Sopralluogo

Gli atteggiamenti e le motivazioni sessuali della maggior parte delle persone sono coerenti con il loro sesso biologico. Siano eterosessuali oppure omosessuali, la maggior parte degli uomini si considerano uomini e la maggior parte delle donne si sentono donne. Ci sono certi individui, invece, che hanno dei concetti di sé, che riguardano il sesso, che contrastano con il loro "sesso biologico". Un maschio può desiderare ardentemente di essere una donna ed una donna altrettanto desiderare di essere un uomo. Ci troviamo di fronte al fenomeno del transessualismo. Parliamone

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Joshua
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Orecchini

Messaggio da Joshua » 3 luglio 2014, 22:47

Esco dal lavoro alle sei e mezza, un negozio di cinesi, un altro. Spero di trovare una camicetta, una maglia da mettere sulla gonna lunga. Macché, sono tutte scollatissime, una con il collo alto c’è, la provo ma è troppo leggera, trasparente, mi fascia il petto maschile e si vedono anche i peli, che schifo.
Prendo uno di quei golfini lunghi, da mettere sopra (a cosa non lo so ancora), morbido, color tortora. Finalmente qualcosa si sblocca.
Una volta arrivato al bancone per pagare, mi è caduto l’occhio sulla bigiotteria e mi sono ricordato che mi mancano gli orecchini. Chiedo di mostrarmi quelli con le clips e tra questi ce n’è un paio dorati, pendenti, un cerchio irregolare che in realtà forma quasi un triangolo, insomma, belli. Presi. Oh.
Anche oggi un mattoncino per la mia costruzione.
Ma che fatica…
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La gonna al vento

Messaggio da Joshua » 9 luglio 2014, 8:33

Nel pomeriggio ho comprato il latte detergente, al supermercato. Ora mi manca davvero soltanto una camicetta, una bella maglia da mettere sulla gonna e poi ho tutto ciò che mi serve.
Serata a casa di amici, poi mi sono fermato in un angolo buio, ho tirato fuori la roba che ho nel bagagliaio e ho indossato la gonna lunga e i sandali da donna. E sono andato in giro, guidando senza meta.
Ogni tanto, una sosta in un parcheggio o di fianco ad un giardinetto, per due passi in libertà. Più che altro nessuno in giro. Mi avvicino ad una prostituta, lei mi guarda e sorride perplessa. Io, in preda ad ansia ed agitazione, le rendo il sorriso.
Assaporo l’aria fresca sotto la gonna, una sensazione impagabile. E stasera l’aria è fresca davvero, c’è vento e fa svolazzare la gonna, come nei film. Come nei sogni…
Un’oretta così, poi un altro angolo buio, cambio veloce e via, a nanna.
Un po’ di amarezza. Posso soltanto vagare a vuoto, oppure posso pensare di andare da qualche parte, a godermi questa sensazione di libertà? Spero di godere di questa sensazione il giorno che andrò a fare la spesa al supermercato.
Per il momento, continuo a sognare.
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La camicetta

Messaggio da Joshua » 11 luglio 2014, 20:00

“Vorrei qualcosa da mettere su una gonna nera, lunga”.
“Che taglia, più o meno?”.
Alla domanda della bella signora bionda, ho un attimo di esitazione. Ho aspettato molto prima di entrare, il negozio era pieno di gente, ho fatto un lungo giro e infine, quando ho visto uscire quattro delle persone che erano dentro, mi sono deciso. Uno di quei negozi che sulle vetrine ha scritto, bello grosso “taglie dalla 40 alla 56”, ho voluto vedere se era vero.
Appena entrato mi trovo davanti una bellissima ragazzina bionda, intorno ai 15 anni, “Mammaaaa!”, ovviamente, come tutti i suoi coetanei, aveva dita e cervello sul suo cellulare.
La sua mamma, appunto, mi aveva fatto questa banale domanda. “Beh… E’ per me” rispondo con filo di voce. In negozio c’erano altre quattro donne: la figlia, un’altra signora bionda, che credo fosse la sorella, e due clientei Troppe per i miei gusti.
“Per te?”, dice lei di rimando, con l’aria sorpresa. “Ah, però!”. Ed io aggiungo che infatti, proprio perché è per me, cerco una cosa particolare, maniche lunghe e poco scollata (per i peli delle braccia e del petto, non posso farli fuori).
E allora parte alla ricerca. Tira fuori diverse cose belle, ma o troppo scollate o troppo “da signora”, non mi convincono. Anche lei è perplessa, ripiega sulle magliette e me ne mostra alcune con paillettes discrete, ma non so, a me sembrano ancora troppo scollate. Vabbè, posso anche metterci la pashmina che ho comprato dai cinesi, ma… Boh, approfitto di un attimo di distrazione della bella signora bionda con un’altra cliente. “Vabbé, grazie lo stesso, ciao”. “Ciao, arrivederci!” risponde con un sorriso professionale.
Delusione. Speravo di risolvere, qua. Inoltre anche i prezzi, non è che fossero bassi. Certo, in concorrenza con i cinesi, tutti sembrano alti. Devo proprio limitarmi ad una banale e “unisex” polo? Uff…
Mi dirigo verso la solita zona. Arrivo al discount nel quale sono andato con la gonna, quel sabato. Già parcheggiando vedo il ragazzo alla cassa. Entro. “Buonasera!” “Buonasera”, lui sorride, mi ha riconosciuto, e vorrei vedere. Sarà la mia suggestione, ma quando mi allontano dalle casse lui si infila svelto nel retro, nel magazzino. L’idea è che sia andato a dire che “c’è quello con la gonna!”, alla ragazza con cui avevo parlato quel giorno. Sarà la suggestione…
Prendo un pacco di sei bottiglie di acqua e pago. Nessun commento, ma sono contento di essermi fatto vedere. Può darsi che ci ritorni quando sarò “più femminile”.
Ora di corsa al centro commerciale, entro alle otto meno venti, già tardi, ma è ancora aperto. Prendo al volo del formaggio già confezionato, al banco della gastronomia non ci sono donne, solo due ragazzi, e poi stasera vado di corsa, va bene così. Vado nella corsia dove c’è la roba per il trucco, cerco una limetta per le unghie. Sto facendo crescere le unghie, sperando che la cosa non si noti troppo, però hanno bisogno di un minimo di cura. Non ho intenzione di tenerle curate in modo perfetto, ma soltanto che arrivino quel giorno ad essere dignitosamente femminili, quando ci metterò lo smalto. Confezione da due limette, 6 euro! No, grazie, preferisco cercarne una al mercato, più avanti.
Pago il formaggio, cassiera cortese ma nessuna concessione alla confidenza, non una battuta, niente. Arrivederci.
Comincia ad essere tardi, l’appuntamento per una pizza con l’amico, che rappresenta la mia copertura con mia moglie si avvicina, ma un salto dai cinesi lo voglio fare lo stesso. E infatti, tra le corsie trovo un paio di camicette carine e non tanto scollate. Dovrei provarle, ma ormai è tardi, ci ritornerò.
Ora, pizza. Gnam.
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Accessori

Messaggio da Joshua » 16 luglio 2014, 0:06

In questi giorni mi sono dedicato alla ricerca degli ultimi accessori mancanti. Sono entrato in uno di quei negozi della catena “Tiger”, ho trovato la limetta per e unghie. Inoltre ho comprato una specie di beauty-case per metterci dentro tutto e uno specchio, nel caso, molto probabile, che debba truccarmi (quel poco) in macchina, da qualche parte.
In ufficio, ho approfittato di un pomeriggio da solo per curarmi le unghie. Mentre compivo quel gesto così femminile riflettevo se andare avanti in questa follia. Spero che la mia famiglia non si accorga che le unghie sono curate, se succede proverò a cavarmela con un “Macché curate! Sono da tagliare…”. Comunque sono venute discretamente bene e le guardo spesso, immaginandole con lo smalto. Quando mi accorgo che sono troppo in vista, cerco di ritirare le mani, di chiudere la dita, di non mostrare troppo le unghie, insomma. Certo che è dura…
Ma la ricerca che mi dà più pensiero è quella di una camicetta da mettere sulla gonna. Ieri sera, girando in bici al ritorno da una commissione, mi sono fermato in uno di quei mercatini dell’usato e sono entrato. Un reparto in un angolo, con la scritta “taglie forti” aveva un centinaio di capi, che ho iniziato a selezionare. Alla fine mi sono imbattuto in una camicetta con disegni gialli e marroni, della taglia giusta, ma un po’ troppo scollata. Ma mi sembrava adatta, quindi l’ho presa, per 8 euro potevo anche provare. Appena arrivato a casa mi sono infilato in garage e l’ho provata. Misura perfetta, scollatura un po’ abbondante. Se non trovo altro, penso che dovrò togliere qualche pelo dal petto, sperando che le mie donne non si accorgano dello “scippo”.
Stamattina entro in un negozio di cinesi e chiedo se hanno una camicetta di taglia grande, ma pensando a quella che ho preso ieri, mi interesso dei golfini da metterci sopra. Ne provo uno che è perfetto, ma a casa ho già quello che ho preso la settimana scorsa, e quindi sospendo l’acquisto.
Ormai guardo le donne, in giro per strada, studiando sia i loro accessori che l’abbigliamento. Oggi viaggiavo su un autobus e osservavo le donne che avevo intorno, studiavo le collane che portano al collo e i braccialetti ai polsi. Mi sto facendo una cultura al femminile. Ho notato, per esempio, che da un po’ di tempo la moda per le unghie è avere l’unghia dell’anulare diversa dalle altre, completamente diversa. Mi piace, la cosa, forse lo faccio anche io. Comunque osservando le donne, sul bus, mi accorgo ad un certo punto che sto passando ad osservarle nei loro, diciamo per intenderci, dettagli anatomici. Guardo oltre i vetri del bus e sbircio nelle auto, le piacevoli gambe delle guidatrici che indossano la gonna, che sale quando sei alla guida.
Tutto questo fa nascere in me un paio di riflessioni.
La prima è che, sì, il mio orientamento sessuale è decisamente rivolto alle donne. La seconda considerazione è che certi capi ed accessori di abbigliamento stanno molto meglio addosso ad una donna.
Questo dovrebbe farmi desistere dai miei propositi, ma sono cose che in tutti questi anni ho pensato migliaia di volte, e stavolta sono proprio deciso.
Nella pausa pranzo, infatti, mi infilo in un grande magazzino e spulcio il reparto bigiotteria. Finalmente trovo una collana che mi sembra vada bene. Niente di eccezionale, vistosa quanto basta, ma sobria. La accoppio con un braccialetto elastico fatto con scaglie di finto corallo. Un po’ stretto, ma può andare. La sorpresa arriva alle casse, i prezzi dicevano che avrei dovuto spendere sui 13 euro in tutto, ma la cassiera mi regala un “3 e 90!”, e alla mia sorpresa mi dice che ci sono i saldi del 70%. Molto bene.
Rientrando a casa, la sera, mi infilo nel garage per depositare collana e bracciale che avevo mimetizzato nelle tasche (porto sempre pantaloni con tasconi laterali, anche quando indosso giacca e cravatta), e approfitto per provarmi il golfino che avevo riposto. Troppo piccolo, maledizione! Devo tornare dai cinesi di stamattina e recuperare quello che andava a meraviglia, prima che lo vendano. Già penso che andrò nella pausa pranzo: faccio finta di andare in piscina e vado!
Stasera, guardando un film, mia figlia si stava curando le unghie. Ma che, l’ha fatto apposta? Si accorge che l’ho guardata, “Do fastidio?” mi chiede preoccupata. No, tesoro, non dai fastidio. Intanto, nel film ci sono un sacco di donne con il rossetto marrone, quello che ho scelto io.
Però, uff, sono stufo di raccontare balle.
Oscillo costantemente tra il “ma che c… stai facendo” e il “non vedo l’ora”.
Non vedo l’ora.
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Ragazza cinese

Messaggio da Joshua » 17 luglio 2014, 8:02

Ieri sono andato, in pausa pranzo, a prendermi il golfino che avevo provato ieri.
Parcheggio in seconda fila, entro e trovo il negozio deserto. La bella ragazza che mi ha servito ieri mi riconosce e sorride. Mi accompagna nella zona del negozio dove sono i golfini, mentre non posso fare a meno di notare la sua gonna di jeans, con una serie di bottoni dorati, molto particolare.
Provo di nuovo il golfino, ma lo trovo banale oggi, le chiedo se ce ne sono altri con le punte, ne provo uno ma è troppo piccolo. Va bene il primo. Intanto che lei mette a posto la roba, ci provo. “Che bella gonna!”, lei sorride “Grazie”. Non mollo “Io ho una gonna di jeans, ma è di quelle normali, senza i bottoni, scusa, posso toccarla?”. Alza leggermente la gamba, io tocco la gonna e, guardando lei, commento che è bella e morbida. In realtà volevo toccarle le gambe, ma non ho voluto esagerare, rischiavo di rompere la fiducia. La prossima volta.
Questo mi riporta con i piedi per terra.
Nel senso che, per quanto posso capire, il mio meccanismo inconscio mi spinge a fare tutto questo soltanto per tentare di avvicinarsi al mondo femminile, dal quale mi sono sentito per troppo tempo escluso, drammaticamente escluso, ai tempi dell’adolescenza. Come ho già avuto modo di scrivere, razionalmente so bene, ormai, che il meccanismo è fasullo, superato e superabile, ed è il motivo principale per cui non ho nessuna intenzione di sentirmi donna né tanto meno di diventarlo. Però è così, ed ho capito, ormai, che non me ne libererò più.
Posso soltanto conviverci, nel modo migliore.
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Ultima uscita

Messaggio da Joshua » 19 luglio 2014, 15:41

Ultima uscita, alla ricerca degli ultimi accessori per l’evento. Ormai ho proprio tutto ciò che mi serve. Non è molto, ho soltanto ciò che è necessario per passare più o meno inosservato. Come ho già detto, quello che amo io è soltanto l’abbigliamento, ma è meglio un travestito (quasi) completo, che un uomo, magari anche con la barba come mi è capitato in passato, con una gonna e i tacchi, e basta. È più… “normale”, non fa più notizia, colpisce di più un uomo in gonna e tacchi e nient’altro, purtroppo. Però, oggi…
Ma andiamo con ordine. Approfitto di una pizza con un amico, ancora una volta; è la scusa più comoda, per il momento.
Ho pensato di provare lo smalto, oggi mi è venuta una strana voglia, mi salta in testa di andare nella zona con le unghie smaltate, solo quello, nient’altro. Così, per colpire, per sorprendere. In realtà voglio testare la pulitura con il solvente, voglio verificare che no rimangano tracce di smalto, dopo.
Vado in garage, Prendo il beauty dal baule e mi siedo davanti. Metto lo smalto ancora in garage, prima di avviare la macchina, e soltanto sull’anulare. Mentre asciuga, metto in moto, chiudo il garage e mi avvio. Un po’ deluso dal colore, però, mi sembrava marrone, invece questo è a metà tra il viola e il rosa. Non so come ho fatto. Probabilmente l’emozione in alcuni casi tradisce.
Mentre viaggio tiro fuori un dischetto di cotone e il solvente, e con qualche difficoltà dovuta al traffico, lo passo sull’unghia. Bene, rimane pulita completamente. Era quello che mi interessava, eliminare ogni traccia. Guardando bene, però, vedo che sono rimaste minuscole tracce di brillantini (lo smalto è perlato). Non so. Credo che per stasera rinuncerò alla prova e andrò a fare shopping completamente “al maschile”. Meglio non rischiare.
Vado di nuovo nella zona del centro commerciale, questa volta entro nel mega negozio dei cinesi (è davvero grande) che sta dall’altra parte della strada.
Poca gente all’interno. Giro tra gli appendiabiti carichi di belle camicette e gonne e vestiti, ma tutti con taglie maledettamente piccole. Ma andando avanti vedo camicette che mi sembrano un po’ più grandi. Controllo le taglie, ce n’è una nera, con un disegno di paillettes davanti, taglia 53. Controllo bene, perché le taglie non sono uguali dappertutto e poi questo 53 è sospetto. La misura mi sembra giusta, la tengo presente.
Giro ancora un po’ e capito di fronte ai golfini leggeri, che in questi giorni mi hanno fatto disperare. Ne vedo uno, nero anch’esso, con dei bei tasconi e lungo quanto basta: senza pensarci su troppo me lo provo. Bello. Morbido, comodo, cade bene, non stretto o “giusto” come gli altri che ho provato nei giorni scorsi. Prendo, e senza pensarci troppo.
Euforia, vado a prendermi la maglia taglia 53, poi vado verso uno scaffale, vicino a quello delle borse, pieno di portafogli, da uomo e da donna. Ne prendo uno, da donna, in finta pelle marrone, con un fiocco su un lato, sobrio ed elegante.
Poi mi avvicino alle casse. C’è un ragazzo, ma vengo distratto da un cesto in cui ci sono degli smalti. Ne cerco uno sul marrone, ne trovo uno, non sono troppo convinto ma lo prendo.
Alla cassa il ragazzo attacca bottone.
“Sono per sua moglie?” dice sorridendo.
E qui scatta il mio diabolico meccanismo inconscio, di cui ho già parlato. Se a chiedermelo fosse stata una donna le avrei risposto subito di no, che erano per me. E avrei continuato nella ma ricerca di “femminilità”.
In questo caso, ho avuto un’esitazione. E ho detto di sì. Il chiacchierone non si è limitato. “E’ foltunata, sua moglie. Come si chiama sua moglie?”. Che te ne frega, avrei voluto rispondere. “Giovanna” ho buttato lì a caso. “E lei come si chiama?” Mollami, imbecille, pensavo io. “Mi chiamo Sandro”, anche lì a caso, cioè non tanto a caso, è il nome che uso sempre in questi casi. Anche perché è facile trasformarlo in “Sandra”. “Bene, Sandlo, auguli a sua moglie e allivedelci”. “Ok, ciao”.
Uff.
Risalgo in auto, attraverso la strada e vado a parcheggiare nel seminterrato del supermercato, come al solito. Sono le otto meno venti, un po’ tardi. Entro e vado al banco della gastronomia, ci sono i due uomini dell’altra volta, peccato, niente ragazze, per il meccanismo di cui sopra speravo di farmi conoscere, prima di frequentare il posto en femme. Prendo del formaggio e prima di andare alle casse passo, quasi istintivamente (quasi), nel reparto cosmetici, scorro gli smalti e vi trovo un “soft brown”. Decido che posso permettermi di provare anche questo e lo prendo. Alla cassa una ragazza gentile, ma non è la solita, non ha neanche la divisa, sto pensando che il mio sforzo per instaurare una conoscenza è destinato a fallire, il supermercato è un posto troppo impersonale e non potevo sperare di meglio. Ma forse, inconsciamente, è proprio per quel motivo che ho scelto di compiere il mio gesto in un posto come questo, è più facile passare inosservati. Credo di avere le idee un po’ confuse.
Mi rimangono pur sempre i negozi nella piazzetta del paese che avevo scelto in origine. Quel giorno girerò un po’ qua e un po’ là.
Anche per oggi va bene così.
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Re: Sopralluogo

Messaggio da Joshua » 27 luglio 2014, 19:13

Sono appena tornato dal mare, dove ho lasciato la mia famiglia.
Smalto alle unghie, camicetta, gonna lunga nera, sandali col tacco basso, golfino nero maniche lunghe e parrucca.
Mancano soltanto il fondotinta e il rossetto, ah no anche lo smalto sulle unghie dei piedi, poi sono a posto, ho provato tutto quello che indosserò domani o dopodomani per andare a fare la spesa.
Ho un po' di tremarella.
E non trovo gli orecchini!!
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Re: Sopralluogo

Messaggio da jessyca » 27 luglio 2014, 19:46

Joshua ha scritto: Smalto alle unghie, camicetta, gonna lunga nera, sandali col tacco basso, golfino nero maniche lunghe e parrucca.
Mancano soltanto il fondotinta e il rossetto, ah no anche lo smalto sulle unghie dei piedi, poi sono a posto, ho provato tutto quello che indosserò domani o dopodomani per andare a fare la spesa.
Ho un po' di tremarella.
E non trovo gli orecchini!!
Insomma, hai proprio deciso di fare conquiste quest'anno! :D

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Re: Sopralluogo

Messaggio da Joshua » 27 luglio 2014, 20:19

:P
Ciao Jessyca, che piacere.
Ho un mare di dubbi, grazie anche a te, non so se lo farò, vediamo come mi sento domani.
Ora ho messo anche fondotinta, rossetto e orecchini che ho trovato in fondo ad un sacchetto.
Risultato contraddittorio, non è male ma fa proprio "travestito", nessuna speranza, devo superare la cosa oppure rinuncio (che non sarebbe neanche un gran male).
Mah!, hai detto bene nel tuo post...
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Re: Sopralluogo

Messaggio da jessyca » 28 luglio 2014, 12:43

No ma anche perché, se sei carino e metti pure parrucca, fondotinta, rossetto, e magari - suggerirei - anche un po' di ombretto e matita per gli occhi, con un bel paio di orecchini... potrebbe adocchiarti qualcuno e innamorarsi di te. Sai, poi da cosa nasce cosa... :)

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E' arrivato il giorno...

Messaggio da Joshua » 29 luglio 2014, 13:46

E' per oggi, ho deciso.
Il mio oroscopo di oggi: “Idealizza con il pensiero i sogni che vorresti vedere realizzati e poi sperimenta le tue fantasie. E se l'impazienza si unisce al coraggio, non saranno le improvvisazioni che ti faranno paura. Grandi energie astrali a tua disposizione.” Direi che, unito al miglioramento delle previsioni meteo, è del tutto incoraggiante, a dispetto del mio umore sotto i tacchi.
Ho una paura ...
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...Tutta questa paura, e poi...?

Messaggio da Joshua » 30 luglio 2014, 14:12

La sensazione che viaggia sotto pelle, strisciante, è quella di una sottile delusione. La tentazione di banalizzare ciò che aveva avuto una così grande ed emotiva preparazione, è forte, perché alla fine del mio giro en femme, tutto è andato bene, tutto liscio, nessun incidente, nessun episodio antipatico, tutto scorre quasi nell’indifferenza, ed io avevo invece una grande paura di essere al centro dell’attenzione, e alla fine ti viene da dire “tutto qui?”.
E invece no, più ci penso e più mi convinco di aver fatto qualcosa di eccezionale, e che tutto sia andato bene proprio per questa grande preparazione, per la cura di ogni dettaglio, per non aver lasciato niente al caso, per non aver lasciato che qualche particolare stonasse nell’insieme, dando al resto del mondo l’impressione di un povero squilibrato. Invece per un paio d’ore ho fatto una vita normale, sono andato a fare shopping come qualsiasi donna.
Ma andiamo con ordine.
Esco dal lavoro con un’ora di anticipo. Contrariamente ai propositi, decido che il posto più tranquillo in cui iniziare il make up è il mio garage. Tranquillo per modo di dire, perché è comunque un luogo in cui la gente va e viene, ed oggi è parecchio trafficato. Mi infilo i sandali, per prima cosa. Nei giorni scorsi non infilavo tutto il laccetto nella parte posteriore della fibbietta, stasera ho cura di farlo. Niente deve essere fuori posto, stasera. Scarpe come primo passo, quindi. Poi metto lo smalto alle mani. Ho pensato che facendolo asciugare mentre guido guadagno tempo, avendo cura di non strusciare le dita da nessuna parte. Poi, il brivido da comica: le chiavi della macchina! Sono nella tasca dei pantaloni, c…o!! Attendo qualche secondo, poi decido di provare. Per fortuna lo smalto era già quasi asciutto, velocissimo, per cui ho potuto raggiungere le chiavi, mettere in moto e partire. Scendendo per chiudere il garage, mi rendo conto che questo è il momento più critico. Se passa qualcuno che conosco sono nei guai, i piedi femminili sono evidenti.
Via, tutto tranquillo. Mentre guido verso “la zona”, come ormai chiamo il luogo prescelto, rifletto che se mi succedesse di tamponare qualcuno mi troverei in una situazione imbarazzante. D’altronde, un sacco di volte, negli anni scorsi, mi sono trovato a guidare in gonna e tacchi, e non è mai successo niente, deve succedere proprio oggi?
Arrivo in zona, è molto presto, prima passo davanti al negozio di intimo, scorgo dietro la vetrina la padrona, intenta a leggere sul bancone. Quindi faccio il giro e torno fuori dal paese. Mi infilo nella strada che ho adocchiato da tempo e scopro che non è così deserta e tranquilla come credevo. Da una parte un piccolo albergo, dall’altra un’azienda, dietro ai vetri mi sembra di vedere una fila di impiegati che mi osservano attentamente mentre mi trasformo in una donna (beh, soltanto l’aspetto, ma per intenderci, no?). Tutte balle, mi dico, mentre mi fermo e procedo.
Via pantaloni e polo, ecco gonna e camicetta. Un goccio di fondotinta, copre l’ombra della barba: per quanto abbia avuto una cura mai impiegata, nel farmela, all’ora di pranzo, un’ombra resta sempre. Poi la cipria, copriamo tutto. Cerco la collana, poi è la volta del braccialetto. Ecco, non avevo idea di cosa potesse combinare un solo, banale ed apparentemente innocuo braccialetto. Non riesco a chiuderlo. Non riesco ad afferrare il gancetto dell’apertura, non riesco a farlo star fermo, non riesco ad agganciare l’anello opposto, non riesco, maledizione, scappa dappertutto e non riesco a capire come fanno le donne ad impiegare un milionesimo di secondo ad allacciarli! Sto sudando ed ho il terrore di sciogliere il fondotinta. Impreco neanche tanto sottovoce, alla fine l’impresa riesce, uff!
Infilo il golfino (oggi, per quanto siamo in luglio, ci sta bene, il temporale ha rinfrescato l’aria e il look è perfetto), poi sistemo la parrucca (quella sì, che tiene caldo!), quindi gli orecchini, accertandomi che sbuchino da sotto il caschetto di capelli, infine il tocco finale del rossetto, lo sistemo con cura sulle labbra, poi stringo le labbra per distribuirlo in modo uniforme.
Fatto.
Sistemo il sacchetto che conteneva il tutto (ed ora contiene i pantaloni e la maglietta, insieme alla trousse con i trucchi) dietro il sedile, quindi preparo la borsetta ed il portafogli. Nel portafogli, da donna ovviamente, trovano posto la carta d’identità (non si sa mai, potrebbero chiedermi i documenti, mentre sono a spasso), un biglietto da 50 euro, qualche spicciolo. Poi lo metto nella borsetta, insieme ad un pacchetto di fazzoletti di carta, al rossetto (in caso di ritocchi), le chiavi dell’auto e un pacchetto di caramelle. Ah, anche le mutandine, le mie solite, quelle belle, nere con un bel pizzo, finiscono in borsetta. Giro senza, ma meglio averle dietro, non so perché, ma è meglio.
Mi sposto nuovamente verso il negozio di intimo. Chiudo l’auto ed inizio la mia avventura. Cammino con andatura lenta ma sicura verso il negozio (ho parcheggiato ad una cinquantina di metri, non tanto ma sufficienti per sentirsi spersi in caso di imbarazzi). La sensazione è ovviamente particolare. È bellissimo, m’incammino nell’aria fresca della sera, cerco di percepire le sensazioni di ogni più piccola cellula del mio corpo, cerco di guardarmi “da fuori”, e mi vedo come una donna che sta facendo shopping, normalmente. Ecco, se devo essere sincero, tutta la paura che ho provato nei giorni scorsi, pensando ad oggi, è sparita, sento una forte energia, la stessa che provo ogni volta che indosso abbigliamento femminile. Subito, appena mossi i primi passi, incontro un tizio sui sessanta con il cane. Oddio, ci siamo, penso, invece niente. Indifferenza. Che mi abbia davvero scambiata per una donna? Boh. Raggiungo il negozio, che ha la porta aperta. La signora sta chiacchierando con un’amica seduta di fronte a lei.
“Buonasera” entro. “buonasera” rispondono entrambe, e l’amica esce di corsa. Non che sia scappata, credo che, essendo il paese piccolino, l’occasione di un cliente sia evento eccezionale, e che l’amica volesse soltanto sgombrare per lasciare campo libero.
“Mi dica” fa lei. “Mi riconosce, vero?” le chiedo, non ho più la barba e il look inganna, indubbiamente. Lei ha un attimo di esitazione, poi il suo volto si illumina “Ah! Ma certo! Buonasera, ma complimenti…! Sta benissimo!”. “Beh, insomma…” rispondo, guardandomi allo specchio. È la prima volta che mi guardo in uno specchio a figura intera, quelli che ho in casa non sono così grandi, e devo dire che forse la signora non ha torto. “No, no, complimenti davvero, ha gli abbinamenti giusti, un buon gusto, e il risultato generale è perfetto, va benissimo, ancora complimenti” ripete entusiasta. Con un po’ di imbarazzo, le chiedo un paio di mutandine adatte alla mia condizione ibrida. Mi mostra qualche modello decisamente impegnativo, davvero femminili e belli, ma che non possono farcela a sostenere il tutto. Poi finalmente entra nell’ordine di idee e tira fuori un modello di Chantelle. Belle. Davvero. Un discreto pizzo sul fianco, ma mi sembrano piccole, al cavallo. “Dovrei provarle” azzardo con un pizzico di incertezza. “Ma certo, si accomodi nel camerino”, io entro, le provo: perfette. Sono tentato di prenderle “il prezzo?” “Dunque, sono 38 euro, ma le faccio il 20% di sconto, fa 30 euro”. Francamente troppi, penso io. Oddio, sono belle e mi stanno benissimo, la tentazione è forte e forse, inconsciamente, 30 euro li avevo preventivati, ma non me la sento. “Va bene, le dico, ma non so bene, non sono convinta, sono un po’ piccole, ancora…” dico una balla per prendere tempo. Mentre lei sta cercando altri modelli, guardo l’ora e le dico che devo scappare, devo ancora andare a fare un po’ di spesa, e che ripasso poi per le mutandine. “Ecco, azzardo, volevo un consiglio sincero da lei” “dica pure” fa lei. “Se vado al supermercato lei dice che non ho problemi?” “Ma assolutamente, vada pure tranquillo, che va benissimo così, sta benissimo!” ripete con calore. Grazie. Esco. Però, quelle mutandine… forse le prendo, ma più in là, dopo l’estate. In questo periodo ho speso già troppo per la mia amica interiore.
Mi incammino verso l’auto, felice. È andato tutto bene e mentre prendo in mano il telefono per controllare se qualcuno mi ha cercato, questo si mette a suonare, è mia moglie. Sono vicino all’auto, entro e rispondo.
Ma ora la chiudo qua, se no diventa troppo lunga, la racconto a pezzi, è meglio.
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Joshua
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Ha la tessera, signora?

Messaggio da Joshua » 30 luglio 2014, 23:01

Chiudo la telefonata con mia moglie e vado nel negozio del trucco; non propriamente una profumeria, ma uno di quei negozi di paese, con borse e camicette, specializzatosi in estetica. La telefonata di mia moglie mi ha impedito di fare una cosa che mi sarebbe piaciuta, fare a piedi il tragitto da un negozio all’altro, non è tanto, ma sono circa duecento metri e mi avrebbe dato il tempo di riflettere, da un lato, e dall’altro di passeggiare tra la gente studiandone le reazioni. Poco male. Anzi, visto che il tragitto ormai è stato interrotto, approfitto per spostare l’auto un po’ più avanti.
Mi avvicino ed entro nel negozio insieme ad un uomo, che finge indifferenza, rivelatosi poi “di casa”, probabilmente il marito della signora. C’è un’altra cliente, sta scegliendo dell’ombretto, o comunque qualcosa per gli occhi, e devo fare anticamera. Intanto giro per il negozio, scorrendo magliette e golfini, e utilizzo il classico trucco femminile, sbircio l’uomo attraverso lo specchio, fingendo di guardarmi. Mi osserva. Sono in preda all’ansia e sto pensando ad una scusa per fuggire, ma rimango. Finalmente la cliente, tra l’altro simpatica, se ne va e tocca a me. Compro dello smalto, sempre marrone, e le chiedo se mi ha riconosciuto. “Certo.” risponde senza esitazione. Questa è di una pasta diversa da quella dell’altro negozio. È sincera e senza complimenti, se qualcosa non va te lo fa capire. Chiedo anche a lei come vede il risultato generale della mia figura, e ottengo un cordiale e misurato assenso, con un accenno particolare alla parrucca, mi dice che le piace molto, è un caschetto castano scuro, con qualche riflesso rossastro e la frangetta. Insisto, chiedendo anche a lei se posso permettermi di andare a fare la spesa. “Ma certo, che domande. Non si preoccupi, sta bene”.
Saluto ed esco, passando di fianco ad un panificio, la cui commessa sta spazzando il marciapiede e non mi degna di uno sguardo, starà pensando ai fatti suoi e mi avrà davvero scambiata per una donna, senza avermi osservato con attenzione.
Bene. Da questo primo assaggio ho tratto una maggiore consapevolezza e una certa tranquillità d’animo. Vado finalmente verso il centro commerciale, parcheggio sotto e do un’occhiata al trucco, ritoccando le labbra col rossetto. Sono le 19,30. Esco dall’auto e mi dirigo verso la porta che dà nei locali del centro commerciale e al supermercato, così come ho immaginato di fare molte volte, durante le ultime settimane. Solo che stavolta è vero, stavolta ci sono proprio, nei panni di una donna. È il momento che aspettavo. Salgo le scale.
Entro senza esitazioni, mi fermo nel reparto ortofrutta, metto il prescritto guanto (con un po’ di difficoltà dovuta all’agitazione, comunque presente), prendo un paio di mele e un finocchio (nessuna malizia, per favore), mentre nel reparto si aggirano una mamma con un bimbo di circa sei/sette anni, il quale non ha nessun sospetto che io non sia una donna, altrimenti sarebbero fioccate di sicuro le domande, e un paio di uomini che “nun je ne può frega’ de meno”. Metto la merce nel cestino con le rotelline, vado ai frighi, latte, due mozzarelle, poi prendo del pane dal reparto accanto al bancone della gastronomia, che sta chiudendo, e mi accorgo che la ragazza del banco mi osserva con curiosità. Mi avvicino e le chiedo se può servirmi, ottenendo un educato e cortese “mi spiace”, stanno proprio ritirando tutto.
Mi aggiro ancora tra gli scaffali cercando l’espositore delle spezie, ho bisogno dell’origano per la caprese, e intanto penso che non può finire così presto. Tutto qui?, sto ancora pensando, con un pizzico di delusione per tutta quest’ansia che ora mi sembra fosse immotivata. Non trovo le spezie, rompo di nuovo le scatole alla ragazza del banco, che me le indica, ringrazio e saluto. Nessuna concessione alla mia curiosità di sapere che effetto faccio agli altri. Vado alle casse, di nuovo dietro alla mamma col bimbo di prima, anche ora senza problemi (in realtà i bambini sono la prova più impegnativa, in quanto non hanno filtri e non si vergognano di fare domande). La cassiera, una ragazza sui vent’anni o poco più, mi rivolge la domanda di rito per tutti: “Ha la tessera, signora?”.
Ho sentito bene? Forse la mia immaginazione mi ha fatto uno scherzo, non è vero, eppure sì, mi ha chiamato “signora”, vorrei urlare di soddisfazione, forse l’ha fatto per gentilezza, ha pensato che in questa situazione io avrei gradito essere considerata al femminile. D’accordo, dopo settimane passate a dire che non ho alcuna intenzione di sentirmi donna, né di diventarlo, ma soltanto di poter indossare abiti femminili in pubblico, dovrei glissare sul termine. Invece mi colpisce. Non so, va bene tutto, ma quel “signora” mi ripaga del lavoro di preparazione di settimane. Quel “signora” è indice di un minimo di accettazione da parte del mondo esterno, mi fa capire che tutto sommato la vita potrebbe essere meno complicata di quanto io immagini.
Così, sull’onda dell’entusiasmo, decido di rovinare tutto. “Mi scusi”, chiedo con un filo di voce, “prima mi ha chiamato “signora”?”. Lei quasi non mi fa finire la frase, “Sì, mi sono sbagliata, mi scusi”, è in evidente imbarazzo, poverina. “No, no, anzi, volevo dirle che mi ha fatto molto piacere, è stata gentilissima. Sa, mi sento molto agitata”. Lei sorride imbarazzata e da quel momento non dirà più una parola, se non il rituale e professionale “Grazie, arrivederci”.
Prendo il resto, infilo la merce nel sacchetto e mi allontano. Arrivederci. Salgo in auto e filo via, per stasera è andata. Ma prima volevo togliermi una soddisfazione. Entro nel negozio dei cinesi, nel quale l’altra settimana ho acquistato il portafogli e il “santo” golfino che mi ha salvato la serata, senza questo golfino nero morbido, comodo, avvolgente e assolutamente femminile, non sarei riuscito ad ottenere questi abbinamenti di colore nero/marrone. Il ragazzo alla cassa mi aveva fatto i complimenti per le cose che avevo comprato per mia moglie, volevo vedere la sua espressione adesso. Impassibile. O non mi riconosce (possibile), oppure non mi guarda neanche. I cinesi (gli uomini cinesi) sono in genere fortemente contrari agli uomini che indossano abiti femminili, perché hanno (in genere, ma posso facilmente essere smentito) un’opinione della donna diversa da noi. O meglio, hanno in mente per l’uomo un ruolo più autoritario rispetto a noi, ai nostri uomini, che ormai sono abituati alle donne volitive e di comando. Mi sono impegolato in un complicato discorso socio-culturale, e forse è soltanto una questione di cultura, nel senso di istruzione. I cinesi che vengono in Italia sono in linea di massima semplicemente poco colti. Le ragazze sono invece molto aperte e ti servono con entusiasmo, mi era capitato qualche anno fa, in un negozio che ho frequentato spesso per acquistare gonne e vestiti (là avevo comperato la mia amatissima gonna di jeans), e mi capita in questi giorni, in quel negozio in cui appena mi vede la ragazza, cinese, mi riconosce, si illumina e mi saluta sempre con calore.
Fatto sta che questo ragazzo si dimostra freddo e distaccato, quindi rinuncio a qualsiasi cordialità e me ne vado.
Cerco un posto appartato per cambiarmi e struccarmi. Ora è davvero finita, questa giornata speciale. È il momento di trarre delle conclusioni, ed io non ne ho. Ho ricevuto, in queste settimane, consigli, commenti, critiche, ma alla fine di questa giornata io mi sento soltanto un po’ stordito. Per la grande fatica di dover prevedere ogni piccolo imprevisto e per la grande attenzione che ha richiesto l’andare in giro con una figura non mia, non abituale perlomeno. E anche per la soddisfazione, per niente scontata, nel vedere che si può fare, che posso mettere una gonna e andare in mezzo alla gente, a patto di prendere le dovute precauzioni: un uomo con barba e gonna si fa sicuramente notare di più, ho dovuto sforzarmi, visto che non amo farlo, di portare un minimo di trucco e accessori, parrucca compresa, femminili.
Chissà perché si nota di più un maschio con la barba che mette la gonna (vedi quanto ha fatto discutere il recente caso di Conchita Wurst all’Eurofestival, che invidia!), piuttosto che la “normalità” di un uomo che cerca di vivere una realtà completamente femminile, rivolta alla futura completa transizione.
Ma io oggi non ho voglia di considerazioni complicate o sociologiche, oggi voglio soltanto godermi una grande giornata.
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Joshua
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The day after

Messaggio da Joshua » 1 agosto 2014, 18:14

Stamattina sono andato nel supermercato dell'altra sera, volevo tornare sul "luogo del delitto"
Ho comprato del pane e altre inezie.
Alla cassa c'era la stessa ragazza, mi ha guardato e ha messo su un sorrisino.
Arrivato il mio turno, pagando, le ho detto "mi spiace averla messa in imbarazzo, l'altra sera".
Lei ha tentato la fuga, fingendo di accigliare gli occhi "l'altra sera...?"
"Sì, credo che mi riconosca, no? Ero...
"Aah, sii... Ma si figuri, no, nessun imbarazzo. No, no, stia tranquillo, proprio nessun imbarazzo". Voleva dimostrare di essere una che ne ha viste parecchie, e di travestiti pure.
Potrebbe anche essere così, non la conosco abbastanza. Volevo aggiungere altro, volevo chiederle qualcosa del tipo se stavo bene o male, un minimo giudizio, insomma, un commento sulla cosa. Fortunatamente, ho taciuto.
Comunque saluto sorridendo e lei risponde sorridendo amichevolmente.
Adesso la mia amica interiore va in letargo per circa tre mesi, e si risveglierà, come di consueto, tra fine ottobre e novembre.
55 anni e credo che ancora non bastino per definirmi adulto...

Antonietta Albano
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Re: Sopralluogo

Messaggio da Antonietta Albano » 8 settembre 2014, 8:43

Buongiorno,
Ho letto con attenzione i vostri post...
Sono qui ad ascoltare e ad accogliere tutte le emozioni, che riuscite a vivere!!
Posso solo immaginare la difficoltà e il desiderio che lottano, per poter emergere... Per poter "essere" in un modo unico, che solo noi al momento ci riconosciamo!
Direi... Diamo tempo al tempo! Non abbiamo fretta... Cerchiamo di vivere e viverci quegli attimi e quelle emozioni, che debbono prendere "parte" nella nostra vita. Dobbiamo trovare l'integrazione tra il nostro io ideale e quello reale, affinché un giorno possiamo uscire allo scoperto, soprattutto per noi stessi!!
Un caro saluto affettuoso :oops:
Dr.ssa Antonietta Albano (Psicologa e Pedagogista. Psicoterapeuta e Sessuologa.
Ambiti di intervento: Psicologia Clinica-Sessuologia Clinica-Psicologia Giuridica

"Non si vede bene che col cuore... l'essenziale e' invisibile agli occhi"! ).

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