binge eating: un frammento della mia storia

I Disturbi del Comportamento Alimentare si ripercuotono sulla qualità della vita nella sfera sessuale, familiare, sociale, professionale: molte facce di un'unica medaglia. Partiamo dal presupposto che la sofferenza non si misura in Kg. E che essere capiti e aiutati è possibile.
Vogliamo provare a parlarne insieme?


Moderatore: Dott.ssa Michela Guariniello

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Sergio67
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Messaggio da Sergio67 » 20 ottobre 2009, 23:19

@@@Dott.ssa, parlando di "esterno", sicuramente c'è l'effetto di una ritrovata "socialità", ma più ci rifletto più credo che non si tratti di DImostrare qualcosa a qualcuno, ma di vedere anche il proprio corpo come parte di sè, e di un desiderio di vedergli esprimere in modo tangibile il cambiamento che si sente dentro.
Puoi sentirti perso, ma non potrai mai perdere te stesso.

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Michela Guariniello
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Messaggio da Michela Guariniello » 27 ottobre 2009, 8:07

@ Cara Allie
che bello sentirti parlare così, spero con tutto il cuore che tu stia meglio. sai, dopo mesi finalmente leggendo il tuo post ho sentito che ora senti anche tu di potercela fare. Sono fierissima di te!
@ Caro Sergio,
il tuo corpo è già parte di te..A mio avviso non è "modificandolo"che lo sentirai più tuo, è TUO a priori..
@ cara Mony,
tu come stai?

Un forte abbraccio
Dott.ssa Michela Guariniello
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Sergio67
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Messaggio da Sergio67 » 29 ottobre 2009, 23:21

Brava mony.

Io credo che quello che in fondo non mi sono mai perdonato sono proprio i momenti di debolezza.

Adesso (e ancora una volta ringrazio la meditazione) penso che invece ci dobbiamo assolutamente perdonare.

Questo non vuol dire concedersi tutto "tanto poi mi perdono". Bisogna sempre cercare di essere migliori. Ma anche capire che la vita è un eterno fluire e se ci capita un momento di debolezza, non dobbiamo far altro che riconoscerlo, accettarlo, e continuare a seguire il nostro cammino. Puoi anche avere la sensazione di esserti fermata ma finchè continui a ripartire potrai sentire che il tuo futuro si costruisce con quello che stai facendo nel presente e non con quello che hai fatto nel passato.
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lally85
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Messaggio da lally85 » 30 ottobre 2009, 14:37

Ciao a tutti!!!! Avete toccato un tasto dolente per me..accettare le mie debolezze è sempre stata la mia più grande difficoltà. Ho sempre pensato che per essere accettata avrei dovuto dare un'immagine vincente di me,essere bella e brava e sicura..Questo è un pensiero con cui mi devo misurare e contro cui devo lottare ogni giorno ma sto capendo tante cose grazie alla terapia! Sto rispolverando dei lati del mio carattere che ho represso a lungo e giorno dopo giorno quelle che io consideravo debolezze si ridimensionano e scopro che tutto sommato forse non sono nemmeno tali. Un caro abbraccio a tutto il forum.. :D :D

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Sergio67
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Messaggio da Sergio67 » 30 ottobre 2009, 15:32

Molte delle nostre sofferenze derivano proprio dal fatto di non vederci come siamo.
Pesavo 106 Kg e non mi vedevo grasso. Solo che questa negazione della realtà porta inevitabilmente uno squilibrio all'interno della nostra mente.
Vederci come realmente siamo significa anche riconoscere le nostre debolezze e i nostri limiti. Ma per me ha significato anche smettere di soffrire.
Purtroppo nessuno può imporre alla tua mente di accettare la realtà di come sei. E' un percorso in cui ti possono accompagnare e sostenere, ma alla fine sei tu che devi volerlo e sei tu che devi percorrerlo.

@mony: adesso sono a meno di 97 Kg, fai tu i conti. Ma sai una cosa? Mi fa piacere dimagrire, se così non fosse non farei 40 min. di cyclette tutti i giorni, ma in fondo mi sono reso conto che il peso non è poi così importante...
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Messaggio da Michela Guariniello » 31 ottobre 2009, 21:01

Cari Sergio, Mony, Lally,
è si il tasto del non colpevolizzarsi per i propri limiti e le proprie debolezze è proprio dolente... Aggiungerei che oltre ad accettarli bisognerebbe trasformarli in risorse anzichè reprimerli, e questo è uno dei tanti scopi della psicoterapia.
Sergio, dici così : "Ma sai una cosa? Mi fa piacere dimagrire, se così non fosse non farei 40 min. di cyclette tutti i giorni, ma in fondo mi sono reso conto che il peso non è poi così importante...", forse più che dimagrire ti fa piacere "avere il controllo" su di te, controllo che nei momenti in cui predomina il sintomo viene inevitabilmente a mancare..

Un abbraccio forte forte
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Messaggio da Michela Guariniello » 1 novembre 2009, 8:54

Carissima Mony,
non sai quanto io sia contenta di sentirti parlre così : quanta strada stai facendo senza nenche che tu te ne renda conto!
A volte penso al tuo primo post di qualche mesetto fa e non posso far altro che essere FIERA di te, così come lo sono di Sergio, Lally, Allie, Allegra : BRAVI !!
Per quanto riguarda il concetto relativo al carissimo Sergio, volevo dire che quando predomina il sintomo (ad es.le abbuffate) si ha la sensazione di non avere più il controllo di sè stessi, come se si fosse "posseduti" da una forza che decide per te e la tua forza di volontà sparisce.. Ora, il fatto che lui o tu riusciate a fare movimento, o a rinunciare ad un dolce in più, ecc, vi fa sentire di avere di più il controllo su voi stessi, siete voi a decidere per voi, non siete in balia di una forza che vi possiede, e questo a mio avviso è di gran lunga più appagante di perdere peso, non so se son stata chiara ora..

Un abbraccio forte forte
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Sergio67
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Messaggio da Sergio67 » 6 novembre 2009, 23:26

Sono giorni che cerco di ragionare su questa cosa del "controllo".
Ma non mi convince.

Non mi sento per niente appagato per non aver mangiato.

Ed è estenuante cercare di mantenere il "controllo" quando si mangia. Quello che vorrei veramente è smettere di misurarmi con il cibo. Smettere di avere la necessita di controllarmi.
Essere consapevoli di quello che si mangia senza bisogno di intervenire con un controllo razionale sul proprio mangiare.

Anche perché temo che non si possa esercitare il controllo all'infinito. Io per esempio in questo momento non ce la faccio più. Ho la sensazione di essere al limite delle mie forze.

Spero di riuscire a ripartire di nuovo domattina.
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Messaggio da allegra » 7 novembre 2009, 12:50

Ciao sergio.
Come stai moralmente?
Io sto male moralmente, infatti ci sono giorni nei quali mi abbuffo e altri in cui non magio niente.
E’ sbagliato; ma cosa devo fare quando mi sento male?
Mi puoi consigliarmi?
Un abbraccio allegra

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Messaggio da Michela Guariniello » 8 novembre 2009, 9:27

@ Caro Sergio,
forse non mi sono spiegata bene..
Non intendevo elogiare il fatto di esercitare il controllo sul cibo ma mi riferivo alle tue parole di qualche post fa, ed intendevo dire che può essere piacevole la sensazione di non essee "posseduti" da una forza che controlla per noi..
So bene che nessuno può controllarsi per sempre, e soprattutto credo sia nocivo in quanto siamo esseri umani non robot.. infatti io più che elogiare il controllo spesso elogio e cerco di elicitare il più possibile la perdita di controllo, ad es.nel tuo caso se una sera arrivi stanco ed hai voglia di mangiare fallo, concediti di perdere il controllo ogni tanto ma DECIDI TU quando perderlo...capito che intendo?

@ Cara Mony, spero ti vada tutto bene.

un abbraccio
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Sergio67
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Messaggio da Sergio67 » 8 novembre 2009, 14:27

Cara allegra,

purtroppo non esiste una soluzione "universale".

Quello che però io credo è che l'importante è non farsi prendere dallo sconforto. Come hai visto l'altra sera ero molto giù di morale, e per rispondere alla dott.ssa, mi sono anche un po' lasciato andare. Oggi però mi sento meglio.

Io credo che il problema non sia avere dei momenti tristi, ma di reagire. reagire sempre. Ripartire ogni volta che ci si ferma. Capire che nulla è importante se non quello che abbiamo davanti. Qui, ora. Che la nostra vita è davanti a noi e non dietro. E se non siamo riusciti ieri, non significa che non riusciremo domani.
Una frase che ogni tanto mi torna in mente è che "Fallire non vuol dire non riuscire, ma smettere di tentare".

E se continui a tentare sono sicuro che prima o po troverai la tua strada.
Per me è lo stesso nella meditazione. Non esiste un obiettivo categorico. E' una cosa in cui non puoi fallire. Il fallimento è solo nello smettere di meditare.

La vita non è "giusta". E se ci sono persone che sono più sfortunate di noi non significa che non abbiamo diritto alla sofferenza, o che la nostra sofferenza non sia reale.
Se guardassi la mia vita da fuori, potrei dire che non ho avuto una vita difficile. Non mi è mai mancato il pane, o da vestire. Anzi. Però mi è mancato qualcosa di cui avevo disperatamente bisogno.
A volte penso che se fossi stato una persona diversa non sarei come sono ora. Che è "colpa mia". Forse è vero. Ma oggi non sarei io. Così come tu non saresti tu.
Scintilla unica e irripetibile.

Un abbraccio
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Messaggio da allegra » 8 novembre 2009, 17:21

grazie caro sergio :wink:

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Messaggio da Michela Guariniello » 9 novembre 2009, 21:08

@ Caro Sergio,
leggendo il tuo post mi è venuta in mente una frase di Bechett che mi piace tanto :"Ho sempre tentato. Ho sempre fallito. Prova ancora. Fallisci ancora. Fallisci meglio."

Cerca di lasciarti andare decidendo TU come, dove e quando, credimi si rivelerà una grande e piacevole sorpresa...

@ Cara Allegra,
ti ho risposto al mp. NON MOLLARE

un abbraccio a tutti
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