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Avere paura del padre

Inviato: 11 marzo 2010, 21:15
da an85
Salve a tutti,
avevo già scritto in passato nel forum delle dipendenze, ma oggi mi trovo qui perchè ieri è successo qualcosa che mi ha cambiato radicalmente nella mia personalità.
Spero di essere chiara, perchè ammetto di essere ancora sotto shock... ho 25 anni compiuti da poco, vivo con mia madre (che soffre di ansia e di una depressione ormai leggera, dopo anni e anni di cure), mio fratello di 32 anni e mio padre.
Ecco, in problema è proprio lui. L'ho sempre visto come un uomo dal cuore d'oro negli ultimi anni, ho pensato che avesse capito i suoi errori del passato e fosse diventato un eroe per me... già, proprio così l'ho descritto ieri pomeriggio con un mio amico, perchè è un anno che non trova più lavoro, ma continua ad andare avanti nella vita.
Io lavoro, così come mio fratello, e metto tutto lo stipendio in casa, fiera e orgogliosa di me perchè ho iniziato a farmi il mazzo a 19 anni, a differenza di tante persone che conosco. Solo una cosa, di lui, non mi piaceva: il venerdì sera, va ad un bar con gli amici e, purtroppo, non regge nemmeno una birra... però beve e torna a casa sempre brillo. Quando è così è noioso, stuzzica, provoca.
Ci è andato anche ieri in quel maledetto bar ed è tornato brillo. Per una stupidaggine abbiamo iniziato a litigare, io gli ho detto che se deve andare al bar a bere poi non deve venire a casa e rompere le scatole a noi, di stare là finchè non gli passa. Ha iniziato a provocarmi, tanto che sono andata da lui per fargli vedere la mano che tremava dal nervoso, per dirgli di smetterla che stavo scoppiando.
Non è servito a niente. E' venuto da me in cucina e ha continuato... io ho un carattere molto impulsivo, in passato ho sofferto di depressione e ne sono uscita, per fortuna, in un anno, ma comunque i miei nervi ne hanno risentito e adesso li so gestire poco. Ho provato a ignorarlo, a respirare a fondo per non esplodere, gli ho detto più volte di andare via che ero al limite... lui ha continuato a urlarmi contro, finchè non ha detto "tu non fai un ca***, il tuo lavoro me lo metto in tasca".
Lì non ci ho visto più... stavo cercando di mangiare, per cui avevo davanti il piatto... che ho preso e gli ho lanciato addosso. Eravamo a pochi centimetri di distanza, sapevo che non gli avrei fatto niente, praticamente gliel'ho appoggiato addosso... so che non avrei dovuto farlo, ma ho sentito il mio sistema nervoso saltare completamente.
Abbiamo continuato a litigare, lui mi ha minacciato di mettermi le mani addosso, io gli ho detto che lo avrei denunciato... non sarebbe la prima volta, comunque, ma non con me... ricordo benissimo quando ero piccola e lo sentivo aggredire mia madre, mentre io piangevo nel letto... lui pensava dormissi, forse...
Sta di fatto che dopo quella frase mi ha tirato uno schiaffo e mi ha rotto il labbro dentro, perchè ha sbattuto sui denti. Io ho cercato di difendermi, lui ha provato a prendermi di nuovo, ma sono riuscita ad allontanarmi. Mi ha inseguito, mi ha preso dalla maglia e mi ha trascinato nella sala... non mi ha lasciato nemmeno quando mio fratello si è messo in mezzo per tenerlo.
Lui cercava di liberarsi di mio fratello... mi sono trovata davanti un mostro... aveva uno sguardo da pazzo, continuava a spingere mio fratello e con il braccio cercava di prendermi.
Io sono scappata fuori, ho iniziato a correre per il vicolo, finchè non mi sono dovuta fermare perchè mi era preso un attacco di pianto isterico e di ansia. Mi sono accucciata in mezzo alla via e con l'asciugamano che avevo nei capelli (bagnati) ho cercato di calmare il respiro.
Non so quanto sono stata lì, ma quando ho visto che era uscito di casa per cercarmi sono rientrata di corsa.
Tutto ciò che è stato detto dopo non ha avuto senso per me. Sento in cuor mio che mi avrebbe ammazzato di botte e questo mi ha spento del tutto.
Non lo rispetto più, non riesco più a guardarlo in faccia... continuo a chiedermi cosa sarebbe capitato se mio fratello non fosse rientrato dalla partita di calcio... forse oggi sarei, se fossi stata fortunata, venuta in ufficio con qualche livido in faccia.
Per me è inaccettabile... io che sono in prima linea contro la violenza sulle donne, io che non ho mai permesso a nessun uomo di tirarmi una sberla, che prima di fidarmi passa molto tempo, perchè nessuno si deve permettere di farmi del male... come posso accettare che sia stato proprio mio padre quello che voleva riempirmi di botte? Oggi ho anche pensato che, se lo avesse fatto, almeno avrei potuto denunciarlo perchè portavo le prove addosso, ma così non farebbero niente... mi sono spaventata di questo pensiero...

Da ieri sera, io mi sento vuota. Non sono voluta nemmeno tornare a casa nella pausa pranzo, ho mangiato un panino in macchina. Non posso andarmene, perchè lascerei sola mia madre e non ho il cuore per farlo...adesso è anche bloccata a letto con la schiena, per cui me ne andrei ancora meno del solito.
Adesso ho paura... paura di rovinare tutto... sabato scorso ho conosciuto un uomo meraviglioso, con il quale ho iniziato a uscire e oggi mi chiedo se rovinerò tutto anche con lui. Guardo la foto che ho su facebook in cui sorrido con la mia amica... e non mi riconosco. Anche il mio capo si è accorto che i miei occhi erano cambiati, che a volte sembravo assente... mi sono limitata a dirgli che ho dormito male (non ho proprio dormito, in realtà).
Non voglio rovinare ciò che di bello mi è capitato in queste ultime settimane... non voglio compromettere questa storia che, seppur fresca, promette bene... infatti, proprio stanotte, mentre ero davanti al pc senza fare nulla, mi sono chiesta se fossi mai tornata a sorridere... e in quel momento si è collegato lui su msn e di sorrisi me ne ha fatti fare davvero... quello che mi rattrista è che, se fosse successo due giorni fa, lo avrei preso come un segno del destino (ero un'inguaribile romantica), invece ieri ho pensato che se mi avesse detto che non mi voleva vedere più non mi sarebbe interessato affatto.
Mi è passata la voglia di fare tutto... mi limito a impegare il tempo per far passare la giornata e non ripensare a quella scena che si è stampata nella mia mente... tantomeno voglio ammalarmi di nuovo... ho il terrore di ricadere nello stato in cui ero quando ero in depressione... Dio solo sa cosa ho provato e mi sono promessa che avrei lottato sempre nella mia vita per impedire che accadesse di nuovo. Ho perso un anno della mia vita, senza contare gli anni in cui ho avuto gli strascichi.
Ho bisogno di un consiglio, di una parola amica, di qualcosa... non so nemmeno io di cosa ho bisogno...

Inviato: 27 marzo 2010, 22:15
da stefano4231
spero, per quanto mi sia possibile, di offrirLe qualche parola che la aiuti a mettere un pò più in forma ciò che racconta. Non mi permetto di dare dei giudizi in merito alla persona di suo padre, nè tantomeno in merito a quello che è stato e che è diventato il vostro legame. Se non ho inteso male, ciò che ha fatto sì che Lei non riuscisse più a trattenersi rispetto a quelle che erano le provocazioni di Suo padre, è stato qualcosa di attinente al suo lavoro. Laddove il suo lavoro non solo veniva svalutato, ma dice "il tuo lavoro me lo metto in tasca". Lei è sicura che il Suo lavoro, agli occhi di suo padre, sia così piccolo da entrare dentro ad una delle sue tasche?
Le domando che cosa la costringe a subire senza repliche le provocazioni di qualcun'altro, e per quale ragione la difficoltà che suo padre sta incontrando in questo periodo della sua vita debba togliere del tempo a quella che è la Sua di vita?

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Inviato: 4 giugno 2019, 13:28
da Randbum
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