Ossessioni erotiche di un 31enne vergine

Un forum in cui confrontarsi con un esperto sui temi riguardanti la sessualità e le sue problematiche. Uno spazio per esprimere perplessità, dubbi o semplici curiosità. La sessuologa vi guida nel trovare chiarimenti e indicazioni.

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Robbie
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Messaggio da Robbie » 20 aprile 2010, 13:34

Davide49 ha scritto:
Robbie ha scritto: Direi piuttosto che da parte mia vi sia una spontanea inclinazione a ritenere più autentico e più psichicamente salubre la conservazione di uno stato di autosufficienza erotica.
ritieni che davvero sia possibile essere appagati dal solo autoerotismo?
non è una domanda con una mia risposta preconfezionata alle spalle, te lo chiedo davvero. senti possibile sentirsi sereni e appagati di questo?
ed è solo un "ritenere" razionale o è anche un "sentire" in profondità?
tu dici "inclinazione a ritenere", cioè un richiamo al "pensare".
io chiedo: è possibile davvero "sentire" di pancia e di pelle che l'autoerotismo basta?
Caro Davide49

Mi fa piacere che ti stia prendendo a cuore il mio caso (dato che finora tutti i dottori e gli altri utenti del forum stanno latitando dalla discussione).
I tuoi appunti mi permettono infatti di precisare quale sia la mia personale accezione di "autosufficienza erotica".

Come brevemente esposto in precedenza, la mia "inclinazione a ritenere" l'autoerotismo una strategia per conservare uno stato di "serenità" in termini bio-emotivi, è stata corroborata da varie esperienze (possiamo definirli quasi dei test pseudo-empirici) che mi hanno progressivamente condotto a propendere per il consolidamento e quindi la sistematica applicazione dell'onanismo quale metodo preferenziale (non esclusivo) per "decongenstionare" quegli accumuli di tensione, non sempre di carattere prettamente erotico, che altrimenti tenderebbero a sconvolgere l'equilibrio tra la mia sfera razionale e quella propriamente emotiva.

A comprovare l'opportunità di questa mia condotta stanno ormai sei anni di relativa stabilità "psico-somatica" che mi tiene al riparo da coinvolgimenti affettivi che potrebbero portare al collasso di quella delicata omeostasi tra cuore e ragione che rischiai di pregiudicare quando l'infatuazione mi trascinò sul baratro della follìa.

Nel mio caso sepcifico l'autoerotismo viene quindi percepito come "ideale surrogato" e in quanto tale "sufficiente"ed esperibile sia "di pancia che di pelle" ma sopratutto in virtù della memoria e del senso della cautela al cui ricorso essa stimola.
I concetti di serenità e di appagamento devono pertanto essere calibrati in rapporto alla qualità di vita che l'autoerotismo, nonostante l'esclusione di una dimensione di corrispondenza affettiva, finora riesce comunque a garantire.

Davide49
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Messaggio da Davide49 » 21 aprile 2010, 22:57

Robbie ha scritto: la mia personale accezione di "autosufficienza erotica".
che possa essere una "strategia decongestionante" col doppio vantaggio di mettere al riparo da pericolose tensioni emotive, lo posso capire senz'altro. ma mi chiedo fino a che punto possa sostenere o essere l'espressione di una "autosufficienza affettiva", e proteggere da nostalgie di relazione.
e mi domando anche quanta parte abbia avuto, se c'è stata, la cultura religiosa e forse la morale sessuale cattolica in questa razionalizzazione

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ricciolina
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Messaggio da ricciolina » 22 aprile 2010, 16:02

caro robbie,
secondo me pensi troppo.
lasciati andare...
tanto di calci nel sedere ne prenderai ancora, le relazioni umane sono per lo più una fregatura, ma se tra 1.000 te ne va bene anche solo una, allora ti renderai conto che ne è valsa la pena.

in bocca al lupo..

Robbie
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Messaggio da Robbie » 24 aprile 2010, 13:55

Davide49 ha scritto:
Robbie ha scritto: la mia personale accezione di "autosufficienza erotica".
che possa essere una "strategia decongestionante" col doppio vantaggio di mettere al riparo da pericolose tensioni emotive, lo posso capire senz'altro. ma mi chiedo fino a che punto possa sostenere o essere l'espressione di una "autosufficienza affettiva", e proteggere da nostalgie di relazione.
e mi domando anche quanta parte abbia avuto, se c'è stata, la cultura religiosa e forse la morale sessuale cattolica in questa razionalizzazione
In passato probabilmente (e mi riferisco alla prima fase della pubertà) l'ascendente repressivo esercitato dalla morale cattolica che impregnava tanto l'ambiente familiare quanto quello della comunità locale (senza tuttavia oltrepassare la soglia di quel bigottismo ipocrita che caratterizza un pò tutta la società italiana) può aver inasprito quella altalenante diffidenza verso la sessualità che ricordo essere stato un tratto saliente di tutta la mia adolescenza.
Ma attualmente vivo all'insegna di un agnosticismo refrattario a qualsiasi tipo di dogmatismo ideologico-religioso e mi sento di poter affermare che la mia "inclinazione" ad evitare le relazioni di coppia non può essere direttamente o indirettamente associabile a sistemi di pensiero di derivazione teologica.

Essendo ancora un essere umano composto di materia e sentimenti la nostalgia di una relazione non può mai estinguersi del tutto, ma vero è che finora non ha mai raggiunto una preponderanza tale da pregiudicare il mio stile di vita, esponendomi a quelle temporanee sindromi di inferiorità nelle quali, fino a 6-7 anni fa, inevitabilmente mi capitava d'incorrere ogni volta che incontravo amici d'infanzia sposati o abbracciati alla propria fidanzata.
Al momento l'unico mio cruccio restano queste manifestazioni psicosomatiche (prurito, arrossamenti dell'inguine, desquamazione della pelle, minzioni d'urgenza, cefalee) che sembrano aggravarsi in concomitanza con l'aumentare del desiderio sessuale (specie nei cambi stagionali o durante periodi di isolamento).

Albertine
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Messaggio da Albertine » 25 aprile 2010, 10:37

io credo che rinunciare ad avere rapporti sessuali sia una scelta possibile, purché fatta liberamente e con delle motivazioni forti e personali.

Inoltre, come tutte le scelte, deve essere "rinnovata" giorno per giorno: quel che andava bene per me un anno fa, non è detto che oggi sia altrettanto giusto.

Se una scelta è in qualche modo vissuta come obbligo forse il corpo e la mente potranno reagire in qualche modo a questa costrizione. Come si fa ad accettare realmente qualcosa che ci viene imposto?

La tua rinuncia sembra essere dettata più dall'intenzione di evitare ulteriori sofferenze sperimentate in passato che dal desiderio attuale di non avere relazioni.
Probabilmente le delusioni passate ti hanno reso ancor più sensibile a questo tema, e, considerando il tuo vissuto, la paura di soffrire e di non riuscire a gestire la frustrazione di un rifiuto è ragionevolissima.

Il fatto è che quel che è andato bene in questi anni non è detto che vada bene adesso: noi cambiamo giorno per giorno, e imporsi uno stile di vita da seguire per sempre non può portarci ad essere realmente sereni.

Non dico che la soluzione sia buttarsi a pesce in nuove esperienze. Ma cominciare a rivedere le proprie convinzioni in modo malleabile credo sia sempre positivo.
Hai mai pensato all'idea di una terapia? Forse potrebbe aiutarti a rivedere con più chiarezza il tuo vissuto emotivo, che ti ha causato così tanta sofferenza.

Davide49
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Messaggio da Davide49 » 25 aprile 2010, 15:42

concordo con quanto scritto da Albertine.

e comunque non capisco perché non parli dei tuoi disturbi (organici o psicosomatici che siano) col tuo medico e poi con uno specialista.

dici "probabilmente potrebbe trattarsi di una disfunzione endocrina o di infezioni batteriche cutanee?"

dici: "Il prurito e l'infiammazione cutanea del pube non sembrano essere una conseguenza della masturbazione che continuo a praticare più o meno con gli stessi ritmi del passato, ossia una o due volte a settimana. Le zone più interessate sono l'inguine e i fianchi e talvolta anche la parte inferiore della schiena, quindi tenderei ad escludere una relazione diretta di causa-effetto tra l'atto pratico della masturbazione e l'insorgere della desquamazione e del prurito.
In passato ho sofferto di occasionali e lievi psoriasi alle mani e al volto e a volte anche al petto che sospetto siano riconducibili a momenti di forte stress psichico, ma mai con la stessa intensità e durata con le quali si manifesta questa nuova irritazione intorno all'addome".

ma perché non ne parli anzitutto col tuo medico di base?
(io mi chiederei il motivo per cui rimandi la scelta di parlarne con un medico).

Robbie
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Messaggio da Robbie » 10 maggio 2010, 9:09

Davide49 ha scritto: ma perché non ne parli anzitutto col tuo medico di base?
(io mi chiederei il motivo per cui rimandi la scelta di parlarne con un medico).
Non sono più solito rivolgermi al medico di base per questa tipologia di sintomi dato che in passato le sue uniche indicazioni sono state quelle di rivolgermi ad un dermatologo (per quanto riguarda il prurito inguinale) o di evitare lunghi periodi stressanti per risolvere il problema delle minzioni d'urgenza e delle cefalee. Tutto ciò che il dermatologo è stato in grado di consigliarmi è stato quello di acquistare una pomata (dagli effetti risibili) e di esporre la cute al sole, rimedi che apportano solo benefici di lieve entità e di breve durata.

Ad ogni modo, nelle ultime settimane ho riscontrato una notevole diminuzione dell'intensità dei suddetti sintomi apparentemente favorita dall'aumento dell'attività masturbatoria. Sembra infatti che nel mio caso praticare l'autoerotismo tutti i giorni, oltre ad attenuare quel senso di angoscioso desiderio descritto nel mio primo post, contribuisca a ridurre il malessere fisico che si accompagnava al pensiero ossessivo dell'attività sessuale.

Ora però comincio a sentirmi in balìa di una sorta di particolare sessodipendenza che per per essere domata necessita paradossalmente di essere continuamente assecondata, sia pur solo attraverso manipolazioni onanistiche. Sempre più spesso mi sveglio nel cuore della notte con poderose erezioni che non svaniscono senza un frettoloso intervento masturbatorio che mi impedisce poi di riprendere sonno. Inoltre al mattino il desiderio di fare sesso è così impellente che trascorro l'intera giornata in attesa del momento opportuno in cui soddisfare la mia fame erotica.

Quindi, anche se i sintomi stanno sparendo (non soffro più di minzioni d'urgenza e la desquamazione sta regredendo) dall'altra parte mi rendo conto che la mia quotidianità è quasi completamente condizionata dall'attesa del momento in cui riuscirò ad estinguere, anche se solo in via temporanea, quell'irrefrenabile pulsione.

Davide49
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Messaggio da Davide49 » 10 maggio 2010, 10:16

Robbie ha scritto: Ora però comincio a sentirmi in balìa di una sorta di particolare sessodipendenza che per per essere domata necessita paradossalmente di essere continuamente assecondata, sia pur solo attraverso manipolazioni onanistiche.... al mattino il desiderio di fare sesso è così impellente che trascorro l'intera giornata in attesa del momento opportuno in cui soddisfare la mia fame erotica.... mi rendo conto che la mia quotidianità è quasi completamente condizionata dall'attesa del momento in cui riuscirò ad estinguere, anche se solo in via temporanea, quell'irrefrenabile pulsione.

http://it.wikipedia.org/wiki/Masturbazione_compulsiva

http://www.comodo.it/canali/sessualita/ ... urbazione/

http://www.medicitalia.it/02it/notizia.asp?idpost=96210

Robbie
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Messaggio da Robbie » 10 maggio 2010, 11:50

Davide49 ha scritto:
Robbie ha scritto: Ora però comincio a sentirmi in balìa di una sorta di particolare sessodipendenza che per per essere domata necessita paradossalmente di essere continuamente assecondata, sia pur solo attraverso manipolazioni onanistiche.... al mattino il desiderio di fare sesso è così impellente che trascorro l'intera giornata in attesa del momento opportuno in cui soddisfare la mia fame erotica.... mi rendo conto che la mia quotidianità è quasi completamente condizionata dall'attesa del momento in cui riuscirò ad estinguere, anche se solo in via temporanea, quell'irrefrenabile pulsione.

http://it.wikipedia.org/wiki/Masturbazione_compulsiva

http://www.comodo.it/canali/sessualita/ ... urbazione/

http://www.medicitalia.it/02it/notizia.asp?idpost=96210
Non a caso ho omesso la parola "masturbazione compulsiva" e ho parlato solo di una particolare forma di "sessodipendenza" dato che, come spiegato in precedenza, riesco ancora ad esercitare un controllo razionale sulla frequenza della masturbazione.
Difatti potrei facilmente astenermi dal masturbarmi e dirottare i miei pensieri su altre attività (come già faccio da sempre), con il conseguente rischio tuttavia che i sintomi che l'autoindulgenza erotica riesce a sedare possano tornare a proiettare somaticamente l'angoscia sessuale razionalmente ineludibile (e comunque sempre presente e slegata da pensieri ossessivi direttamente correlati all'onanismo).

Davide49
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Messaggio da Davide49 » 10 maggio 2010, 14:01

Robbie ha scritto: potrei facilmente astenermi dal masturbarmi
è interessante quanto scrivi, anche perché suscita domande. ho letto, ma mi chiedo: lo sforzo più o meno faticoso di incanalare saltuariamente o anche sistematicamente altrove i pensieri e la pulsione nega che vi sia una dipendenza onanistica? me lo chiedo.
robbie in altre parole faccio fatica a capire la differenza che ti porta a non chiamare "dipendenza da mastuirbazione compulsiva" la tua "sessodipendenza", come la chiami.
e non c'è una contraddizione fra questo "posso facilmente astenermi" e "...necessita paradossalmente di essere continuamente assecondata, sia pur solo attraverso manipolazioni onanistiche... trascorro l'intera giornata in attesa del momento opportuno in cui soddisfare la mia fame erotica"?

da quello che ho capito sei una persona giovane sui 30anni, a maggior ragione mi colpisce il linguaggio misuratissimo e specialistico tecnico-medico-scientifico, da addetto ai lavori, o meglio il tono molto distaccato autocontrolato e non affettivo, non emotivo, neutro, quasi (quasi) freddo, con cui parli di una parte della sfera più intima di te stesso.
credo che sarebbe interessante il parere di chi modera, o di altri utenti.
ciao

Robbie
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Messaggio da Robbie » 10 maggio 2010, 15:06

Davide49 ha scritto:
da quello che ho capito sei una persona giovane sui 30anni, a maggior ragione mi colpisce il linguaggio misuratissimo e specialistico tecnico-medico-scientifico, da addetto ai lavori, o meglio il tono molto distaccato autocontrolato e non affettivo, non emotivo, neutro, quasi (quasi) freddo, con cui parli di una parte della sfera più intima di te stesso.
credo che sarebbe interessante il parere di chi modera, o di altri utenti.
ciao
In effetti l'adozione del registro specialistico potrebbe interpretarsi quale derivazione espressiva della mia personale esigenza comportamentale di contenere l'esondazione della mia turbolenta sfera affettiva che, se lasciata in condizione di esternarsi senza freni, come rimarcato nei post iniziali e in altri threads aperti su questo forum alcuni anni fa, potrebbe trascinarmi nuovamente in uno stato di violento disordine psico-fisico ben più virulento di quello manifestatosi attraverso la sintomatologia di cui sopra.

In altre parole, tanto la masturbazione (concepita come forma di controllo e di autosufficienza erotica) quanto la ricerca di un'armonia sintattico-lessicale sarebbero volti a fornire degli argini razionali alla diga irrazionale della mia dimensione emotiva che continua a mandare segnali attraverso le sensazioni di angoscia e, in maniera sempre più ricorrente, in incubi di castrazione estremamente iperrealistici (il pene raggiunge dimensioni aberranti fino a staccarsi dal pube e ad agitarsi tra le mani come un serpente di pelle umana mentre cerco invano di riattaccarlo).

Anch'io a questo punto sarei interessato a conoscere le opinioni dei dottori che finora si sono astenuti del tutto dal partecipare alla discussione.

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