e che a volte sembrano insensate e malmesse, ma che poi si rivelano piene di senso e decisive.
Un augurio a tutti quelli e quelle che passano per questo forum!

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