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pigrizia e incostanza

Inviato: 5 marzo 2010, 14:20
da ladysadeyes
Gentile dottoressa,
sono studentessa di psicologia al secondo anno, ma non riesco ad impegnarmi seriamente nello studio. Ho un metodo piuttosto fragile, basato semplicemente sulla lettura, sottolineatura e ripasso dei testi d'esame, ma spesso non è sufficente ad affrontarli al meglio, e spesso mi rendo conto che dovrei impegnarmi di più, magari nel riassumere e nel costruire schemi, ma sono davvero poche le volte che lo faccio sul serio perchè sono tremendamente pigra. Oppure, comincio a studiare e a riassumere con le migliori intenzioni, ma dopo poco mi stanco e torno a uno studio superficiale...tutto ciò mi scoraggia, perchè per quanto abbia scelto questo corso perchè il campo mi interessa e desidero aiutare le persone, non riesco ad appassionarmi davvero...e questo è un problema anche per le altre cose che faccio, non riesco ad appassionarmi, a trovare qualcosa, un'attività, un hobby, un interesse che mi coinvolga davvero, comincio mille strade e dopo un po'mi vengono tutte a noia, non porto niente a termine...questa condizione mi pesa, e ho paura di non riuscire a portare mai niente a termine nella mia vita...e se anche cerco di cambiare, vengo ostacolata dalla mia stessa incostanza e pigrizia, in un continuo circolo vizioso...vorrei spezzarlo, riuscire finalmente a impegnarmi seriamente in qualcosa...può darmi qualche consiglio? Sono dannatamente stufa di questi miei difetti e sempre più scoraggiata...
Grazie

Inviato: 5 marzo 2010, 15:21
da Sergio67
Qualsiasi attività svolgiamo nella vit può essere divisa in tre fasi: inizio, sostentamento, completamento.
Siamo bravissimi a iniziare (io per primo :)). Iniziamo mille cose. E nell'iniziarle pensiamo già al completamento, ma raramente ci concentriamo sulla fase speso più lunga: il sostentamento.
Qualsiasi attività decidi di intraprendere deve essere sostenuta. E sostenerla è faticoso, perchè si incontrano dificoltà, perché abbiamo momenti di sfiducia, perchè magari incontriamo un'avversione che vorremmo evitare. E a volte ci sembra che non riusciremo mai a sostenrere questa fatica.
Spesso, troppo spesso, etichettiamo con "faciloneria" queste sensazioni come "pigrizia". Ma quella che tu chiami "pigrizia" a volte può nascondere qualcosa in più. Qualcosa che, specie visto il tuo campo di studi,forse varrebbe la pena approfondissi.

Quanto a consigli, forse dovrei essere l'ultima persona a darteli, visto che anche io soffro e ho sofferto della tua "sindrome", ma quello che puoi provare a fare è cercare di portare nell tua vita uno "sforzo gentile". Concentrarti sul momento, specie sul momento del "sostentamento" e non sul "completamento", cercando di fare solo una piccola cosa in più di quella che hai già fatto. Piano piano riuscirai a rinovare questa piccola scelta, questo piccolo sforzo molte volte i fila e alla fine ti accorgerai che avrai fatto molto più di quel che pensavi.

Inviato: 5 marzo 2010, 15:43
da ladysadeyes
grazie per aver risposto :)...solo una domanda: cosa intendi quando dici che dovrei approfondire la sensazione che chiamo "pigrizia"? Cosa potrebbe nascondere?

Inviato: 5 marzo 2010, 19:46
da Sergio67
Sono ipotesi, tra l'altro non si dovrebbe proiettare la "propria" pigrizia sui comportamenti degli altri :)...
Ma tu dici che inizi mille cose e non ne finisci mai nessuna. Mi chiedo se per caso non ti stai "autolimitando". E, magari inconsciamente, per qualche ragione tua, non stai "evitando" di finire quello che inizi.
Naturalmente è solo uno spunto di riflessione...

Inviato: 5 marzo 2010, 21:38
da ladysadeyes
ed è un'ipotesi che mi interessa, visto anche quello che studio ;) come vorrei avere modo di conoscermi più a fondo...ma psicologi e psicoterapeuti non so se siano alla mia portata (più che altro per una questione di soldi temo), e soprattutto non so se potrei interpellarli solo per questo...ecco perchè mi sono rivolta a questo forum, perchè è accessibile ma comunque seguito da professionisti...anche se non mi hanno ancora risposto nè a questo, nè al mio altro topic... :(

Inviato: 21 aprile 2010, 20:53
da Dr.ssa Silvia Zanette
buona sera,
il segreto di un buon metodo di studio sta soprattutto nel saper adeguare le strategie di studio alla tipologia di compito che ci si aspetta di dover affrontare, puntando in questo modo più su una memoria di riconoscimento (es: per gli esami a crocette) o più su una rappresnetazione più semantica/rielaborativa (es: esami orali)

se ci sono difficoltà di distrazione un buon metodo potrebbe essere fare delle pause frequenti, magari decise a priori, e porsi dei piccoli premi da raggiungere come gratificazione per il periodo d studio fatto

Re: pigrizia e incostanza

Inviato: 27 marzo 2012, 22:14
da Haries Cavalier
Scusate se mi intrometto ...
alla protagonista che ha acceso un argomento di cui mi interessa,ladysadeyes ... volevo solo dirti che anch' io mi ritrovo in questa tua, stessa situazione . Certo ametto di non essermi mai impegnata tanto anzi, solo da pochi mesi ( ho 18 anni quasi ) ho Scoperto ( nel vero senso della parola )cosa significhi studiare, la passione per esso ... eppure scoprendo sempre cose belle ... alla fine non riesco ad ottenerele per via appunto di, questa maledetta pigrizia e non costanza. Non si vorebbe mai faticare per ottenere quello che desideriamo ma la vita insegna che la fatica fa parte di essa per ottenere dei risultati .... Mi domando ora perchè non riusciamo a prefissarci questo concetto ?
Anche a me piace la psicologia ma non la studio, più che altro mi interessa scoprirla liberamente ... Eppure per le cose che ci teniamo davvero, riusciamo a farci la schiena a pezzi ! Credo che non riesco per continuare a studiare, ad avere un motivo per cui valga la pena di forzarmi a essere una studentessa ! Premessa che a scuola non è che abbia mai avuto risultati chissà che positivi quindi, il mio Essere in questi ultimi 4 anni si è abbattuto ... e l' incapacità di rapportarsi con glia altri ragazzi di certo, non mi ha aiutato ... Anche se pur avendo ricevuto bastonate, mi è sempre piaciuto stare con la gente : più con adulti e con i bambini, con i coetanei e quelli poco più giovani di me no ...Io non appartengo al mondo dei giovani adolescenti ma più a quello degli adulti e dei bambini
Haries C.