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chiarimenti

Inviato: 7 gennaio 2006, 12:16
da Rakele
ciao dottoressa antonietta,sno di nuovo rakele e la ringrazio tanto per avermi risposto...io cmq sno sotto controllo all'incirca da 2 anni e fino ad ora il mio virus è di basso grado...ho fatto una colposcopia il 12 dicembre e di nuovo positiva ma sempre di basso grado e il mio ginecologo mi ha detto di controllarmi non ogni 6 mesi ma addirittura ogni tre mesi...io sper che vada tutto bene perchè ho tanta paura!!!
le volevo chiedere anche un'altra cosa, dopo questa colposcopia,già dal giorno dopo ho iniziato ad avere delle perdite sia di acquiccia che di sangue,e chiamando il mio ginecologo mi ha detto chr era normalissimo...
poi mi è arrivato il ciclo un po'in ritardo, molto doloroso e mi è durato solo 4 gg scarsi...lei cosa mi può dire?un bacione...RAKELE...

Inviato: 7 gennaio 2006, 20:22
da Antonietta Albano
Cara Rakele,
purtroppo la conoscenza di questa patologia risulta essere scarsa talvolta, anche, tra gli stessi specialisti... io, infatti, consiglio SEMPRE di rivolgersi ad un buon ginecologo oncologo (un esperto di colposcopia) che lavori da tanti anni, magari in ospedale, per poter dare tutte le info possibili (attraverso l'esperienza diventa semlpice "destreggiarsi"!) e consigli su eventuale terapia!!
Credo che tu stia parlando di un CIN 1 (esito pap-test) e di fronte a questo caso c'è chi interviene chirurgicamente x asportare le cellule anomale e chi preferisce tenere sotto controllo la situazione con continue indagini!
Non hai specificato se hai mai fatto una biopsia al portio uterino e/o esame istologico (con diatermocoagulazione >DTC) ai genitali esterni... o se hai sempre tenuto sotto controllo! Preferirei asportare la zona "malata", perchè anche sotto controllo se hai rapporti sex c'è da prestare la max attenzione, xchè si trasmette... oltre all'uso del profilattico è importante non avere rapporti penetrativi (anche orali e, soprattutto anali, che direi vanno sempre protetti... in ogni caso) fino a completa guarigione!!
Dopo l'esame colposcopico può capitare che ci siano perdite, xchè è un pochino invasivo!!
Se mi dici dove abiti, vedo di consigliarti un esperto... se ne avessi le conoscenze!!
Cerca di stare tranquilla... purtroppo dobbiamo imparare a "convivere" con questa patologia... la cosa fondamentale è proteggersi e fare prevenzione!!
Un Bacione
Antonietta

PS: entro la fine della settimana prox metto on-line l'articolo con ultime notizie su HPV

Inviato: 11 gennaio 2006, 19:57
da mony
Salve sono Mony ricorda?Ho provato a telefonare al dott. Condemi come mi aveva consigliato nei giorni scorsi ma era in ferie, allora mi sono rivolta al un altro colposcopista che mi han detto essere bravo di Modena, già rifatto lunedì la colposcopia e domani ho la conizzazione, anestesia locale, mi han detto un po' dolorosa in anestesia locale ma vedremo...
Dalla mia esperienza, e come potete notare se leggete quanto scritto da me in precedenza, nessuno è stato molto chiaro sul virus che ho preso... chi ha forse esagerato suggerendomi di curarmi al centro tumori, chi ha sminuito dicendomi che non è detto che abbia preso il virus...., tra tutti nessuno si è preoccupato, a parte lei D.ssa Albano, di dirmi di avere rapporti protetti, nessuno che mi abbia detto che forse è il caso che si faccia vedere anche il mio partner, secondo me l'ho preso da lui dato che qualche mese fa aveva dei brufoletti strani sui genitali, ora non li ha più....
Lei dice anche sesso orale e rapporti anali protetti, ma il papilloma può danneggiare anche cellule di altre parti tipo colon, bocca, stomaco?
Una volta eseguito l'intervento se i pap test successivi saranno negativi vuol dire che il papilloma non c'è piu'?Puo' colpire zone che non si possono vedere con la colposcopia tipo le ovaie?
Chiedo scusa se ho fatto domande forse stupide, ma spesso ho ricevuto anche risposte contrastanti.

Inviato: 11 gennaio 2006, 21:08
da novembre
Come avviene il contagio? esclusivamente tramite rapporti sessuali o anche in altro modo? piscina, biancheria etc.? Anche in questo caso io ho ottenuto risposte contrastanti.
Se i condilomi sono esclusivamente esterni é possibile ammalarsi di tumore?
Ci sono vari tipi di virus hpv, tutti hanno la stessa pericolosità?
Una volta "guariti" é possibile che i condilomi ritornino?


quante domande...

Inviato: 12 gennaio 2006, 22:54
da roberto
Ma in questa sezione del forum postano solo ragazze? Va beh io avrei un paio di quesiti forse banali. Proprio oggi mi è stato diagnosticata un'infezione da mollusco contagioso e le papule sono state trattate con azoto liquido, ora devo fare per qualche giorno impacchi con soluzione di acido borico e tra due settimane il controllo. Ho dimenticato di chidere al medico: 1) per quanto tempo devo tenere la garza imbevuta? 5 minuti bastano? meglio 10? 2) vivo in casa con altre persone ho separato gli asciugamani ... ma non mi sono chiare le modalità di contagio indiretto: che devo fare per metterli al sicuro?

Inviato: 13 gennaio 2006, 10:40
da Vale
ciao roberto, anche il mio ragazzo ha avuto questi molluschi!!!
lui teneva la garza imbevuta per parecchio :)
hai fatto bene a separare ascuigamani, lava tutta la biancheria, le lenzuola, l`accappatoio, e una volta che ti stanno passando cerca di essere sicuro di aver lavato tutto tutto quello che hai indossato mentre le avevi.
c`e` da scoprire dove le hai prese ed evitare quel luogo ovviamente!!!

Inviato: 13 gennaio 2006, 15:27
da roberto
Grazie Vale :)

Inviato: 13 gennaio 2006, 18:47
da Antonietta Albano
...Lei dice anche sesso orale e rapporti anali protetti, ma il papilloma può danneggiare anche cellule di altre parti tipo colon, bocca, stomaco?
SI POSSONO LOCALIZZARE IN BOCCA (con rapporti orali) o nell'ANO con rapporti anali.

.... Una volta eseguito l'intervento se i pap test successivi saranno negativi vuol dire che il papilloma non c'è piu'?
NO. IL VIRUS PERMANE E, PURTROPPO, POSSONO RECIDIVARE (specie se si hanno le difese immunitarie molto basse!!

.... Puo' colpire zone che non si possono vedere con la colposcopia tipo le ovaie? SONO LA CAUSA DI TUMORE.

.....Come avviene il contagio? esclusivamente tramite rapporti sessuali o anche in altro modo? piscina, biancheria etc.? Anche in questo caso io ho ottenuto risposte contrastanti.
PREVALENTEMENTE PER CONTATTO SEX

..... Se i condilomi sono esclusivamente esterni é possibile ammalarsi di tumore? CERTO... IL CANCRO PUò AVVENIRE ANCHE A LIVELLO VULVARE, CLITORIDEO E SUL PENE!!

.... Ci sono vari tipi di virus hpv, tutti hanno la stessa pericolosità? No. ALCUNI CEPPI SONO ESCLUSIVAMENTE ONCOGENI, comunque va prestata la max attenzione, perchè non tutti fanno la tipizzazione virale!

Una volta "guariti" é possibile che i condilomi ritornino? Sì!!

GRAZIE A TUTTI VOI PER IL VOSTRO IMPORTANTISSIMO CONTRIBUTO... allego un articolo informativo, recente, sull'HPV e per le altre MST www.sessuologia.piave.net (a consigli di lettura trovati il mio articolo)!!




L’INFEZIONE DA VIRUS HPV

Il virus HPV è un virus a DNA esclusivamente epiteliale, infetta solo le cellule epidermiche o delle mucose, cellule che ricoprono il corpo e gli organi interni (la bocca, l’intestino, la vagina, l’ano, ecc...).
Benché sia stato riscontrato anche nel tessuto epiteliale cilindrico-ghiandolare, esso predilige il tessuto piatto pluri-stratificato come quello della pelle, della bocca e della vagina.
Il virus, una volta penetrato nel tessuto epiteliale, si fissa qui e non circola nel nostro sangue (non c’è quindi diffusione in circolo del virus, come avviene invece per l’influenza, per il morbillo, per la varicella, ecc...).
In natura esistono circa 80 ceppi diversi dello stesso HPV. Essi vengono riconosciuti e numerati, essendo, alcuni di loro, tipici per ben definite manifestazioni: il ceppo 1 è responsabile ad esempio del comune “porro” cutaneo o verruca volgare, il ceppo 6 è invece isolato da lesioni “condilomatose” genitali e via dicendo.

L’infezione da HPV può produrre quindi una manifestazione cutanea che chiameremo malattia, caratteristica per quel determinato ceppo virale.

Un concetto che è bene aver chiaro è che non sempre e non obbligatoriamente dopo un’infezione si passa alla fase di malattia: nel caso dell’HPV, al pari di altri virus, la cellula infettata può mantenere il virus nel suo interno senza sviluppare una malattia (incubazione). In altri casi il virus può produrre un danno variabile che va da lesioni minime (microscopiche) a lesioni evidenti (macroscopiche). I motivi che determinano queste differenti modalità di risposta della cellula umana in parte ci sfuggono, ma noi pensiamo che ciò sia dovuto alla diversa resistenza cellulare, al mantello protettivo idrolipidico cutaneo ed alle difese immunitarie più efficaci in taluni soggetti piuttosto che in altri.

Sappiamo che questi virus sono estremamente diffusi in natura, non sono esclusivi dell’uomo, ma interessano anche molti animali, fra cui quelli domestici. Essi possono passare dall’uomo all’animale e viceversa, come ovviamente da un individuo infetto ad un altro.
E’ stato dimostrato che è possibile anche il contagio attraverso oggetti e/o indumenti condivisi fra più persone. Tuttavia questi oggetti devono contenere “secrezioni o liquidi corporei” perché il virus possa sopravvivere al di fuori del corpo di una persona infetta. Il lavaggio della biancheria intima e degli asciugamani in acqua a 90° è una misura più che sufficiente a combattere la pericolosità degli indumenti. Anche il candeggio con varechina, dove possibile, è in grado di distruggere il materiale biologico infetto. Le maniglie delle porte o i servizi igienici dei locali pubblici possono essere anch’essi veicolo di infezione, quando non sono sufficientemente puliti da liquidi biologici o detriti cellulari infetti. Le mani sporche sono perciò un potenziale veicolo di infezione.
Il virus HPV quindi si propaga attraverso liquidi biologici infetti oppure per contatto intimo ripetuto, come ad esempio la normale attività sessuale.

In letteratura le infezioni virali da HPV sono molto più diffuse di quanto veniva ritenuto in passato, quando i metodi diagnostici erano limitati. Se ci riferiamo ai soggetti che allo striscio vaginale (pap-test) hanno l’infezione intracellulare (coilocitosi), essi raggiungono l’11% al di sotto dei 50 anni e il 3-4% nelle età più avanzate. Se utilizziamo metodi più sofisticati, come ad esempio la ricerca del DNA virale nelle cellule umane, il 34% di soggetti è positivo al test al di sotto dei 50 anni e il 9-10% nelle età più avanzate.
Molti di questi soggetti tuttavia non lamentano alcun disturbo, per cui non si rivolgono al medico per essere curati e vivono una vita tranquilla.
Un’altra osservazione importante è che il virus si può diffondere all’interno dei membri del gruppo familiare, genitori e figli, quindi al di fuori dei meccanismi di contagio, che facevano ritenere la Condilomatosi una malattia esclusivamente venerea cioè sessualmente trasmessa.
Alcuni autori hanno segnalato specificatamente che la sessualità non è il solo modo di contagio interumano: su quaranta figlie e sorelle conviventi con 31 adulti portatori di lesioni da HPV il 75% presentava alterazioni riconducibili ad un’infezione da HPV. Sono stati anche studiati i membri adulti delle famiglie di 10 adolescenti vergini con lesioni vulvari da HPV: il 90% degli adulti presentava alterazioni da HPV. Gli autori hanno concluso che le pratiche abituali, come condividere lo stesso letto o usare il medesimo asciugamani, possono favorire la trasmissione del virus. Questo concetto è stato confermato dalla presenza di DNA virale su oggetti usati da pazienti con infezione da HPV.

L’espressione clinica più frequente dell’infezione da HPV è la Condilomatosi genitale, che si manifesta con i caratteristici condilomi acuminati dei genitali e dell’ano. Tuttavia la maggior parte degli individui infetti rimane nella condizione di portatore sano oppure sviluppa una infiammazione cronica, che dà luogo a bruciori e/o pruriti ricorrenti, soprattutto nella fase mestruale oppure in seguito a rapporti sessuali o situazioni debilitanti.

L’infezione da HPV si può mettere in luce, dove non sia evidente alla semplice visita, solamente attraverso un esame colposcopico e/o vulvoscopico con un adeguato strumento ingranditore, dopo aver praticato un lavaggio con soluzione di acido acetico diluito al 5% in acqua distillata. Questo test all’acido acetico evidenzia tutte le forme di infezione sub-clinica, ovvero le forme nelle quali non si vede nulla ad occhio nudo. I soggetti che appaiono clinicamente affetti da infezione sono solo la “punta dell’iceberg”.

L’infezione da HPV può persistere per molto tempo, anche anni, poiché si stabilisce un equilibrio fra le difese immunitarie dell’ospite ed il virus medesimo.
Questo virus non dà luogo alla produzione di anticorpi circolanti nel sangue, come avviene per moltissimi altri virus, e, quindi, ciò non permette di svelare l’infezione utilizzando, ad esempio, un semplice esame del sangue (test anticorpale). La mancanza di anticorpi specifici è uno dei motivi per cui è difficile guarire. Ricordiamo, infatti, che questi virus rimangono all’interno delle cellule epiteliali, non circolano nel sangue e, non vengono, quindi, a contatto con le cellule di difesa immunitaria.

Le nostre cellule producono uno speciale anticorpo intracellulare che si chiama interferone.
Questo anticorpo tuttavia è già stato utilizzato nella terapia delle infezioni da HPV senza ottenere sensibili vantaggi: la sua efficacia terapeutica non ha superato il 33%. Probabilmente l’interferone che noi usiamo in terapia non è sufficientemente specifico. Sta di fatto che la sua indicazione rimane limitata alle infezioni molto estese e situate in punti particolarmente delicati, dove le terapie distruttive locali non sono opportune.
Nella pratica quotidiana sono molto utilizzate le terapie distruttive locali, con le quali si raggiunge un duplice scopo:
1) eliminare il tessuto infetto e con esso il virus, in modo che il tessuto rigenerato sia esente da malattia;
2) provocare, con la distruzione della cellula infetta, il contatto fra virus e linfociti, in modo da ottenere una sorta di vaccinazione specifica. A confermare questa ipotesi ci sono molte pratiche terapeutiche tradizionali che ottengono tutte lo scoppio della cellula malata e la conseguente liberazione del virus nel torrente circolatorio (ad esempio il lattice di fico immaturo, la pelle della raganella, ecc...).


Nella maggior parte dei casi la terapia distruttiva riduce l’area interessata dall’infezione di almeno il 50% ad ogni trattamento, tanto che con un massimo di 2 o 3 trattamenti si dovrebbe eliminare l’infezione o ridurla a limiti accettabili per una normale vita sessuale.
Il partner maschile dovrebbe essere sempre esaminato attraverso una penoscopia, quando lamenta qualche disturbo sui suoi genitali (pruriti, bruciori o irritazioni), quando c’è una storia personale di precedenti infezioni da HPV o quando la sua partner fa fatica a guarire.
Il trattamento del maschio è del tutto simile a quello della partner.
I recenti congressi sull’ argomento hanno aperto la strada alla speranza di guarire definitivamente da questa patologia se si adotta una terapia che distrugga le formazioni papillomatose mettendo a contatto i virus con il sistema immunitario e si usi grande diligenza nei controlli, prima di riprendere l’ attività sessuale penetrativa senza protezioni. La guarigione definitiva potrà avvenire a patto che:
- la terapia distruttiva sia eseguita diligentemente e completamente sui partner sessuali,
- i partner sessuali si sottopongano contemporaneamente alla terapia,
- ad un controllo vulvoscopico e penoscopico eseguito dopo 90 giorni dall’ ultimo trattamento non si evidenzino ricadute.


COMPORTAMENTO DA SEGUIRE DOPO LA TERAPIA

La terapia distruttiva del tessuto infetto si può ottenere attraverso vari metodi (laservaporizzatore, elettrobisturi, radiobisturi, toccature con nitrato d’ argento ed altro). Tutti questi metodi hanno caratteristiche differenti e, pertanto, se il ginecologo è attrezzato per effettuarli tutti, indistintamente, potrà scegliere, tra questi, quello più adatto al singolo caso.
Dopo una terapia distruttiva locale verrà consigliata una terapia locale e/o generale per favorire la guarigione della zona trattata, fino ad ottenere la completa riepitelizzazione.
E’ in ogni caso molto utile applicare una garza grassa sulla pelle o sulla mucosa trattata, allo scopo di mantenere morbida e protetta la ferita provocata dal trattamento.

Inviato: 15 gennaio 2006, 14:21
da novembre
La ringrazio per i "chiarimenti chiari"... che non tutti sono in grado di dare!
Anche se, purtroppo, sono ben poco confortanti.

xchè da ki mi deve curare queste cose non mi vengono dette??

Inviato: 15 gennaio 2006, 18:58
da mony
Grazie dottoressa per le sue informazioni.
Io giovedì ho fatto la conizzazione, e devo dire che dopo l'intervento ero sollevata, è durato pochissimo ero tanto agitata perchè la mia ginecologa mi aveva sconsigliato anesetesia locale, invece con la locale non ho sentito male solo fastidio, ora ho solo poche perdite ma mi sento bene..... Ho letto il suo articolo e sono molto preoccupata. Dovrei essermi rivolta, ad un bravo colposcopista, almeno così mi hanno detto, ho esposto il mio problema a diversi dottori ma nessuno si è preoccupato di dirmi di evitare rapporti sessuali, a parte dopo aver eseguito la conizzazione, ma di rapporti orali non ne hanno neanche accennato. Forse era meglio andare al centro tumori come indicato dalla mia ginecologa ma aspettare fino al 01/02/2005 mi sembrava un'eternità.....
Cque tra 20 giorni dovro' ritirare l'esito dell'esame istologico della zona esportata, neanche so che cosa si puo' vedere da questo esame......vedranno che tipo papilloma è oppure riescono a capire se il papilloma ha invaso altre parti?O cosa???
che esami posso fare per capire se il virus ha infettato bocca e intestino?Grazie

Inviato: 16 gennaio 2006, 16:06
da Antonietta Albano
Cara Mony,
stai tranquilla, sono tantissime le donne che "convivono" con questo "ospite"... la cosa importante è che tu abbia fatto l'esame e che ti controlli assiduamente!!
Tieni sempre Prof. Condemi come punto di riferimento per qualsiasi cosa.. non c'è bisogno di andare a Milano.
Purtroppo non tutti i ginecologi sono REALMENTE informati sul tema (specie se non fanno ricerca e si occupano del caso)...per cui si tende a generalizzare! Per quanto riguarda l'intestino... non preoccuparti, avendo letto l'articolo, per quanto riguarda la bocca.. è raro, ma possibile... sarebbero evidenti e fastidiosi!!
L'esame istologico ti confermerà o meno la gravità della patologia e sarà il ginecologo a decidere cosa fare!!
Esternemente non hai avuto presenza di papillomi???Non ricordo+...
Cmq io sono qui per qualsiasi cosa e, spero, che oltre ad un vaccino preventivo un giorno... bhè sia possibile avere anche un vaccino terapeutico!!
Ti abbraccio forte!!
Antonietta

Inviato: 9 febbraio 2006, 10:54
da Antonietta Albano
Care amiche,
continuo a ricevere PRIVATAMENTE delle mail in cui molte di voi esplicitano la RABBIA e il DOLORE per questo temibile HPV!!

Sono felice di potervi essere d'aiuto e vi ringrazio per la max fiducia che mi state dando!!

Desidererei, però, che tra noi ci fosse meno DISAGIO e soprattutto meno VERGOGNA nel parlarne e nel "supportarci" in questo cammino!!

Io sono con voi e vi aspetto per parlare anche dei vissuti successivi a questa manifestazione!!

Un grosso bacio
Antonietta