Identità di genere

Gli atteggiamenti e le motivazioni sessuali della maggior parte delle persone sono coerenti con il loro sesso biologico. Siano eterosessuali oppure omosessuali, la maggior parte degli uomini si considerano uomini e la maggior parte delle donne si sentono donne. Ci sono certi individui, invece, che hanno dei concetti di sé, che riguardano il sesso, che contrastano con il loro "sesso biologico". Un maschio può desiderare ardentemente di essere una donna ed una donna altrettanto desiderare di essere un uomo. Ci troviamo di fronte al fenomeno del transessualismo. Parliamone

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Sylver
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Identità di genere

Messaggio da Sylver » 17 agosto 2015, 19:43

Ciao a tutti, come ho scritto nel titolo della discussione, quello di cui vorrei parlare è il sentire, che mi accompagna fin da quando ero piccolo, di essere nato in un corpo che non rispecchia ciò che invece sento di essere. Premetto che questo non ha mai sfociato in nessuna "perversione", nè è fonte di alcun tipo di eccitazione, vale a dire..sono nato maschio e non c'è giorno che passa che io non speri di svegliarmi una mattina e scoprire, guardandomi allo specchio, che la persona imprigionata in questo corpo è riuscita a venir fuori, senza che questo sia mai stato un aspetto fonte di eccitazioni o giochi nella sfera intima, ci tengo a sottolineare questo perchè per me è un problema, se cosi possiamo definirlo, che mi ha causato momenti difficili, a volte anche sfociati in mini-depressioni. Da piccolo non avevo alcun problema a giocare con le bambole, a vestirmi come una bambina, a volte anche a giocare con i trucchi. A scuola tendevo sempre ad avere amicizie femminili, è una cosa che faccio anche adesso, con i maschi lego meno e non mi identifico mai nelle figure maschili per eccellenza, gli status symbol dell'essere "uomini" non mi sono mai interessati, non mi è mai interessato sembrare o essere virile. Detto questo credo sia anche opportuno dire che non ho mai manifestato attrazione per altri uomini, al contrario, ho sempre avuto relazioni "normali", con ragazze, e attualmente convivo. Nonostante io abbia da sempre avuto la sensazione di sapere che cosa sono, sono solamente alcuni anni che penso di averlo compreso appieno, forse perchè fino ai trent'anni ho pensato che fosse un qualcosa che si potesse in qualche modo "soffocare", o nascondere in quella che è stata fino ad oggi una vita tutto sommato serena e tranquilla. Con la mia compagna non mi manca nulla e la nostra è una storia come moltissime altre, parliamo molto e a lei ho confidato questo mio problema. So che questo è riconosciuto come disturbo dell'identità di genere, il che mi rende (stando alle informazioni che ho raccolto in questi anni) una persona transessuale, il fatto che anche nel caso fossi una donna, continuerei ad essere attratto dalle donne, farebbe di me anche una persona omosessuale... (sembra un paradosso detto cosi me ne rendo conto) In definitiva..so che esistono percorsi che possono essere intrapresi per arrivare ad una transizione, quello che mi chiedo è..se avessi ancora vent'anni, o di meno, se non avessi una famiglia, un lavoro, una vita avviata..forse sono solamente scuse, forse in realtà dovrei solamente avere un po' piu di coraggio, ma al tempo stesso mi domando se sia giusto, nei riguardi delle persone a me care, intraprendere qualcosa che quasi certamente rischierebbe di distruggere tutto, forse facendo uscire la mia vera identità, ma a che prezzo...sono molto confuso, spero di poter scambiare opinioni ed esperienze con altri come me o con chi è più esperto nel poter dare consigli o opinioni..

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Joshua
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Re: Identità di genere

Messaggio da Joshua » 11 settembre 2015, 13:31

Ciao Sylver
In attesa di consigli dagli esperti, posso condividere con te la mia esperienza.
In altri post ho descritto i miei problemi, ed ho ricevuto un aiuto importante da parte di alcune persone.
Non dici la tua età, ma da quello che scrivi mi sembra che tu abbia un'idea abbastanza "soft" del tuo... problema.
Molto dipende dalla tua compagna, la mia mi ha aiutato moltissimo e stiamo cercando insieme un equilibrio. In passato ho fatto ricorso a diversi psicologi, allo yoga, anzi tantra, al volontariato, insomma tutto ciò che potesse aiutarmi a stabilire "cosa" sono. Ora lo so, e cerco di coltivare quell'equilibrio che mi permette di non rovinarmi la vita.
Probabilmente, ma non posso dirlo con sicurezza, anche tu dovresti cercare un equilibrio, senza per forza intraprendere azioni radicali.
Non avendo termini precisi della tua situazione, però, forse è meglio tacere e attendere che tu abbia voglia di farmi domande.
Sono a tua disposizione.
Un abbraccio.
55 anni e credo che ancora non bastino per definirmi adulto...

Antonietta Albano
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Re: Identità di genere

Messaggio da Antonietta Albano » 14 settembre 2015, 12:30

Un saluto a voi...

Ognuno di noi deve poter "ascoltare" il suo corpo e il suo cuore, perché questo ci permette di essere noi stessi.

Silver in questo momento ha bisogno di essere ascoltata e, forse, proprio questo io mi permetterei: un professionista in totale privacy; senza pregiudizi, potrebbe permettere questa apertura, che ora sente bisognosa.

Questo, infatti, avrebbe come obiettivo quello di iniziare a conoscersi.

Non è possibile parlare di " disturbo", se prima non cerchiamo di capire "cosa sento"!

E poi... C' è sempre l'equilibrio, che non dobbiamo dimenticare.


Spero di essere stata, nel mio piccolo, un po' di aiuto.



Di cuore,
Un saluto

Antonietta
Dr.ssa Antonietta Albano (Psicologa e Pedagogista. Psicoterapeuta e Sessuologa.
Ambiti di intervento: Psicologia Clinica-Sessuologia Clinica-Psicologia Giuridica

"Non si vede bene che col cuore... l'essenziale e' invisibile agli occhi"! ).

Sylver
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Re: Identità di genere

Messaggio da Sylver » 18 settembre 2015, 21:00

Ringrazio entrambi per le risposte, il dialogo e soprattutto l'ascolto di ciò che gli altri hanno da dire credo sia sempre una cosa positiva e costruttiva. Per quanto riguarda l'età, ho superato i trenta, non sono piu un ragazzino ma neanche mi considero "vecchio", e ci mancherebbe :D
Ho riflettuto piu volte sulla possibilità di dialogare con qualcuno di più esperto, in effetti penso che sarà la soluzione, almeno per ora, più logica e sensata.
Joshua ho letto qualcosa nel forum al riguardo della tua esperienza, sicuramente trovo confortante che si possa arrivare a (perdonatemi il termine che non amo molto) "compromesso" in maniera tale da garantirsi quantomeno un certo equilibrio. Non so, caratterialmente sono sempre stato titubante un pò a livello generale, soffro per questa "cosa" che sento, quando mi guardo allo specchio, quando so che non posso esprimere appieno quello che sento di essere...

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