alcol

Il ricorso alle sostanze stupefacenti o la messa in atto di comportamenti capaci di evocare forti sensazioni di eccitazione e di euforia: tentativi di automedicazione che possono avere effetti disastrosi sulla persona, sul suo ambiente e sulla società. Parliamone. Per promuovere riflessione e consapevolezza. Sia nei diretti interessati che nelle persone a loro vicine.
leo
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Messaggio da leo » 25 aprile 2007, 21:25

quella parola inevitabile... mi sembra quasi che la responsabilità della tua vita la deleghi a fattori altri da te .
quali ?
Provo a risponderti sinceramente. Soprattutto (come sempre) il rapporto con le persone. C'è sempre stata molta freddezza, molta mancanza d'amore in me e nella mia vita... è difficile trovare qualcosa da fare che possa darmi soddisfazione, che possa farmi stare bene. Di solito mi capita di vivere dei bei momenti attraverso l'annullamento, del passato, di quello che sono... anche cosa in apparenza facili da realizzare nella pratica diventano irraggiungibili.. è colpa dell'apatia... la mia certo, ma anche qualla degli altri.. non credere che passi il mio tempo solo ad autocommiserarmi, anzi amo sentirmi vivo e a volte provo a darmi da fare... il fatto che non sono mai riuscito a trovare qualcuno con cui costruire qualcosa di speciale.

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LEFTFIELD
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Messaggio da LEFTFIELD » 26 aprile 2007, 17:23

ti capisco .. anche per me è stato sempre difficle trovare agganci .
ma la responsabilità del lanostra vita è solo nostra . .che ne pensi ?

leo
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Messaggio da leo » 26 aprile 2007, 18:38

Si, penso anch'io..
Ma io non ragiono neanche tanto in questi termini. Se lo facessi sarei completamente d'accordo. Sai, ci sono anche quelle persone che partono da questo concetto per poi dire: "TUTTO dipende dalle tue scelte, se ci provi andrà bene altrimenti vuol dire che non fai abbastanza per essere felice"... a me sembrano solo discorsi idioti....

Si, certo.. la responsabilità.... io so di esistere, e - credimi - non ho mai incolpato qualcun altro (qualcuno in particolare) per la negatività, spesso eccessiva, che mi capita di sperimentare.. per la noia, per quel senso di totale paralisi.... dico però che sono principalmente le condizioni ambientali a influenzare le nostre vite, ed è casuale, fuori dal nostro controllo...non è un modo per deresponsabilizzarmi secondo me.....

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Messaggio da LEFTFIELD » 26 aprile 2007, 19:33

io me lo ricordo quel senso di totale paralisi .
l' ho vissuto .
e mi ricordo che piano piano ne sono uscito .
no non credo che l' ambiente influenzi tanto .. cioè non è che si sta male per via delle influenze esterne.

non capisco in che modo possano incidere.. parli forse della famiglia ?..

l' ambiente familiare penso sia quello che piu' condiziona le nostre scelte.

è a quello che ti riferisci ?..

leo
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Messaggio da leo » 27 aprile 2007, 23:24

No, non solo. Pensavo all'insieme. La famiglia, le persone che si frequentano o semplicemente quelle con cui si deve confrontarsi. Avverto freddezza nei rapporti. La vera amicizia, il vero amore sono esperienze meravigliose, non credi? .. peccato che siano così rari. Ci sono barriere che innalziamo per puro masochismo. Vedo meschinità e stupidità, a far da complemento alla compiacente monotonia dei gesti e delle parole. Lo vedevo al liceo, poi sul lavoro.. ma anche sull'autobus, nei locali.
Senti, non voglio fare il misterioso. E' un po' mia abitudine parlare molto in generale, e non focalizzarmi solo sulle esperienze personali. Se questa discussione andrà avanti vedrai finirò con il raccontare qualcosa di me in maniera più dettagliata.

Anzi cerco di farlo subito......


La famiglia in cui sono cresciuto si può definire più o meno normale. Escludondo la TOTALE mancanza d'affetto tra i miei genitori. Era un bambino leggermente border line e solitario. Alle medie è stato un disastro. Mi sentivo quotidianamente umiliato perchè ero incapace negli sport(non avendoli mai praticati). Ho una serie di ricordi 'maledetti' legati ad un ragazzo che mi perseguitava e ogni tanto mi picchiava nei bagni. Avevo i voti migliori ma ero un ritardato. Così a un certo punto ho chiuso i libri e non li ho più riaperti. Alle superiori ero sempre molto isolato, ma avevo più spazio, più ossigeno. Andava meglio. Ad alcuni ero simpatico. Ma in fondo stavo male. E poi mi sentivo così brutto. Durante il secondo anno una ragazza che mi piaceva ha cambiato atteggiamento nei miei confronti, apparentemente senza motivo, cominciando a trattarmi come un idiota e prendendomi in giro e allora ho deciso di tagliarmi i polsi. Non ho fatto un gran lavoro... mi hanno spedito immediatamente in analisi (ancora ci vado)....
In sei anni di liceo mi sono fatto pochi amici. Buoni perfortuna. Ma..... finita la scuola i contatti sono diventati sempre più sporadici ed ho dovuto ricominciare da capo. Le poche relazioni sentimentali che ho avuto sono nate in ambienti 'etilici' e notturni e non sono durate molto (questo non significa che non abbia splendidi ricordi di quelle dolcissime ragazze)... non so spiegarmi bene perchè, mi stupisco sempre di come certe persone senza far niente di speciale stiano insieme anni, lustri, decenni...

Dunque dunque. Non mi sento (quasi) mai disperato. SOno fondamentalmente nichilista, più 'tranquillo', meno ansioso di tanta altra gente. Cerco di essere gentile con tutti. Evito le persone che mi fanno sentire a disagio. Non ho particolari speranze devo dire.... su 365 giorni. 280 son opiatti 5-6 esaltanti e gli altri non so. Spesso, quando sono alterato, sento come qualcuno che mi abbraccia. Persone che mi interessano, e che nella realtà siedono di fronte a me iin un pub 1-2 due volte al mese massimo mi parlano dei loro segreti più intimi. e la ragazza-sorella maggiore di cui mi sono infatuato ultimamente non si limita a scambiare due parole con me... ma mi abbraccia e mi dice che tutto è perfetto....

Non so che altro dire.... Ti ho raccontato qualcosa su di me per spiegarti meglio. Per spiegarti come mai da sobrio son un mostro.

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Messaggio da LEFTFIELD » 28 aprile 2007, 22:21

non ci trovo nulla di mostruoso..

anche io da piccolo ero abbastanza emarginato .
fino al liceo .
e da grande non è che sia cosi' inserito . .:wink:

leo
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Messaggio da leo » 29 aprile 2007, 12:35

Voleva essere una specie di risposta alla tua domanda.... Non si tratta solamente di essere o meno inseriti... Anche se è fondamentale il rapporto con gli altri..
Credevo - avendo letto alcuni tuoi messaggi - che avessi più familiarità con certi stati d'animo....
Forse se comprassi quei colori....
non ci trovo nulla di mostruoso..
Si.. ma non è quello che ho detto. Intendevo dire che la mia serenità la mia spensieratezza la mia energia la mia creatività il mio benessere si basano quasi unicamente sull'assunzione di alcol e droghe...
Potrei anche andare dagli alcolisti anonimi, continuare ad andare dalla psicologo, magari aumentare il numero delle sedute... e passare il mio tempo libero ad autocommiserarmi....
Ma non c'è proprio nessuno che ha percorso un sentiero simile al mio?

wope

Messaggio da wope » 29 aprile 2007, 13:39

A me per la verità sembra che left abbia compreso i tuoi stati d'animo. Poi gli stati d'animo e i percorsi in parte sono del tutto personali.
Anch'io quand'ero ragazza assumevo abbastanza frequentemente alcol, persino quando gli altri attorno a me fumavano, io bevevo ... mi faceva sentire a mio agio in situazioni sociali che non riuscivo ad affrontare da sobria, a volte anche stare meglio sola con me stessa ... quando bevevo riuscivo pure a scrivere poesie ... da sobria no, ero bloccata in molte cose.
Bere per essere se stessi può essere un passaggio, un modo per sciogliere le contraddizioni che impediscono di esprimersi liberamente. Le condizioni ambientali contano, contano parecchio a originare e tenere vivi questi conflitti interiori. E di sicuro dire che TUTTO dipende dalle nostre scelte è un discorso idiota. Ma fare pulizia nella nostra anima e lasciare spazio ai "colori" sta a noi, solo a noi, non c'è nessun altro che lo può fare al posto nostro. Semmai possiamo farci aiutare da qualcuno, a tirar fuori l'anima.
Anche a me sembra che il consiglio che ti ha dato left sia un buon punto di partenza.

leo
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Messaggio da leo » 29 aprile 2007, 18:31

Grazie wope,

Quando dici il consiglio che ti ha dato Left ti riferisci a questo,
incominciando a vedere il proprio futuro come qualcosa di non già scritto.
quella parola inevitabile
giusto?


No, non credo possa essere un passaggio, non per me. Poi, sai si può anche vivere per lunghi periodi con queste abitudini... ma arriva il momento in cui il corpo ti tradisce. Ci sto riflettendo nelle ultime settimane, proprio perchè ho iniziato a fare uso di una sostanza decisamente autodistruttiva....


E' molto bello quello che hai scritto.. il problema è trovarlo questo qualcuno. Credimi anche se a volte non riesco a fare o pensare niente... mi capita di provarci, in tutti i modi......
Anch'io quand'ero ragazza assumevo abbastanza frequentemente alcol, persino quando gli altri attorno a me fumavano, io bevevo ... mi faceva sentire a mio agio in situazioni sociali che non riuscivo ad affrontare da sobria, a volte anche stare meglio sola con me stessa ... quando bevevo riuscivo pure a scrivere poesie ... da sobria no, ero bloccata in molte cose.
Pensa... io non bevo mai se mi sento di merda. Lo faccio per amplificare il benessere, per intorpidire i pensieri, intensificare le emozioni positive, o rendere le conversazioni più aperte e interessanti...

Quindi adesso non bevi più? E' stato difficile smettere?

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Messaggio da LEFTFIELD » 29 aprile 2007, 23:15

scusa leo .. per me è difficile pensare all ' alcol in senso positivo .
io mi ci sono abbastanza distrutto . .anche fisicamente.

mi dispiace .. ma per me ricordare quelle situazioni e quei momneti non è bello .

e non posso che augurarti di uscirne presto . se e come vorrai ovviamente.

in bocca al lupo .

wope

Messaggio da wope » 30 aprile 2007, 11:33

Caro leo, mi riferivo principalmente all'analisi, ma poi rileggendo meglio la discussione ho letto che già la fai (sorry), quindi un percorso per quella pulizia interiore di cui parlavo già l'hai iniziato.
Ho letto anche del pensiero che hai fatto su Alcolisti Anonimi, e forse non è una cattiva idea, visto che permette di affrontare un po’ più direttamente il rapporto con l'alcol. Ho visto su internet che A.A. ha spazio per i giovani per i quali l’alcol per certi versi è un problema anche se non è ancora una dipendenza in senso stretto, in senso preventivo.
Per il resto ci possono essere vari modi per tirare fuori l’anima, ferme restando le cose che già fai. A volte è questione di fortuna, incontrare chi o cosa può aiutarci in questo. E a volte è proprio la ricerca della creatività, originalità ed emozioni positive a tutti i costi che ostacola il processo di liberazione interiore. L’alcol in parte funziona così: lasciando cadere le inibizioni, rende superflua la ricerca attiva fatta per superare queste inibizioni, e lascia la mente e il corpo aperti a ciò viene naturalmente. Ma è un “supporto esterno” che ha dei costi che conosci molto bene. Eppure ti assicuro che è possibile raggiungere questa condizione di liberazione interiore anche al naturale, fermo restando che in varie situazioni della vita gli automatismi rimangono, e possono essere vitali per affrontare situazioni che non richiedono particolare originalità.
Comunque ti faccio un esempio stupido, non dico che vada bene per te, ma ho provato questa sensazione di liberazione facendo un laboratorio di teatro, lavorando assieme ad altre persone con il corpo e sull’espressione delle emozioni, e poi in improvvisazione.Mi sono davvero stupita di me stessa. E in parte gli effetti di questo lavoro fatto lì si sono riversati anche nella mia vita di tutti i giorni, almeno in quel periodo. In generale lavorare col corpo aiuta a liberarsi un po’, a lasciar esprimere emozioni e comportamenti tenuti a freno. Non è poi così strano; il movimento favorisce la liberazione di endorfine, le stesse sostanze messe in circolo dall’assunzione di alcol. Purtroppo il corpo per certi versi un po’ svalutato dalla nostra cultura, o quando viene rivalutato l’attenzione per il corpo finisce col diventare una moda. Ma non è di questo che sto parlando. Sto parlando di semplici espedienti per amplificare il benessere senza ricorrere a sostanze distruttive.

Riguardo al mio rapporto con l’alcol, nell’adolescenza ne ho fatto uso frequente ed eccessivo a periodi, e credo di non aver mai sviluppato un’abitudine continuativa solo perché dopo ogni periodo di uso frequente, lo rifiutavo abbastanza lucidamente, come del resto le altre droghe che ho provato. A parte alcuni momenti malinconici e solitari, facevo uso di alcol soprattutto nei periodi in cui uscivo e stavo in mezzo alla gente (cosa non così scontata per me), perché mi disinibiva, mi permetteva di affrontare situazioni nuove, uscire dal mio guscio, di conversare più scioltamente e parlare della mia visione del mondo, di sentirmi meno impacciata, anche con i ragazzi. Nei periodi in cui bevevo non lo consideravo un problema, ma quando cominciavo a realizzare di non riuscire a studiare bene, mi fermavo. Quando magari il ragazzo con cui stavo mi faceva capire che gli dava fastidio, mi fermavo. Dopo una nottata passata in giro talmente sbronza da non ricordarmi neppure che cosa avevo fatto, mi fermavo. E sono andata avanti così, grosso modo dai tredici fino a poco oltre i vent’anni, soprattutto con la birra, a volte con vino e superalcolici. Poi non lo so, già negli ultimi anni dell’università, mi è venuto abbastanza spontaneo limitarmi, senza pensarci troppo. In quel periodo per altre ragioni avevo intrapreso una psicoterapia, che tra alti e bassi mi aiuto’ a liberarmi un po' da emozioni inespresse e a credere un po’ più in me stessa. E poi ho trovato un compagno, ho iniziato a fare delle cose in cui credevo, e non ho sentito più il bisogno di bere in eccesso, tanto per sciogliermi e sentirmi meglio. Diciamo che forse un po' inconsapevolmente ho preferito tenermi alcune inibizioni, per non distruggermi il fegato e la vita.

leo
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Messaggio da leo » 8 maggio 2007, 5:29

grazie Wope grazie Left
scusa leo .. per me è difficile pensare all ' alcol in senso positivo .
io mi ci sono abbastanza distrutto . .anche fisicamente.

mi dispiace .. ma per me ricordare quelle situazioni e quei momneti non è bello .
Si capisco..


Si wope già vado in analisi da quattro anni. Ho un rapporto molto bello col mio analista, nel senso che gli racconto più o meno tutto ciò che faccio e che provo... Ma sai, non è sufficiente.. Quanto agli alcolisti anonimi, ci sto ancora pensando.
Ho visto su internet che A.A. ha spazio per i giovani per i quali l’alcol per certi versi è un problema anche se non è ancora una dipendenza in senso stretto, in senso preventivo
Ti ricordi la pagina web?


grazie per tutto quello che hai scritto.

Ieri parlavo con un tizio. Un tizio che non conosco bene. Parliamo spesso di arte, ma non abbiamo moltissimo in comune. Gli raccontavo di come in questo periodo mi senta frustrato e depresso, senza scendere troppo nei dettagli. Ho scelto lui per comportarmi da persona normale, le persone normali parlano in continuazione dei propri problemi. Di solito cerco di non scaricare la mia negatività sugli altri. Preferisco parlare di ciò che realmente m'interessa e che mi esalta. Insomma, mi aspettavo dicesse qualche banale frase di conforto, e invece, finita la sua sigaretta, si è limitato ad annuito e a dire: "scusami un secondo vado a vedere la televisione, a dopo...." Non so perchè ma questo individuo che vive seppellito nella routine e non sembra soffrirne mi ha stupito....

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Messaggio da leo » 8 maggio 2007, 5:34

E poi ho trovato un compagno, ho iniziato a fare delle cose in cui credevo, e non ho sentito più il bisogno di bere in eccesso
Quando riesco a dormire, sogno di diventare 'dipendente' da un rapporto significativo e fare solo le cose in cui credo.

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Messaggio da leo » 22 settembre 2007, 1:04

Sono passati un bel po' di mesi... ed ora ne approfitto per aggiornare questo tr. E' stata una bella serata, passata tranquillamente in compagnia di gente simpatica e cordiale...
Racconto qualcosa a chi avrà voglia di leggere.
Non sono ancora andato dagli A.A. (apatia forse?).. ma nel frattempo è successo qualcosa. Mi sono sbronzato giusto un paio di volte negli ultimi 3 mesi... e questo è senz'altro positivo... Ma quelli come me hanno bisogno di stimoli che solo la manipolazione chimica può offrire (sono dell'idea che solo l'amore, vissuto come uno stato di totale abbandono possa essere un'esperienza più intensa di quella delle droghe... ).

Ho cominciato a fare uso di eroina e cocaina in maniera costante. Cercando di non esagerare, di fare delle pause... di riprendere a bere, a seconda dei periodi... A volte, quando rimango a secco, mi alzo la mattina e non riesco nemmeno ad uscire dalla mia camera.. fisso il vuoto per ore.. ma basta una riga e mi si apre un mondo.. ho 'amici' che mi assomigliano.. e credo di poter cambiare tutto.. L'ispirazione, in questo periodo della mia vita, è data dalla chimica delle droghe.. grazie a queste polveri magiche riesco ad essere sincero con me stesso e con gli altri, cosa c'è di più importante?

Vi ringrazio in anticipo per i consigli che mi darete. Wope, nei suoi messaggi, ha dimostrato una saggezza fuori dal comune, e Leftfield sicuramente sa di cosa parlo, avendolo vissuto...

Ma ciò che vorrei è sentire le storie di chi sta vivendo ADESSO ciò che vivo io. Certo, per ognuno è diverso.... ma più che sentire consigli su come uscirne...(so benissimo che dovrei smettere prima che sia troppo tardi) vorrei che qualcuno mi parlasse dei suoi momenti d'estasi, dei suoi patimenti... quando ti tremano le mani e niente sembra avere senso...

E' banale. Ma queste sostanze riempiono un vuoto. E finchè non troverò un Graal capace di sotituirle non potrò farne a meno.. E' banale. Ho sempre pensato che solo l'amore potesse salvarmi, ma l'amore sembra non salvare nessuno. Alcuni miei conoscenti sono coppie di ragazzi innamorati, ci facciamo insieme, e mi piace abbracciarli prima di andarmene... poi imbraccio una chiatarra, scarabocchio qualcosa su un foglio e non riesco a fermarmi.
Non riesco a fermarmi.

leo
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Messaggio da leo » 3 ottobre 2007, 1:30

Non c'è nessunoche abbia qualcosa da dire? Leftfield? avrei proprio bisogno di sentirmi dire qualcosa in questa notte assurda........... Niente dischi rotti per favore....ho passato la serata con un super alcolizzato che non ha fatto che dirmi che è importante ' non cascarci' .... ho girato da solo per le strade semideserte della mia città... mi sentivo Borroughs...

Ho bisogno della voce (anche virtuale) di qualcuno.............qualcosa si sta spezzando, ,, forse si è già spezzato

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