il suo attaccamento alla famiglia non gli permette la libert

Problemi di comunicazione tra due generazioni

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stefy
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il suo attaccamento alla famiglia non gli permette la libert

Messaggio da stefy » 21 agosto 2009, 10:37

à? parlo cercando di mantenere una certa freddezza nel discorso, visto che x quest'uomo nutro un qualche sentimento. come aiutare uomo di 33 anni che dice di non aver fatto nulla di concreto nella sua vita, che si sente sempre insicuro, incerto, che ha problemi a fare cose semplici quali una chiacchierata amichevole. un uomo che segue molto la sua famiglia, parlo di vacanze in famiglia, gite in famiglia, poche uscite con amici anzi pochissime e di conseguenza un carattere un po' chiuso. ho cercato molte volte di aiutarlo spinta dal bene che gli voglio, sembrava di fosse "ripreso" ma nn è stato così. a distanza di mesi è ancora al punto di partenza. ha problemi legati al rapportarsi con le persone, poi nn concepisco il suo eccessivo attaccamento alla famiglia. inoltre non vuole essere aiutato. vi chiedo, cosa spinge un uomo di 32 anni, fase in cui dovrebbe essere un uomo LIBERO ed indipendente a crearsi così tanti problemi ? ed addirittura a chiudersi in se e nn rapportarsi con altre persone? io ora non posso aiutarlo in quanto x lui provo un sentimento di bene. ditemi voi. sinceram vorrei lasciarlo sereno senza creargli ulteriori problemi ma perderlo mi dispiace perchè entrambi insieme stavamo molto bene ma ora il problema è lui.
stefy

Dott.ssa M.Letizia Rotolo
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Messaggio da Dott.ssa M.Letizia Rotolo » 24 agosto 2009, 13:01

Gent.ma Stefy, se desidera, ci può scrivere, se le cose con quest'uomo sono sempre andate così oppure si sono evolute nel tempo? Mi sembra avvilita su come stanno andando le cose. Se vuole ci racconti qualcosa di più del vostro rapporto.
Auguri
Dott.ssa Rotolo

stefy
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salve Dott.ssa Rotolo

Messaggio da stefy » 24 agosto 2009, 13:25

ho conosciuto quest'uomo che già aveva problemi a relazionarsi con gli altri. gli ho voluto bene e insieme abbia mo trovato la felicità. l'ho conosciuto su un sito in cui m ero iscritta , giorno dopo giorno le nostre mail e telefonate si afcevano sempre più frequenti. mi parlava del suo malessere e io l'avevo preso a cuore. gli voglio bene, consapevoli che poi sia a livello ci idee che di ragionamenti si andava d'accordo abbiamo deciso di vederci. e così abbiamo fatto x due mesetti. tutto bene fino a quando lui nn si chiude di nuovo in se stesso causa suoi prbolemi, di famiglia, di insicurezza, di reapportarsi cn glia ltri. si sente insicuro, dice che a 32 anni nn ha risolto nulla, non parla cn nessuno, è triste. da qui derviva la sua impossibilità appunto di relzionarsi cn gli altri, gfa tutto cn la famiglia, cene con la famiglia, vacanze con la famiglia, uscite cn la famiglia o il fratello. hi cercato di concinverlo a vederci x parlare ma niente dice che nn se la sente. e cmq stiamo a distanza e ciò nn m permette di uscire di casa ed essere da lui. si sente insicuro, nn crede in se stesso ne deriva appunto tutto il resto. il non relazionarsi cn gli altri. questo ovvio, mi avvilisce, in quanto è un uomo che quando sta bene da il meglio di se, come l'avevo visto io. ora non lo riconosco più. ho rpovato a dirgli di rivolgersi a un consultorio di farsi aiutare ma nn ne vuole sapere.
stefy

Dott.ssa M.Letizia Rotolo
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Messaggio da Dott.ssa M.Letizia Rotolo » 24 agosto 2009, 16:09

Purtroppo nella mia esperienza clinica vedo molte relazioni che hanno questo andamento. Scrivo purtroppo, anche se non è il termine corretto, perchè se esiste stima, affetto, amore, complicità ed altro si possono superare questi problemi. Dal suo racconto sembra che il problema sia del suo compagno, e che lei stia facendo di tutto per aiutarlo, pensa di avergli già dato abbastanza tempo? che i cambiamenti di lui durano da troppo? Se è così si è chiesta che cosa la lega a lui: è solo il bene che le vuole, è la prima volta che si trova di fronte ad una relazione di questo tipo? Molte persone di fronte a queste situazioni si possono sentire ancora più legate, altre sfuggono..magari il suo caso non appartiene nè all'una nè all'altra categoria. Per aiutarlo ci sono dal punto vista pratico numerose possibilità: dalla consulenza di coppia che potrebbe non farlo sentire il "problema" e canalizzare il focus sulla vostra relazione (dove comunque sempre emergono le dinamiche intrapsichiche) oppure aspettare, magari le cose si risolvono con il tempo, perchè chi sta male spesso ha bisogno di tempo: lei come vive tutto ciò, si sente di aspettare, pensa che ne possa valere la pena.Mi scusi per le domande un pò personali. Auguri
Dott.ssa Rotolo

stefy
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dott.ssa rotolo

Messaggio da stefy » 24 agosto 2009, 18:07

io in relazione a ciò mi sento che ne vale la pena aspettare perchè so come siamo stati. però di aspettare non ho voglia dott.ssa, perchè ho aspettato troppi mesi, gli sono rimasta accanto, gli ho voluto e gli voglio bene ma lui sempre troppo preso dai suoi milel problemi, non è mai riuscito ad essere veramnete libero. ed ora m pongo molte domande. mi manca sinceramente il suo essere se stesso e il suo star bene.
stefy

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