Io, mio figlio e mia moglie - Un padre disperato

Problemi di comunicazione tra due generazioni

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Svevo
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Io, mio figlio e mia moglie - Un padre disperato

Messaggio da Svevo » 15 dicembre 2012, 14:32

Ho tre figli maschi. Con il maggiore ed il minore c’è un buon rapporto, con il secondogenito non si è mai riusciti ad andare d’accordo. Fin da bambino con le sue ripetute bugie e dopo nell’adolescenza con il suo rifiuto della scuola e dello studio, ed anche qui con le sue caratteristiche bugie a nascondere il proprio andamento scolastico, bugie che erano delle vere prese per i fondelli nei miei confronti. Premetto che ai miei figli non ho mai chiesto di essere studenti modelli. Ho solo chiesto il giusto impegno, senza strafare. Ho sempre detto loro che l’adolescenza si vive una volta sola e non la si deve vivere china sui libri, ma che lo studio merita il giusto posto. Mi sono sempre occupato in prima persona della loro salute, delle loro attività ricreative e di tutte le loro necessità non declinando mai alle mie responsabilità. Mia moglie, invece, ha scelto la strada più facile, quella di dire sempre “si” a tutto e non prendere mai posizione quando occorreva dire un “no”.
Adesso il mio secondogenito ha 19 anni e i problemi continuano sebbene io abbia provato a scalare quel muro che ha innalzato nei miei confronti. Esempio, io lo andavo ad accompagnare ai mezzi pubblici che distano da casa 2 Km, ed al ritorno lui avvisava mia moglie per dirle l’orario in cui arrivava. Mia moglie e non me. Poi mia moglie avvisava me. Quando mi sono lamentato di questa cosa lei candidamente ha risposto: che vuoi tra noi due c’è una certa complicità. Complicità! Grazie non hai mai avuto il coraggio di dire un “no”, certo che cerca te. Mia moglie era compiaciuta di questa complicità e non si rendeva conto di quando mi rattristasse sentirmelo dire. Un mese fa circa ho chiesto a questo figlio di svolgere una commissione, solo perché non potevo fare altrimenti. Dopo avere avuto la sua rassicurazione mi sono fidato. Lui invece non si è curato e non ha fatto quanto richiesto procurandomi dei problemi. Ritornato a casa abbiamo litigato come non mai, anche con parole grosse. Adesso questo figlio non mi parla più, esce ed entra come se io non esistessi e mia moglie cosa fa? Si presta al gioco addossandosi tutte le sue incombenze che prima sbrigavo io. Ho provato a parlargliene e dirle che questa cosa mi fa stare male, ma lei come al solito fugge e quindi o litighiamo o rischiamo di litigare. Io non so cosa fare. Inizio anche ad essere risentito con mia moglie e se continua così il nostro rapporto ne risentirà.

Davide49
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Re: Io, mio figlio e mia moglie - Un padre disperato

Messaggio da Davide49 » 15 dicembre 2012, 15:38

Svevo ha scritto:Ho tre figli maschi. Con il maggiore ed il minore c’è un buon rapporto, con il secondogenito non si è mai riusciti ad andare d’accordo. Fin da bambino con le sue ripetute bugie e dopo nell’adolescenza con il suo rifiuto della scuola e dello studio, ed anche qui con le sue caratteristiche bugie a nascondere il proprio andamento scolastico, bugie che erano delle vere prese per i fondelli nei miei confronti. Premetto che ai miei figli non ho mai chiesto di essere studenti modelli. Ho solo chiesto il giusto impegno, senza strafare. Ho sempre detto loro che l’adolescenza si vive una volta sola e non la si deve vivere china sui libri, ma che lo studio merita il giusto posto. Mi sono sempre occupato in prima persona della loro salute, delle loro attività ricreative e di tutte le loro necessità non declinando mai alle mie responsabilità. Mia moglie, invece, ha scelto la strada più facile, quella di dire sempre “si” a tutto e non prendere mai posizione quando occorreva dire un “no”.
Adesso il mio secondogenito ha 19 anni e i problemi continuano sebbene io abbia provato a scalare quel muro che ha innalzato nei miei confronti. Esempio, io lo andavo ad accompagnare ai mezzi pubblici che distano da casa 2 Km, ed al ritorno lui avvisava mia moglie per dirle l’orario in cui arrivava. Mia moglie e non me. Poi mia moglie avvisava me. Quando mi sono lamentato di questa cosa lei candidamente ha risposto: che vuoi tra noi due c’è una certa complicità. Complicità! Grazie non hai mai avuto il coraggio di dire un “no”, certo che cerca te. Mia moglie era compiaciuta di questa complicità e non si rendeva conto di quando mi rattristasse sentirmelo dire. Un mese fa circa ho chiesto a questo figlio di svolgere una commissione, solo perché non potevo fare altrimenti. Dopo avere avuto la sua rassicurazione mi sono fidato. Lui invece non si è curato e non ha fatto quanto richiesto procurandomi dei problemi. Ritornato a casa abbiamo litigato come non mai, anche con parole grosse. Adesso questo figlio non mi parla più, esce ed entra come se io non esistessi e mia moglie cosa fa? Si presta al gioco addossandosi tutte le sue incombenze che prima sbrigavo io. Ho provato a parlargliene e dirle che questa cosa mi fa stare male, ma lei come al solito fugge e quindi o litighiamo o rischiamo di litigare. Io non so cosa fare. Inizio anche ad essere risentito con mia moglie e se continua così il nostro rapporto ne risentirà.
da quanto hai scritto a me pare che l'attuale atteggiamento di tua moglie stia facendo un danno anzitutto a vostro figlio, non educandolo e incoraggiandolo al rapporto col padre, oltre che mettere tensione fra te e lei (e il figlio non ha niente da guadagnarci da questa tensione in famiglia, impara solo a conviverci, magari, come sta facendo, schierandosi unilateralmente).
da quanto leggo il problema non credo sia la "complicità", ma che lei abbia bisogno (così mi mi pare, altrimenti incoraggerebbe il figlio al dialogo con te) di questa complicità e se ne senta gratificata, e mi chiederei da dove nasce questo bisogno di avvicinarsi al figlio e "fuggire" dal marito.
mi sembra che la comunicazione sia interrotta in un gioco di forze e braccio di ferro: tu da una parte, con la tua voglia razionale di capire (ma anche fatica emotiva e la stanchezza del risentimento di cui parli) moglie e figlio dall'altra con le loro reazioni istintive. davvero a me pare sia in atto una sfida, non mi fermerei a registrare il mio risentimento e gli errori della moglie in quella complicità con risvolti negativi (anche se uno ha tutto il diritto di arrabbiarsi e sentirsi stufo, non siamo mica fatti di ferro) ma cercherei di capire da cosa nasce. potrebbe aiutare qualche colloquio con uno psicoterapeuta non per avere soluzioni miracolose che non può offrire, ma per scavare più im profondità, per mettere sul tappeto le questioni, dipanare la matassa che si sta facendo ingarbugliata, prima che la tensione cresca e la matassa diventi nodi difficili da sciogliere, trovare un'intesa comune, riavviare un dialogo in profondità. così, di getto, mi verrebbe da dire che non si comprende mai abbastanza che la prima cosa che i genitori devono dare ai figli, non è l'amore per i figli, ma l'amore di coppia, tra loro due.
ciao

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