Le aspettative

Problemi di comunicazione tra due generazioni

Moderatori: Dott.ssa M.Letizia Rotolo, Dr. Vittorio Tripeni

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Lala
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Le aspettative

Messaggio da Lala » 30 marzo 2005, 22:21

Mio padre è sempre stato molto severo.Per lui al primo posto ci sono i principi morali e l'opinione degli "altri" e questo ha comportato numerosi scontri.La mia adolescenza è stata difficiel,pur essendo stata io sempre una ragazza con la testa sulle spalle.Mi rendo conto che lui,prima ancora che si facesse una famiglia,aveva un'idea precisa di come dovesse essere questa famiglia e di ciò che dovessereo fare i figli per essere buoni figli.Le aspettative hanno distrutto il nostro rapporto,anzi diciamo che uno vero,"alla pari",non c'è mai stati.Infatti lui è cresciuto in una famiglia molto rigida e non ha nemmeno avuto quella fase adolescenziale in cui i figli "scardinano"i genitoi per rendersi indipendenti.Proprio per questo pensa che quando io ho attraversato quella fase era perché non gli portassi rispetto e tra noi c'è sempre stata una vera e propria guerra.Spesso si chiede perchénon mi confido con lui e perchè non l'ho mai fatto.Per lui è molto dfficile metteri in discussione e riconoscere i propri errori perché sono sempre i figli a sbagliare e a doversi sottomettere.La sua visione della famiglia è gerarchica.Oggi io,a 23 anni, sonoo innamorata di un uomo di 11 anni più grande di me,in fase di separazione e con una figlia di 6 anni.Io capisco la preoccupazione e tutto il resto ma non so che fare.io non pretendo che l'accettino,ma lui mi impone di lasciarlo perchè a LUI non sta bene e non capisce che orami la miavolontà è diversa dalla sua.Vome posso fare per evitare di rovinare per sempre il rapporto e per fargli capire che prima o poi i figli se ne vanno(e non perchè odiano i geitori,ma perché sono delle persone con un cervello e dei desideri)?

Grazie per l'attenzione e scusate per la lunghezza del post!!

Laura

PATRIZIA GALANTI
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Messaggio da PATRIZIA GALANTI » 2 aprile 2005, 18:59

Cara Laura
Nella tua mail sono presenti problematiche comunicative ed affettive del rapporto padre-figlia, fai riferimento alla severità e difficoltà di dialogo che ha caretterizzato la tua crescita in famiglia, come il momento di forte conflitto ed opposizione della tua adolescenza dove come dici tu si cerca di "scardinare" i genitori. E' infatti nell'adolecenza dove l'individuo in formazione esprime con sue specifiche modalità dettate dalla sua persnalità l'opposizione al genitore al fine di "separarsi" da lui per conquistare la sua autonomia, o meglio affermare la propria identità, la propria individualità. Questi conflitti adolescenziali sono complessi, dolorosi, mettono alla prova genitori e figli . hanno modi e tempi specifici di quel determinato nucleo familiare, ciascuno vi gioca una sua parte. Tu mi dici che non c'è mai stato un rapporto "alla pari" con tuo padre, se questo è credo che tu debba leggerlo in positivo in quanto genitori e figli non sono alla pari, ognuno deve stare nel proprio ruolo. Un padre non è l'amico del figlio, lui deve fare il genitore. Se invece tu vuoi comunicare un disagio di scambio affettivo, di desiderio di cominucare e di essere ascoltata da tuo padre questo è un aspetto diverso! Credo che per te, oggi che sei "grande" sia importante capire ed avere consapevolezza di quanta strada hai fatto nella definizione della tua individualità per compiere le scelte che riterrai di fare.
I miei migliori auguri
Dott.ssa Patrizia Galanti

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Lala
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Messaggio da Lala » 16 luglio 2005, 10:42

I genitori si fanno sempre le aspettative sui figli.Penso che sia normale,anche se non salutare.Il fatto è che quando il figflio prende una strada palesemente diversa da quella che loro si erano immaginati subenra la crisi profonda,specie nei rapporti in cui c'è sempe stata "sudditanza" ovvero io comando e tu ubbidisci.A questo punto il figlio dovrebbe andarsene di casa ma come?Non di certo sbattendo la porta.E se con i due genitori è impossibile il dialogo perché per loro la ragione sta solo da una parte-la loro???C'est difficile... :roll:

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