I DISTURBI ALIMENTARI NON VANNO IN VACANZA

I Disturbi del Comportamento Alimentare si ripercuotono sulla qualità della vita nella sfera sessuale, familiare, sociale, professionale: molte facce di un'unica medaglia. Partiamo dal presupposto che la sofferenza non si misura in Kg. E che essere capiti e aiutati è possibile.
Vogliamo provare a parlarne insieme?


Moderatore: Dott.ssa Michela Guariniello

lally85
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Messaggio da lally85 » 1 ottobre 2009, 15:02

Ciaoooo!! Come state?? Io ho ripreso l'università e gli studi..la terapia va benone stanno uscendo vicende passate che mi hanno segnato..io le avevo sottovalutate invece adesso mi rendo conto di tante cose. Grazie dottoressa ha proprio ragione mi sento come se la parte razionale di me sia parallela alla malattia. Però sono più forte perchè mi sento lucida,più consapevole di quello che mi accade. Mony mi dispiace per l'esperienza vissuta con tuo padre...sai è normale che tu te la prenda quando hai a che fare con persone che rispecchiano il suo carattere,è anche questo un modo di difenderti da qualcosa che ti ha fatto soffrire. Però tu devi cercare di superare questo dolore,non servirebbe fuggire chissà dove. Il problema non sono i suoceri o altre persone,sei tu che stai male. Non so se si possa sradicare il dolore però devi metabolizzarlo in modo che non inquini la tua vita. Stai facendo tanti progressi forse ci vuole un pò di pazienza e di forza per non mollare proprio ora..non pretendere troppo da te stessa. Cerca valvole di sfogo sane come le amiche o le passeggiate come dicevi..parlare con un'amica ti farà bene. ti sono sempre vicina e capisco il tuo disagio.baci,Laura.

Michela Guariniello
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Messaggio da Michela Guariniello » 3 ottobre 2009, 13:03

@ Cara Mony,
mi dispiace per i momenti "no" che hai attraversato in questi giorni, ma sono contenta che tu non ti sia lasciata fagocitare!
Le strategie che hai ideato per "difenderti" mi sembrano idonee e soprattutto meglio di te non le può ideare nessuno, ma attenta a non difenderti troppo, cioè cerca di affrontare le situazioni senza scappare nei vari modi che esistono. Voglio dire : difenderti si ma non imprigionandoti.
A tal proposito, come ha detto anche Lally, credo sia inutile scappare "fisicamente", ovvero andare a vivere altrove, ciò che conta non è la "geografia" ma la "storia" che ci portiamo dentro. Questo lo puoi notare tu stessa se pensi che tuo padre è morto, non c'è più fisicamente, eppure continua a "condizionarti" nel presente, forse perchè non l'hai mai affrontato adeguatamente, forse perchè ti sei "dfesa" scappando da lui.. E sai che penso cara Mony? Forse non è un caso che tuo suocero e tua cognata ti ricordino tuo padre e scatenino in te la modalità di relazione che avevi con lui, e sai perché? Perché ora hai la possibilità di reagire in un altro modo, di affrontare la situazione in altro modo, insomma di prenderti una rivincita! È come se t fosse stata data una seconda opportunità. Non trovi? Tu non sei più una ragazzina fragile Mony, ora anche grazie alle sofferenze che hai vissuto sei una donna forte, anche se non ci credi sei forte ed hai la possibilità di reagire ad una situazione presente simile ad una vissuta in passato in modo diverso, nei panni della nuova Mony. Ad es. come avresti voluto reagire in passato ad eventi o episodi che ora ti si sono ripresentati? Prova ad immaginare cosa ti sei pentita di non aver fatto o detto in passato, ed immagina cosa succederebbe se lo facessi o dicessi ora...
@ Cara Lally, concordo su tutto il tuo messaggio.
Mi fa piacere che la terapia stia procedendo bene, e credimi la consapevolezza che stai esperendo è una grande conquista, siamo tutti FIERI di te, veramente!!

Un abbraccio forte a tutte e due, e Mony fammi sapere un pò dove ti porta il piccolo "esercizio" di immaginazione...
Dott.ssa Michela Guariniello
Psicologa/Specializzanda in psicoterapia sistemico relazionale
Specializzata in clinica psicoanalitica dell'anoressia,bulimia,obesità presso l'A.B.A.
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#Marina#
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Messaggio da #Marina# » 3 ottobre 2009, 15:34

Ciao a tutte;
mi spiace di non partecipare alle conversazioni e di non rispondere alle altre, ma è che sto male e non riesco a dare consigli e a consolare; mi spiace che la gente pensi che sia scorbutica per questo.
Io da quando avevo 4 anni pregavo che mio padre morisse, la vedevo come una liberazione; lui è ancora vivo e comunque se morisse solo mia madre avrebbe benfici, perchè ormai lui è interiorizzato dentro di me; la mia terapeuta mi ha detto che io ragiono come lui: ad esempio lui ha sempre considerato le donne che stanno con uomini come prostitute e anche a me ha detto questo pensando che, essendo grande, io facessi quello che fanno le altre donne; ma io mi sono sempre sentita tranquilla perchè io odio glio uomini, non so chi siano e quindi non mi sono mai sentita toccata dalle sue accuse, perchè io non ho mai fatto quello per cui mi considerava poco di buono. Ora mi rendo conto che io così ragiono come lui, ma è una cosa che è radicata in me da quando avevo 4 anni.
Scusate se mi sfogo ma non vi sostengo, ma non ci riesco.

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allegra
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Messaggio da allegra » 5 ottobre 2009, 12:58

Cara marina mi spiace che stai così male. Ti vorrei abbracciare per confortarti.
Spero che ti riprendi, spero che un giorno potrai sorridere alla vita.
Anch’io vorrei tirarmi su, però tanti pensieri negativi mi condizionano, mi mettono in ginocchio.
Purtroppo quando sto male mi chiudo in me stessa, l’unica cosa che riesco a fare per alleviare il dolore è disegnare.
Dopo che ho disegnato mi sento un pochino meglio.
Inoltre mi abbuffo, però dopo mi sento peggio.
Ti consiglio di aggrapparti alle persone care per alleviare il tuo dolore.

Michela Guariniello
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Messaggio da Michela Guariniello » 6 ottobre 2009, 18:19

Cara Marina,
mi dispiace tanto sentire che tu stia male.
Non preoccuparti se non ti va di partecipare o consolare gli altri, non è mica un obbligo? Almeno in questo spazio concediti/concedetevi di fare ciò che ti/vi sentite di fare... Chi ti dice che sei sgorbutica scusa?Non mi sembra tu stia alzando i toni!

è normale che i nostri genitori vengano interiorizzati dentro di noi, nel bene e nel male, ma ciò non vuol dire che noi siamo o agiamo come loro..
Non comprendo perfettamente in questo caso il nesso tra lui e te per quanto riguarda gli uomini e le donne..Cioè tu asserisci di "odiare" gli uomini e che quindi non sei una "poco di buono" come pensa tuo padre, inutile dirti che se tu amassi gli uomini non saresti una poco di buono, ma saresti un essere umano (non voglio dire che tu non lo sia ora, ora sei un essere umano bloccato). Sai, non trovo che in questo caso tu sia uguale a tuo padre, ma forse che il tuo pensiero sia una reazione alla tua figura paterna introiettata e/o reale...
Inoltre Mi sembra che il tema dell' "odio" sia piuttosto ricorrente in te : odi gli uomini, le donne, te stessa, tuo padre e chissà quant'altro, a che emozione colleghi tutto quest'odio?

Un abbraccio
Dott.ssa Michela Guariniello
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#Marina#
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Messaggio da #Marina# » 7 ottobre 2009, 18:16

Oh Allegra, sei così dolce!! Ti ringrazio tanto delle tue parole, ti voglio bene! Non preoccuparti, non sto tanto male, è che mi sento sperduta e vorrei tanto una mamma che mi amasse e mi abbracciasse facendomi sentire l'amore; sai sei fortunata ad avere genitori così in gamba; inoltre ti invidio per la capacità di esrimerti attraverso i disegni; sai, anche a me piacerebbe tanto, infatti vorrei iniziare un corso perchè per avere qualche nozione, visto che non ho per niente talento!
Non è vero che io odio tutti quanti; io vorrei amare, anzi, è il mio desiderio più grande che darebbe un senso alla mia vita; il fatto è è amerei da impazzire solo qualcuno che mi amasse, per cui io fossi importante.
Da qualche giorno nella mia mente amo la mia terapeuta, mi faccio i film in cui per lei io sono importante e da lei amata, so che nella realtà questo non potrebbe succedere, anche se mai dire mai; magari riesco a coinvolgerla e ad abbattere il confine che cerca di tenere in piedi; lo dico perchè sento che in realtà lei prova qualcosa di bello per me, lo percepisco, ma è bloccata dalla sua professione. Se io riuscissi in questo mi sentirei in paradiso; se non dovessi riuscirsi andrei all'inferno.
Un bacione a tutti.

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Sergio67
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Messaggio da Sergio67 » 8 ottobre 2009, 11:23

Mony non mollare.
E' inevitabile che nel tuo percorso trovi degli ostacoli, qualcuno più grande degli altri.
E non sei la sola che comincia la terapia per una depressione e poi scopre che il vero problema è un altro.
Anche io ho cominciato la terapia perchè presentavo i "sintomi" di una depressione maggiore. E probabilmente è anche vero che fossi depresso. Ma la mia depressione risale a pochi anni fa e, se devo guardare ai "sintomi", credo si sia risolta in breve tempo. Ma nel corso della terapia ho capito di avere un problema molto più profondo e radicato che invece risale a 30 anni fa, e che si manifesta come un "disturbo alimentare".
Tu stessa hai detto che fino ad oggi ti sei occupata di problemi più urgenti.
Non puoi pensare di risolvere tutto in un giorno. Datti tempo e vivi i tuoi progressi giorno per giorno.

Un abbraccio

Sergio
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Messaggio da Sergio67 » 8 ottobre 2009, 15:02

mony68 ha scritto:capisci Sergio perchè a volte sto in crisi o lo sono stata per il cibo?!
Più di una volta mi sono fermato in autogrill e ho comprato tre o quattro tavolette di cioccolato. Non le ho mai mangiate tutte insieme, ma non sono mai durate più di tre o quattro giorni.
E vuoi che non capisca come ti senti?
mony68 ha scritto:mi devo autoconvincere che ce la posso fare a superarli
No. Non ti devi autoconvincere. Devi ESSERE convinta. E riuscirai nell'esatto momento in cui smetterai di cercare di capire come autoconvincerti. :?
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Messaggio da Michela Guariniello » 11 ottobre 2009, 14:25

@ Marina,
non ho detto che odi tutti ho solo tradotto ciò che hai scritto tu in tutti i tuoi post, e l'ho fatto proprio per farti rispondere così come hai risposto...
Per la tua terapeuta tu sei importante ma ciò non può mai riuscire a riempire il vuoto che ti pervade, che va riempito di altro, tanto altro..

@ Cara Mony,
mi dispiace essere stata assente mentre stavi male, e spero che ora tu stia meglio. Fammi sapere come stai.
"in passato, quando mio padre si comportava in quei modi, riusciva solo a farmi chiudere di + in me stessa e a non parlare!!!non riuscivo a tirar fuori una parola!!!mi bloccavo..lui mi urlava perchè non parlavo e io NON riuscivo a tirar fuori niente!!", il non parlare paradossalmente è una delle più efficaci forme oppositive, provocatorie e ribelli, efficace per ciò che rimanda ma fallimentare per chi la mette in atto.
"dentro la mia testa vorrei avergli detto con tutta la rabbia che avevo CHE IO NON è che non valevo niente (come mi diceva lui) ma che io ero io e non come LUI voleva che fossi!!!avrei voluto rispondergli che volevo far parte anch io dei giochi sul divano che faceva con mia sorella e ..io stavo solo a guardare!!!rideva e scherzava SOLO con lei!!io non esistevo per lui!!!se c è stato qualche volta in cui siamo andati tutti insieme a fare qualche gita ..io ero sempre dietro e in disparte!!". Ora l'hai detto Mony, l'hai detto a te stessa.

@ Caro Sergio,
spero tutto bene.
"E non sei la sola che comincia la terapia per una depressione e poi scopre che il vero problema è un altro". Si è proprio così, la depressione, i sintomi alimentari, ecc ecc sono solo la punta dell'iceberg, la spia luminosa che segnala che c'è qualcosa che non va, perciò non di rado c'è la compresenza di diversi sintomi, o se non si sradica a fondo il problema (NON i sintomi) si assiste spesso ad una trasformazione dei sintomi..
"No. Non ti devi autoconvincere. Devi ESSERE convinta. E riuscirai nell'esatto momento in cui smetterai di cercare di capire come autoconvincerti", sono d'accordissimo su questa frase, è proprio vero, e di nuovo : Esperire diverso da capire, e per esperire occorre sperimentare, camminare, procedere, VIVERE.

Un abbraccio forte forte a tutti
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Sergio67
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Messaggio da Sergio67 » 12 ottobre 2009, 22:58

Brava mony!!!

Un passo per volta! Anche chi ha scalato le montagne lo ha fatto così: un passo per volta.

Quanto all'autoconvincersi, quello che volevo dire è che non credo che ci si possa convincere "razionalmente" così come quell'auto lascia pensare. Penso sia normale avere incertezze e paure e dubbi (le mie non le ho mai nascoste), ma in certi momenti puoi veramente sentire che "ce la farai". Ma queste sensazioni, almeno per me, non nascono dalla volontà o dall'osservazione razionale o dal ripetersi "ce la farò" a mo' di mantra. Nascono all'improvviso da una consapevolezza interiore, da una mente che, anche solo per un istante, è libera e sgombra, e che proprio perchè non è più appesantita dal dolore e dal rancore può semplicemente dire "io sono in pace".

Quanto ai tuoi conflitti, ti capisco. Per anni ho provato una sorta di rancore verso i miei genitori, colpevoli nella mia mente di non avermi capito e di non avermi aiutato, ma non credo di riuscire a spiegare cosa oggi è cambiato, quindi ti racconterò una storia, una delle mie preferite:
Due monaci stavano un giorno andando assieme lungo una strada fangosa. Cadeva una fitta pioggia. Giunti alla curva, incontrarono una bella ragazza che, indossando un chimono di seta ed una sciarpa, non poteva attraversare l'incrocio.
"Vieni, ragazza" disse il primo monaco. La prese tra le braccia e la portò al di là del fango. Il secondo monaco non aprì bocca finché, la sera, non giunsero ad un tempio dove pernottare. Allora non poté più trattenersi e disse: "Noi monaci non avviciniamo femmine, E' pericoloso. Perché l'hai fatto?"
"Io quella ragazza l'ho lasciata laggiù," rispose il primo monaco. "Tu te la stai ancora portando dietro?"
Chissà che non ti aiuti come ha aiutato me.
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Messaggio da Sergio67 » 15 ottobre 2009, 10:43

In realtà da queste storie si possono trarre diverse letture, ma in parte il senso è quello anche per me. Chi pensi che abbia vissuto meglio tra i due? Quello che ha rimuginato per tutto il tempo sull'episodio, costruendoci magari sopra un sacco di pensieri, o l'altro?

Fai bene a chiudere le finestre, specie vista la temperatura di questi giorni :lol: :lol: :lol:. E poi, posso capire che magari tuo suocero non si faccia troppe domande o non si renda conto del rumore che fa, ma poi, è così importante quello che fa?

Quasi quasi ti porto anche i miei di pantaloni a fare l'orlo così ti puoi rilassare un po' più a lungo :wink:.
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Messaggio da Sergio67 » 16 ottobre 2009, 23:22

Se come dice il tuo profilo sei in una piccola cittadina lombarda, mi sa che i pantaloni non te li posso portare :wink:.

Quanto a tuo suocero, parafrasando, mi verrebbe da dire che il tuo vero problema è... che pensi di avere un problema.

Come sempre ognuno ha la sua storia, a me per esempio dava fastidio al limite dell'inverosimile quando mia suocera faceva faccende a casa mia.
Oggi mi rendo conto che non mi importa più di tanto, e se anche quando svuota la lavastoviglie in realtà mette più in disordine che in ordine, o allaga i cactus di mio figlio, mi rendo conto che la cosa non mi fa più montare la rabbia.

E se tuo padre ti fa ancora ancora venire rabbia (ne hai mai parlato qui dei tuoi rapporti con lui?) non vuol dire che non hai risolto nulla. Tieni anche presente che nonostante quello che credi, potrebbe non essere lui il nocciolo del tuo problema.

Non so da quanto fai terapia, ma a me ci sono voluti più di sei mesi prima di vedere qualche cambiamento.

In questo momento poi credo che il punto fondamentale non sia evitare le emozioni negative, come la rabbia che ti assale, ma di riuscire a gestirle in modo più maturo, e certamente non mangiando.

Concentrati su te stessa e le tue sensazioni, e lascia perdere quello che fanno o dicono gli altri. Vedrai che ti aiuterà
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Messaggio da Michela Guariniello » 17 ottobre 2009, 13:02

@ Cara Mony,
come ha già detto Sergio non si tratta di evitare di esperire rabbia, anzi... Devi riuscire a gestirla, comprenderne il reale senso ed affrontarla.
Sai, i grandi cambiamenti nella maggiorparte dei casi stanno avvenendo già dentro di te, solo che non te ne rendi ancora conto, poi con il tempo "passettino per passettino" come stai facendo diverrai consapevole ed arriverà il giorno in cui dirai "caspita come sono cambiata".

@ Caro Sergio,
grazie della storiella, mi è piaciuta moltissimo! Concordo sull'autoconvincersi, ovvero sul fatto che non sia razionale : avviene e basta, e spesso è inspiegabile tanto che arrivi in un momento in cui dici tra te e te "caspita era così semplice, caspita la soluzione era proprio qui dietro l'angolo", una sorta di "Eureka" "Eureka".

Un forte abbraccio a tutti e due
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Messaggio da Sergio67 » 10 novembre 2009, 17:47

Ciao mony,

io credo che una cosa importante non sia non avere mai momenti di debolezza o di stanchezza, ma ripartire ogni volta che ci si ferma.
Anche io sono alcuni giorni che non riesco a fare cyclette, e ho avuto qualche momento di difficoltà. Per di più sono stato fuori a cena e a un battesimo, puoi capire quello che ho mangiato. Ma so che domani ricomincio.
Non condannarti per non essere stata "rigorosa" come avresti voluto. Hai fatto del tuo meglio, e non rispondere che potevi fare di più, perché si può sempre fare di più.
E se non sei costante con il diario alimentare accettalo. Guarda come stai ORA. E se pensi che il diario sia importante ricomincia a farlo. Perché le pagine importanti sono quelle ancora in bianco.
E un giorno, se mai lo rileggerai e noterai che mancherà qualche pagina potrai dire che sì, hai avuto un momento di debolezza, ma lo hai brillantemente superato.

Un abbraccio
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Messaggio da Michela Guariniello » 10 novembre 2009, 23:24

@ Cara Mony,
innanzitutto CALMA; stai troppo agitata!
Cos'è questo tono di sconfitta contro di te? Sono queste le sconfitte della vita? No no così non va!
Hai il ciclo e sei stanca, ti sarà concesso un pò di riposo anche con l'alimentazione e l'attività fisica? Beh se fossi la tua psicoterapeuta te lo prescriverei come FARMACO il fatto di riposarti.. Tutto ciò non significa essere ricaduti o punto e a capo, significa essere UMANI, non puoi lavorare 365 giorni all'anno, non sei un robot e sai quanta forza di volontà occorra per controllare l'alimentazione e fare attività fisica, quindi benvengano gli sgarri, sono un TOCCASANA per mente e corpo e soprattutto non provocano danni se eviti di viverli come sconfitte ma li tramuti in BISOGNI tuoi...!!!!!!!

@ Caro Sergio,
ammetto di avere un debole per le tue frasi, quella del diario è stupenda tnto quanto giusta!

un abbraccio a tutti e due e FIGHTER!!!!!
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