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mia madre non capisce che sto male

Inviato: 19 novembre 2011, 15:44
da fiordaliso2121
Salve a tutti,
mi presento, sono una ragazza di 19 anni che da un anno a questa parte non è più felice come prima. Tutto è iniziato dalla mia ammissione ad una facoltà che detesto, odio, ma non so come abbandonarla. La mia permanenza in questa facoltà mi ha portato a essere infelice, stressarmi continuamente e cosa ancora peggiore alla perdita di capelli. Ancora tutt'ora di capelli me ne cadono molti, certo dopo essermi riposata un'estate è un pò diminuita, ma nonostante il numero ridotto, il volume diminuito notevolmente e la riga in testa più larga, sono ancora capace di piangere ogni volta che mi guardo allo specchio o vedo le altre ragazze che sono libere di tirarsi in su i capelli come e quando vogliono, cosa che io non faccio più da questa estate. So qual'è la causa di questo problema, e so che se smettessi di studiare tutto si risolverebbe. Ma se smettessi starei ancora più male di quanto non lo sono già, mi sentirei una fallita agli occhi di tutti, dei miei amici che fanno sacrifici enormi per studiare, e di mio padre, laureato in medicina (e la mia facoltà non ha nulla a che vedere con la sua). Ecco perchè mi ostino a non mollare, nonostante sono consapevole di star male. Ma avvolte penso che questa non è vita, dovrei lasciar perdere il giudizio della gente e pensare solo alla mia salute, e quando provo a dir questo ai miei genitori, basta un poco per farmi cambiare idea, continuare a studiare, per poi, poco dopo, ricadere nella disperazione. Mio padre, vede che sto male, mi ha anche detto che se voglio, potrei lasciar perdere lo studio perchè a lui interessa solo la mia salute, ma so che se lo farei gli procurerei una gran vergogna. Mia madre, invece, non accetta la realtà, mi riempie la testa di riferimenti ad altre persone che, nella vita, per avere uno stipendio, hanno fatto tanto sacrifici. Avvolte dalle sue espressione capisco che prova un pò di pena, se così si può definire, nei miei confronti, ma altre volte mi crede una ragazza che non sa cosa significa lavorare e studiare perchè da sempre ho fatto tutto con la strada quasi spianata. Addirittura, stamani, dopo avermi preso per esaurita, ho iniziato a tirarmi i capelli per farle capire quanto io stessi male (e dire che ormai per farmi rimanere in testa quei pochi capelli che mi son rimasti sto attentissima a non toccarli), ma non è bastato. Non lo vuole capire perchè si rifiuta di farlo, per lei l'unica cosa importante è che io studiassi e sarei alla pari dei suoi parenti e conoscenti, infatti l'unica cosa che per lei conta è il giudizio degli altri.
Adesso, purtroppo, sono io che mi sento presa d'esaurimento, di confusione e tant'altro ancora. Non ho la forza di mollare, non ho la forza di litigare con i miei, ma ho la consapevolezza di star male. Da sempre sono stata una ragazza passiva, che si lasciava trasportare dagli altri, e solo poche volte ho avuto la forza di fare di testa mia. MA adesso mi sento ancora più debole e priva di forze.
Scusate se ho scritto troppo, ma avevo bisogno di sfogarmi, e scusate ancora se ci sono degli errori, ma scrivere mentre si piange non è poi tanto semplice.

Re: mia madre non capisce che sto male

Inviato: 16 gennaio 2012, 21:32
da Ranma
Cara Fiordaliso,
il passaggio all'università non e sempre semplice. Io mi sono iscritta ad una facoltà per avere una posizione sociale assicurata (senza pressioni da parte di nessuno) e dopo un anno e mezzo mi sono ritirata con la coda fra le gambe. Ero caduta in un' apatia totale che mia sorella scambiò per menefreghismo dandomi addosso continuamente. La vergogna che provavo era immensa e ancora oggi non ne riesco a parlare proprio serenamente perché sento il giudizio degli altri pesante come un macigno. Dopo avere smesso mi sono sentita una nullità: io ero brava alle superiori e tutti si aspettavano molto da me. Anche mia sorella è sempre stata una studentessa modello e tutti (e anche io) si aspettavano la medesima cosa da me. La cosa peggiore è che non riuscivo ad ammettere di non riuscire a fare l'università, o meglio quella facoltà. Credevo fosse una vergogna, quando in realtà tutti siamo umani e tutti hanno i propri limiti e per vivere bene bisogna accettarli. Nessuno è perfetto. Nessuno è privo di punti deboli. Ho lavorato due anni e solo dopo, con molta fatica (continuavo a ripetermi che ero troppo vecchia per studiare) a 24 anni ho ripreso gli studi. Ora ne ho 26, ancora mi ci vorrà del tempo per laurearmi ma sono felice. Mi sono iscritta ad una facoltà che mi piace. Purtroppo non è una di quelle facoltà che garantisce un lavoro ma oramai, al giorno d'oggi, quale facoltà lo garantisce? Comunque a me non importa perché è sopratutto un'esperienza di crescita umana ( e culturale ovviamente). Mi piace quello che sto facendo, mi sono fatta nuove amiche (poche ma buone) e sono serena. La mia famiglia è contenta per me (anche mia sorella che ora è la mia prima sostenitrice). Se non avessi avuto il coraggio di scegliere ora mi sarei persa tutta questa serenità. Quindi non fare come me, non perdere tempo e scegli tu della tua vita! I preconcetti che uno laureato avrà una vita migliore di uno diplomato sono da superare. Viviamo in tempi in cui tutto viene rimesso in discussione. Bisogna sapersi adattare. Ed è questo che dovrebbe fare tua madre: adattarsi ai nuovi tempi. Difficilmente lo farà ma tu hai la fortuna di avere dalla tua parte tuo padre. Lui ha ragione: la salute è importante, anzi è fondamentale. E te lo dice da bravo medico che ha a cuore la salute di sua figlia più che la sua ascesa nel mondo dei laureati (che spesso fanno rima con disoccupati o precari purtroppo). Parla con lui, digli come ti senti o comunque cerca di farglielo capire. E cerca di capire cosa vuoi tu. Magari se ti iscrivessi ad una facoltà a te più congeniale ritroveresti la motivazione dello studio, oppure se accettassi il fatto che anche un diplomato può avere una buona vita (non solo i laureati fanno sacrifici anche tutte le altre persone li fanno!) e un buon lavoro. Conosco artigiani (falegnami, idraulici etc..) che con il loro lavoro si sono comprati una bel villino unifamiliare (ammobiliato con mobili di legno massello mica mobili Ikea) con giardino, una macchina e possono tranquillamente mantenere i loro figli che stanno studiando. Certo i sacrifici ci sono da fare, ma un laureato dopo la laurea non ne sarà di certo esente!
La cosa migliore sarebbe avere un periodo tutto per te. Lontano da tua madre. Una vacanza-studio potrebbe essere un'idea! 6 settimane o più in un paese straniero a studiare la lingua. Se vai in un paese anglofono nemmeno tua madre potrà dire nulla perchè oggi l'inglese serve! :) Oppure informati presso l' informagiovani più vicino a te: spesso ci sono borse di studio per l'estero dove hai tutto (o quasi) pagato (si studia e si lavora) e non dovresti nemmeno chiedere soldi ai tuoi.
Non rischiare di comprometterti la salute. Nessuna università ne vale la pena.
Con affetto.