AIUTO MIO FIGLIO SEMPRE AL COMPUTER

Problemi di comunicazione tra due generazioni

Moderatori: Dott.ssa M.Letizia Rotolo, Dr. Vittorio Tripeni

Rispondi
annalisetta
Messaggi: 2
Iscritto il: 18 febbraio 2009, 19:53
Località: Perugia

AIUTO MIO FIGLIO SEMPRE AL COMPUTER

Messaggio da annalisetta » 18 febbraio 2009, 20:14

Salve a tutti, sono Annalisa da Perugia,
è la prima volta che scrivo su questo forum, nella speranza di trovare aiuto per risolvere i miei problemi.
Cercherò di essere più chiara possibile nell’esporre il mio problema:
Sono una mamma di 37 anni con un figlio di 15 quasi 16 a Luglio.
Il mio problema è proprio mio figlio: Mio figlio Luca, è un ragazzo molto sensibile ed emotivamente fragile, molto orgoglioso, molto intelligente, apprende con facilità ciò che gli interessa, da un punto di vista fisico non ha difetti così evidenti da poter essere preso in giro o vergognarsi, è un ragazzo carino con qualche brufoletto normalissimo per l’età che ha.
E’ sempre stato una persona fin troppo responsabile nei confronti miei e degli altri, si è sempre preoccupato di vedere e di visionare in me quello che secondo lui non andava bene, quando invece non si è mai reso responsabile delle sue azioni e dei suoi comportamenti.


Il suo problema è quello che da anni ormai il suo unico interesse è quello di stare al computer a videogiocare da solo o anche in internet con più giocatori che comunque non conosce o di studiare il giapponese.
Va a scuola quando ci va perché ultimamente ha fatto un gran numero di assenze, torna a casa e si sbatte sul letto dorme fino a pomeriggio tardi, poi si attacca al computer e a volte studia fino alla mattina dopo.
Non ha amici, non ha una ragazza, si isola anche volontariamente dai suoi compagni di scuola, non invita mai nessuno a casa a giocare non vuole uscire di casa, non vuole vedere nessuno, rifiuta qualsiasi proposta di cambiare il suo stile di vita in senso positivo .
Non vuole essere iscritto a nessun corso di ginnastica, non vuole uscire di casa per andare al cinema e quando gli si propone qualcosa che potrebbe comunque piacergli alla fine rifiuta, come se in qualche modo volesse negarsi la possibilità di divertirsi, di essere felice, di vivere una vita normale come quella di tutti, fatta di sacrifici e sconfitte ma a volte anche di soddisfazioni e di momenti di felicità.
Quando si esprime per emettere giudizi sui suoi compagni è sempre polemico, per lui le ragazze sono tutte delle poco di buono che fumano e bestemmiano e così i suoi compagni maschi che si fumano le canne, guardano materiale pornografico e hanno le ragazze.
Non manifesta quasi mai i suoi sentimenti di tristezza, rabbia o felicità, si nasconde dietro una maschera di indifferenza totale verso tutti e verso tutto; non ha interesse nel vestire, al mattino si veste con i vestiti che trova, magari anche macchiati o sporchi, l’unica cosa su cui stà molto attento è quella sempre di badare molto alla forma con cui si esprime, colma di sinonimi , e pensieri contorti e filosofici.
Quando deve rapportarsi con persone esterne che non siano di famiglia parla con voce flebile e insicura.
Alle spalle c’è una situazione famigliare abbastanza disastrosa:
Io sono rimasta incinta a 21 anni e non ero pronta per fare un figlio, mio marito comunque beveva ed era una persona violenta e per poter avere una situazione famigliare normale ho dovuto lasciare mio marito ed il figlio è rimasto quasi sempre con i miei genitori.
Io per lavoro ero quasi sempre fuori casa e mio figlio è stato allevato praticamente dai nonni.
Altro problema mia mamma è una persona fortemente infelice, sia perché con mio padre non è mai andata d’accordo sia perché essendo in forte soprappeso da una vita e non essendosi mai voluta curare ora che ha 65 anni è piena di problemi fisici, rancori e delusioni, mia mamma è una persona molto volubile un giorno dice una cosa e un giorno ne dice un’altra e questo a creato una forte insicurezza anche in me, per lei ogni problema è una catastrofe, non ci sono mai mezze misure, per lei la vita è uno schifo fatta solo di tristezza e noie.
Tante volte mia mamma ha fatto crollare a mio figlio la sua idea di mamma andandogli a raccontare tutte le malefatte che facevo quando ero ragazza ed ora credo che mio figlio abbia anche una visione distorta su di me.
Mio padre è sempre vissuto con la convinzione che la cultura è tutto ed il bagaglio dei ricordi passati è la materia viva su cui affondare le basi della nostra vita.
La soluzione sarebbe quella di prendere mio figlio e di andare a vivere da solo con me, ma lui non vuole.
Se c’è qualche psicologo in ascolto o qualche mamma che ha lo stesso problema…….chiedo aiuto per far uscire mio figlio da questa situazione di disagio con se stesso e con gli altri, vorrei tanto che avesse delle passioni sane, giuste per l’età che ha e che gli possano far comprendere che la vita non è solo una grossa delusione.
Vorrei che si staccasse da quel maledetto computer e cominciasse a vivere una vita reale e non virtuale, con il computer è facile avere soddisfazioni e non pensare a nulla.
Come mi devo comportare io cosa devo dirgli? Come posso convincerlo a cambiare? Come posso convincerlo a stare con gli altri senza sentirsi a disagio? Come posso aiutarlo a farsi aiutare?

Avatar utente
Sergio67
Messaggi: 813
Iscritto il: 26 febbraio 2009, 15:23

Messaggio da Sergio67 » 27 febbraio 2009, 12:13

Ciao Annalisa,

personalmente ho raggiunto la convinzione che il dialogo e il portare alla luce le motivazioni dei comportamenti sia una grande molla verso la risoluzione dei problemi.
Hai provato a parlargli apertamente? Hai provato a dare tu la voce alle sue emozioni?
Ti sei mai chiesta il motivo profondo del perchè tuo figlio si comporta così? E dopo esserti risposta gliene hai parlato?
Io penso che uno dei motivi per cui tuo figlio si comporta così è legato alla figura di suo padre. Sembra quasi ovvo a dirlo, ma per lui potrebbe non essere così ovvio.
Potrebbe essere che lui ha sofferto molto per il comportamento del padre, e nel profondo non desidera causare ad altri le sofferenze che il padre ha causato a te e a lui. Per questo non vuole contatti con le ragazze. Non vuole correre il rischio.
Prova a parlargliene, prova a spiegargli le differenze, che il fatto che suo padre fosse una persona violenta non significa nulla per lui. Che lui non è così. Che sarà lui a scegliere che tipo di persona vorrà essere con la sua compagna, quando e se gli succederà di trovarne una. Che se un giorno avrà dei figli, sarà lui a scegliere che tipo di padre essere.
Parla con lui. Ascoltalo per davvero e fagli capire che in te può trovare una persona che lo aiuterà ad affrontare le sue paure. Fagli capire che la tuo porta è sempre aperta. Che anche se non hai le soluzioni puoi aiutarlo a trovarle.

Sergio
Puoi sentirti perso, ma non potrai mai perdere te stesso.

Facilitatore gruppo AMA "Sbilànciati!" su AMAEleusi (cercateci)

Guida Autorizzata Pagine Blu (ma non sono psicologo)

Rispondi

Torna a “Genitori e figli:quando il dialogo è difficile”