figlio

Problemi di comunicazione tra due generazioni

Moderatori: Dott.ssa M.Letizia Rotolo, Dr. Vittorio Tripeni

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ciao

figlio

Messaggio da ciao » 15 dicembre 2004, 3:39

mio figlio ha 11 anni e vedo che è molto distratto disinteressato in alcune cose come i doveri che non riusciamo ad inporgli e sembra che vive nel suo mondo,cosa significa,in più è molto permaloso e si impone con gli altri e non è molto disposto a trattare specialmente quando ha ragione, a meno che non si faccia ricambiare con qualche favore, questo lo porta a liti,poi ogni cosa la prende sul personale, perchè a me ,oppure ce l'ha con me ,tutto questo cosa significa,cosa posso fare,e poi vuole sempre avere ragione anche con il torto disposto a mentire e a negare l'evidenza pur di avere ragione e a girare la situazione in un modo o nell'altro per far si che almeno lui non è in torto.

Dott.ssa Carla Ossola

figlio undicenne

Messaggio da Dott.ssa Carla Ossola » 18 dicembre 2004, 0:41

Benchè il figlio undicenne non sia ancora un adolescente, ospitiamo volontieri nel forum la sua richiesta.
Certo l'indifferrenza e l'insofferenza del ragazzino verso i doveri di casa o di scuola, la sua pretesa di avere sempre ragione veicolano un malessere ed anche il tentativo di richiamare attenzione. Per quanto riguarda i "doveri" da assolvere si potrebbero stabilire delle norme, ma più che imporle sarebbe meglio costruirle assieme, richiedendone la collaborazione nell'individuarle e nel rispettarle. E le norme, poche ma chiare, dovrebbero essere tali da potere essere rispettate, di modo che tra una norma e l'altra il ragazzo trovi spazio per le sue esigenze, i suoi gioichi, le sue amicizie e le sue "avventure". Norme fattibili, quindi.Tutti a casa, poi, dovrebbero rispettare le norme della famiglia con la stessa responsabilità che si richiede al ragazzo. A questa età i figli, anche se hanno un atteggisamento aggressivo, provocatorio, vogliono ancora molta tenerezza e del tempo, anche se poco per gli eventuali impegni di lavoro dei genitori, "dedicato". Senza qualche "smanceria" della sua mamma e del suo papà un ragazzino si sente molto solo, può avere anche il dubbio che i suoi genitori non gli vogliano più bene. Può darsi che quando suo figlio chiede qualcosa in cambio per "cedere" su qualche punto o in casa o anche all'esterno, voglia concretamente qualcosa in cambio che gli dimostri che l'altro gli sta dando quallcosa, che lo prende in considerazione. Forse esprime anche il suo punto di vista sul modo in cui potrebbero essere controllati alcuni "no" che gli vengono detti, nella forma di un compromesso in cui una parte del suo desidrio venga negata, ma una parte venga realizzata. Questi ragazzini hanno ancora bisogno di tanto caldo/morbido e se non lo ricevono nella misura in cui ne hanno bisogno, allora reclamano il freddo/ruvido, facendone di tutti i colori. Dobbiamo soddisfare il loro bisogno di affettività, spiegare che i "no" sono detti per amore, altrimenti si sentono soli e hanno anche paura.
Conosco molto poco di suo figlio, della sua storia nella sua famiglia per essere più precisa. Pensi a quello che le ho detto e al modo di tovare la misura di riaprire un dialogo, accarezzandolo anche con il tono della sua voce mentre gli parla per avvicinarlo.
Il dialogo rimane aperto anche qui, se ne ha voglia
Carla Ossola

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