il quadro della mia famiglia

Problemi di comunicazione tra due generazioni

Moderatori: Dott.ssa M.Letizia Rotolo, Dr. Vittorio Tripeni

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belt
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Iscritto il: 7 settembre 2011, 17:14

il quadro della mia famiglia

Messaggio da belt » 7 settembre 2011, 18:07

salve a tutti sono nuovo,

non so se questo forum sia in linea con il mio modo di pensare,personalmente non credo che ci siano formule sul come far funzionare una famiglia,non credo nella psicoterapia e non credo neanche nelle esperienze di seconda mano (e qualcosa mi dice di non credere neanche alle mie stesse). Dio non voglia,questa non deve risultare un' offesa al vostro modo di esaminare (se ad esempio fate affidamento sulla psicoterapia o su qualcos'altro...) ,vado cercando un confronto e quindi,semplicemente,inizio io stesso a confrontarmi da subito,sperando di farlo in una maniera cortese.
Ora,andando nel quadro,la mia famiglia è del tutto frammentata dal conflitto. Tale conflitto può essere difficile capire da dove nasce,ma è semplice capire dove è incentrato,ovvero su mia sorella. In famiglia siamo io,mia sorella e i nostri genitori(separati). Ora non incentriamoci troppo sulla separazione dei genitori,so che a qualcuno può tentare,tuttavia dico solo che il conflitto li lega a mia sorella e quindi li lega anche nella coppia,perchè è questo che fa un conflitto. Mia sorella lo sà in qualche modo e usa questa cosa. I miei genitori sono insicuri e stanno dietro a mia sorella di continuo,hanno paura quando lei dice di voler essere indipendente,quando a 19 anni ripete di voler andare via dalla sua città e dopo averlo fatto,hanno paura quando lei dice che in estate stare un mese a casa è già troppo. Loro hanno paura e lei li tiene in pugno ed è questa paura che rende i miei genitori schiavi,infatti per quanto possano fargli la guerra tutti i giorni sono del tutto sottomessi a una ragazzina che li insulta e ottiene tutto ciò che vuole. Vedete la contraddittorietà? Mia sorella inneggia all'indipendenza come se fosse il baluardo della sua vita e usa la paura che questo provoca ai miei per avere soldi,attenzioni,favori, insomma di notte e di giorno i miei genitori non dormono mai per stargli dietro e lei li respinge per avere ancora. Ad esempio,I miei gli dissero che non avrebbe potuto avere un cane,ora abbiamo due cani più il gatto di prima in un appartamento e mia madre esce quattro volte al giorno per portarli fuori,perche essendo uno di taglia grande entrambi in una volta non ce la fà. I miei sono stressati ma sono troppo legati al conflitto con mia sorella per sfogarsi su di lei e si sfogano su di me e alla fine se metto bocca a certe ingiustizie vengo attaccato da tutti. Vorrei andarmene ma dannazione ho scelto di studiare matematica e per me questo significa fare la scelta di rimanere a dipendere perchè è una facoltà che mi richiede tempo e attenzione e quindi non potrei scappare con il primo lavoro che trovo,dovrei lasciare la facoltà...ma ci tengo molto. Fare una scelta nella vita significa non avere libertà poichè la libertà di scegliere è un illusione,come l'illusione di dover dipendere da ciò che abbiamo già scelto. Non credo di essere pronto quindi per ottenere la libertà dalle scelte,dalle ambizioni,dalla paura di non adattarmi al sistema,ma è il mio obiettivo. Il vero problema è che non si può avere un obiettivo come questo se si ha l'odio e io incomincio ad accettare l'odio per la mia famiglia

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Sergio67
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Re: il quadro della mia famiglia

Messaggio da Sergio67 » 12 settembre 2011, 17:23

Non credi nella psicoterapia, non credi nelle esperienze di seconda mano e pure sulle tue hai parecchi dubbi. Bene. C'è qualcosa in cui credi?
Perché vedi, credere ha in realtà due significati apparentemente simili ma che nel profondo portando a grandi differenze.
Si può credere per fede o si può credere per fiducia. Nel primo caso semplicemente credi a quello che ti viene detto, non lo metti in discussione, è vero e basta. Se le tue esperienze dicono il contrario le tue esperienze sono sbagliate o, peggio ancora, tu sei sbagliato. Nel secondo caso invece dai fiducia alle esperienze di un'altra persona. Trovi ragionevole il discorso e lo metti alla prova, valuti, ascolti, indaghi.
Va benissimo non credere per fede alle esperienze di seconda mano, ma puoi accettare di dare una certa fiducia a qualcun'altro? Inoltre una cosa è dire che puoi comprendere qualcosa solo se la esperimenti personalmente, un'altra è rifiutare a priori le esperienze di seconda mano. E' vero, non hai detto questo, ma non so perchè il tuo esordio mi fa pensare che stai correndo questo rischio.
Puoi sentirti perso, ma non potrai mai perdere te stesso.

Facilitatore gruppo AMA "Sbilànciati!" su AMAEleusi (cercateci)

Guida Autorizzata Pagine Blu (ma non sono psicologo)

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