Genitori... GAY?!?!?!

Una “variante” del comportamento umano che si connota con il desiderio di amare, desiderare, persone dello stesso sesso, con cui poter “progettare” un legame affettivo ed erotico-sessuale. Condizione esistenziale permea di tutti questi contenuti (affettivi, relazionali e progettuali) che a volte difficilmente vengono “vissuti”, per pregiudizio, paura, dubbi e dinamiche (interne ed esterne) che non si riescono a gestire. Questo spazio rappresenta un 'opportunità per riflettere assieme, sulla propria percezione di sè, dell’altro e dei desideri … Vi aspettiamo.....

Moderatore: Dr.ssa Antonietta Albano

ivan74
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Messaggio da ivan74 » 12 giugno 2009, 8:55

Come mi è capitato più volte di riscontrare durante disquisizioni simili a quella in oggetto, c'è sempre una tendenza alla strumentalizzazione del bambino finalizzata alla soddisfazione di proprie intime esigenze, seppure comprensibili e giustificabili.
Ritenere che un bambino non venga condizionato dallo scherno e dalla derisione di altri bambini, dalle loro parole, dai loro sguardi e quanto altro ancora o è segno di estrema ingenuità ed immaturità oppure è semplice, conscio ed esecrabile opportunismo.
Se vogliamo parlare di statistica, cosa che trovo insensata in un contesto del genere, non esiste prova che in una coppia omosessuale vi sia maggiore o minore serenità che in una eterosessuale; entrambe sono su uno stesso livello perché questa condizione di serenità è meramente dipendente dalla soggettività delle persone che compongono la coppia stessa e quindi del tutto relativa.
Quello che invece è impossibile estirpare ed evitare è che il bigottismo, il perbenismo ed i falsi moralismi sociali non influiscano minimamente sulla crescita del bambino: viviamo in due ambienti distinti che spesso si sovrappongono e si contrastano vicendevolmente, la famiglia da un lato, la società e l'ambiente esterno dall'altro. Sia l'una quanto l'altro hanno notevoli ripercussioni sulla psiche di un bambino e quindi quello che mi domando io è: pur ipotizzando che cominciando a consentire le adozioni alle coppie omosessuali la società evolva e consideri l'adozione da parte di questi ultimi come una cosa del tutto normale, nel tempo che occorrerà per operare questa evoluzione quanti bambini soffriranno e saranno inevitabilmente condizionati da tutto questo percorso evolutivo? Questa non è forse una strumentalizzazione? E' giusto sacrificare i bambini per giungere alla conquista di qualcosa che comunque, sia che vi piaccia l'espressione o che la aborriate, è contro natura?
Holderlin scriveva: un essere divino è il fanciullo finché non si mimetizza nelle mani degli uomini, egli è totalmente quello che è, per questo è bello, egli è immortale perché nulla sa della morte.
Riflettete e domandatevi se nelle vostre considerazioni abbiano la priorità i bambini e la loro serenità o la soddisfazione di un vostro intimo desiderio.

phelix
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Messaggio da phelix » 10 luglio 2009, 1:39

Beh, se è come la pensi tu vivremmo ancora in una società in cui i NEGRI si sposano con i NEGRI ed i BIANCHI con i BIANCHI.
In una società in cui una coppia non può separarsi per il "bene" dei bambini che soli 20-30 anni fa venivano derisi in quanto figli di divorziati, ergo figli di scomunicati, ergo peccatori.
In una società in cui non si possono adottare i bambini, perchè anch'essi derisi in quanto adottati, ergo diversi. (per non parlare dei bambini di colore)
In una società in cui un genitore muto, non vedente o su sedia a rotelle non potrebbe andare a prendere il bambino a scuola perché verrebbe deriso.
Beh, tutto questo caro amico si chiama diversità, e tu evidentemente non l'hai ancora né accettata nè tanto capita. Se il mondo intero la pensasse come te, e tu fossi una donna, staresti ancora a casa a fare la calza e preparare il pane alle 5 del mattino.
Credo che camuffare la propria intolleranza dietro al benessere del povero bambino indifeso sia molto meschino.
Dillo. A te i froci che contro natura pretendono di essere genitori non ti va giù.
Sarebbe non da tutti condivisibile, ma se non altro onesto.

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