Influenza stato d'animo/intelletto

Riconoscere, dare valore, esprimere e gestire le proprie emozioni permette di vivere una vita migliore con se stessi e con gli altri. Il corpo, come sede della vita emozionale, comunica importanti messaggi, attraverso sintomi e disagi, ma anche attraverso vibrazioni e flussi di energia. Obiettivo della discussione è favorire nuovi apprendimenti sulle emozioni e sul linguaggio del corpo.

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adam
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Iscritto il: 11 aprile 2014, 23:14

Influenza stato d'animo/intelletto

Messaggio da adam » 11 aprile 2014, 23:48

Salve a tutti.

Chiedo anticipatamente scusa se ho sbagliato sezione.

Come da titolo vorrei chiedere (ad esperti e non) se secondo voi uno stato d'animo alterato può influire molto sulle capacità intellettive di una persona. Mi spiego meglio.

Sono un soggetto (a detta di molte persone e molti QI test) molto intelligente. Frequento una facoltà che ha a che fare con con molta matematica, che prima, non mi pesava molto. Da qualche tempo a questa parte (circa 3 anni o giù di li) mi sento infelice, molto. Ho perso la maggior parte dell'interesse che avevo prima nelle persone e nell'aiutarle, non riesco a provare più i sentimenti che provavo un tempo. Forse deriva da delusioni avute in passato o forse no, non ne ho idea. Non riesco più a concentrarmi e a studiare, apro i libri ma vedo solo lettere e formule alla rinfusa, non riesco più a ragionare. Non ne ho più voglia. Ormai dormo anche poco, e male e tutto mi pesa conseguenzialmente di più. Non mi interessa più fare nuove amicizie e quelle vecchie...lasciamo perdere. Non ho più voglia di chiedere consiglio per un problema a nessuno, famiglia compresa. Preferisco l'isolamento a tutto il resto, cosa che prima non accadeva.
Dopo del tempo passato in questo stato d'animo, mi rendo conto che non riesco a fare più nulla, nada, niente...anche fare un semplice 2+2 quasi mi risulta difficile.
E' possibile quindi che l'infelicità che ormai padroneggia nella mia vita stia pian piano affievolendo le mie capacità?
So che a molti la domanda può sembrare banale e di ovvia risposta, ma non lo è secondo me. Io credo che l'intelligenza (non solo in ambito "scolastico") di una persona resti tale, in qualunque tipo di situazione.
Ancora, è consigliato/consigliabile in questi casi ricorrere a psicoterapia?

Spero di essermi spiegato abbastanza bene.

Grazie.

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