DIG e psicoterapia

Gli atteggiamenti e le motivazioni sessuali della maggior parte delle persone sono coerenti con il loro sesso biologico. Siano eterosessuali oppure omosessuali, la maggior parte degli uomini si considerano uomini e la maggior parte delle donne si sentono donne. Ci sono certi individui, invece, che hanno dei concetti di sé, che riguardano il sesso, che contrastano con il loro "sesso biologico". Un maschio può desiderare ardentemente di essere una donna ed una donna altrettanto desiderare di essere un uomo. Ci troviamo di fronte al fenomeno del transessualismo. Parliamone

Moderatore: Dr.ssa Antonietta Albano

schizofrenia
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DIG e psicoterapia

Messaggio da schizofrenia » 10 febbraio 2007, 13:51

Mi presento: quest'anno mi sto specializzando in Psichiatria dopo aver conseguito una laurea in medicina e chirurgia; prego comunque di accettarmi nel "club" nonostante non sia uno psicologo.
Il mio interesse è questo: provare a sperimentare una psicoterapia per "convertire" un transessuale. Sappiamo bene che nel Disturbo dell'Identità di Genere (classificato nel DSM-IV-TR) il soggetto prova un senso di stranezza, ripudio, infelicità nelle sue condizioni fisiche. Se provassimo a migliorarlo come si può fare con il Disturbo da Dismorfismo Corporeo, piuttosto che permettergli di "rovinare", o "modificare" il suo aspetto fisico?
Non esistono terapie psicofarmacologiche, lo sappiamo (forse gli SSRI potrebbero aiutare i pazienti a restare più “tranquilli” e ad essere più felici nelle loro condizioni, ma sarebbe una stabilità solo temporanea); il mio interesse è, appunto, effettuare una psicoterapia (o un'ipnoterapia) che porti il paziente allo stato di origine, per così dire, di quando era ancora un bambino, e di rilevare dal suo inconscio gli aspetti che hanno costituito i cosiddetti "microtraumi" psichici, portarli alla coscienza in modo che egli si possa confrontare con il suo vissuto infantile ed elaborare il tutto (con il mio aiuto, ovviamente) in modo da identificarsi correttamente con la proprio condizione fisico-biologica.
Qualcuno è in grado di offrirmi qualche parere?

Grazie.
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Antonietta Albano
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Messaggio da Antonietta Albano » 10 febbraio 2007, 15:59

Non condivido il tuo termine "Convertire", xchè non si "converte" una persona che "manifesta" un DIG.

PS. Non so se sull'argomento sei ben informato... si tratta di un vissuto molto delicato, che coinvolge dinamiche altrettanto delicate ed intime che, spesso, rappresentano una peculiarità di quella persona...

Non credo alla tua ipotesi... se ti sentisse un trans... non so potrebbe impazzire!!
Dr.ssa Antonietta Albano (Psicologa e Pedagogista. Psicoterapeuta e Sessuologa.
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"Non si vede bene che col cuore... l'essenziale e' invisibile agli occhi"! ).

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Messaggio da schizofrenia » 17 febbraio 2007, 17:00

Dubito della sua professionalità, dottoressa: le ho appena detto che vorrei proprio portare il paziente a rivivere il suo passato e poi portarlo alla coscienza. Sa, magari una storia di abuso, o fantasie proprie. Tutto potrebbe aver costituito un trauma. Probabilmente, credo, il confronto con il pene del padre lo ha spinto ad un ritiro dalla "competizione" edipica, e così è passato sull'altro versante.
Per il resto, credo che il termine "convertire" sia giustissimo, poiché si tratta di vera e propria conversione sessuale. Se preferisce, possiamo tornare ai tempi di Freud in cui si diceva "inversione".
E comunque, come quasi-psichiatra, non utilizzerei il termine "trans", ma piuttosto direi "paziente".
E' come permettere ad un paziente dismorfofobo di cambiare aspetto. Sarebbe meglio effettuare psicoterapia.
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Antonietta Albano
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Messaggio da Antonietta Albano » 18 febbraio 2007, 15:53

Gli incontri sul forum servono per il confronto.

Non intendo aprire un dibattito o una discussione al riguardo, anche perchè credo sia meglio farla di persona.... potrebbe essere costruttiva per entrambi!1

Hai una tua opinione al riguardo ed io la rispetto.

Non mi sono espressa a proposito, ma in riferimento ad una serie di emozioni che sono state vissute da queste persone sofferenti.

Buon Lavoro
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Messaggio da schizofrenia » 21 febbraio 2007, 12:01

La ringrazio.
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Re: DIG e psicoterapia

Messaggio da novembre » 21 febbraio 2007, 14:15

schizofrenia ha scritto:Mi presento: quest'anno mi sto specializzando in Psichiatria

Il mio interesse è questo: provare a sperimentare una psicoterapia
Adriano Legacci ha scritto:Il medico può essere specializzato in psicologia clinica o in psichiatria ma ciò non lo rende automaticamente psicoterapeuta

L'esercizio dell'attività psicoterapeutica è subordinato ad una specifica formazione professionale da acquisire, dopo il conseguimento della laurea in psicologia o in medicina e chirurgia, mediante corsi di specializzazione almeno quadriennali che prevedano adeguata formazione e addestramento in psicoterapia.

Ricordo questa discussione aperta da un'utente del forum e mi tornano i dubbi. Uno psichiatra è automaticamente psicoterapeuta?
"il passare della morte nel rumore confuso della vita, le gioie insieme alle fitte di dolore, il cuore che invecchia e ringiovanisce all’improvviso..”

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Messaggio da schizofrenia » 22 febbraio 2007, 12:30

Assolutamente sì! In clinica tutti i futuri colleghi utilizzano approccio combinato con psicoterapia, farmacoterapia e ipnoterapia (per le cure dei disturbi somatoformi e del sonno).
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Messaggio da novembre » 22 febbraio 2007, 19:57

"il passare della morte nel rumore confuso della vita, le gioie insieme alle fitte di dolore, il cuore che invecchia e ringiovanisce all’improvviso..”

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Messaggio da schizofrenia » 24 febbraio 2007, 11:54

Il ragazzo non ha di che preoccuparsi: la psichiatra che lo ha in cura è senz'altro professionista perché, come prima dicevo, uno psichiatra è anche uno psicoterapeuta, oltre che psicofarmacoterapeuta e ipnoterapeuta.
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Messaggio da schizofrenia » 24 febbraio 2007, 12:02

Il ragazzo non ha di che preoccuparsi: la psichiatra che lo ha in cura è senz'altro professionista perché, come prima dicevo, uno psichiatra è anche uno psicoterapeuta, oltre che psicofarmacoterapeuta e ipnoterapeuta.
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Messaggio da allegra » 25 febbraio 2007, 19:51

sono d'accordo con lei caro dr. schizofrenia, però non so se veramente un trans è un paziente.
lui vuole essere in quel modo perchè deve cambiare? deve cambiare solo quando si sente indadeguato in quello stato.
ne sa tante cose avendo studiato sia il cervello sia l'anima perciò lei è competente nel suo campo. non voglio esprimermi, buon lavoro.

wope

Messaggio da wope » 26 febbraio 2007, 2:26

Ho trovato qualcosa di interessante su wikipedia.

http://it.wikipedia.org/wiki/Transessuale

Ne riporto la parte essenziale.

"Per molti decenni fra la fine dell'800 e i primi venti anni del '900 la persona transessuale veniva effettivamente sottoposta a tentativi di "guarigione", ovvero di scomparsa del "disturbo", sia attraverso la psicoterapia, sia attraverso la somministrazione di ormoni del proprio sesso genetico. Tali tentativi furono fallimentari e determinarono un numero elevatissimo di suicidi fra le persone transessuali che subivano tali trattamenti. "

Mi sembra ci siano ottime ragioni per astenersi dal tentare questo esperimento.

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Messaggio da schizofrenia » 26 febbraio 2007, 12:53

Per allegra: grazie. Mi piacerebbe comunque avere pareri da gente non esperta.
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Messaggio da resident2006 » 26 febbraio 2007, 13:03

Scusa tanto se te lo dico, schizofrenia, ma mi sembri una xsona ke tiene conto sl della relazione medico-paziente, +ttosto ke uno psikiatra ke cerca d interpretare e capire... forse in senso interpretativo sarai anke bravo (infatti parlavi del test sulla personalità), ma cm persona... credo ke la facoltà di medicina t abbia rovinato...
è 1 mio parere, quindi non farci troppo caso...
Roberta 6 la mia vita... t amo tantissimo... nn potrei + vivere senza d te...

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Messaggio da schizofrenia » 26 febbraio 2007, 13:11

Per wope: è necessario osservare la soggettività del paziente, non puoi generalizzare. Inoltre si potrebbe intervenire sulla psicodinamica suicida qualora il paziente esprimesse tali fantasie. E comunque io parlavo di trattamenti infantili o pre-adolescenziali, non di psicoterapie praticate in età adulta. Però vorrei invitarvi ad immaginare di trovarvi in un genitore alla "vecchia maniera": non provereste un po' di "vergogna"? Probabilmente sì; che vita sarebbe per il figlio venire preso in giro da tutti i compagni che lo chiamano "checca" e cose simili?
Forse cercare di fargli trovare la sua vera identità potrà aiutarlo anche psicologicamente e socialmente.

Per resident2006: io amo il dibattito, purché sia costruttivo. Ti garantisco che alla facoltà di medicina ho imparato a dialogare e a permettere al paziente di "sperare". Non a caso propongo un trattamento per DIG.
Io faccio caso ai pareri di chiunque, non preoccuparti: non trascuro nessuno, neanche un ragazzo molto giovane.
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