Operazione Halloween

Gli atteggiamenti e le motivazioni sessuali della maggior parte delle persone sono coerenti con il loro sesso biologico. Siano eterosessuali oppure omosessuali, la maggior parte degli uomini si considerano uomini e la maggior parte delle donne si sentono donne. Ci sono certi individui, invece, che hanno dei concetti di sé, che riguardano il sesso, che contrastano con il loro "sesso biologico". Un maschio può desiderare ardentemente di essere una donna ed una donna altrettanto desiderare di essere un uomo. Ci troviamo di fronte al fenomeno del transessualismo. Parliamone

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Joshua
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Operazione Halloween

Messaggio da Joshua » 24 ottobre 2014, 13:54

E' ufficiale.
Mia moglie ed io siamo prenotati ad una cena di Halloween.
Venerdì prossimo saremo ad una cena (con altre 50 persone) a 300 km da casa, vestiti entrambi da strega.
Io indosserò una gonna corta (non proprio mini, diciamo molto sopra il ginocchio), collant e stivaletti al polpaccio, poi maschera, cappellacci da strega e mantello per entrambe.
Non vedo l'ora...!
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Antonietta Albano
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Re: Operazione Halloween

Messaggio da Antonietta Albano » 25 ottobre 2014, 21:55

Buon divertimento..

In attesa di leggere come ci siamo sentiti in questa "nuova" esperienza!!
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Joshua
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Re: Operazione Halloween

Messaggio da Joshua » 30 ottobre 2014, 1:20

Appuntamento dall’estetista alle 11,15.
Roberta è sempre affabile, mi saluta dandomi del tu, fino all’anno scorso, anzi fino all’altro giorno nelle telefonate, ci davamo del lei. È brava, veloce e non fa male. Beh, un po’ sì, ma solo nella zona inguinale. Stamattina ho passato sulle gambe l’olio che mi aveva dato lei stessa l’anno scorso in un paio di campioncini, che ammorbidisce la pelle e favorisce l’espianto del pelo.
Subito dopo aver parcheggiato mi sono dato velocemente lo smalto. Sono entrato in abiti maschili, indossando però gli stivaletti bassi da donna, su pantaloni e calzini, gli occhiali scuri e la borsetta con dentro tutto il necessario per la metamorfosi: gonna, parrucca, collant, cipria, rossetto e smalto (per eventuali ritocchi), braccialetti, orecchini e collana, portafogli (quello da donna). Mi piace molto questa borsetta, elegante ma capiente, con un sacco di tasche, manici corti ma non cortissimi, insomma molto femminile; comprata dai cinesi per 12,90. Sotto gli abiti, avevo già indossato a casa mutandine (quelle di Chantelle da trenta euro) e una sottoveste nera.
La depilazione è andata avanti tra chiacchiere esistenziali, miei sfoghi su come sia difficile vivere una femminilità che devi nascondere, ecc…
Poi mi ha lasciato il tempo di vestirmi. Ho preso dalla borsetta i collant color moka. Assaporo questo momento che per me è il più bello di tutti: faccio scorrere il velo leggero della calza sulla pelle della gamba finalmente liscia e morbida, e godo. Godo, sì, lasciatemelo dire, è la sensazione principe, quella che mi spinge a fare tutto questo. Di tutto il faticoso giro di cose che faccio per sentirmi femminile, la cosa che adoro di più sono le calze (collant e altre forme) sulla pelle morbida e calda di una donna. E oggi, anche la pelle delle mie gambe si presenta, alla vista e al tatto, morbida, liscia e vellutata come quella di una donna. Poi la gonna e gli stivaletti, infine i dettagli, trucco, bigiotteria e parrucca. Ecco fatto. Una donna un po’ sui generis, è vero, ma mi sento bene, finalmente, raccolgo il resto della mia roba ed esco dalla stanza.
Roberta mi sorride e mi dice che sto bene, intanto le chiedo di allacciarmi il braccialetto. Per me sono una maledizione, riesco a slacciare il reggiseno ad una donna con un gesto di un secondo, ma agganciare un braccialetto è sempre stato impossibile per me. Pago e esco. Gabrielle va finalmente in giro per il mondo.
Prendo la tangenziale e vado fino al supermercato. Mentre guido osservo le mie gambe. C’è una gonna da cui esce un paio di ginocchia, sulle quali si stende il fresco calore del collant, e sono le gambe di una donna, che nella pausa pranzo sta andando a fare un po’ di spesa. Per l’emozione ogni tanto mi accorgo che è meglio che osservi di più la strada, invece di ammirare le mie ginocchia femminili.
Parcheggio sotto, come le altre volte. Per la seconda volta, dopo la scorsa estate, Gabrielle va a fare la spesa, ma stavolta in pieno giorno. Che ansia, il supermercato sarà pieno di gente, ma dopo quell’esperienza, Gabrielle ha una consapevolezza più forte, sarà una prova in più.
Sorpresa, il supermercato è quasi deserto. Vado a prendere il latte e incrocio un ragazzone (sarà due metri) che mi osserva. Poi passo davanti al bancone della gastronomia e il ragazzo che sta dietro mi sorride salutandomi. Mentre mi allontano per prendere il pane, vedo che il ragazzone di prima si avvicina al bancone e parla con il commesso, ed entrambi guardano verso di me ridendo allegramente. Ahi. Una fitta.
Vado alla cassa, mentre il ragazzo che era dietro il bancone della gastronomia viene invitato dall’altoparlante ad andare ad aprire un’altra cassa, e ci viene accompagnato dal ragazzone. Ridono. Altra fitta.
Pago alla signora della mia cassa e vado giù al parcheggio. Mollo la roba nel baule e torno su, voglio farmi vedere nel negozio di abbigliamento dei cinesi. Poca gente, io inizio a girare tra gli appendiabiti carichi di gonne e vestiti, prendo una gonna in mano, bella, un tubino corto beige con disegni cachemire, ma mi accorgo che gli stanzini di prova sono tutti occupati. Con la gonna in mano mi aggiro nei dintorni, quando incrocio una ragazza bionda che mi guarda negli occhi. Si avvicina alle altre che stanno provandosi delle cose, due parole e si voltano tutte e tre verso di me, mettendosi a ridere. Terza fitta.
E’ duro sopportare il sarcasmo della gente, ma in fondo dobbiamo accettare che faccia parte del gioco. La mia passione prevede anche il rischio di apparire ridicoli, e qualcuno ogni tanto si prende la briga di fartelo pesare. Ma non importa, oggi è un giorno ok, quindi proseguo la mia strada con sicurezza, nonostante le ferite.
Faccio finta di niente, vado nel settore della bigiotteria, cerco un paio di orecchini grandi, perché i miei si sono rotti. Cerco nella lunghissima schiera di orecchini, ma è un’impresa, perché sono tutti per i buchi, io non li ho, ho bisogno delle clips. Mi guardo in giro, aldilà di una vetrina che funge da divisorio, una ragazza mi sta osservando con aria severa. Allora la chiamo e chiedo a lei. Si mette a cercare, ma non ce la fa neanche lei.
Basta, per ora è sufficiente. L’ora del rientro al lavoro si avvicina, e devo avere il tempo di passare da casa a rinfrescarmi.
La sera tento di fare un altro giro, ma mi va male: per prima cosa arrivo tardi, alle sette e un quarto devo ancora cambiarmi, non è cosa, lasciamo perdere. Vado verso il discount in cui sono andato con la gonna, quest’estate, ma ha cambiato gestione ed orario, invece che alle otto chiude alle sette e mezza.
Via, chiamo Mario, mi cambio e andiamo a mangiarci una pizza.
Bello, avere un amico sincero.
Questo succedeva ieri.

P.S. "Gabrielle" è il nome che ho scelto per la mia amica interiore. Non so se l'avevo detto prima.
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Re: Operazione Halloween

Messaggio da Joshua » 30 ottobre 2014, 15:05

Ieri sera abbiamo messo nostra figlia su un treno, siamo andati a mangiare qualcosa in un bar (una “apericena”) e poi siamo tornati a casa, dove abbiamo (ho) fatto la prova generale per la serata di Halloween. Mia moglie si stupisce della quantità di roba appena acquistata che tiro fuori: borsetta, fondotinta, rossetto, smalto, autoreggenti, scarpe “ballerine”, portafogli da donna, mutandine con pizzo, braccialetti, collana… Indosso il tutto, parrucca compresa, mi trucco ed indosso maschera, cappellaccio da strega e mantello.
Vado a guardarmi nello specchio, il risultato è una strega un po’ sovrappeso, ma mia moglie mi dice che sto bene, mi osserva con un misto di stupore, di amore e un pizzico di invidia perché, dice lei, ho delle belle gambe, andando in giro potrei effettivamente essere preso per una donna, se non fosse per le spalle e per le mani…
Comunque. Incasso i complimenti di mia moglie, mi strucco, mi tolgo le lenti, mi spoglio tenendo però addosso le calze autoreggenti, la sottoveste e le decolté col tacco a spillo. È vestito così che scrivo.
Ed oggi condivido.
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Re: Operazione Halloween

Messaggio da Joshua » 30 ottobre 2014, 21:56

Sensazione strana ed eccitante.
Nostra figlia a Bologna fino a domenica, ho campo libero per "Gabrielle". Ieri sera la prova generale per il travestimento di Halloween. Stasera, sotto lo sguardo amorevole di mia moglie, indosso i collant moka leggeri, 20 den, la mia adorata minigonna di jeans e le ballerine nuove. Con questa tenuta comoda, i preparativi per la partenza di domani si incrociano con quelli per la cena, c'è tempo anche per sedermi sul divano a leggere il giornale. Accavallo le gambe, mi fa un effetto vedere sul divanetto della cucina un paio di gambe femminili, le mie. Che situazione adorabile. Che moglie adorabile. L'abbigliamento delle donne è adorabile e il sentirmi (un po') donna è adorabile, una sensazione di pace interiore. Finalmente.
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Re: Operazione Halloween

Messaggio da Antonietta Albano » 2 novembre 2014, 19:13

Gabrielle...

Nome elegante, dalla sensazione di leggerezza....

Ed e' proprio questa la sensazione che ho percepito: ironia, serenità e leggerezza.

Devo fare i complimenti alla moglie, dallo spirito davvero amorevole e a Gabrielle.... Grazie di averci aperto il cuore!

Una buona domenica
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Le due streghe di Halloween/1

Messaggio da Joshua » 3 novembre 2014, 0:30

Mia moglie mi appoggia perché mi vuole molto bene, ma anche per lei è molto difficile...
Ma ecco il primo tratto di racconto della serata di Halloween, diviso in tre parti per non appesantire troppo.

Arriviamo nel parcheggio dei camper alle 19,00. La cena è alle nove, abbiamo un’ora e mezza per prepararci, dovrebbe bastare, salvo imprevisti.
Comincio subito con le unghie, perché dopo aver messo le lenti a contatto non sarò in grado di vedere da vicino. Smalto marrone, devo dare un secondo strato perché uno solo è un po’ trasparente. Il secondo strato si rivela complicato da gestire, il medio della destra è un disastro. Va bene così, pazienza.
Una passata di rasoio perché la barba, da stamattina, si fa sentire, poi le lenti. Solite difficoltà (le lenti non fanno per me, questa sarà l’ultima volta che le metto), solite imprecazioni, poi vanno a posto.
Mentre mia moglie si cambia con calma, visto che il suo travestimento (un vestito nero con fiamme rosso vivo, un cappello con veletta, un pipistrello sulla spalla, calze nere e tacchi alti) è meno problematico del mio, io indosso veloce calze autoreggenti, mutandine, sottoveste di raso, gonna, maglia, collana e braccialetto. Quest’ultimo, come sempre, devo farmelo allacciare da lei.
Poi vado al trucco: cipria a gogò e il rossetto, con l’aiuto di mia moglie che mi disegna il labbro superiore, troppo sottile. Quindi indosso parrucca e scarpe col tacco dieci. Esco dal camper così, una prima volta, per andare a collegare il cavo della corrente elettrica e inserire della moneta per averla per la notte. Un po’ di paura, ma niente male come mi muovo sui tacchi!
Risalito a bordo, indosso maschera, mantello e cappellaccio da strega. Ecco la Strega Gabrielle!
Un ultimo controllo alla borsetta: portafogli da donna, la roba da trucco, le “ballerine” per entrambe, in caso di serata movimentata in modo imprevisto o di piedi doloranti. Le due streghe sono pronte. Sono le 20,30, abbiamo fatto appena in tempo.
Uscendo dall’area di sosta, procediamo a fianco di una famigliola con un bimbo sui dieci anni. Ci guardano un po’ perplessi, senza dire una parola, e sì che di solito tra camperisti ci si parla sempre volentieri! Ci incamminiamo lungo la strada che porta al castello, che non è tanto lunga, ma per due poverette coi tacchi si dimostra impegnativa. Le mie sensazioni sono indescrivibili. Fare un pezzo di strada così lungo in abiti femminili è già una grossa conquista. Mi sento bene, per nulla a disagio, sento l’aria fresca sulle gambe e sotto la gonna, sensazione meravigliosa per me. Camminiamo come due amiche che vanno ad una festa. Arriviamo comunque in anticipo al castello, entriamo nel cortile medioevale, molto suggestivo, con i tacchi incerti sulla pavimentazione di ciottoli vivi. Il portico è ancora poco animato, una ventina di persone, alla fine saremo circa 70.
Dopo essere passate in segreteria per l’accreditamento, prendiamo i calici di vino che ci vengono offerti e ci mettiamo in un angolo ad aspettare gli altri. La mia figura, soprattutto, è quella che suscita espressioni di divertito stupore, quando ci si rende conto che quella strega in minigonna non è una donna. La cosa mi diverte molto, anche se mi sento un po’ in imbarazzo. Sentirmi una figura femminile in mezzo alla gente mi fa sentire bene, sento un’energia addosso che non provavo da tanto. Ho la stessa emozione che ho provato quando sono andata a fare la spesa come Gabrielle. Ed è il motivo per cui, parlando di me in questo racconto, uso di preferenza il genere femminile.
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Le due streghe di Halloween/2

Messaggio da Joshua » 3 novembre 2014, 22:31

Mi siedo accanto ad una ragazza vestita da infermiera zombie, con un occhio reso putrido da un bellissimo trucco, accanto a lei sua madre nei panni di Morticia Addams. Unisco le ginocchia e vi poggio sopra la borsetta, ogni tanto accavallo le gambe. Mi fa i complimenti, ridendo di gusto, per il mio travestimento. “Belle queste scarpe! Ma che numero sono?”, poi un commento sul fatto che sulle gambe non ho peli, “Sì, mi sono depilato” ho risposto. In ogni caso mi fanno i complimenti per le gambe, mi dicono che sto molto bene. Facciamo qualche foto e ce ne facciamo fare una insieme.
Intanto osservo le coppie che arrivano, tra diavoli, streghe e mostri, problemi con i tacchi per tutte, sul ciottolato del cortile. Sono soprattutto le donne ad osservarmi con insistenza: le più sorridono, qualcuna è perplessa.
Arriva il momento della cena, ci fanno salire al quarto piano (otto rampe con i tacchi!), ci sediamo nei posti già assegnati dai cartellini segnaposto, e iniziamo a chiacchierare tra noi. Davanti abbiamo una coppia non in costume, di fianco a loro un bellissimo “Dracula”, in compagnia di una strega con i capelli rossi. Entrambe due splendide donne. Io intanto mi aggiro nella sala, sempre più sicura sui tacchi, facendo foto alle due tavolate. Mi fanno i complimenti per il look, battute sulla parrucca poco stregonesca, mi dicono che ha un che di francese, “bene, sarò una strega francese!” rispondo ridendo.
Durante la cena i giochi (per la verità un po’ debolucci) si susseguono alle portate. La donna davanti a me, quella non in costume, durante la conversazione ad un certo punto, osservando le mie gambe accavallate, si mette a ridere e mi dice “Complimenti per il coraggio… mettersi in minigonna!” e ride ancora. Io rispondo “…ma devo confessare che si sta molto bene in minigonna”. Sistemo l’orlo della gonna facendo spuntare fuori in modo strategico il pizzo della sottoveste. Passa qualche minuto, e colgo al volo lo sguardo della donna che sbircia con destrezza il pizzo che spunta. Sto imparando i trucchi seduttivi delle donne?
Intanto, sono oggetto dello “scherzetto” del personale, che fa finta di non portarmi il piatto del primo. Quando tutti sono serviti, io rimango senza per un bel po’. Comincio a preoccuparmi, guardo verso la cucina. Dopo un bel po’ di tempo, arrivano in due: “Per lei, mi dice la ragazza, dolcetto…” mettendomi di fronte un piatto con gli gnocchi che hanno tutti gli altri “…e scherzetto!!” posando il secondo piatto con una magnifica porzione di lasagne!
Aldilà della doppia portata, mi ha lusingata il fatto che la mia ricerca di visibilità abbia avuto successo. Lo scherzo è stato fatto a me in quanto sono il soggetto che colpisce, della serata. Bene. Intanto io assaporo il piacere di indossare la leggerezza del mio abbigliamento femminile, il piacere del velo delle calze che mi accarezza le gambe e della gonna che rappresenta per me la libertà di muoverle, in generale quel “sentire” il proprio corpo che è propriamente un bisogno della donna.
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Le due streghe di Halloween/3

Messaggio da Joshua » 4 novembre 2014, 20:49

Mentre si susseguono gli interventi degli animatori, ai quali a fine serata mi pentirò di non aver partecipato abbastanza (beh, nonostante il coraggio del travestimento e la disinvoltura nel portarlo, un po’ di imbarazzo c’è, timido ero e timido rimango), un altro riconoscimento mi arriva da uno dei personaggi che recitavano dei monologhi, una ragazza che impersonava Lilith, il demone della lussuria, tenendo una rosa in mano. Alla fine del suo numero, viene verso di me dicendo “…e voglio salutarvi offrendo la mia rosa a colui che potrebbe diventare il mio sposo… o la mia sposa!” e mi porge il fiore sorridendo. Wow, non mi aspettavo questo! Balbetto un ringraziamento guardando mia moglie, senza sapere bene cosa fare. Riflettendoci ora, penso che avrei dovuto alzarmi e dare due bacini di ringraziamento, come fanno tutti coloro che ricevono un premio. Magari mi avrebbe portato al centro della scena per un applauso generale. Ma è il senno di poi, in quel momento ero molto emozionata e anche un po’ condizionata da mia moglie, non so quanto avrebbe apprezzato che io fossi così tanto al centro dell’attenzione. Più di quanto già lo fossi, intendo.
Finita la cena, una guida ci porta a visitare il castello. Medioevale, bello, una visita culturalmente interessante, in due gruppi di una trentina di persone. Mi sento bene, a mio agio, nel camminare sui tacchi attraverso le varie stanze medioevali, meglio di altre donne soprattutto mentre attraversiamo di nuovo il cortile di ciottoli. Finita la visita, verso l’una di notte, facciamo i complimenti alla nostra guida e sciogliamo il gruppo, salutandoci senza particolare calore. In effetti, non c’è stato un particolare affiatamento durante la serata…
Incamminandoci per il rientro al camper, mentre pensiamo preoccupate alla strada da rifare sui tacchi, abbiamo un attimo di paura, perché dobbiamo passare (la via è obbligata) davanti ad un locale strapieno di ventenni che schiamazzano ed occupano tutta la larghezza della strada. Ci guardiamo e andiamo avanti spedite, camminando sui tacchi verso il frastuono, attraversandolo con lo sguardo basso, nella vana speranza (see, figurati!) che io venga scambiata per donna. Mentre passiamo “sento” su di noi, senza vederli, gli sguardi dei ragazzi, tra commenti ironici sia sul travestimento, sia sui dubbi riguardo alla mia femminilità, sia addirittura sulla femminilità di mia moglie (ho sentito un “Ma è uno o sono due?”). Ma tutto fila liscio, passiamo. Per un attimo ho provato ciò che prova una donna girando per strada, in luoghi non totalmente sicuri. Paura, ma forse c’è anche un pizzico di desiderio di mettere alla prova il proprio potere di seduzione. Un brivido caldo.
Arrivate, dopo la lunga camminata, al camper, mia moglie si spoglia in fretta e si mette a letto, al caldo, io lo faccio molto più lentamente, vorrei che questa serata non finisse ancora. Non ho sonno e non faccio altro che scorrere davanti agli occhi le immagini della serata, della mia femminilità, degli sguardi della gente.
Meravigliosa esperienza al femminile, forse irripetibile, o forse sì, ma io adesso non riesco a provare sonno. Sono soltanto felice e molto, molto emozionata.
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Re: Operazione Halloween

Messaggio da Joshua » 6 gennaio 2015, 2:17

Dottoressa Albano, grazie per gli auguri di buon anno, graditissimi e che ricambio di cuore.
Grazie, inoltre, per il sostegno che ho percepito da lei in quest'ultimo, complicato periodo.
Volevo soltanto aggiungere, avendo notato (strano, a dirsi) soltanto ora che lei è di Parma, che il teatro della serata per quanto riguarda le due "streghe di Halloween" era quello della Rocca di Fontanellato.
Penso che lei lo conosca, è davvero bello, sia il castello che il borgo.
Cordiali saluti e ancora buon anno! :wink:
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Re: Operazione Halloween

Messaggio da Antonietta Albano » 11 gennaio 2015, 12:15

Si, borgo molto suggestivo!

Un caro saluto affettuoso a voi e tanta serenità per questo nuovo anno!

e... Lieta di ascoltarla!!
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